Lo Schizzo: Catturare l’Anima prima della Forma
Dipingere non è un atto che inizia sulla tela, ma un processo che nasce nel momento in cui i nostri occhi incontrano la realtà. Spesso ci troviamo davanti a un paesaggio mozzafiato senza avere i pennelli con noi: è qui che entra in gioco lo schizzo. In questa lezione impareremo che lo schizzo non è solo un disegno preparatorio, ma un contenitore di emozioni e informazioni. Scopriremo come trasformarci in un “fiume in piena” per fissare sul carta ogni dettaglio, dalle forme ai suggerimenti cromatici scritti a mano, e come poi, in Studio, saper “potare” quella ricchezza per lasciare spazio alla forza della pittura.
Lo Schizzo come “Idea in Movimento”
Non preoccuparti della perfezione tecnica quando hai solo un lapis e un pezzo di carta tra le mani.
Fissare l’Emozione Immediata
-
Il Sentimento Sopra la Ragione: Lo schizzo deve essere dettato dal cuore. Non aver paura di andare contro i canoni: scrivi i nomi dei colori, annota le sensazioni, disegna linee che sembrano confuse ma che per te hanno un senso profondo.
-
Effetto Memoria: Anche un semplice segno a matita, a distanza di tempo, sarà capace di rievocare in te le stesse identiche vibrazioni che hai provato osservando il vero.
Dal Caos all’Ordine Pittorico
Il passaggio dallo schizzo alla tela è un processo di sottrazione e subordinazione.
Liberare il Quadro dal Superfluo
-
Inserire Tutto per Poi Togliere: Potrebbe sembrare un controsenso, ma inserire molti particolari nello schizzo serve a “ricordare” l’emozione. Sulla tela, però, dovrai avere il coraggio di eliminare ciò che non serve all’armonia generale.
-
Particolari Indefiniti: Quei dettagli che nello schizzo erano precisi devono diventare “accessori” nel dipinto. Devono sostenere la composizione senza rubare la scena alle grandi linee che colpiscono l’osservatore.
Conclusione: La Trama del Tuo Racconto
Lo schizzo è il DNA dell’opera finale: contiene tutte le istruzioni, ma non è ancora il corpo del dipinto.
Un Legame Indissolubile
-
Non Lasciar Passare Troppo Tempo: Sviluppa lo schizzo finché l’emozione è ancora calda. La mente lavora per abbinamenti: lo schizzo ti dà la traccia, ma il tuo cuore deve completare l’opera.
-
Subordinazione Creativa: Impara a far sì che i particolari siano presenti ma non invadenti. La difficoltà sta proprio nel seguire la trama dello schizzo senza diventarne schiavi.
📚 Scrivere con la Matita: Lo schizzo è il primo passo per andare “oltre”. Se vuoi scoprire come trasformare un semplice disegno in un’opera vibrante, trovi i miei consigli nel libro: “Dipingere al di là della tecnica col cuore e l’emozione”.
E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.

Lo schizzo e dipingere: nello schizzo inserite “tutto”: aspetti esteriori, quelli interiori, ricchezza di particolari e.. anche.. scritture.
Vi sarà certamente capitato di trovarvi di fronte ad un bellissimo paesaggio ed essere, allo stesso tempo, sprovvisti dell’attrezzatura indispensabile per dipingere.
Sappiate che, se dovesse ricapitare, non dovrete preoccuparvi perché con un foglio di carta ed un lapis (o in mancanza di questo, una penna) potrete fissare ogni forma ed emozione.
Lo schizzo si fa anche con una matita su un pezzo di carta
Anche senza il colore, il disegno dello schizzo vi farà affiorare, in maniera più o meno intensa, le stesse sensazioni che avete provato nell’ammirare il paesaggio.
Mentre state realizzando lo schizzo, cercate di considerarlo semplicemente come un’idea che si deve sviluppare da sola. In parole povere non dovete affaticarvi di inserite tutto in un momento.
Quel “tutto” deve entrare automaticamente nel foglio, cioè dettato soprattutto dal sentimento, lasciando poco spazio alla razionalità. Per fare questo occorre trasformarsi in un fiume in piena senza badare di andare contro i canoni principali della tecnica.
Tutto è permesso nello schizzo
Permettetevi tutto. Dove occorre, potrete anche scrivere – nominandoli – i vari toni e, quindi, riportare sul foglio tutto ciò che siete in grado di percepire. Più tardi, per effetto di “collegamenti”, la vostra mente sarà in grado di abbinare e quindi ricordare molte più cose, oltre la descrizione, anche quelle relative al sentimento.
Una volta preparato lo schizzo, fate in modo che non passi troppo tempo per il suo sviluppo.
In esso avete cercato di inserire più elementi possibile: Adesso, invece, il primo compito – estremamente difficile e pieno di tranelli – è quello di liberarlo dai molti elementi che certamente non servono, né giovano, alla stesura pittorica.
La domanda che viene spontanea è questa: perché dovrei sforzarmi a fare uno schizzo inserendo più cose possibili, quando poi dovrò eliminare moltissimi particolari?
Innanzitutto, come abbiamo visto, i particolari – anche i più apparentemente insensati – hanno nello schizzo il compito di farci ricordare per “abbinamento” anche le emozioni non registrabili. Poi, non si chiede la totale soppressione di tale elementi – e questo è importante – ma la loro subordinazione all’intero contesto. Infatti quest’ultimo è regolato dalle grandi linee che dovranno colpire il fruitore dell’opera pittorica. In parole povere occorrerà rendere questi elementi come “particolari indefiniti” (ampiamente descritti in una pagina precedente abbiamo di questo corso di Pittura).
Concludendo con schizzo e dipingere
La difficoltà sta dunque nel subordinare questi particolari all’intero contesto (non ancora creato sulla tela), seguendoli però attentamente. Ribadisco “attentamente” perché tali particolari rappresentano la trama stessa per lo sviluppo dell’opera.
In altre parole, questi particolari sono di fondamentale importanza per darci interessanti indicazioni e diventano, poi, semplici ed indefiniti accessori nel dipinto.
Articolo precedente: Attenzione al verde
Articolo successivo: Un ritratto dal vivo ed uno dalla foto