Indice metodo per chitarra Matteo Carcassi

Esercizi progressivi per il chitarrista

Il metodo per chitarra di Matteo Carcassi (op. 59) che sto presentando in queste pagine non è assolutamente integrale.

Sarebbe stato più corretto inserire tutti gli esercizi ma la grande mole di informazioni avrebbe reso più complicata la configurazione generale delle lezioni nell’ambiente Internet.

Chi avesse intenzioni di scaricare tutto il metodo – composto da tre parti – può farlo cliccando sul link, inserito in basso.

I consigli ed i commenti ad ogni lezione (anche i titoli) sono miei e nulla hanno a che vedere con quelli del grande Musicista fiorentino.

La diteggiatura è stata tratta tale e quale da quella originale. L’ho dovuta riscrivere perché il pollice era indicato con “+” e le tre dita (indice, medio e pollice) indicate rispettivamente con i segni “-“, “–” e “—“.

Chi era Matteo Carcassi

Il musicista nasce a Firenze nel 1792 ed intraprende molto presto lo studio della chitarra classica, divenendo, a soli 18 anni di età, un famoso concertista.

Nel 1920 si reca a Parigi, dove in brevissimo tempo riscuote grandi successi.

La sua fama rimbalza di nuovo – ma con più forza –  in Italia, tanto che dal 1822, pur continuando a vivere nella capitale francese, si sposta frequentemente nelle nostre città per compiere tournées, ma non soltanto: anche l’Inghilterra e la Germania sono le sue mete preferite.

Nel 1835 Matteo ritorna in Italia dove si stabilisce definitivamente alternando l’attività didattica a quella concertistica.

Il musicista muore a Parigi il 16 gennaio 1853.

Le composizioni di Matteo Carcassi

Le composizioni di Matteo Carcassi sono caratterizzate soprattutto per il frequente impiego di posizioni alte sulla tastiera della chitarra, ma anche per l’uso di una ampia gamma di effetti sonori e per l’impeccabile cura riservata alla melodia: caratteristica che ha come conseguenza un interesse minore per la polifonia.

Secondo gli studiosi la sua produzione non raggiunge in qualità il livello di quella di Fernando Sor e di Mauro Giuliani, ma certamente Matteo Carcassi ci ha lasciato lavori didattici importantissimi.

Le più importanti opere didattiche

Uno di questi è il “Metodo per chitarra op. 59”, che presento in queste pagine, “Sei Capricci op. 26”, e i “25 studi melodici e progressivi op. 60” (scaricabili), non tanto impegnativi e quindi raggiungibili nonostante l’elevato livello musicale, che consiglio i novelli chitarristi di provare già dopo aver assimilato le più elementari basi chitarristiche.

Assai virtuose sono invece le “Fantasie” di Matteo su motivi operistici.

Attenzione:

i numeri progressivi degli esercizi, per comodità di navigazione del sito e pur rispettando l’ordine cronologico scelto dal grande maestro della chitarra, sono relativi esclusivamente alla presente configurazione, pertanto non corrispondono alla numerazione originale.

Segni di abbreviazione che si incontreranno sono

  • Per la mano destra: i, m, a, p, che corrispondono rispettivamente all’indice, medio, anulare e pollice.
  • Per la mano sinistra: 1, 2, 3, 4, che corrispondono rispettivamente all’indice, medio, anulare e mignolo.
  • Lo “0” (zero) indica la corda a vuoto, mentre il numero romano indica la posizione del tasto
  • Il cerchietto contenente il numero (da uno a sei) indica la corda su cui agire (Mi cantino la prima, Si la seconda, Sol la terza, Re la quarta, La la quinta, e Mi basso la sesta).
  • Il segno “Λ” sopra la nota indica il suono accentato (appoggiato, tocco appoggiato, nota più sonora).

8 esercizi preparatori:

Arpeggi, scala naturale e scala cromatica eseguita leggendo le note in diesis ed in bemolle. Esercizi sul pentagramma della scala naturale (cioè nel rigo di do maggiore) incontrando sia il diesis che il bemolle. Abbinati agli esercizi ci saranno i file midi che potrete comodamente scaricare:

La diteggiatura, che cambia a seconda della trascrizione, è stata tratta con esattezza dall’edizione MAYANCE. B. SCHOTT’S SÖHNE del 1924 (vedi pagina di intestazione).

