Armonizzazione della Scala Minore Melodica
La scala minore melodica offre sonorità raffinate e moderne, eliminando l’intervallo eccedente della minore armonica per una maggiore fluidità. Prima di immergerti nei dettagli della lezione, dai uno sguardo a questo schema riassuntivo per orientarti subito tra i concetti principali.
Geometria Sonora: L’Armonia Jazzistica
Una guida alla costruzione di triadi e quadriadi su una scala che ridefinisce i concetti di tensione e risoluzione.
1. Struttura della Melodica “Jazz”
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Il VI e VII Grado Innalzati: La particolarità di una scala minore che si differenzia dalla maggiore solo per la terza minore.
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Fluidità Melodica: Perché questa scala è considerata la più agevole per le linee solistiche e l’improvvisazione.
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Differenza tra Ascendente e Discendente: Una nota sulla distinzione tra l’uso classico e quello moderno (Jazz).
2. Gli Accordi Caratteristici
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Minore con Settima Maggiore: L’accordo del I grado (mMaj7), dal sapore misterioso e sofisticato.
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Accordo Aumentato: La persistenza della quinta eccedente sul III grado.
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L’accordo Lidio Dominante: Le potenzialità del IV grado (Settima con quarta eccedente).
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Il Semidiminuito e l’Alterato: Come il VI e VII grado generano gli accordi più amati dai jazzisti.
3. Applicazione e Studio
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Analisi per Terze: La costruzione sistematica delle quadriadi partendo da ogni nota della scala.
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Confronto Timbrico: Come cambia il colore di un brano passando dalla minore armonica alla melodica.
💡 Una curiosità: Sapevi che la scala minore melodica è spesso chiamata “la scala jazz”? Questo perché, a differenza della musica classica dove la scala cambiava note tra salita e discesa, i jazzisti iniziarono a usarla “fissa” in entrambi i sensi. Questo ha permesso di creare un sistema armonico talmente ricco che quasi tutti gli accordi “strani” o “acidi” che senti nel cinema noir o nei club jazz derivano proprio dai gradi di questa scala!
E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.
Costruzione degli accordi sulla scala minore melodica
L’armonizzazione della scala minore melodica richiede una metodica e attenta analisi, in quanto ci troviamo di fronte a una struttura che sfida le consuetudini della tonalità classica. In questa sintesi chiara ed efficace, vedremo come la modifica dei gradi VI e VII porti alla nascita di accordi unici.
Approcciate la materia con la dovuta calma: sebbene i nomi degli accordi possano sembrare complessi, la loro costruzione segue la stessa logica di sovrapposizione di terze che abbiamo già visto per le altre scale.
Costruire per intervalli di terza
Armonizzazione scale minori: con l’armonizzazione dei vari gradi della scala melodica si arriva alla formazione dell’accordo. Questo viene sviluppato con voci in sovrapposizione impiegando, come detto nelle pagine precedenti di questo capitolo di lezioni di chitarra, la regola della formazione per terze (minori e/o maggiori).
Lo studio dell’armonia classica ci dice che costruendo per intervalli di terza si sviluppano quattro specie di triadi (quadriadi se si aggiunge un’altra nota con intervallo di terza, ovvero la settima).
Quattro specie
Le quattro specie sono Maggiore, Minore, Diminuita e Aumentata.
Prendendo in considerazione la quadriade e procedendo perciò per intervalli di terza, i gradi interessati saranno il Primo, il Terzo, il Quinto, il Settimo
Nella tabella esposta sotto si possono osservare le sigle ed i modi nell’armonizzazione della scala minore melodica. Anche qui come nelle altre pagine la tonalità di riferimento è quella relativa al Do minore (3 bemolli in chiave).
L’armonizzazione
Iniziando dal primo grado (tonica) del modo bisogna sovrapporre le voci ad intervalli di terza che, a seconda delle posizioni, possono assumere la valenza di maggiori, minori, diminuite od aumentate.
Occorre tenere sempre presente che la terza maggiore corrisponde a quattro semitoni, la terza minore comprende tre semitoni.
Si raccomanda di osservare attentamente la configurazione della sequenza di terze e ragionarci sopra con tanta curiosità.
Nella generalità dei modi abbiamo tre intervalli di terza che si susseguono e che possono avere vari tipi di combinazione. Tali combinazioni sono “minore, maggiore, minore”, “maggiore, minore, maggiore”, “maggiore, maggiore, minore”, “minore, minore, maggiore”, “minore, minore, minore”. Ebbene, da queste disposizioni possiamo ricavare con estrema facilità e senza sforzi di calcolo le caratteristiche dei gradi interessati di ogni modo e cioè, del Primo, Terzo, Quinto e Settimo.
Caratteristiche dei gradi in funzione degli intervalli
Il Primo grado naturalmente non varia.
Il terzo grado diventa minore quando il primo intervallo è minore.
Il quinto grado risulta giusto quando i primi due intervalli sono diversi (non importa se maggiore/minore o minore/maggiore), diventa diminuito quando i due intervalli sono entrambi minori, diventa aumentato se i due intervalli sono maggiori.
Il settimo grado è maggiore quando ci sono due intervalli maggiori ed uno minore (non importa la sequenza), diventa minore quando ci sono due intervalli minori ed uno maggiore, diventa diminuito quando ci sono tre intervalli minori
Armonizzazione scale minori
Scala minore melodica ascendente
Scala minore melodica discendente

