Come Dipingere la Terra e il Terreno ad Olio

Dipingere la Terra ad Olio: Colori, Tonalità e Direzione del Pennello

Dipingere il suolo — che si tratti di un sentiero battuto, di un campo arato o di una montagna in lontananza — richiede un’osservazione attenta e l’abbandono di ogni schema prefissato. La terra cambia volto a seconda dell’umidità, della stagione e dell’intervento dell’uomo. In questa lezione, esploreremo come differenziare i vari tipi di terreno attraverso l’uso sapiente dei pigmenti e, soprattutto, attraverso la gestualità del pennello.

La Natura del Terreno e la Scelta dei Colori

Non esiste una “regola fissa” per il colore della terra, ma esistono costanti fisiche che guidano la nostra tavolozza.

Campi Coltivati vs Sentieri Battuti

  • La Terra Smossa: I campi arati sono ricchi di umidità e ombre create dalle zolle. Qui dominano i toni scuri: la Terra di Siena, i rossi e il carminio sono i pigmenti ideali per rendere la profondità del terreno fertile.

  • I Sentieri e i Viottoli: Il terreno calpestato è secco e liscio, riflette maggiormente la luce e tende a tonalità più chiare e gialle nelle zone esposte, mentre vira verso i grigi azzurrati nelle zone d’ombra.

Tecnica e Gestualità: Il Movimento del Pennello

Spesso è la direzione della pennellata, più che il colore stesso, a definire la natura del paesaggio.

Come Guidare l’Occhio del Visitatore

  • L’Orizzontalità dei Campi: Per dare il senso di un’area pianeggiante o di un prato falciato, le pennellate devono essere prevalentemente orizzontali.

  • La Profondità dei Sentieri: Per un sentiero che si addentra nel quadro, la pennellata verticale aiuta a creare una fuga prospettica che attira l’osservatore verso l’interno dell’opera.

  • Variazioni Continue: Evitate il colore uniforme. Il segreto di una terra “viva” risiede nei piccoli tocchi, nei ripensamenti cromatici e nel dipingere colore su colore, cercando ogni minima variazione presente nel modello.

📚 Il Battito della Terra: Dipingere un sentiero significa anche immaginare chi lo ha percorso. La tecnica ci permette di costruirlo, ma è l’emozione che gli dà vita. Se vuoi scoprire come unire la precisione dell’occhio al sentimento, ti invito a leggere il mio libro: “Dipingere al di là della tecnica col cuore e l’emozione”.


E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.

Dipingere il terreno, dipingere i campi, dipingere le montagne

La terra delle strade, delle vigne, dei campi, dei monti, dei sentieri si presenta sempre colori e tonalità differenti. Quindi per dipingere il terreno non basta una semplice regoletta.

A seconda della natura del terreno, della stagione, delle condizioni atmosferiche. Nonostante tutte queste varianti, esistono degli aspetti comuni che andremo a parlare qui appresso in questa sezione di lezioni di pittura.

Il colore del terreno, di solito, è assai scuro nei campi che normalmente i contadini coltivano, un po’ più chiaro nelle zone incolte ed abbandonate. Il colore poi si fa ancora più chiaro sulle strade sterrate, sui sentieri e viottoli di campagna.

La ragione, naturalmente è assai evidente: la terra normalmente coltivata è una terra fresca e smossa, contenente zolle di diverse dimensioni. Inoltre prende umidità dai sistemi di irrigazione, e, per la sua composizione strutturale, crea ombre presentandosi con toni abbastanza scuri.

Vari tipi di terreno

Il terreno dei viottoli e dei sentieri, è asciutto, battuto, liscio in molte sue parti, riflette di più i raggi del sole, ed è quindi, di tonalità più chiara.

I pigmenti ideali per dipingere il terreno umido sono la terra di Siena, i rossi, il carminio. Per dipingere la terra dei viottoli e dei sentieri, che è più gialla nelle parti esposte al sole e più tendente ai toni grigi nelle parti in ombra, occorrono gli azzurri e le garanze (chiamiamole “rossi”) scure.

Dipingere il terreno: un quadro di Cezanne-rupi e colli in Provenza
Un’opera di Cezanne: Rupi e colli in Provenza

I colori del terreno, per la sua multiforme strutturazione, non sono mai uniformi.

Questo vale per le vigne, sentieri, campi, prati, qualunque sia la loro tonalità. La norma generale ci dice di tenere sempre presente che bisogna aggiungere, al colore proprio del terreno che si presenta sotto i nostri occhi, moltissime varianti, toni distinti tra loro e dipingere colore su altro colore.

Il colore base della terra che dobbiamo riprodurre deve essere diversificato anche con tocchi e ritocchi e ripensamenti.

Bisogna immedesimarsi e cercare di vedere anche le più piccole differenze di cromatismo nel modello stesso.

Il fatto è che sono effettivamente sotto i nostri occhi, ferme e pronte per essere rappresentate.

Dipingere il terreno: un dipinto di Cezanne (cortile di fattoria)
Un dipinto di Cezanne: Cortile di fattoria

Gli accorgimenti per ottenere un buon risultato

Un trucco molto semplice per fare distinzioni tra campo e sentiero, è quello di dare importanza alla direzione delle pennellate (leggere anche l’articolo su come tenere in mano il pennello)! Nel primo caso devono essere sempre (diciamo la maggior parte delle volte) orizzontali, per dare la sensazione di un campo, con l’erba che è stata falciata. Per il sentiero, invece, le pennellate possono essere stese in verticale, se questo va in profondità e, in orizzontale se corre verso il lato destro o sinistro della tela.

Un altro accorgimento è quello di variare le gamme cromatiche in ogni piano del dipinto. Facendo questo tenete sempre presente a non incorrere nell’errore generico, cioè quello di confondere i chiaroscuri della terra con i chiaroscuri delle parti in ombra. I primi hanno, tra l’altro, lo scopo di diversificare la natura del terreno, mentre i secondi danno forma e plasticità.

Sui primi può intervenire anche soltanto la fantasia, mentre per i secondi occorre occhio e ragionamento. Infatti un’ombra invertita richiama altre ombre da invertire …. e quindi  …. è l’inizio del caos! Non correte e fermatevi spesso a riflettere.

Per concludere: altre attenzioni

Non ripassate il pennello dove il colore è già stato steso! Questo è un vizio che non va mai preso, anche se tuttavia talvolta è necessario negli ultimi piani, in prossimità della linea dell’orizzonte. Questa necessità negli ultimi piani è per rappresentare mari, barche, montagne, verde (che in effetti lo vediamo grigio) in lontananza. Questi, sono quei grigi che generalmente tendono all’azzurro ed al violetto, ma nessuno vi vieta di farli tendere al altri colori di vostra scelta, purché giustificati dal cielo che avete prima scelto.

Se i monti o le montagne sono più vicine e dovrete quindi inserirle nei piani medi, cercate di mostrare molte varietà di parti terrose, con vegetazione, con rocce ed avvallamenti, alberi, boschi, ecc.

Occorre creare per questo, una miriade di forme e cromatismi. Il miglior consiglio che potrei darvi è quello di tenere sempre presente le costanti sopra spiegate e, mantenendo la pazienza, osservare e lavorare senza improvvisare. L’improvvisazione fa rovesciare le ombre con conseguenze inaspettate. Ne basta una messa male, che se presa come punto di riferimento … l’opera se ne va in rovina!

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