Lezione di chitarra n° 12: Arpeggio con melodia

Arpeggio con melodia dal metodo di Matteo Carcassi

Lezione di chitarra n° 12: Arpeggio con melodia 

Questo esercizio ha un arpeggio che contiene una melodia. Quello che si raccomanda è di accentare bene le note del canto (linea melodica) e di distinguerle da quelle dell’arpeggio, che come potrete notare devono essere pizzicate con le altre dita.

Il pollice, che esegue la linea del canto, si appoggerà sulla corda sottostante.

L’arpeggio è, come chiaramente illustrato, in Do maggiore (si veda anche la scala di Do maggiore), mentre il cambio viene fatto in sol7 (formazione degli accordi di settima).

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Lezione di chitarra n° 26: Arpeggio in La maggiore

Arpeggio in La maggiore dal metodo Carcassi

Arpeggio in La maggiore con diverse variazioni (dal metodo Matteo Carcassi)

Da come si può osservare (3 diesis in chiave), la tonalità di questo esercizio è il La maggiore, a cui seguono accordi appartenenti alla stessa famiglia. Ribadisco l’importanza di non lasciare i tasti che con le stesse dita dovranno essere ritrovati nel passaggio successivo: occorre, per questo, fare molta attenzione ed eseguire prima il pezzo a rallentamento, perché facendo diversamente non ci si accorge degli errori, che venendo meccanizzati – un giorno – ci apparterranno con tutto il loro peso, inquinando il nostro bagaglio tecnico faticosamente acquisito … … e allora saranno guai!

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Esercizi in Re maggiore (dal metodo di Matteo Carcassi)

Esercizi in re maggiore dal metodo Matteo Carcassi.

 Come eseguire l’esercizio

Capire la tonalità

Eseguire esercizi in Re maggiore significa leggere su un rigo che ha due diesis in chiave (il Fa ed il Do diesis).

A destra della chiave di violino ci sono i segni dei diesis posizionati sul Fa e sul Do, quindi, tutte le note incontrate nel pentagramma relative a Fa e Re si cercheranno rispettivamente su un tasto più a destra di quello strutturale del Fa e del Do.

Entrambe le note le troverete quindi aumentate di un semitono. Tuttavia il Fa diesis ed il Do diesis sono due note strutturali della scala di Re maggiore e perciò non sono considerate come quelle effettivamente alterate.

L’alterazione vera e propria si troverà quando un diesis (o un bemolle) colpirà un’altra nota di questa scala. In questo esercizio tali alterazioni sono assenti.

I consigli

Le raccomandazioni per eseguire perfettamente il presente esercizio sono le stesse della pagina precedente, e cioè:

Si richiede particolare attenzione all’orientamento della mano sinistra che deve rimanere fisso nella formazione delle varie posizioni delle dita che si alterneranno nei vari passaggi.

Il palmo sinistro deve restare sempre parallelo al bordo del manico della chitarra. Cercate di non fargli perdere l’orientamento altrimenti sarete costretti a ricercare le varie posizioni con l’aiuto dell’occhio, cosa che non deve assolutamente succedere man mano che prenderete confidenza con le esercitazioni in polifonia. Non fraintendete le parole appena dette: l’aiuto dell’occhio è certamente utile ma deve essere soltanto usato come un accessorio. Affidarsi prevalentemente all’occhio anziché all’orecchio è sbagliato.

Il dito n° 4 (mano sinistra) è bene che rimanga fisso sul quinto tasto (prima corda) per tutti e quattro gli esercizi. Le note di “La” si pizzicano leggermente perché fanno da riempimento della melodia suonata dal basso. Esse si suonano alternando due dita indicate nello spartito ma è preferibile impiegare tutte e tre le combinazioni: i-m, i-a, e a-m. È consigliabile esercitarsi anche con il solo indice, il solo anulare ed il solo medio, perché più tardi si troveranno certamente dei brani più articolati in cui non si potrà fare a meno del pizzico continuativo di un solo dito.

La linea del basso va eseguita esclusivamente con il pollice e le sue armoniche si devono sentire ben sonore perché trattasi della melodia.

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Esercizi in Re maggiore (2 # in chiave)

Tabulatura

Esercizi in Re maggiore

Lezione precedente

Lezione di chitarra n° 13: Arpeggio in Do maggiore e Sol settima

Arpeggio in Do maggiore e Sol settima dal metodo di Matteo Carcassi

Lezione di chitarra n° 13: Arpeggio in Do maggiore 

In questo esercizio occorre ripetere il pizzico con il pollice (prima e seconda nota della prima e terza quartina di ogni battuta).

Per il pollice non vale la regola della non ripetizione del dito. Dal momento che siamo entrati nella questione della ripetizione e non ripetizione delle dita è opportuno ricordare che non sempre conviene rispettarla. Ci sono, infatti, casi in cui si deve scegliere se cambiare dito o ripetere con lo stesso perché il cambio della corda spesso lo richiede. La priorità è sempre quella di cambiarlo, ma se la pausa – un po’ più lunga – lo consente, il dito deve ripetere il pizzico rifasandosi quindi nella migliore sequenza. (Pizzicare le corde)

Ritornando al presente esercizio, quando avrete acquisito una certa sicurezza e quindi velocità, i pizzichi del pollice potrete darli facendolo semplicemente scivolare dalla quinta alla quarta corda e, quindi, la ripetizione.

