Come Accordare la Chitarra: Metodi Pratici e Professionali
Pane al pane e vino al vino, riflessione su accordatura chitarra: questa è la “bibbia” del chitarrista. Suonare uno strumento scordato non è solo fastidioso per chi ascolta, ma è un vero e proprio sabotaggio per l’orecchio di chi suona. Un allievo che si abitua a un’accordatura approssimativa rovinerà la sua percezione degli intervalli per sempre. Ho infatti incluso il metodo dei suoni armonici: è lì che si distingue il chitarrista della domenica dal vero musicista.
Saper accordare correttamente la chitarra è la prima, fondamentale abilità che ogni musicista deve padroneggiare. Non si tratta solo di una necessità tecnica, ma di un esercizio essenziale per educare l’orecchio e garantire che ogni melodia risuoni con la giusta intenzione emotiva. In questa guida completa, esploreremo diverse strategie per ottenere un’accordatura perfetta: dal classico “metodo del quinto tasto” (e anche il quarto) all’uso dei suoni armonici, tecnica prediletta dai professionisti per la sua estrema precisione. Vedremo inoltre come gestire l’accordatura in assenza di riferimenti esterni, sfruttando trucchi visivi e la risonanza naturale dello strumento, e scopriremo i segreti per preservare l’integrità del manico e delle corde nel tempo, evitando danni causati da un’errata manutenzione o da sbalzi di tensione fisica.
Tecniche di Accordatura a Confronto
Scegli il metodo più adatto al tuo livello e alle tue esigenze.
1. Metodi per il Principiante e l’Amatore
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Il Metodo del Quinto Tasto: La tecnica base per accordare le corde tra loro partendo da un unico riferimento (solitamente il LA).
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Accordi e Risonanza: Come sfruttare la vibrazione simpatetica delle corde per verificare visivamente e uditivamente se lo strumento è in armonia.
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Uso di Fonti Esterne: Diapason, file audio MP3 e simulatori digitali come punto di partenza per una base solida.
2. Accordatura Avanzata per Professionisti
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Suoni Armonici: Utilizzare i nodi di vibrazione sul 5° e 7° tasto per un confronto millimetrico delle frequenze, eliminando ogni margine d’errore.
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Gestione delle Corde Nuove: Capire la reazione fisica del manico e della muta appena montata, che richiede ripetuti passaggi prima di stabilizzarsi.
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Trucchi Visivi d’Emergenza: Come orientarsi attraverso i segni d’usura delle corde rivestite quando non si hanno strumenti a portata di mano.
Cura e Manutenzione dello Strumento
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Tensione e Riposo: Quando è davvero necessario allentare le corde e come riporre la chitarra per evitare curvature del manico.
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Ambiente Ideale: L’importanza di proteggere il legno da umidità e fonti di calore per mantenere l’intonazione costante.
💡 Una curiosità: Sapevi che l’accordatura standard (E-A-D-G-B-E) che usiamo oggi è il risultato di secoli di evoluzione? Prima del XIX secolo, le chitarre e i liuti usavano spesso accordature “aperte” o diverse a seconda del brano da eseguire. La scelta del MI come base è stata adottata per offrire il miglior compromesso tra estensione sonora, tensione delle corde e facilità di diteggiatura per gli accordi più comuni.
E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.
Metodi per accordare la chitarra
Come accordare la chitarra senza il maestro (si veda anche la pagina di queste lezioni di chitarra che indica la sostituzione delle corde)
Potete scaricare gli audio MP3 delle corde vibrate: Mi cantino (1° corda “E”), Si (2° corda “B”), Sol (3° corda “G”), Re (4° corda “D”), La (5° corda “A”), Mi basso (6° corda “E”).
Anche il principiante deve imparare ad accordare in modo preciso la chitarra.
Il professionista lo fa anche quando, suonando il brano, si accorge che alcune note calano o aumentano di tono. Altri (pochissimi!) hanno nella mente i valori assoluti ed accordano la chitarra indipendentemente dalla relatività di tono delle corde. Alcuni sono costretti a partire da una nota fornita da fonti esterne (generalmente il LA). Altri invece hanno bisogno di portare il dito al 5° tasto per la comparazione con la corda superiore. Altri (i cosiddetti “senza orecchio”) che hanno bisogno di vedere anche con l’occhio l’accordatura esatta (sic! Vedremo in seguito).
Prendiamo in considerazione gli ultimi due casi
La prima cosa veramente difficile da fare, è quella di trovare la giusta intonazione della corda con cui partire. Questa operazione è veramente difficile per la maggior parte dei chitarristi (dico chitarristi, non principianti), e raramente si potrà arrivare ad accordare perfettamente la corda di partenza.
