Allenare l’orecchio al riconoscimento relativo delle note musicali

Premessa

Riconoscere le note: attenzione! Questa sezione è dedicata soprattutto a coloro che non conoscono affatto la musica e che non hanno nessuna intenzione di impararla, perciò saranno presenti in essa enormi banalità, di cui non si po’ fare a meno di riportare.

Riuscire a riconoscere le note di un brano, soltanto ascoltandole, è un compito veramente arduo. Si può riuscire in questa impresa solo applicando con dedizione la giusta metodologia. Tuttavia è impensabile raggiungere ottimi risultati in breve tempo.

Alla fine di questo articolo, avendo le idee più chiare, potrai configurarti un tuo personale approccio con lo studio in esame.

Imparerai a riconoscere ad orecchio il suono delle corde a vuoto, le note della linea melodica nei vari tasti della chitarra e degli accordi.

Sono questi gli elementi fondamentali da cui un buon musicista non può prescindere. Infatti, chi impara a riconoscere le note (non solo in modo relativo) è anche in grado di chiarire i più svariati aspetti musicali che via via incontrerà. Per lui sarà ancor più facile divertente esprimersi con il proprio strumento, accompagnarsi nel canto, o suonare insieme ad altri musicisti.

Non a caso in conservatorio, negli esami di Solfeggio, non mancano le prove nell’identificazione delle note (ma anche dei ritmi) suonate da uno strumento, generalmente un pianoforte. I suoni, che vengono prodotti senza dare all’allievo la possibilità di vedere i tasti, dovranno essere scritti in tempo reale sul pentagramma.

Naturalmente si sta parlando del livello più alto di solfeggio! Tale livello si può raggiungere soltanto con un continuo ed efficace allenamento.

Generalmente il successo musicale viene raggiunto quando si ha un buon orecchio ma, per poterlo consolidare, ad esso si deve aggiungere sin dagli inizi un costante ed efficace allenamento.

La reale difficoltà nel riconoscimento

Il saper riconoscere – soltanto dal suono – le note che compongono un accordo non è cosa a cui possa arrivare chiunque: ci vuole innanzitutto orecchio ed occorre parecchio esercizio di ascolto.

Anche il riconoscimento delle giuste note che compongono una melodia è cosa abbastanza ardua. È bene però tenere presente – e questo è di grande conforto – che molti suonatori, nonostante la loro bravura, non riescono in questo difficile ed importantissimo compito.

Anch’essi possono eseguire dei perfetti assoli e trovare in poco tempo i giusti accordi di una canzone per poi eseguirla correttamente. Questo a prima vista sembrerebbe un paradosso … ma le cose stanno effettivamente così.

Relatività dei toni

Tutto ciò è presto spiegato con gli effetti della “relatività” delle note che compongono sia gli accordi che le melodie.

Lo sapevate che una canzone con una sequenza melodica, ad esempio, di “sol – la – sol – fa – mi – fa – re – re – mi – fa – sol – la – sol – mi …” può essere suonata con note del tutto diverse? Vanno bene anche le note “la – si – la – sol – fa# – sol – mi – mi – fa# – sol – la – si – la – fa# …”, oppure “re – mi – re – do – si … …”, o altre nove combinazioni. Questo ci dice che: se è complicato riconoscere le note in “assoluto” possiamo scavalcare la difficoltà accontentandoci di riconoscere la differenza (che si chiama intervallo) da un tono all’altro.

Anche qui occorre esercitarsi, e poi, quando si riusciranno a distinguere i suoni, gli uni dagli altri, i vantaggi saranno enormi e si potrà finalmente riconoscere la sequenza di accordi di un brano semplicemente ascoltandolo, o eseguire melodie assieme al CD in funzione, oppure inventare piccoli passaggi … e tanto altro ancora.

Importanza degli esercizi

I presenti esercizi serviranno a migliorare la maniera di ascolto e di identificazione degli intervalli (questi, nulla hanno a che vedere con la lunghezza del tempo dei suoni ma indicano il salto di tono da una nota all’altra, che può essere di mezzo tono, uno, uno e mezzo, due, ecc. ), impiegando la “relatività” nel riconoscimento del suono, ovvero l’ “orecchio relativo”: due note diverse suonate una dopo l’altra producono in noi un certo effetto emozionale.

Occorre immagazzinare tale emozione e saperla riconoscere ogni qual volta si ripresenti.

Se suoniamo, ad esempio una dopo l’altra, il Do ed il Re (intervallo di un tono) avremo un certo tipo di emozione; se subito dopo suoniamo, invece, il Re ed il Mi avremo un’altra risposta emotiva, del tutto diversa: ecco l’inganno che blocca i principianti! Queste due emozioni sono certamente differenti, ma in determinate circostanze – che potrete volontariamente crearvi – appariranno abbastanza simili! Proviamo a vedere quando:

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