Come equilibrare il colore

dipingere al di là della tecnica
Dipingere al di là della tecnica, col cuore e l’emozione

Quando un quadro è ben equilibrato, ad ogni aggiunta di chiaro deve corrispondere una corrispettiva aggiunta di scuro per non alterare tale equilibrio.

Anche se l’espressione sopra descritta corrisponde al vero, una domanda viene spontanea:

“Se un dipinto è già coloristicamente equilibrato, allora,  a cosa serve aggiungere altri colori?”

La risposta è semplice! Si aggiungono altri colori per aggiungere altri elementi nel contesto già creato.

Cosa significa ciò che ho appena affermato? Significa che non bisogna mai iniziare un quadro particolareggiando i vari elementi!

Bisogna prima creare un contesto globalmente equilibrato e poi inserirci oggetti (a loro volta globalmente equilibrati), quindi, ritornare sul contesto globale e di nuovo sui vari contesti dei particolari, che si influenzano l’uno con l’altro (in natura, ma nel quadro sarà il pittore a doverlo fare, come già spiegato nel corso di pittura)

Iniziamo con la tela vuota …….. ma non proprio vuota perché è fortemente sconsigliato iniziare dal bianco! Un grigio può andare bene! O meglio, un grigio con tre leggerissime tendenze che corrono per tutta la tela (blu, giallo e rosso).

Mettiamoci davanti ad un bel paesaggio ed incominciamo a dipingere. Ammettiamo di avere di fronte a noi una veduta con un gruppo di case, una collina dietro di esse, il mare e cielo. Abbiamo, quindi, quattro elementi globali. Questi “elementi globali” potrebbero essere anche tre, oppure, cinque, o ……. qualsiasi altro numero. Tutto dipende da come il pittore li vuole interpretare. Il consiglio – almeno per il principiante – è quello di concentrarsi nel riconoscere almeno tre o quattro di queste “masse”. Nel caso nostro, come abbiamo detto, sono quattro e quindi dobbiamo percepire la differenza di luminosità tra questi quattro elementi, riproducendoli con lo stesso equilibrio che esiste in natura.

Il cielo è celeste, la montagna è verde,  le case sono bianche, il mare è azzurro. Impiegate subito questi quattro colori, e sarete fregati già in partenza! I colori che avete scelto vanno smorzati al massimo, con l’aggiunta di altri colori, e devono avere soltanto una leggera tendenza verso di essi. Quello di cui dovrete preoccuparvi – per adesso – è soltanto di stabilire un paragone di luminosità fra essi. Il pittore più navigato lo capisce subito e inizia la campitura delle grandi masse dandogli il giusto equilibrio. Il principiante deve imparare a percepire queste tre o quattro differenze di intensità luminosa. Come fare? Deve iniziare a chiudere gradualmente gli occhi fino alla quasi completa sparizione dei colori, in modo da avere di fronte a sé solo luci ed ombre. A questo punto egli potrà percepire i tre o quattro differenti gradi di luminosità. Attenzione! Questo è molto importante! Una volta stabilito il grado di luce, occorre stendere sulla tela i quattro colori con la stessa luminosità che la natura ci presenta, aggiungendo ad essi più o meno pigmento bianco (solo bianco …. ma solo per adesso!).

Semplice …. vero? Si è semplice ma non è scontato …… perché anche i pittori più esperti, talvolta, si dimenticano di applicare questo ovvio principio, talmente ovvio che …… anche voi vi sorprenderete spesso di non applicarlo affatto!

Impiegate – agli inizi – colori tenui con leggere tendenze verso quelli che percepite dal reale. Una volta fatta la campitura, potrete rafforzare i colori ed inserire i particolari. Man mano che continuate a dipingere, rispettando i tempi di essiccamento, potrete via via rafforzare i colori, portandoli al tono che più soddisfa il vostro  modo di “sentire la pittura”.

Conclusione: teniate sempre presente che ogni inserimento di colore influisce su quello che gli sta vicino!

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