Il color carne: il carnato nella pittura.
Il “Color Carne” ad Olio: Tra Leggende, Tubetti Miracolosi e Realtà Cromatica
Esiste davvero un tubetto magico capace di riprodurre l’incarnato umano con una sola pennellata? In questa lezione affronteremo uno dei miti più duri a morire nel mondo della pittura: la ricerca del “color carne” perfetto. Con un pizzico di sana provocazione, smonteremo l’illusione che dipingere la pelle sia una questione di ricette preconfezionate, scoprendo invece che il segreto risiede nella capacità di vedere l’arcobaleno nascosto in un volto e nel coraggio di mescolare i colori con intelligenza e sensibilità.
L’Illusione del Colore Preconfezionato
Molti aspiranti ritrattisti passano ore nei negozi di belle arti cercando la tonalità “incarnato” definitiva.
Perché il tubetto non basta?
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La Pelle non è un Muro: A differenza di una parete di casa, la pelle umana è traslucida, riflette l’ambiente circostante e cambia tonalità ad ogni millimetro. Un colore piatto uscito da un tubetto renderà il vostro ritratto simile a un manichino di plastica.
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Il Sangue e la Luce: Come vedremo nella lezione, sotto la pelle scorre la vita. Per rendere un volto “vivo”, servono i blu delle vene, i rossi dei capillari e i gialli della luce solare, non una miscela anonima di rosa e bianco.
La Tavolozza Viva: Mescolare con Consapevolezza
Dimenticate le formule matematiche; la pittura è osservazione e adattamento continuo.
La Sfida dell’Incarnato
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Sperimentazione e Coraggio: Non abbiate paura di inserire una punta di verde o di viola in un volto. Sono proprio questi contrasti a dare la sensazione di profondità e calore.
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Il Chiaroscuro è il Vero Colore: Spesso quello che percepiamo come “cambio di colore” della pelle è solo un cambio di valore luminoso. Imparare a gestire le ombre è il primo passo per padroneggiare l’incarnato.
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La Tua Ricetta Personale: Ogni grande maestro ha avuto la sua gamma preferita, ma tutti concordano su un punto: il color carne si costruisce, non si compra.
📚 Dipingere la Vita: La tecnica ti insegna a mescolare i pigmenti, ma è l’emozione che ti permette di vedere il calore di un respiro dietro una pennellata. Se vuoi scoprire come liberarti dalle regole rigide per abbracciare la vera espressione artistica, ti invito a leggere il mio libro: “Dipingere al di là della tecnica col cuore e l’emozione”.
E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio (e tutta l’ironia che serve per svegliare il pittore che è in te).
Quanto varia il color carne su una tela?
Non volevo assolutamente scrivere questa pagina ma sono praticamente costretto dalle numerose richieste che mi arrivano tramite e-mail.
Non so neanche da dove iniziare perché il color carne non ha una combinazione di colori, e neanche due, o tre… o quattro… o cento… o mille! il color carne ha infinite combinazioni, una più bella (o più brutta) dell’altra.
Prendete tre o quattro colori a caso dalla vostra cassettina, mescolateli senza badare alle varie percentuali ed avrete un color carne meraviglioso. Viceversa mettetevi meticolosamente ad imitare il carnato di un ritratto realizzato da Raffaello, o Leonardo (ad esempio la Gioconda) – ed aggiungo che con un po’ di pazienza potrete ben riuscire – poi segnatevi la magica formula e lasciatevela in ogni occasione di ritratto. Non perdetela! Basteranno pochi giorni per accorgervi di non aver scoperto assolutamente nulla!
Qua sotto un mio quadro microscopico, realizzato dentro il globo terrestre della moneta da due centesimi dove riproduco un dipinto di Renoir. Si notino come variano i colori dei volti a seconda delle illuminazioni ambientali.

Premessa: il color carne dipende da miriadi di cause esterne
Come già accennato in altri articoli di queste mie lezioni di pittura, nella stessa pittura come pure nella musica tutto è relativo, cioè tutto dipende dalla tonalità che si vuol dare al dipinto.
Un ritratto può essere realizzato in un ambiente esterno fortemente illuminato o in un qualsiasi altro contesto dove la fonte luminosa può essere di infinite tonalità. Ebbene! Ad ogni tonalità deve corrispondere il giusto color carne che può essere formato soltanto sul momento, in armonia con lo sfondo e naturalmente con la fonte luminosa. Perciò, se dico che il color carne è formato dal nero e bianco (in qualsiasi percentuale) asserisco una cosa esatta. Avete mai visto una foto in bianco e nero?
Nelle antiche foto in bianco e nero la morbidezza del volto si differenzia certamente da ogni altra cosa! Ritenete sia poco brutto il colore della popò! Ebbene potrebbe, in un giusto contesto di luminosità, diventare un meraviglioso color carne!
Fatta questa premessa, volendo soprassedere a quello che ho detto fin qui o far finta non averlo assolutamente detto, suggerisco assai timidamente qualche formula per formare il color carne che, se saprete inserirla in un opportuno sfondo, sarà certamente meraviglioso ….. altrimenti ….. un fiasco!
Non esistono formule magiche!
Ecco, ironicamente, la formula magica! Un tubetto di giallo Napoli tendente al rosso ed il gioco è fatto! Già, basterebbe soltanto questo!
Un altra formula magica (ma cosa mi metto a dire!) è l’impiego di alcuni colori come l’ocra gialla, bianco, un pizzico di carminio di garanza ed un pizzico di rosso inglese. Modulare più o meno il bianco e l’ocra gialla aumentando l’uno o l’altro tenendo sempre fissi i pizzichi di rosso inglese e carminio. Il colore diventa certamente gradevole ma il problema è quello delle aggiunte di colore scuro per creare le zone d’ombra nel viso.
Concludendo con il color carne
A questo punto dovete evitare assolutamente di impiegare un solo colore per scurire, ma molti altri che devono variare a seconda delle varie zone del volto. Attenzione, questi colori scuri non devono essere mescolati tutti insieme ma debbono diversificare le varie pennellate da stendere sulla tela. I colori scuri possono essere la terra d’ombra, i vari blu, verdi, rossi e altri altri ancora.
La formula più magica in assoluto è quella che viene dal nostro interno e sul momento (ECCO, CI SIAMO), in ragione del contesto su cui stiamo lavorando. Se il color carne che avete formato risulta schifoso, non correggetelo! Provate ad invertire la tonalità dello sfondo (se è scura la fate chiara e con il colore complementare dello sfondo precedente) … Avrete una sorpresa!
Si ma sbiancare il giallo napoli non da soddifazioni, preferisco provare con giallo un pó di rosso e bianco, per poi lavorarlo aggiungendo altro per ottenere il risultato desiderato, ma all’inizio specialmente concordo, é molto utile, non che sia un esperto anzi, sono agli inizi io, ma non trovo gratificazione con il giallo di napoli, vien bene, ma non mi sento bene con me stesso, come se usassi trucchi ecco, in un videogame.
ps: Continueró a fare pratica ogni giorno per 8 ore, mi diverto troppo ç_ç evviva l’arte.
Approvo ampiamente. Ricerche del gusto e nuove sperimentazioni aiutano sempre a formare l’artista! Mai fermarsi davanti ad una conquista … ma svilupparla!
Questa ricerca nel perfezionare la tecnica nel raggiungere l’obiettivo, quello del color carne mi sollecita a continuare. Io, per esempio sto studiando un amalgama tra Rosa Napoli, ocra, rosso, e un pizzicchino di verde.