Come Correggere i Difetti di Impostazione sulla Chitarra
Pane al pane e vino al vino: correggere un difetto di impostazione è dieci volte più difficile che imparare da zero. È come cercare di raddrizzare un albero che è cresciuto storto per anni. Molti allievi si scoraggiano perché, nel tentativo di correggersi, sentono di “tornare indietro” e suonano peggio di prima. Ma è un passaggio obbligatorio: se non demolisci le fondamenta marce, non potrai mai costruire un palazzo alto. Meglio un mese di frustrazione oggi che una vita intera di limiti tecnici domani.
Prima di immergerti nei dettagli della lezione, dai uno sguardo a questo schema riassuntivo per orientarti subito tra i concetti principali.
Strategie per Rieducare il Gesto Musicale
Individuare e sradicare le cattive abitudini tecniche prima che diventino croniche.
1. Consapevolezza e Analisi
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Identificazione del Vizio: Come riconoscere i segnali di un’impostazione errata, dalle tensioni muscolari ai suoni “frustati” o imprecisi.
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L’Uso dello Specchio: Perché osservarsi mentre si suona è lo strumento più potente per correggere la postura delle mani in tempo reale.
2. Il Processo di Rieducazione
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Ritorno alla Lentezza: L’importanza di rallentare drasticamente il metronomo per permettere al cervello di sovrascrivere il vecchio automatismo con quello corretto.
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Esercizi Mirati: Isolare il singolo movimento difettoso (es. il pollice troppo alto o il polso troppo piegato) e lavorarci finché il nuovo gesto non diventa naturale.
💡 Una curiosità: Sapevi che la “memoria muscolare” in realtà risiede nel cervello e non nei muscoli? Quando ripetiamo un errore migliaia di volte, creiamo un’autostrada neurale solidissima. Per correggerlo, dobbiamo letteralmente costruire un nuovo sentiero laterale e percorrerlo così tante volte da far sì che il vecchio sentiero venga “abbandonato” e dimenticato dal sistema nervoso.
E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.
Nessun musicista è privo di difetti
Correggere un difetto nella chitarra: iniziamo con l’affermare che “nessuno è perfetto”! Capita a tutti i musicisti, a prescindere dal livello raggiunto (perché tutto è relativo), di trovare in una partitura musicale uno o più passaggi che richiedono molto più impegno e che talvolta non vengono perfettamente superati. Questo l’ho già affermato in diversi articoli di queste lezioni di chitarra.
Sviluppandosi la tecnica della chitarra e, allo stesso tempo, migliorando il senso critico, alcuni difetti saranno percepiti per sempre dallo stesso suonatore, mentre saranno accettabili – ed anche apprezzati – da gran parte degli ascoltatori.
Il chitarrista che ascolta un altro che si trova ad uno stadio superiore non riuscirà mai ad immaginare le sue preoccupazioni.
Allora, come correggere un difetto nella chitarra?
Importantissimo è lo studio delle corrette impostazioni di base e dei giusti movimenti nei primissimi approcci con la chitarra (mano sinistra, mano destra, impostazione chitarra).
Chi inizia da solo corre il rischio di imparare le impostazioni di base in modo errato e quindi trovare in ogni angolo lo spettro delle storpiature. Una volta imparata un’impostazione errata poi diventa assai problematica la sua correzione.
Correggere i difetti
Questa pagina non ha lo scopo di insegnare caso per caso ma di generalizzare il problema in modo che l’allievo possa risolvere da sé ogni singolo inceppamento.
Penso che non basti spiegare ciò che si debba fare per correggere i vari difetti ma aggiungere anche ciò che non si deve fare. Per questo motivo parlerò prima di quello che non si deve fare per correggere impostazioni erroneamente acquisite nell’arco degli anni.
Ciò che si è acquisito nel tempo diventa parte di noi stessi ed è quindi la fonte delle nostre risorse. Voler cambiare da un giorno all’altro questi parametri di base è un’impresa colossale, che non consiglio a nessuno perché sarebbe devastante su tutto l’insieme.
Ciò che non si deve fare
Ciò che non si deve mai fare per correggere un difetto che permane nel tempo:
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Iniziare senza riflettere ad eseguire il pezzo, prima a lento moto, poi, – via via che si acquisisce sicurezza – aumentarne la velocità fino alla perfetta esecuzione. Ebbene! Qui manca la riflessione generale da fare prima dell’approccio, perciò l’esercizio è incompleto.
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Studiare prima la causa (ovvero controllare le giuste impostazioni, la giusta diteggiatura ecc.), eseguire prima il pezzo a rallentamento e poi proseguire come al punto 1. Ebbene! Qui manca la tecnica per la conservazione degli effetti, che vedremo nella pagina seguente. Gli effetti dell’esercizio potrebbero volatilizzarsi e, quindi, rendersi inutili: vedremo dopo il perché.
Perché i punti 1 e 2 spesso non funzionano? Generalmente funzionano su chi ha già una buona impostazione generale ma su chi è pieno di difetti (e aggiungo, ci sono molti suonatori che non sanno di averli) queste due tecniche non possono assolutamente funzionare! Inoltre risultano come inutili perdite di tempo … e poi ingannano!
Infatti succede spesso, che dopo aver corretto il difetto, il pezzo venga eseguito perfettamente per un certo periodo, una settimana, un mese, o anche più. Con il passare del tempo però, piano piano e senza che il chitarrista se ne accorga, quel particolare passaggio ritorna come prima, con le stesse difficoltà!
Riflettendo sui due punti, a voler essere precisi, il punto 2, più che errato, è incompleto. Vediamo perché: Ciò che si deve fare per correggere un difetto che permane nel tempo
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