Testo e accordi di Ho imparato a sognare dei Negrita

Ho imparato a sognare dei Negrita

La band musicale dei Negrita

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Il testo di Ho imparato a sognare

Ho imparato a sognare è un brano scritto e cantato dai Negrita ed interpretato anche da Fiorella Mannoia. Per la cantante fu inciso in un singolo estratto dall’album di cover “Ho imparato a sognare”, della stessa Mannoia, uscito dalla Sony Music il 6 novembre 2009. Per l’appunto il brano interpretato da lei è una cover dell’omonima canzone della band musicale Negrita.

Di ”Ho imparato a sognare” è in circolazione anche un videoclip diretto dal registra Gaetano Morbioli, specializzato in questo genere di presentazione.

Lo stesso brano uscì poi dagli studi della Sony Music il 24 settembre del 2013 nella compilation Pink Is Good, con la partecipazione di Fiorella Mannoia. Tutto il ricavato fu devoluto a favore della Fondazione di Umberto Veronesi per la lotta contro il tumore al seno.

Album da cui fu estratto il brano

L’album, che riporta lo stesso titolo della canzone, raccoglie altre 9 celebre celebri cover di band e cantautori nazionali, tra cui Renato Zero, Lucio Battisti, The Rokes, Cesare Cremonini,Tiziano Ferro, i Negrita ed i Negramaro. L’album comprende anche due bonus track: Caffè nero bollente, nuova versione e, L’amore si odia cantato in duetto con Noemi.

Il testo di Ho imparato a sognare

Ho imparato a sognare
Che non ero bambino
Che non ero neanche un’età
Quando un giorno di scuola
Mi durava una vita
E il mio mondo finiva un po là
Tra quel prete palloso
Che ci dava da fare
E il pallone che andava
Come fosse a motore
C’era chi era incapace a sognare
E chi sognava già
Ho imparato a sognare
E ho iniziato a sperare
Che chi c’ha avere avrà
Ho imparato a sognare
Quando un sogno è un cannone
Che se sogni
Ne ammazzi metà
Quando inizi a capire
Che sei solo e in mutande
Quando inizi a capire
Che tutto è più grande
C’ era chi era incapace a sognare
E chi sognava già
Tra una botta che prendo
E una botta che dò
Tra un amico che perdo
E un amico che avrò
Che se cado una volta
Una volta cadrò
E da terra, da lì m’alzerò
C’è che ormai che ho imparato a sognare non…

Testo e accordi di Come si cambia di Fiorella Mannoia

Come si cambia di Fiorella Mannoia

La cantante Fiorella Mannoia

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Informazioni generiche sulla canzone della Mannoia

Come si cambia, è una canzone cantata da Fiorella Mannoia e presentata dalla stessa cantante al Festival di Sanremo nel 1984. Il brano fu inciso in un 45 giri, nel cui lato B c’è Fai piano.

“Come si cambia” nella popolare manifestazione sanremese si classificò soltanto al quattordicesimo posto. Nonostante ciò ebbe un buon successo nelle vendite, dando un’importante spinta alla carriera di Fiorella, che in un’intervista dichiarò: «Come si cambia è stato il pezzo che mi ha fatto capire che cantare era ormai diventato il mio mestiere. E soprattutto, ho capito che la mia vocazione era quella di toccare la corda delle emozioni»

Altre interpretazioni

Il brano fu cantato dalla stessa Fiorella Mannoia in duetto con Noemi (Veronica Scopelliti) nell’album cover “Ho imparato a sognare tour”.

La stessa Noemi ne incise una versione cantata a cappella nell’album “Donne” insieme ai Neri per Caso.

Come si cambia fu poi inserito nella compilation delle 100 canzoni più belle del Festival.

