Testo e accordi di Radioattività dei Baustelle

Radioattività dei Baustelle

la band Baustelle (novembre 2016)
La band Baustelle nel novembre 2016 (foto da Wikipedia)

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Informazioni generiche sulla canzone dei Baustelle

La canzone Radioattività, pubblicata il 29 gennaio 2013, appartiene al primo album dei Baustelle intitolato Fantasma, in cui la stessa band assunse (insieme a Marco Tagliola, sound engineer) il ruolo relativo alla produzione.

In un’intervista Francesco Bianconi dichiarò che “… volevamo toglierci lo sfizio, forse ci sentiamo più sicuri, volevamo anche che ci fosse la nostra visione musicale a trecentosessanta gradi senza nessuno che facesse da filtro. In questo modo non c’è nessuna figura a cui delegare la responsabilità… e infatti è un lavoro grosso e importante che si traduce anche in ansie e fatica, ma va bene così.

Nell’album, composto da quattro canzoni, insieme a Radioattività troviamo: Maya colpisce ancora, Cristina e Il finale.

Il tema generale, comune a tutte e quattro le canzoni, è dedicato al tempo ma, a seconda dei brani, spazia tra l’amore, la morte, la spiritualità e l’assenza, interessando anche temi sociali.

Il titolo dell’album, “Fantasma”, come affermato dallo stesso Bianconi “sintetizza la nostra idea di tempo: è il passato che appare nel presente. Ma oggi anche il futuro è un fantasma, non ha contorni definiti che avrebbe avuto 25 anni fa. La parola fantasma evoca infinite suggestioni, da Edgar Allan Poe al Canto di Natale di Dickens, passando per la grafica della copertina, che si rifà ai film horror di quarant’anni fa. Ma il solo fantasma di cui avere paura è dentro di noi“.

Radioattività, insieme ad un’altra canzone dello stesso album (Il futuro), fu elaborata in versione strumentale per la colonna sonora de’ “I corpi estranei”, un film di Mirko Locatelli uscito nel 2013.

Per saperne di più seguire il link su Wikipedia

Il testo di Radioattività

Piove
sugli orizzonti sfocati
sui nostri tempi deviati
gocce di pioggia di Londra
vista dal basso, dall’ombra
sembra che il mondo le implori, sembra non cessino più, sembra una fine

Neve
che immobilizza i polmoni
che cristallizza pulsioni
neve del cielo di Mosca
non guarda in faccia nessuno
pare che il mondo l’adori
mondo che non prega più

Bisogna avere fede
navigare nello spazio siderale
presupporre l’aldilà
che siamo troppo avvezzi a stare male
a proteggerci dal sole
dalla radioattività

Giorni
in cui sembravi perduto
ed evocavi il passato
giorni che telefonavi
e mi lasciavi da sola
a brancolare nel buio
e dubitavi di me

Bisogna avere fede
navigare nello spazio siderale
superare l’aldilà
che siamo troppo avvezzi a stare male
a proteggerci dal sole
dalla radioattività

di stanchi simboli
di troppo tempo fa
oggi cambio pagina
chi vuole andare va

Bisogna avere fede
esplorare ogni spazio siderale
abolire l’aldilà
così ti stringo forte, grido amore
cerco il bene nell’orrore
e l’eterno nell’età.

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