Fortunatamente esistono in commercio simulatori di note che si possono portare in tasca, e addirittura accordatori elettronici completamente automatici, che danno l’indicazione giusta, corda per corda. Siccome non possiamo portarci sempre in tasca lo strumento accordatore, dobbiamo riuscire ad accordare la chitarra anche con i nostri mezzi.
Il metodo del quinto tasto
Iniziamo dalla 5° corda, il LA. Accordiamola con un LA preso da fonti esterne o con un diapason.
Passiamo alla corda inferiore, il MI (sesta corda). Mettiamola gradatamente in tensione, controllando spesso dal suo 5° tasto che arrivi allo stesso tono del La, cioè della corda superiore. Non state a perdere troppo tempo per ottenere un Mi perfetto perché bisognerà ritornarci sopra. Infatti basta che sia più o meno prossimo (stesso ragionamento per tutte le altre corde) per la ragione ovvia che sia le corde, che il manico hanno bisogno di reagire alle graduali tensioni.
Continuate alla stessa maniera con tutte le altre corde ad eccezione della 2°, che fa riferimento al 4° tasto della corda sottostante, anziché al 5°. Teniate presente che il LA (corda di riferimento) non va più toccata in queste prime fasi e che, quindi, occorre accordare il RE (4° corda) tenendo il dito sul 5° tasto del La. Poi Accordare il SOL tenendo il dito premuto sul 5° tasto del RE. Si passa poi al SI (2° corda) tenendo premuto il quarto tasto del SOL. Poi al MI cantino riferendolo al quinto tasto della corda sottostante.
Ritornare subito sull’accordatura
Se avete un buon orecchio, vi accorgerete che la chitarra dovrebbe essere pressoché accordata.
In questa fase il manico della chitarra sta reagendo alla nuova tensione ed anche le corde fanno la stessa cosa. Perciò, se prima avevate perso molto tempo per accordare perfettamente ogni corda, adesso avreste dovuto comunque ripetere l’operazione.
È bene, quindi, con le corde nuove non soffermarsi troppo sul sottile perché poi bisognerà ritornarci sopra più volte anche nella stessa seduta. Vi accorgerete che due sole operazioni non basteranno per avere un’accordatura perfetta. Non mettetevi paura perché è soltanto una reazione a “corde nuove”.





Accordatura per i “senza orecchio”
L’accordatura per i “senza orecchio” è ancora più semplice e serve anche come riprova per coloro che hanno un orecchio un po’ … diciamo … meglio.
Anche qui purtroppo c’è la difficoltà iniziale della prima corda da accordare. Le operazioni sono le stesse, ma per comprenderle bene e chiarire le idee occorre partire con una chitarra già accordata. In seguito la potrete accordare in qualsiasi situazione.
Un utile test su una chitarra accordata
Eseguite prima il test sotto riportato:
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Avete la chitarra già accordata. Mettete il dito sinistro sul 5° tasto della sesta corda e pizzicatelo (non con il pollice ma con l’indice perché non dovete rischiare di toccare la quinta corda) stoppandolo immediatamente. Vedrete la corda superiore in continua vibrazione con il suono (LA) che persiste. Se la corda del MI fosse scordata, quella del LA non continuerebbe a vibrare. Il suono che permane nella cassa armonica a questo punto (ricordate che avete stoppato la corda numero 6) deriva soltanto dal LA della quinta corda. Infatti, appena la sfiorate, tutte le armoniche uscenti dalla cassa verranno immediatamente interrotte.
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Fate la stessa operazione con le altre corde (dito sul quinto tasto) tenendo presente l’eccezione sopra descritta, cioè quella della 2° corda, che vuole che si agisca sul quarto tasto della corda inferiore (cioè quando siete sulla terza corda, per far vibrare la seconda dovrete mettere il dito sul quarto tasto).
Agire sulle corde ascoltando e “osservando”
Dopo il test incominciate da capo, allentando e tirando la corda superiore a quella pizzicata avendo il dito sul quinto tasto. Vedrete che la corda vibrerà soltanto quando le due note diverranno perfettamente uguali entrando in risonanza.
Con questo sistema ed un po’ di ragionamento potrete vedere anche i semitoni di differenza tra una corda e l’altra: Basta, infatti, spostarsi sul quarto o sul sesto tasto per vedere se vibra la corda superiore.
Il giorno dopo dovrete immancabilmente ritornare sull’accordatura.
Quando manca il riferimento della prima nota da accordare
La domanda che viene spontanea alla maggior parte dei principianti è questa: Come dobbiamo agire quando non abbiamo a disposizione alcuno strumento (accordatore, diapason od altro) che ci possa fornire un “LA” da cui iniziare l’accordatura?