Il testo di Come si cambia

Un pomeriggio della vita ad aspettare che qualcosa voli
Indovinare il viso di qualcuno che ti passa accanto
Tornare indietro un anno un giorno
Per vedere se per caso c’eri
E sentire in fondo al cuore un suono di cemento
Mentre ho già cambiato uomo un’altra volta

Come si cambia per non morire
Come si cambia per amore
Come si cambia per non soffrire
Come si cambia per ricominciare

Con gli occhi verdi e brillantina
Sei tu il duemila certo che verrò
Acida è la pioggia sopra le mie spalle nude
E dentro un taxi nella notte
Avere freddo e non sapere dove
Sopra un letto di bottiglie rotte strapazzarsi il cuore
E giocare a innamorarsi come prima

Come si cambia per non morire
Come si cambia per amore
Come si cambia per non soffrire
Come si cambia per ricominciare

Quante luci dentro hai già spento
Quante volte gli occhi hanno pianto
Quante le incertezze già perse

Come si cambia per non morire
Come si cambia

Sentire il soffio della vita
Su questo letto che fra poco vola
Toccarti il cuore con le dita
E non avere paura di capire
Che domani è un altro giorno

Come si cambia per non morire
Come si cambia per amore
Come si cambia per non soffrire
Come si cambia per ricominciare
Come si cambia per non morire

Testo e accordi di Radioattività dei Baustelle

Radioattività dei Baustelle

la band Baustelle (novembre 2016)
La band Baustelle nel novembre 2016 (foto da Wikipedia)

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Informazioni generiche sulla canzone dei Baustelle

La canzone Radioattività, pubblicata il 29 gennaio 2013, appartiene al primo album dei Baustelle intitolato Fantasma, in cui la stessa band assunse (insieme a Marco Tagliola, sound engineer) il ruolo relativo alla produzione.

In un’intervista Francesco Bianconi dichiarò che “… volevamo toglierci lo sfizio, forse ci sentiamo più sicuri, volevamo anche che ci fosse la nostra visione musicale a trecentosessanta gradi senza nessuno che facesse da filtro. In questo modo non c’è nessuna figura a cui delegare la responsabilità… e infatti è un lavoro grosso e importante che si traduce anche in ansie e fatica, ma va bene così.

Nell’album, composto da quattro canzoni, insieme a Radioattività troviamo: Maya colpisce ancora, Cristina e Il finale.

Il tema generale, comune a tutte e quattro le canzoni, è dedicato al tempo ma, a seconda dei brani, spazia tra l’amore, la morte, la spiritualità e l’assenza, interessando anche temi sociali.

Il titolo dell’album, “Fantasma”, come affermato dallo stesso Bianconi “sintetizza la nostra idea di tempo: è il passato che appare nel presente. Ma oggi anche il futuro è un fantasma, non ha contorni definiti che avrebbe avuto 25 anni fa. La parola fantasma evoca infinite suggestioni, da Edgar Allan Poe al Canto di Natale di Dickens, passando per la grafica della copertina, che si rifà ai film horror di quarant’anni fa. Ma il solo fantasma di cui avere paura è dentro di noi“.

Radioattività, insieme ad un’altra canzone dello stesso album (Il futuro), fu elaborata in versione strumentale per la colonna sonora de’ “I corpi estranei”, un film di Mirko Locatelli uscito nel 2013.

Per saperne di più seguire il link su Wikipedia

Il testo di Radioattività

Piove
sugli orizzonti sfocati
sui nostri tempi deviati
gocce di pioggia di Londra
vista dal basso, dall’ombra
sembra che il mondo le implori, sembra non cessino più, sembra una fine

Neve
che immobilizza i polmoni
che cristallizza pulsioni
neve del cielo di Mosca
non guarda in faccia nessuno
pare che il mondo l’adori
mondo che non prega più

Bisogna avere fede
navigare nello spazio siderale
presupporre l’aldilà
che siamo troppo avvezzi a stare male
a proteggerci dal sole
dalla radioattività

Giorni
in cui sembravi perduto
ed evocavi il passato
giorni che telefonavi
e mi lasciavi da sola
a brancolare nel buio
e dubitavi di me

Bisogna avere fede
navigare nello spazio siderale
superare l’aldilà
che siamo troppo avvezzi a stare male
a proteggerci dal sole
dalla radioattività

di stanchi simboli
di troppo tempo fa
oggi cambio pagina
chi vuole andare va

Bisogna avere fede
esplorare ogni spazio siderale
abolire l’aldilà
così ti stringo forte, grido amore
cerco il bene nell’orrore
e l’eterno nell’età.

Testo e accordi di Mio fratello è figlio unico di Rino Gaetano

La canzone di Rino Gaetano

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Informazioni generiche sulla canzone

Foto di Rino Gaetano
Un’immagine di Rino Gaetano (foto di Obbino)

“Mio fratello è figlio unico”, scritta e lanciata nel 1976 da Rino Gaetano, possiamo considerarla  come un invito ad essere sempre se stessi.

