Realizzare un Ritratto: Guida al Modello e allo Sguardo

Realizzare un ritratto: una meravigliosa missione!

Realizzare un Ritratto: Dal Modello dal Vero alla Dinamica dello Sguardo

Dipingere un ritratto non è un esercizio di copia passiva, ma una “missione” che richiede empatia e comprensione geometrica. Dopo aver analizzato l’armonia tra volto e somiglianza, entriamo nella fase operativa: come relazionarsi con il modello e come gestire la tridimensionalità della testa. In questa lezione scopriremo l’importanza della spontaneità nelle sedute dal vivo e smonteremo uno dei falsi miti più comuni della pittura: il segreto degli occhi che “ti seguono”, riportando tutto alla corretta percezione dei volumi sferici.

La Relazione con il Modello: Oltre la Posa

Il successo di un ritratto dipende in gran parte dall’atmosfera che si crea durante la seduta pittorica.

Spontaneità e Distanza

  • Il Modello a proprio agio: Un volto teso o un sorriso forzato distruggono l’espressività. Parlate con il vostro soggetto, cercate la sua naturalezza e non chiedetegli mai sforzi innaturali: i muscoli del viso devono essere rilassati.

  • La Distanza Ottimale: Posizionarsi a circa un metro dal modello è la scelta ideale per cogliere sia i dettagli che l’insieme, permettendo alla prospettiva di rimanere naturale e non distorta.

La Geometria dello Sguardo: La Palla che Gira

Gli occhi sono sfere inserite in una struttura complessa. Capire questo concetto significa dominare lo sguardo del ritratto.

Verità e Falsi Miti

  • L’Iride e la Prospettiva: L’iride appare perfettamente tonda solo quando il soggetto guarda dritto verso l’artista. In ogni altra posizione, diventa un ovale. Ignorare questa regola geometrica è l’errore che rende “strano” un occhio, anche se ben colorato.

  • Il Mito dello Sguardo Mobile: Molti credono che uno sguardo che “segue l’osservatore” sia segno di un capolavoro. In realtà, è una semplice conseguenza tecnica: se le iridi sono centrate e tonde, lo sguardo seguirà chiunque guardi il quadro, indipendentemente dalla qualità pittorica.

Razionalità e Abbandono

La tecnica serve a capire, ma non deve diventare una prigione per l’artista.

Verso la Libertà Espressiva

  • Studiare per Dimenticare: Bisogna apprendere le regole razionali (come la forma dell’iride) per poterle poi gestire con spontaneità. Una pittura troppo ragionata rischia di diventare fredda e priva di vita.

  • La Scelta degli Accostamenti: Per chi inizia, lavorare per accostamenti di colore invece che per sfumature continue permette di gestire meglio i piani della testa senza perdersi in tecnicismi complessi che, anche di altissimo e rispettabile livello, richiederebbero anni di pratica.

📚 Il Cuore del Ritratto: La geometria spiega perché un occhio ci guarda, ma è l’emozione che spiega cosa ci sta dicendo. Se vuoi scoprire come far parlare un volto al di là delle regole tecniche, trovi la mia guida nel libro: “Dipingere al di là della tecnica col cuore e l’emozione”.


E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.

Realizzare un ritratto: il volto

Nelle pagine precedenti sono state fatte, a proposito del ritratto, diverse premesse: si seguano per ordine i link sul menù sulla pagina di queste lezioni di pittura.

Dopo aver letto l’articolo precedente (dipingere l’intero volto) adesso siamo in grado di andare avanti ed iniziare finalmente a dipingere l’intero volto, compresa la testa.

Realizzare un ritratto: dipingere dal vivo

È sempre consigliabile realizzare un ritratto dal vivo, cioè con un modello davanti, invece che da una fotografia. Si può quindi iniziare con un amico, un famigliare, o una persona che possa o voglia accettare un quadro a sorpresa.

La distanza ideale dal soggetto da riprodurre può essere intorno ad un metro. Ci sono alcuni artisti che dipingono a distanze minori ed altri che arrivano anche a raddoppiare il metro.

Innanzitutto bisogna mettere a proprio agio il modello, con una bella chiacchierata. Non chiedergli di sorridere o di porsi in atteggiamenti forzati. Il soggetto deve essere spontaneo durante tutta la seduta. Dovrete saper conoscere i pochissimi atteggiamenti che potrete chiedergli di simulare, magari sbadatamente!

Attenzione al sorriso: non forzare il soggetto a farlo!

Fra questi non è certamente compreso il sorriso: per farlo sorridere dovrete attendere le varie occasioni, che sicuramente capiteranno durante le varie sedute. Potrete chiedergli di spostare la prospettiva, di aprire più o meno (senza esagerazione) gli occhi, di correggersi la pettinatura ed altri piccoli particolari che imparerete a conoscere meglio durante le sedute pittoriche. Non certo il sorriso!

Gli occhi

Non meravigliatevi, ma rispettando alcuni particolari, potrete scegliere voi e con molta facilità la direzione del suo sguardo. Per fare questo occorre tenere presente che in un ritratto frontale, gli occhi che guardano l’artista hanno le iridi perfettamente tonde e perfettamente al centro, mentre se guardano in altri punti diventano più o meno ovali. Questo perché appartengono ad una palla che gira e non a un qualcosa che scorre trasversalmente verso una parte o l’altra del viso.

Due iridi perfettamente tonde ed inserite lateralmente al taglio, fanno percepire all’occhio dell’osservatore che c’è qualcosa di strano, anche se non ne capisce il perché.

Sembra semplice e scontato, ma alcuni principianti non si rendono conto dell’errore. Questa regola vale anche per il tre quarti senza “se” e senza “ma”, anche con prospettive inferiori che si avvicinano al profilo.

Perciò riassumendo, l’iride dell’occhio è perfettamente tonda quando il soggetto guarda gli occhi dell’artista, in qualsiasi posizione prospettica si trovi il viso.

Se intraprendete l’arte del ritratto, vi accorgerete che molte persone vi diranno che il ritratto è perfetto, perché da qualsiasi punto lo si osservi, gli occhi del soggetto seguono il loro spostamento. Non è vero che il dipinto è fatto bene per quel motivo.

Il ritratto può anche essere fatto male, ma se gli occhi hanno le iridi perfettamente tonde accadrà sempre che lo sguardo della persona ritratta segua l’osservatore. Molti pittori speculano su questa ignoranza, dicendo di aver fatto miracoli per fare in modo che lo sguardo del soggetto segua l’osservatore in qualsiasi punto si diriga: falso!

Concludendo con questa pagina

Sembra che stessi portando troppo a lungo i ragionamenti con queste piccole cose, ma  … credetemi … queste cose fanno impazzire veramente i principianti. Tutto ciò che in natura è dato per scontato, il pittore deve riprodurlo con cognizione di causa.

Imparare a ragionare razionalmente è cosa essenziale nella pittura. Attenzione però a capire quando arriverà il momento che questa razionalità dovrà essere abbandonata! La razionalità distrugge la spontaneità dell’opera, perciò dobbiamo servirci di essa soltanto per capire ed apprendere.

Tra la tecnica con sfumatura e quella con accostamenti di colore, scegliamo la seconda perché non richiede molte conoscenze sul comportamento dei colori. Per la sfumatura vi consiglio di appoggiarvi ad un buon Maestro.

Continua nella pagina successiva 

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