L’arpeggio è, come chiaramente illustrato, in Do maggiore (si veda la scala di Do maggiore), mentre il cambio lo porta in posizione di sol7 (si veda la formazione degli accordi di settima).

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Lezione di chitarra n° 27: Arpeggio in Mi maggiore

Arpeggio in Mi maggiore dal metodo Carcassi

Arpeggio in Mi maggiore con variazioni (dal metodo per chitarra di Matteo Carcassi)

 In questa lezione troviamo per la prima volta il tempo in dodici ottavi. Mi sembra inutile ripetere che non si tratta di terzine-sestine ma di regolari suddivisioni.

Incontriamo in questa pagina un diesis in più che porta la tonalità a Mi maggiore (4 #). All’inizio delle esercitazioni eseguire solo la parte melodica e, quando la disinvoltura sarà sufficientemente elevata, si potranno suonare anche gli accordi. In questo caso il medio dovrà ripetere il pizzico.

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Lezione di chitarra n° 27: Arpeggio in Mi maggiore

Lezione di chitarra n° 33: Preludio

Preludio dal metodo di Matteo Carcassi

Preludio in Sol maggiore

Anche qui le stesse raccomandazioni della lezione precedente sulla “leggerezza” e sull’esatta posizione della mano sinistra e quindi sull’immobilità del pollice della stessa mano.

Si raccomanda di non lasciare mai un tasto quando l’accordo successivo richiede che lo stesso tasto dovrà essere premuto dallo stesso dito.

Attenzione al cambio di posizione dalla quinta alla sesta battuta (Re7-Sol): occorre prima raggiungere  e suonare il Sol basso e poi togliere il dito n° 1 dal Do della seconda corda.

Anche qui, per tutto l’esercizio, osservare che per la mano sinistra si muovano soltanto  le quattro dita interessate ai tasti, e che essa rimanga ben ferma e con il palmo (alla giuntura delle dita) parallelo al manico. Ben ferma non significa rigida, anzi!

Lezione di chitarra n° 33: Preludio

Esercizi in quattro quarti sulla scala naturale

Esercizi in quattro quarti sulla scala naturale (dal metodo di Matteo Carcassi)

Esercizi in quattro quarti scala naturale

Esercizi in quattro quarti

Il presente esercizio è in tonalità di Do maggiore (dalla scala naturale). Come nella pagina precedente lo studio comprende la zona relativa ai primi cinque tasti, interessando tutte e sei le corde.

Si raccomanda sempre di porre i polpastrelli a ridosso delle relative sbarrette e controllare con attenzione che non ci siano vibrazioni estranee alle note che si vanno formando.

Le prime nove misure rappresentano la scala di Do maggiore. Cercate di assimilare bene il finale e la sensazione che si ottiene con la risoluzione della scala (per risoluzione intendete il finale del pezzo).

Capire quell’emozione significa, in futuro, riconoscere l’accordo principale di una canzone!

Il secondo esercizio (15 misure, sempre in quattro quarti) comprende note che sistematicamente saltano il grado contiguo per ritornarci subito dopo.

Osservandone bene l’andamento ci rendiamo conto che sono due scale naturali sfasate (una che parte dal Mi ed una dal Sol): “MI, FA, SOL LA, SI, DO, RE, ecc.” e “SOL, LA, SI, DO, RE, MI, FA, ecc”.

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Arpeggio con alternanza tra indice e pollice

 Arpeggio con alternanza

Lezione di chitarra n° 14: Arpeggio con alternanze del pollice

Arpeggio con alternanza tra indice e pollice:

In questo esercizio il pollice si alterna con l’indice, cioè il suo pizzico è compreso tra due pizzichi dell’indice.

Questo brano può essere anche eseguito impiegando il pollice per la sola quinta e sesta corda e delegando la prima e la seconda all’anulare.

Si potrebbe pensare che agli effetti del suono la cosa rimanga immutata, ma così non è: provate ad immaginare che le note basse (Do, mi, mi, mi, Sol, re …) facciano parte della melodia e vi renderete subito conto a cosa porti la differenza della diteggiatura.

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Lezione di chitarra n° 30: Arpeggio in Mi minore

Arpeggio in Mi minore e variazioni dal Metodo per chitarra di Matteo Carcassi

L’esercizio presentato in questa pagina è l’ultimo della serie. Nei precedenti sette ci siamo esercitati nelle tonalità principali: Do maggiore, Sol maggiore (un diesis), Re maggiore (due #), La maggiore (tre #), Mi maggiore (quattro #), Fa maggiore (un bemolle), La minore, e Mi minore (un #):

La tonalità del presente brano è in Mi minore, a cui seguono armoniose variazioni. Le note basse devono essere ben marcate. La diteggiatura scritta per le prime note prosegue per tutto il pezzo.

Lezione di chitarra n° 30: Arpeggio in Mi minore e variazioni