Il brano di Rino parla di Mario, un uomo che pur seguendo le mode – senza accanimento – ragiona con la propria testa.

Trattasi di una delle canzoni più popolari di Rino Gaetano, che ci emoziona facendoci fare un bellissimo salto indietro nel tempo. Proprio così: ci emoziona! La voce di Rino appare schietta e sincera, proveniente dal cuore. Ascoltandola ci accorgiamo che non si tratta di strofe finte e ipocrite ma di versi pieni di significato, che hanno sapore di storia.

Io stesso, che ho vissuto gli anni Settanta, ogni volta che l’ascolto vengo proiettato in quell’epoca.

Mio fratello è figlio unico appartiene all’omonimo album (il secondo) di Rino Gaetano.  Rolling Stones (una rivista statunitense di musica, politica e cultura popolare) l’ha inserito nella quattordicesima posizione dei “100 dischi italiani più belli di sempre”.

Il testo del brano di Rino è concepito in base ad un insieme di luoghi comuni, tipici dei ragazzi degli anni Settanta. All’epoca lo stereotipo della “normalità” era quello di seguire determinate mode e viverle come regole di vita quotidiana.

Chi non è andato a sfogare i propri istinti con donne di facili costumi? Chi non ha preso il treno rapido per spostarsi da una città all’altra? Chi non ha avuto paura ad affrontare un intervento chirurgico? Beh Mario, cioè Rino, che si definisce “figlio unico” lontano dalle mode e dai luoghi comuni, è indipendente e si concede il lusso di vivere la vita con la propria testa.

Tuttavia Mario si sente solo e non riesce ad inserirsi in quella società, colma di cliché e di regolette quotidiane, che ognuno segue e assimila.

Per saperne di più su Wikipedia.

Il testo di Mio fratello è figlio unico

Mio fratello è figlio unico
Perché non ha mai trovato il coraggio d’operarsi al fegato
E non ha mai pagato per fare l’amore
E non ha mai vinto un premio aziendale
E non ha mai viaggiato in seconda classe
Sul rapido Taranto-Ancona
E non ha mai criticato un film
Senza prima, prima vederlo

Mio fratello è figlio unico
Perché è convinto che Chinaglia
Non può passare al Frosinone
Perché è convinto che nell’amaro benedettino
Non sta il segreto della felicità
Perché è convinto che anche chi non legge Freud
Può vivere cent’anni
Perché è convinto che esistono ancora
Gli sfruttati malpagati e frustrati

Mio fratello è figlio unico
Sfruttato, represso, calpestato, odiato
E ti amo Mario
Mio fratello è figlio unico
Deriso, frustrato, picchiato, derubato
E ti amo Mario

Mio fratello è figlio unico
Dimagrito, declassato, sottomesso, disgregato
E ti amo Mario
Mio fratello è figlio unico
Frustato, frustrato, derubato, sottomesso
E ti amo Mario
Mio fratello è figlio unico
Deriso, declassato, frustrato, dimagrito
E ti amo Mario
Mio fratello è figlio unico
Malpagato, derubato, deriso, disgregato
E ti amo Mario

Testo e accordi di Come vorrei dei Ricchi e Poveri

La canzone dei Ricchi e Poveri

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Informazioni generiche

Ricchi e poveri
La band dei Ricchi e poveri

Come vorrei è una canzone cantata dai Ricchi e poveri nel 1981, uscita come singolo su etichetta Baby Records. Nel lato B del 45 giri c’é Stasera canto.

Entrambi i brani furono tratti dall’album della stessa band “E penso a te”, che corrisponde al primo long-playing da trio dei Ricchi e poveri.

Il disco (ancora in formato 45 giri) uscì in Germania, Francia, Svizzera, Belgio e Austria nella lingua d’origine, mentre nelle Americhe (Stati Uniti e in alcuni Paesi latini) nella versione spagnola.

Il presente brano, che è tra quelli più conosciuti dei ricchi e poveri, fu scritto da Dario Farina e Cristiano Minellono, autori molto vicini alla band genovese. Trattasi del terzo di quattro singoli tratti dallo stesso album, che apparve nel 1981.

La canzone fu proposta in duetto da Angela Brambati e Angelo Sotgiu ed inserita nella trasmissione Portobello, condotta da Enzo Tortora. Riuscì a scalare le classifiche e a rimanere in prima posizione della hit parade italiana per cinque mesi.

