Dipingere una marina ad olio

Dipingere il paesaggio marino: una bellissima esperienza

foto marina
foto marina

Ho scelto di dipingere una marina di Monte Argentario, il paese dove vivo ed opero.

Dipingere dal vivo e con il materiale necessario

Sono sul “Molo Garibaldi” equipaggiato di attrezzatura fino all’inverosimile. Ho nella mia macchina le cassette degli attrezzi e tutto l’occorrente. Il cavalletto, i colori, il solventi (compreso l’olietto) e i rispettivi scodellini, i pennelli, le spatole, gli stracci, le matite, penne colorate, carboncini, taglierina, cordicella per legare il cavalletto in giornate ventose, carta vetrata, schede telefoniche per raschiare la pittura fresca che non mi piace.

Ho anche la macchina fotografica digitale. Scatto la foto al paesaggio da dipingere e già mi faccio un’idea della composizione.

Mi rendo conto che, globalmente, spetta un terzo al cielo, un terzo alla terra ed un terzo al mare.

Non mi sono mai voluto abituare a dipingere su una tela bianca, quindi prendo i colori base acrilici (a rapido essiccamento) e copro il suo candore.

tela trattata
tela trattata con i colori base un po’ sbiancati

Quali colori usare

I colori acrilici che impiego per fare questo sono il magenta, il giallo ed il blu. Siccome il blu ed il magenta sono abbastanza scuri, li schiarisco con un pizzico di bianco.

Stendo questi tre colori ed i miei occhi si arricchiscono anche dei loro complementari (leggi della teoria del colore).

A questo punto non è più il bianco della tela a dominare sulle mie scelte, ma tre colori base importantissimi. Questi colori, con le varie stesure sono destinati a scomparire, ma strato dopo strato, mi saranno utili nella scelta di un cromatismo più bilanciato.

Se poi queste ampie macchie di colore vi danno fastidio per l’esecuzione potrete scegliere di dipingere su una superficie colorata omogeneamente, che sarà sempre meglio della tela bianca.

Possiamo iniziare a dipingere il paesaggio marino

colori per abbozzi
colori per abbozzi

Colori preventivi: Per adesso non non sono interessato ai colori del paesaggio che si presenta davanti ai miei occhi. Anche se lo fossi e li stendessi direttamente sulla tela sarei ingannato, perché questa non è ancora una tela abbozzata e coloristicamente bilanciata.

Impiego come colori preventivi ancora gli acrilici e cioè il bianco, il blu oltremare (può essere qualsiasi altro blu), il nero, il rosso di cadmio ed il giallo.

Razionalità: da adesso, ma soltanto per pochi passaggi devo impiegare la mia razionalità. Sto ragionando per una bilanciata composizione delle forme e per una giusta prospettiva, e quindi, mi pongo molte domande sul comportamento di queste nei vari piani.

primo abbozzo
primo abbozzo

Primo abbozzo con l’acrilico: non sono ancora passati dieci minuti dalla preparazione della tela, che questa è già asciutta e pronta per ricevere altro colore.

Con gli acrilici della tavolozza incomincio la prima fase di composizione senza preoccuparmi tanto dei chiaroscuri. Per adesso mi interessa che le forme abbiano una giusta collocazione. Le dipingo direttamente con il pennello, ma possono anche essere preventivamente disegnate.

Equilibrio in tutto … proprio in tutto!

Attenzione al paradosso che sto per dire: non date troppo interesse, disegnando da certosini, a tutte le varie proporzioni, perché questo potrebbe conferire al quadro un importanza tale da dover essere soddisfatta con un altrettanta perfetta colorazione.

Il dipinto portato a termine dovrà essere equilibrato come forme, come composizione, come colore, come eleganza e quindi anche esecuzione. Quest’ultima deve far sì che l’osservatore non provi il disgusto inconscio nel vedere abbinati un disegno raffaellesco con un colorito scadente.

Da adesso colori ad olio
Da adesso colori ad olio

I colori

Da adesso colori ad olio: Lascio riposare la tela e tra un’oretta riprenderò a lavorare.

A tela completamente essiccata, incomincio ad impiegare i colori ad olio. Tiro fuori dai tubetti le mie mie sei costanti, cioè il nero, la terra d’ombra, il blu oltremare, il rosso magenta, il giallo di cadmio (che sia cadmio vero!) ed il bianco.

Con questi colori faccio il cielo e le grandi masse con grandi chiari e grandi scuri. Per il cielo mescolo il bianco , il magenta, un pizzico di blu oltremare ed una punta di nero.

Variare … sempre variare il colore

Ad ogni pennellata aggiungo ogni volta un microscopico pigmento diverso, che deve dare una piccolissima variazione cromatica (senza esagerazione, anzi … “che sappia la ragione ciò che l’occhio non riesca a vedere!”).

Per le colline adopero il nero, la terra d’ombra il blu, il rosso e pizzichi di giallo. La colline sono diverse, e quelle più lontane cerco di renderle più chiare e grigie.

È ancora troppo presto per usare il verde per la vegetazione. Questa operazione è molto pericolosa se viene fatta direttamente, perché  un colore forte chiama in accostamento un altro colore forte, quindi se non siete ancora esperti, evitate questa operazione che occorre farla per gradi.

i colori del cielo
i colori del cielo

Colori del cielo

Incomincio a preoccuparmi della colorazione e questo è un momento assai delicato. La mia razionalità dovrà lasciare il posto al gusto, ma mi fa capire che i cromatismi dovrò affrontarli gradatamente. Mi dice che non posso ancora stendere colore reale sulla tela perché spiccherebbe troppo in accostamento alle forme abbozzate.