22 esercizi facili sugli arpeggi

Tutti in Do maggiore:

  1. Esercizio n° 1: arpeggio a terzine
  2. Esercizio n° 2: altro arpeggio a terzine
  3. Esercizio n° 3: arpeggio a quartine
  4. Esercizio n° 4: altro arpeggio a quartine
  5. Esercizio n° 5: arpeggio in Do maggiore
  6. Esercizio n° 6: altro arpeggio in do maggiore
  7. Esercizio n° 7: altro arpeggio in Do maggiore
  8. Esercizio n° 8: arpeggio in Do maggiore
  9. Esercizio n° 9: arpeggio a salire
  10. Esercizio n° 10: arpeggio a quartine
  11. Esercizio n° 11: arpeggio in Do maggiore
  12. Esercizio n° 12: arpeggio con melodia
  13. Esercizio n° 13: arpeggio in Do maggiore
  14. Esercizio n° 14: arpeggio con alternanze
  15. Esercizio n° 15: terzine e note simultanee
  16. Esercizio n° 16: la prima polifonia
  17. Esercizio n° 17: arpeggi e terzine
  18. Esercizio n° 18: altri arpeggi e terzine
  19. Esercizio n° 19: arpeggi verso gli acuti e ritorno
  20. Esercizio n° 20: arpeggi e quartine bassi
  21. Esercizio n° 21: linea dei bassi e note simultanee
  22. Esercizio n° 22: accordi e melodia insieme

8 esercizi di arpeggi

Arpeggi ed accordi in diverse tonalità quali Do maggiore, Sol maggiore (un diesis), Re maggiore (due #), La maggiore (tre #), Mi maggiore (quattro #), Fa maggiore (un bemolle), La minore, e Mi minore (un #):

8 esercizi per lo sviluppo delle dita

Esercizi per lo sviluppo della velocità di entrambe le mani con la linea del basso mentre si eseguono arpeggi. I primi tre gruppi si suonano nel rigo naturale e poi, via via, con note con alterazioni in chiave: 1 # per il Sol maggiore, 2 diesis, per il Re maggiore e 3 diesis per il La maggiore. In tal modo l’allievo incomincia ad inserirsi piano piano nel mondo delle tonalità. Abbinati agli esercizi ci saranno i file midi che potrete comodamente scaricare:

Piccoli brani musicali

Entriamo nel vivo con otto esercizi di piccoli brani musicali, facili nella tecnica ed assai gradevoli all’orecchio:

Scarica il metodo completo di Matteo Carcassi op. 59 (parti 1 – 2 – 3) (il file è pesante ed occorre qualche minuto: assicuratevi di salvarlo soltanto quando sarete sicuri di averlo scaricato completamente! In caso contrario il file sarà corrotto…… quindi riprovate)

Per quelli un po’ più navigati: 25 studi melodici e progressivi di Matteo Carcassi op. 60 (Edizione: B. Schott’s Söhne, n.d., plate 11425, Mainz).

Primi passi del metodo per chitarra di Matteo Carcassi

Il primo esercizio pratico del metodo per chitarra di Matteo Carcassi (op. 59).

Arpeggi

Tabulatura n° 1 metodo Carcassi

Si raccomanda sempre di controllare l’accordatura della chitarra prima di intraprendere ogni seduta.

Per gli aspiranti un po’ più navigati non è necessaria tale pratica perché si accorgeranno in fase di studio di avere le corde fuori tono.

Per il principiante, invece, la cosa può diventare pericolosa perché dietro l’angolo c’è il rischio di memorizzare intervalli non corretti e quindi non essere mai più in grado di riconoscerli come tali.

Le lettere p, i, m, a, corrispondono alle dita della mano destra (pollice, indice, medio ed anulare).

L’esercizio dello spartito si esegue esclusivamente con le corde a vuoto.

Iniziare molto lentamente, non rispettando il tempo, e fare attenzione alla qualità del pizzico sulla corda, che deve essere eseguito in maniera perfetta.

Quindi ascoltare bene il suono generato da ogni pizzicata, valutarlo e riproporlo più volte al vostro orecchio:

  1. Fermatevi sulle note perfette e prendetene atto!

  2. Fermatevi sulle note mal pizzicate e cercate di rendervi conto del perché sia successo questo: I motivi sono sempre plurimi, perciò indagate con cura.

Scarica il file midi dimostrativo

Lezione di chitarra n° 10: Arpeggio

Arpeggio dal metodo per chitarra di Matteo Carcassi.