Testo della canzone

Ci sono giorni in cui non dormo e penso a te
Sto chiuso in casa col silenzio per amico
Mentre la neve dietro ai vetri scende giù
Ti aspetto qui
Vicino al fuoco

In questo inverno c’è qualcosa che non va
Non è Natale da una volta nella vita
Eppure è stato solamente un anno fa
Speriamo che
Non sia finita

Come vorrei, come vorrei, amore mio
Come vorrei che tu mi amassi a modo mio
Che questa sera troppo triste, troppo uguale
Non fosse più
Senza di te

Come vorrei, come vorrei, amore mio
Come vorrei che questo amore che va via
Non si sciogliesse come fa la neve al sole
Senza parole

Dovrei capirti quando vedo che vai via
E non amarti quando non vuoi farti amare
Senza cadere in una nuova gelosia
Che solo tu
Mi fai provare

Come vorrei, come vorrei, amore mio
Come vorrei che tu mi amassi a modo mio
Che questa sera troppo triste, troppo uguale
Non fosse più
Senza di te

Come vorrei, come vorrei, amore mio
Come vorrei che questo amore che va via
Non si sciogliesse come fa la neve al sole
Senza parole

E questa volta un altra donna non verrà
A cancellare la tua impronta sul cuscino
Anche alla luna gliel’ho chiesto e non ci sta
Non vuole più
Starmi vicino

Fonte: Musixmatch

Testo e accordi di Come mai cantata da Max Pezzali

Come mai (883) di Max Pezzali

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Informazioni generiche sul brano

Il presente brano musicale è scritto e cantato da Max Pezzali. Uscì nel 1993 e fu estratto dall’album “Nord sud ovest est” degli 883, di cui lo stesso cantante fa parte. Fu cantato insieme a Fiorello al Festival di Sanremo conquistando il primo posto.

La canzone – fra le più popolari della band degli anni Novanta, insieme a “Nord sud ovest est” e “Sei un mito” – raggiunse il primo posto nelle classifiche di vendita, rimanendovi per molte settimane.

Esistono ad oggi due video della presente canzone: uno ha più che altro immagini di backstage già presenti nel video di “Nord sud ovest est”. L’altro venne realizzato in seguito al successo della versione cantata insieme a Fiorello. Quest’ultimo nel video  imita noti cantanti italiani: Ruggeri, V. Rossi, Guccini, Baglioni e Battiato in un’ambientazione legata al compleanno di Mauro Repetto degli stessi 883..

Testo della canzone

Le notti non finiscono
All’alba nella via
Le porto a casa insieme a me
Ne faccio melodia
E poi mi trovo a scrivere
Chilometri di lettere
Sperando di vederti ancora qui

Inutile parlarne sai, non capiresti mai
Seguirti fino all’alba e poi
Vedere dove vai
Mi sento un po’ bambino ma
Lo so con te non finirà
Il sogno di sentirsi dentro ad un film

E poi all’improvviso sei arrivata tu
Non so chi l’ha deciso
M’hai preso sempre più
Una quotidiana guerra
Con la razionalità
Ma va bene purché serva per farmi uscire

Come mai, ma chi sarai, per fare questo a me
Notti intere ad aspettarti, ad aspettare te
Dimmi come mai, ma chi sarai per farmi stare qui
Qui seduto in una stanza, pregando per un sì

Gli amici se sapessero che sono proprio io
Pensare che credevano
Che fossi quasi un dio
Perche non mi fermavo mai
Nessuna storia inutile
Uccidersi d’amore, ma per chi?

Lo sai all’improvviso sei arrivata tu
Non so chi l’ha deciso
M’hai preso sempre più
Una quotidiana guerra con la razionalità
Ma va bene purché serva per farmi uscire

Come mai, ma chi sarai, per fare questo a me
Notti intere ad aspettarti, ad aspettare te
Dimmi come mai, ma chi sarai, per farmi stare qui
Qui seduto in una stanza, pregando per un sì

Dimmi come mai, ma chi sarai, per fare questo a me
Notti intere ad aspettarti, ad aspettare te
Dimmi come mai, ma chi sarai, per farmi stare qui
Qui seduto in una stanza, pregando per un sì
Dimmi come mai, ma chi sarai, per farmi stare qui
Qui seduto in una stanza, pregando per un sì

Fonte: LyricFind

Testo e accordi di Gianna di Rino Gaetano

Gianna di Rino Gaetano

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Informazioni generiche sul brano

Gianna è un brano musicale scritto e cantato dal cantautore Rino Gaetano. La canzone fu presentata dallo stesso cantante al 28° Festival di Sanremo arrivando alle fasi finali.

