Arte e psicologia

Qualcosa collega l’arte alla psicologia

Arte e psicologia:

L’artista dentro di noi

Il Bacio di Klimt dipinto nella moneta un centesimo
Il Bacio di Klimt dipinto nella moneta un centesimo

Ognuno di noi ha dentro sé un’artista, piccolo o grande che sia, che nell’arco della giornata porta a svolgere azioni al di là della razionalità. Assai spesso tali azioni derivano inconsapevolmente da occasionali inneschi esterni che, combinandosi con le emozioni, possono intervenire positivamente rendendoci più creativi.

È ormai luogo comune che le emozioni, i sogni ed ogni nostra manifestazione artistica, qualsiasi sia la tecnica impiegata per farla, sono ulteriori strumenti che ci aiutano a comunicare con i nostri simili. Oggi, più che mai, tali strumenti si rendono necessari per combattere quel tendere a vivere passivamente, consumando le altrui emozioni in Facebook, o magari con un telecomando in mano, davanti ad un televisore, a scorrere compulsivamente i vari canali TV.

L’evento creativo: sentimento, razionalità e corpo

Quando avviene l’evento creativo? La risposta è “quando meno te l’aspetti!”. Tale avvenimento è spesso un processo ove concorre l’emozione … e non è detto che tale emozione debba per forza essere mirata ed assoluta. Le esperienze emotive, qualsiasi tipo esse siano – immagini inconsce, pensieri descrittivi, sogni, paure, gioie e … chi più ne ha più ne metta – sono la colonna portante della rappresentazione artistica.

L’attimo della creatività è un’azione espressiva portata alla luce da una o più emozioni. Qui dobbiamo riconoscere l’importanza del dinamicissimo dialogo a tre ove concorrono, a vario titolo, il sentimento, la razionalità ed il corpo. Prende quindi forza una relazione artistica altamente educativa, che arricchisce fantasia, estrosità ed inventiva … lasciando un po’ indietro la razionalità.

Ebbene, sì! La razionalità nell’arte non deve essere la principale protagonista, quindi dovrebbe servire soltanto come un semplice ma indispensabile accessorio.

Il mondo cambia

Oggi, rispetto a ieri, è cambiato l’approccio con il lavoro, una cosa che a che fare con ognuno di noi. Il conseguente aumento del tempo libero ci ha permesso un ulteriore sviluppo culturale e migliorato la qualità della nostra vita. Per tal motivo siamo sempre più consapevoli del beneficio terapeutico derivato dal poter esprimere, con nuove risorse, la nostra più profonda interiorità.

Arte-terapia o arte-educazione?

L’Arte-terapia, soprattutto se valutata sotto il punto di vista educativo, mira al miglioramento psico-somatico della persona, aprendola anche alla vita sociale. Infatti, seguendo un percorso mirato alla creatività ed all’arricchimento con più strumenti nel campo della comunicazione, assisteremo senza dubbio ad un positivo sviluppo personale.

Non si tratta quindi di una cura psicosomatica per guarire da una malattia mentale ma di un processo il cui scopo è la trasformazione e lo sviluppo interiore della persona attraverso l’arte.

Detto questo, chi pratica l’arte – qualsiasi sia il suo livello espressivo, purché ci sia! – noterà il miglioramento del proprio modo di comunicare, nelle conversazioni, nelle proposte, nelle raffigurazioni pittoriche e, in generale, nella creatività.

Considerando il campo della pittura, il messaggio risulterà più amplificato, colmo di significato ed efficacemente comunicativo anche in presenza di una scarsa sensibilità estetica del bello, quello cioè gradevole all’occhio.

Il presente articolo è venuto alla luce in seguito alle spensierate conversazioni con mia figlia Pamela, psicoterapeuta, il cui sito di psicologia si trova all’URL https://www.pamelabusonero.it/

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