Lezione di chitarra n° 10: Arpeggio 

Esiste una moltitudine di combinazioni di note negli arpeggi. Il primo impatto con questa grande mole di esercizi ci porta a pensare – sbagliando – che ogni nuova lezione interferisca negativamente con quelle precedenti. Non è così, anzi più numerose sono le combinazioni con cui ci esercitiamo e più ci liberiamo da condizionamenti coatti, diventando liberi di passare con disinvoltura da una sequenza ad un’altra.

Anche questo esercizio richiede attenzione nel momento del passaggio dal Do maggiore al Sol 7, per evitare il solito stop-legato del Do della seconda corda, primo tasto (si veda pagine precedenti).

Le raccomandazioni più calde sul modo di affrontare gli esercizi – spesso lo ricordo – sono sempre le solite:

  • Iniziate a rallentamento senza ripetere troppe volte il nuovo esercizio (quelli già imparati si possono ripetere a volontà).

  • Durante l’esecuzione del brano ascoltatevi prima le spalle e poi tutta la muscolatura delle braccia fino ai polpastrelli delle dita: tutto deve essere sciolto.

  • Registrate ed ascoltate l’esercizio eseguito.

  • Ogni tanto guardatevi spensieratamente allo specchio mentre suonate, ma senza concentrarvi sulle dita in movimento.

Scarica il file midi relativo a questa lezione

Lezione n° 24: Arpeggio in Sol maggiore con variazioni

Arpeggio in Sol maggiore con variazioni dal metodo per chitarra di Matteo Carcassi.

 Finalmente dopo tanti esercizi in Do maggiore incominciamo a muoversi verso tonalità un po’ più complesse.

Iniziamo con quella con un solo diesis, ovvero quella del Sol Maggiore. In questa lezione valgono le stesse raccomandazioni fatte nella pagina precedente. È inutile lasciare un tasto quando lo stesso dito dovrà ritornarci sopra. È sempre bene sprecare meno energia possibile e evitare inutili e dannose meccanizzazioni.

I righi musicali sono due: quello in alto mostra la posizione della mano, che rimane ferma per tutta la durata della battuta, mentre quello inferiore mostra l’arpeggio.

Si consiglia, nel primo approccio, di considerare il rigo superiore soltanto come riferimento di accordo. Quindi, quando si sarà acquisita acquista una certa disinvoltura, eseguire il pezzo in polifonia. questo vale anche per gli esercizi successivi.

Scarica il file midi relativo a questa lezione

Lezione di chitarra n° 24: Arpeggio in Sol maggiore con variazioni

Lezione di chitarra n° 31: Il primo valzer

Il primo valzer in Do maggiore dal metodo Matteo Carcassi

Se si sono rispettati gli schemi degli insegnamenti (le posizioni della chitarra, del corpo, delle mani e loro movimento (destra e sinistra), le scale musicali, gli arpeggi e tanto altro … , finalmente si può iniziare a deliziare lo spirito con qualche piccolo pezzo.

Questo esercizio consiste in un facile brano musicale in tre tempi.

Occorre fare attenzione soprattutto all’approccio che instauriamo con esso nei primissimi momenti. Gli occhi e le orecchie devono essere molto vigili, ed i movimenti eseguiti a rallentatore.

Le prime tre note alte della seconda battuta possono essere eseguite con l’alternanza del medio e dell’indice. Oppure potrete scegliere di pizzicarle soltanto con il medio (dato che il pezzo non richiede alta velocità)

Nella terza battuta il Re ed il Sol possono essere pizzicati anche con il medio ed l’indice.

Particolare attenzione richiede il passaggio dalla quarta alla quinta battuta. Onde attenuare l’immancabile legato involontario (Fa-Mi) è bene che nel cambio di posizione (da Sol7 a Do maggiore) si raggiunga prima il Do basso con il dito 3 e poi si lasci il Fa alto premuto dall’1.

Aguzzate bene l’orecchio ed abituatevi a lasciare il tasto del Fa (moltissime volte) abbassando al limite minimo quel fastidioso legato. Comunque il Do basso già riesce a coprirlo quasi completamente.

Nella seconda parte, quei sedicesimi (tra cui il Si del quarto tasto, terza corda), che si eseguono nella prima, seconda e terza corda, possono anche essere eseguiti soltanto nella prima e seconda corda. Si impiegano l’indice ed il medio (o medio e anulare), altresì lasciando il tasto del Re per eseguire il Si.