Era esattamente il 28 gennaio 1978 quando, agli inizi della fase finale del Festival, l’esordiente Rino venne chiamato dalla conduttrice Maria Giovanna Elmi per cantare la sua canzone. Il giovane crotonese si presentò davanti a lei con un frac pieno di medaglie, un papillon bianco ed un cappello nero a cilindro. Secondo la critica questo voleva essere un chiaro omaggio a Ettore Pratolini, maestro del paradosso e della comicità. Le scarpe da ginnastica Mecap stonavano con il resto dell’abbigliamento, come pure l’ukulele tenuto in braccio a mo’ di chitarra. Durante l’esibizione non smise mai di sorridere e muoversi come un pagliaccio.

La canzone ebbe un grandissimo successo ed ancora oggi la sentiamo spesso cantare.

Il testo del brano

Gianna, Gianna, Gianna sosteneva, tesi e illusioni
Gianna, Gianna, Gianna prometteva, pareti e fiumi
Gianna, Gianna aveva un coccodrillo e un dottore
Gianna non perdeva neanche un minuto per fare l’amore

Ma la notte la festa è finita, evviva la vita
La gente si sveste, comincia un mondo
Un mondo diverso, ma fatto di sesso, chi vivrà vedrà

Gianna, Gianna, Gianna non cercava il suo pigmalione
Gianna difendeva il suo salario dall’inflazione
Gianna, Gianna, Gianna non credeva a canzoni o UFO
Gianna aveva un fiuto eccezionale per il tartufo

Ma la notte la festa è finita, evviva la vita
La gente si sveste, comincia un mondo
Un mondo diverso, ma fatto di sesso, chi vivrà vedrà

Ma dove vai? Vieni qua, ma che fai?
Dove vai? Con chi ce l’hai?
Vieni qua, ma che fai?
Dove vai? Con chi ce l’hai?
Di chi sei? Ma che vuoi?
Dove vai? Con chi ce l’hai?
Butta là, vieni qua, chi la vende e chi la da
Dove sei? dove stai? Fatti sempre i fatti tuoi
Di chi sei? Ma che vuoi? Il dottore non c’è mai
Prendi e vai, prendi e vai
Tu non prendi se non dai
Vieni qua, ma che fai?
Dove vai? Con chi ce l’hai?
Di chi sei? Ma che vuoi?
Dove vai? Con chi ce l’hai?
Butta là, vieni qua, chi la vende e chi la da
Dove sei? dove stai? Fatti sempre i fatti tuoi
Di chi sei? Ma che vuoi? Il dottore non c’è mai
Prendi e vai, prendi e vai
Tu non prendi se non dai
Vieni qua, ma che fai?
Dove vai? Con chi ce l’hai?
Di chi sei? Ma che vuoi?
Dove vai? Con chi ce l’hai?
Butta là, vieni qua, chi la vende e chi la da
Dove sei? dove stai? Fatti sempre i fatti tuoi
Di chi sei? Ma che vuoi? Il dottore non c’è mai
Prendi e vai, prendi e vai
Tu non prendi se non dai
Fonte: LyricFind

Testo e accordi di Quando di Pino Daniele

Quando  di Pino Daniele

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Informazioni generiche sulla canzone

“Quando” è un brano musicale scritto e cantato da Pino Daniele. Fu lanciato dallo stesso cantante nel 1991 con l’album “Sotto ‘o sole”.

Il brano fu usato anche per la colonna sonora del film “Pensavo fosse amore, invece era un calesse” di Massimo Troisi, uscito nello stesso anno della pubblicazione (1991).

In origine il testo riportava i versi “e vivrò, sì vivrò,/ tutto il giorno per vederti ballare”., ma su suggerimento dello stesso Massimo Troisi fu cambiato in “e vivrò, sì vivrò/ tutto il giorno per vederti andar via”.

Nel 1994 Pino Daniele incide la stessa canzone insieme ad Anna Oxa, includendola nell’album “Cantautori 2”.