In tal caso possiamo optare per la realizzazione di una “successione relativa di toni” per le corde, vale a dire che potremo accordare la nostra chitarra tramite se stessa, partendo proprio dal “LA”, che considereremo alla stessa stregua di un “LA” perfettamente accordato (anche se sappiamo che così non è).
Rimane scontato il fatto che trattasi di un’accordatura provvisoria che, tuttavia non ci impedirà di accompagnare le nostre melodie vocali. … Sì … va bè!!!!! … Però … … … come capire quando la tensione che diamo – via via – alla corda di “La” sarà più o meno da accettare?
Anche qui c’e un bel trucco visivo da sfruttare, che se ve lo tenete segreto potrete sbalordire tutti i vostri amici! Basta aguzzare la vista e cercare i segni d’usura delle corde con le rispettive sbarrette. Essi sono perfettamente visibili sulle ultime tre corde (quarta, quinta e sesta, quelle con il rivestimento).
Agendo sulla loro tensione, li vedrete spostarsi verso destra o sinistra a seconda se la corda viene allentata o tirata: cercate di far combinare i punti d’usura con le rispettive sbarrette. Naturalmente ciò non può avvenire con corde nuove.
Domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: la chitarra che abbiamo appena accordato, adesso è anche intonata?
Accordiamo la chitarra da veri maestri
Metodo con i suoni armonici
Un metodo a cui si affidano i veri chitarristi per accordare il proprio strumento consiste nell’impiego dei suoni armonici sui vari tasti.
Anche qui si adotta il sistema dei riferimenti a meno che non si abbia un ottimo “orecchio assoluto”: serve innanzitutto una corda perfettamente accordata che dia la certezza dell’esatta intonazione e quindi procedere in una determinata maniera.
Come spiegato nella pagina relativa agli armonici, quelli ricavati sul 5° tasto (meglio, in questo caso, dire quinta sbarretta) corrispondono alla nota emessa dalla corda a vuoto ma con due ottave superiori, mentre quelli del 7° danno la stessa nota di quel tasto (corrispondente alla nota emessa dal settimo tasto ma con ottava superiore, ovvero la quinta giusta della corda suonata a vuoto, ottava superiore). Perciò l’armonico del quinto tasto di una corda corrisponde esattamente a quello del settimo tasto della corda superiore.
Procedimento
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Accordare perfettamente il La e quindi – sommariamente – tutte le altre corde.
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Eseguire il confronto tra quinta e sesta corda: ricavare il suono armonico sulla settima sbarretta della corda del La e subito dopo sulla quinta sbarretta della corda sottostante (quella del Mi sesta corda), ascoltarle insieme regolando prontamente la tensione (tirando o mollando la sesta corda) fino a quando non producano lo stesso suono. Ripetere più volte la stessa manovra.
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Fare la stessa cosa confrontando la quarta corda (Re) con la quinta (La).
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Fare la stessa cosa confrontando la terza corda (Sol) con la quarta (Re).
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Eseguire il confronto fra seconda (Si) e terza corda (Sol): ricavare l’armonico sulla quarta sbarretta (non proprio sopra di essa: meglio sarebbe porlo leggermente spostato verso sinistra) della corda del Sol e sulla quinta sbarretta della corda del Si, ascoltarle insieme regolandone prontamente la tensione (tirando o mollando) fino a quando non producano lo stesso suono. Ripetere più volte la stessa manovra.
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Fare la stessa cosa del punto 2 confrontando la prima corda (Mi) con la seconda (Si).
Quando la chitarra è a riposo
Quando mettiamo a riposo il nostro amato strumento musicale non dobbiamo fare altro, se non riporlo in un luogo sicuro, lontano da umidità e fonti di calore.
Se talvolta capita di non poterla suonare per un certo periodo viene spontanea la domanda: come riporla in modo da prevenire i danni causati da inattività? Lasciarla accordata oppure allentare completamente tutte le corde?
Generalmente si abbandona lo strumento in un angolo, magari sempre a portata di mano anche quando sappiamo di non volerla o poterla suonare. Inoltre la lasciamo con le corde tirate ed appoggiata al muro con la tastiera rivolta verso l’esterno. Due cose che sommate possono provocare la piegatura del manico! Un avvallamento che una volta iniziato sarà difficile fermare.
Le corde durante le lunghe pause vanno sempre allentate! Ma cosa significa lunga pausa? Tre giorni? Una settimana? Dieci giorni? Quindici giorni?
Nulla di tutto questo! Il pensiero di allentare le corde non deve assolutamente diventare un’ossessione!
Risposta alla domanda a bruciapelo: e chi lo sa? La chitarra è stata accordata ma … potrebbe non essere affatto intonata! Si veda perché.
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