Lezione di chitarra n° 31: Il primo valzer

Scala di Do maggiore dal metodo di Matteo Carcassi

Scala di Do maggiore dal metodo di Matteo Carcassi

Esercizi su arpeggi con note singole ed accordi

Scala di Do maggiore e sua diteggiatura con indicazioni delle posizione dei tasti e delle corde.

Eseguire la scala molto lentamente e fare attenzione alle note che vibrano inopportunamente (in caso di note fatte lontano dalla sbarretta).

Abituatevi ad alternare le varie combinazioni delle dita. Non accontentatevi di impiegare l’indice-medio ma esercitatevi anche con l’indice-anulare e il medio-anulare.

Le note appartenenti alle ultime  tre corde (quarta, quinta e sesta) è bene suonarle anche con il solo pollice.

Più avanti vedremo che il pollice potrà muoversi anche sulle altre corde (il prossimo esercizio si interesserà proprio di questo).

Scarica il file midi di questo spartito

Lezione di chitarra n° 11: Arpeggio da eseguire in do maggiore

Arpeggio da eseguire in do maggiore dal metodo di Matteo Carcassi

Lezione di chitarra n° 11: Arpeggio 

Particolare attenzione alle minime che debbono essere mantenute in vibrazione in relazione al loro valore (se suonano più a lungo non ha importanza).

Qui il passaggio da una posizione all’altra è facilitato dal fatto che l’ultima nota della prima battuta corrisponde ad una corda a vuoto (la terza, quella del Sol).

La sequenza del pizzicato “p, i, m, i, a, i, m, i” viene ripetuta per otto volte. si raccomanda di iniziare assai lentamente.

L’arpeggio è, come chiaramente illustrato, in Do maggiore (si veda la scala di Do maggiore), mentre il cambio lo porta in posizione di sol7 (si veda la formazione degli accordi di settima).

Scarica il file midi relativo a questa lezione

Lezione di chitarra n° 25: Arpeggio in Re maggiore con variazioni

Arpeggio in Re maggiore con variazioni dal metodo per chitarra di Matteo Carcassi.

In questa lezione incontriamo due diesis in chiave e il brano da eseguire è in Re maggiore. La solita raccomandazione è quella di tenere fermo il dito che dovrà essere reimpiegato per l’accordo successivo.

È consigliabile eseguire l’esercizio anche con una diteggiatura diversa: impiegando le dita i, m, a, per le prime tre corde ed il pollice per le altre tre.

Per la prima volta il tempo in sei ottavi. Penso sia superfluo ricordare che si tratta non di terzine-sestine ma suddivisioni regolari.

Scarica il file midi relativo a questa lezione

Lezione di chitarra n° 25: Arpeggio in Re maggiore con variazioni

Lezione di chitarra n° 35: Un valzer facile dal metodo Carcassi

Un valzer facile dal metodo Carcassi

Un valzer in Re maggiore (prima parte) e Sol maggiore (seconda parte).

È opportuno che già nella prima battuta la mano sinistra sia nella posizione del Re maggiore.

Fare attenzione al cambio dal Re maggiore al La maggiore, tra la quarta e la quinta battuta: dal momento che il dito n° 1 deve rimanere sul La, approfittate a cambiare con ritardo la posizione delle altre due dita (il 2 ed il 4) in modo da coprire il fastidioso effetto dell’abbandono del Fa (intendo Fa#) del secondo tasto (prima corda).

Al ritorno al Re maggiore il problema è molto ridotto dal fatto che il Mi è una nota di corda a vuoto ed il Do viene subito coperto dal Re con un dito vicinissimo al precedente.

Lezione di chitarra n° 35: Un altro valzer facile

Esercizi a moto lento sulla scala naturale

Esercizi a moto lento sulla scala naturale dal metodo di Matteo Carcassi

Esercizi sulla scala naturale

Il presente esercizio è quasi uguale al precedente. Questo contiene una scala naturale che copre tutta la zona relativa ai cinque primi tasti del manico della chitarra ed interessa tutte e sei le corde.

Si raccomanda di porre i polpastrelli delle dita assai vicino alla relativa sbarretta e controllare con attenzione che non ci siano vibrazioni estranee alla nota.

Si consiglia, in un primo momento, di iniziare dalla quinta misura e terminare alla tredicesima. In tal modo si assimila bene la tonalità, riconoscendone la relativa “Tonica” (Do) ogni qualvolta si passa attraverso essa.

Scarica il file midi di questo spartito