Nel 1995 esce una cover dei Neri per Caso con il loro primo album: Le ragazze.

Nel 2006 esce cantata da Laura Pausini nell’album Io canto.

Altre due cover sono uscite con le interpretazioni di Mango (2008) e Marco Mengoni (2020).

Testo della canzone

Tu dimmi quando, quando
Dove sono i tuoi occhi e la tua bocca
Forse in Africa che importa

Tu dimmi quando, quando
Dove sono le tue mani ed il tuo naso
Verso un giorno disperato
Ed io ho sete
Ho sete ancora, ho sete ancora

Tu dimmi quando, quando
Non guardarmi adesso amore
Sono stanco
Perché penso al futuro
Tu dimmi quando, quando
Siamo angeli che cercano un sorriso
Non nascondere il tuo viso
Perché ho sete, ho sete ancora, ho sete ancora

E vivrò, sì vivrò
Tutto il giorno per vederti andar via
Fra i ricordi e questa strana pazzia
E il paradiso, che forse esiste
Chi vuole un figlio non insiste
Oh no, oh no

Tu dimmi quando, quando
Ho bisogno di te almeno un’ora
Per dirti che ti amo ancora
Tu dimmi quando, quando
Lo sai che non ti avrò e sul tuo viso
Sta per nascere un sorriso
Ed io ho sete, ho sete ancora, ho sete ancora

E vivrò, sì vivrò
Tutto il giorno per vederti andare via, uh
Fra i ricordi e questa strana pazzia
E il paradiso, che forse esiste
Chi vuole un figlio non insiste
Oh no, no, no

Lo sai che non ti avrò e sul tuo viso
Sta per nascere un sorriso
Io ho sete, ho sete ancora, ho sete ancora
Tu dimmi q… q…

Fonte:  LyricFind

Testo e accordi di Vita cantata da Lucio Dalla e Gianni Morandi

Vita (Lavezzi-Mogol)

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Informazioni sul brano

Il brano musicale, cantato da Gianni Morandi e Lucio Dalla, è stato scritto da Mario Lavezzi e Mogol.

Vita appartiene all’album Dalla/Morandi, dei cantanti (per l’appunto) Lucio Dalla e Gianni Morandi. Il disco fu lanciato nella primavera del 1988.

Inizialmente per il brano, che iniziava con “Cara in te ci credo”, venne richiesta l’interpretazione della cantante Mina. In seguito ad un suo rifiuto Mogol la propose a Lucio Dalla con un diverso incipit.

Il testo della canzone

Vita
Oh, vita
Vita
Oh, vita

Vita, in te ci credo
Le nebbie si diradano
E oramai ti vedo
Non è stato facile
Uscire da un passato
Che mi ha lavato l’anima
Fino quasi a renderla
Un po’ sgualcita

Vita, io ti vedo
Tu così purissima
Da non sapere il modo
L’arte di difendermi
E così ho vissuto
Quasi rotolandomi
Per non dover ammettere
D’aver perduto

Anche gli angeli
Capita a volte, sai, si sporcano
Ma la sofferenza tocca il limite
E così cancella tutto
E rinasce un fiore sopra un fatto brutto

Siamo angeli
Con le rughe un po’ feroci sugli zigomi
Forse un po’ più stanchi, ma più liberi
Urgenti di un amore
Che raggiunge chi lo vuole respirare

Vita, io ti credo
Dopo che ho guardato a lungo
Adesso io mi siedo
Non ci son rivincite
Né dubbi, né incertezze
Ora il fondo è limpido
Ora ascolto immobile le tue carezze

Anche gli angeli
Capita a volte, sai, si sporcano
Ma la sofferenza tocca il limite
E così cancella tutto
E rinasce un fiore sopra un fatto brutto

Siamo angeli
Con le rughe un po’ feroci sugli zigomi
Forse un po’ più stanchi, ma più liberi
Urgenti di un amore
Che raggiunge chi lo vuole respirare

Angeli
Siamo angeli
Siamo angeli (Angeli)
Angeli

Angeli (Vita)
Angeli
Angeli (Angeli)
Angeli

Angeli
(Vita)
Angeli
(Oh, vita)Angeli
Siamo angeli (Angeli)
Siamo angeli (Vita)

Fonte: Musixmatch
Compositori: Mario Lavezzi / Mogol