Il Tranello nel Dipingere il Volto: Ritratto ed Espressione

Pane al pane e vino al vino, ascoltami: eccoci arrivati allo scoglio più alto, quello dove la tecnica accademica rischia di diventare una prigione per l’anima. Nel ritratto, il vero tranello non è sbagliare una proporzione, ma uccidere la vita del soggetto sulla tela nel tentativo di copiarlo perfettamente. Prepariamoci a catturare l’anima, non solo i lineamenti. Questa lezione toglie quel “timore reverenziale” che molti hanno verso il ritratto. È meglio un errore di anatomia ma con un’anima, che una perfezione senza vita.

Attenzione al Ritratto: Oltre la Somiglianza Estetica

Dipingere un volto è forse la sfida più complessa per un artista, perché è qui che il cuore deve prevalere sulla mano. In questa lezione smaschereremo il tranello della “copia statica”: l’errore di imporre al soggetto una posa rigida nel tentativo di catturarne i dettagli. Scopriremo che la vera bellezza e l’eleganza non risiedono nei lineamenti del modello, ma nel pennello del pittore. Impareremo perché è fondamentale rifiutare la freddezza accademica per cercare invece quell’espressione autentica che coinvolge non solo il viso, ma l’intero corpo, trasformando un semplice ritratto in un frammento di vita pulsante.

Il Pennello è il Protagonista

La bellezza dell’opera dipende da come dipingi, non da chi dipingi.

Bellezza vs Fisionomia

  • L’Inganno del Soggetto: Non cadere nell’errore di pensare che per fare un bel quadro serva un bel modello. L’eleganza sta nella tua interpretazione cromatica e nel tuo gesto. Un “mostro” dipinto con sentimento sarà sempre più affascinante di un volto perfetto ma privo di espressione.

  • Non “Copiare”, Interpreta: Se ti limiti a copiare Mario o Lucia, otterrai una maschera di cera. Devi tradurre la loro energia in pittura, fregandoti delle regole fisse.

Il Tranello della Staticità

Imporre al soggetto di stare fermo è il modo più rapido per uccidere il quadro.

Catturare la Mimica Naturale

  • Il Corpo che Parla: Un viso non sorride mai da solo; anche il corpo ha la sua espressione. Osserva come si muovono le persone, guarda la mimica degli attori: quella è la verità che devi riportare sulla tela.

  • Il Trucco della Barzelletta: Non dire al tuo modello “sorridi”. Raccontagli una barzelletta, fallo ridere davvero e osserva il movimento naturale dei muscoli. È quell’attimo di vita che devi dipingere, non una posa forzata.

Consigli Pratici per il Ritratto Vivo

Cambiare punto di vista per scoprire nuove verità.

Prospettive e Colori

  • La Regola dei Tre Sgabelli: Non restare sempre alla stessa altezza. Usa sgabelli di diverse misure per osservare il soggetto dal basso, dall’alto e di profilo. Ogni angolazione rivela un carattere diverso.

  • Il Colore della Pelle: Dimentica le formule miracolose per il “color carne”. Il tono della pelle è relativo e deve armonizzarsi con la tonalità globale del quadro che hai impostato. In pittura, tutto è relazione tra colori.

📚 Dipingere l’Anima: Il ritratto è un incontro tra due anime: la tua e quella di chi ti sta di fronte. Se vuoi imparare a far emergere l’emozione sopra ogni canone accademico, trovi la guida completa nel mio libro: “Dipingere al di là della tecnica col cuore e l’emozione”.


E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.

Il tranello nel dipingere volto: lasciamo la pittura accademica a chi frequenta l’Accademia delle Belle Arti: scegliete sempre la via più semplice!

I tranelli che incontriamo nel dipingere un viso

Dipingere un ritratto (si veda soprattutto come dipingere un volto in questa sezione delle lezioni di pittura) e conferire ad esso un’espressione di tipo accademico (quello che, per intenderci si vede nella pittura di Leonardo o Raffaello) significa voler distruggere il focolaio che arde nel nostro sentimento.

Il pennello del pittore è il principale protagonista

La nostra razionalità ci suggerisce che proprio la bellezza e l’eleganza sono strettamente collegate alla fisionomia! Attenzione quindi a non cadere nell’errore più comune: la bellezza e l’eleganza stanno nel pennello del pittore e non nel soggetto, a prescindere se quest’ultimo sia bellissimo oppure un mostro.

Il soggetto che vi sta di fronte (una persona, talvolta brutta, talaltra bella) non deve assolutamente essere copiato nella vostra tela. Risulterebbe mancante di espressione!

Se volete uccidere il quadro che state dipingendo dovrete imporre al soggetto di stare fermo: “Per favore, Mario, stai fermo con l’occhio che lo sto configurando”. E poi “Sorridi che ti sto facendo la bocca”, oppure, “Non ti muovere da quella posizione, che così sei perfetto!”.

Teniamo sempre presente che il cromatismo del carnato non deve necessariamente essere quello del soggetto, ma relativo alla tonalità globale che abbiamo impostato in partenza.

Attenzione al color carne

Per questo vi consiglio di leggere la pagina del “color carne” che vi inviterà a riflettere sulla questione con più incisività. Prima di prendere come regola la formazione del color carne ricordiamoci delle infinite variazioni cromatiche che abbiamo a disposizione e freghiamocene altamente di memorizzare quelle formule “miracolose”! Quelle non esistono per il semplice motivo che in Pittura tutto è relativo. E questo è il caratteristico tranello nel dipingere il volto, che è sempre presente.

I ritratti vanno realizzati in atteggiamenti caratteristici e a noi familiari, e preoccuparsi sempre di conferire al volto la stessa espressione del corpo (anch’esso ce l’ha!). Questo purtroppo non è facile!

Osservate bene le mimiche degli attori o di quei “mezzi busti” che danno le notizie ai telegiornali e vi renderete conto di cosa sto parlando. Occorre perciò, anche se non riuscite ancora capirla, cercare di tradurla in pittura. Se il sorriso costituisce la peculiarità di un soggetto, dovrete farlo sorridere – senza comandargli nulla – raccontandogli magari una breve barzelletta e quindi osservarlo – non solo nel viso – in ogni parte del suo corpo.

Concludendo

Per studiare una persona due sgabelli non vi basteranno: ne occorrono almeno tre, due uguali ed uno molto più basso (o più alto, non fa differenza) e quindi scambiarseli. Questo ci abitua a conferire le caratteristiche sia dal basso, sia dall’alto, che nel perfetto allineamento. Ancora meglio sarebbe uno sgabello ad altezza regolabile. Ma ancora non basta: impiegate le mille prospettive che esistono tra il puro profilo ed il frontale.

Vi invito a rifiutare “trompe-l’oeil” (intendo nelle vostre realizzazioni!), ma se vi piace troppo e non siete in grado di allontanarlo, iniziate a dipingere per un certo periodo cose viste solo attraverso lo specchio. Lo specchio ci porta in un altro mondo!

La riproduzione dei contenuti e grafica in questo sito web di Arte pittorica Musica e corso di chitarra, anche eseguita soltanto in parte, è vietata.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.