Questo è l’ultimo consiglio che accetto dalla mia ragione, quindi inizio a fare il cielo con la consapevolezza di ritornarci ancora sopra.

imprimitura di rafforzamento chiaroscuri.
imprimitura di rafforzamento chiaroscuri.

Abbandonare la razionalità e seguire il sentimento

Rafforzamento chiaroscuri: La luce viene da sinistra e questa parte di cielo deve essere leggermente più chiara di quella destra.

Rafforzo il colore del mare usando gli stessi colori del cielo. Sia nel cielo che nel mare, stendo miriadi di pennellate, sempre diverse le une dalle altre.

Con gli stessi colori del cielo, mescolati con nuovi colori, rafforzo il cromatismo ed i chiaroscuri della montagna.

Incomincio a stendere qualche macchia di verde un po’ spento nelle varie parti collinari (un verde fatto con blu oltremare e giallo con pizzichi di colori scuri).

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Dipingere un paesaggio marino parte 2

Dipingere il mare in un paesaggio è come inserire il cielo e quanto altro nel mare

Prima delle fasi finali

Prima di passare alle fasi finali, nel dipingere una marina, arricchisco la mia tavolozza con qualche altro colore.

Ho già in essa il nero, la terra d’ombra, il blu oltremare, il magenta, il giallo di cadmio ed il nero.

Aggiungo il blu di cobalto, il rosso carminio, il rosso di cadmio e vermiglio, il rosso carminio, l’ocra gialla, la lacca verde. Questi colori sono più che sufficienti per dipingere una marina.

Cielo e cielo nel mare
Cielo e cielo nel mare

Cielo, collina e mare

Facendo riferimento alla foto precedente, adesso bisogna pensare ai giusti cromatismi.

Abbandono della razionalità

È arrivato il momento di abbandonare la razionalità e farci guidare dai nostri istinti coloristici. E non solo quando si dipinge una marina!

Questo è un passaggio molto delicato che non ci permette di scegliere subito i colori presi separatamente uno alla volta. No! È ancora necessario dare cromatismi globali che crescono gradatamente d’intensità, in modo che quando ci accorgiamo di un colore troppo forte, lo ammorbidiamo subito.

Curare la tonalità globale

Ho ancora i colori freschi del cielo sulla tavolozza, quindi li impiego per fare gli ondeggiamenti nei primi piani con grandi macchie della stessa tonalità dello stesso cielo.

Queste macchie non le faccio precise ma con forme sempre più varie. Continuo a stendere nel mare macchie di cielo penetrando in profondità, quindi via via che mi avvicino alla linea dell’orizzonte, le faccio sempre più piccole, più grigie e confuse fino al loro completo annullamento.

Il trucco sta nel variare leggermente ogni pennellata. Rafforzo ancora i toni della collina e delle abitazioni. Ravvivo i contrasti della nave e delle barche, tenendo presente la legge prospettica del colore: vicinanza = colore vivo, lontananza = colore sfocato, grigiastro e indefinibilità degli oggetti.

Immissione di altri colori colori
Immissione di altri colori colori

Immissione di altri colori

Già dalla foto precedente si nota una scelta globale di tonalità. Questa è ancora di livello preventivo  e quindi si notano alcuni scompensi di chiaro scuro che sono da bilanciare.

Osservate quelle parti illuminate dei palazzi e quelle barche in lontananza: hanno contrasti troppo forti e colori altrettanto potenti.

Potrete notare che i gialli accesi delle case e quella barchetta rossa non rispecchiano la realtà del contesto.

Correggo detti colori ed aggiungo alcune particolarità nel mare e nella collina. Nel mare stendo molte pennellate di collina che giustificano i riflessi. Anche in questo caso rispetto la prospettiva aerea (del colore).

Il cielo, potrei cambiarlo ma vedendolo in ottimo rapporto con il contesto generale, lo lascio stare come è …. forse lo cambierò più tardi, oppure lo lascerò con quel cromatismo.

Adesso credo che il quadro sia bilanciato come forme e colori. Posso quindi passare alle fasi finali di dipingere una marina!

Collina e cielo nel mare
Collina e cielo nel mare

Finalmente alle fasi finali

Collina nel mare: A questo punto devo soltanto rafforzare i colori. Non lo faccio a caso ma guardando il paesaggio reale che mi sta di fronte.

Con la tela già campita ed equilibrata posso lavorare, e, con tutta tranquillità, aggiungere i colori che provengono dalla marina.

In queste condizioni, ogni colore troppo forte o troppo debole viene subito percepito dal mio occhio e quindi lo cancello immediatamente.

Rafforzo i verdi della collina, rafforzo i contrasti delle onde in primo piano e sfoco in lontananza. Come potrete notare, ho caricato i colori di tutto il contesto con un po’ di giallo perché sentivo che mancava.

Il quadro sembra finito ….. lo lascio essiccare …. forse domani … riguardandolo ……….!

Domani vedremo!

Infatti: Riprendo in mano il lavoro fatto ieri e mi viene voglia di ravvivare ancora un po’ la collina e qualche parte illuminata delle costruzioni, quindi aggiungere altri riflessi al mare. Lo faccio …. ma dentro di me, puntuale come sempre quando sono nelle fasi finali, sento le due voci:

  1. Stefano … vai avanti …. più colore aggiungi nel quadro e più bello diventerà!
  2. Stefano … smetti …. ogni particolare che aggiungi contribuisce alla distruzione del quadro!

Con equilibrio continuo a dipingere ma sento che ad ogni pennellata aumenta l’indecisione. È giunto il momento di smettere! Appongo la firma all’opera e mi sorseggio un caffè. … Ahhh … dipingere una marina!

Ricerca della tonalità e quadro terminato
Ricerca della tonalità e quadro terminato

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