Il tocco nella Pittura è già una firma

Il Tocco nella Pittura: La Firma Invisibile del Tuo Essere

Il tocco è molto più di una semplice traccia di colore sulla tela: è l’estensione del carattere del pittore, una sorta di codice genetico artistico che abbiamo dentro sin dalla nascita. In questa lezione esploreremo l’importanza fondamentale della pennellata vibrante e della corposità del colore. Scopriremo perché tentare di eliminare il tocco per raggiungere una “perfezione” liscia sia un errore che toglie personalità al dipinto. Impareremo invece a usare il tocco come uno strumento strategico per dare profondità, nitidezza e, soprattutto, una vita che resiste allo scorrere del tempo.

Il Tocco è Personale: Difendi la Tua Unicità

Non esiste un tocco “giusto” o “sbagliato”, esiste solo il tuo. Sforzarsi di nasconderlo significa nascondere se stessi.

L’Illusione della Pittura Liscia

  • L’Inutilità del Nascondere: Anche se cerchi di stendere il colore in modo perfettamente liscio, la tua mano lascerà sempre una traccia. Tanto vale rendere quella traccia un punto di forza.

  • Personalità vs Omologazione: Un quadro dove il tocco è assente appare spesso freddo e impersonale. La traccia del pennello è ciò che rende l’opera “umana” e distinguibile da una stampa meccanica.

La Funzione Strategica del Tocco

Oltre al valore estetico, la corposità della pennellata ha funzioni tecniche precise nella gestione dello spazio pittorico.

Muovere gli Oggetti sulla Tela

  • Vincere la Prospettiva: Un tocco marcato e deciso porta gli oggetti in primo piano, rendendoli più nitidi e vibranti. Al contrario, una stesura più leggera e sfumata aiuta a spingere gli elementi verso lo sfondo.

  • Nitidezza e Colore: Paradossalmente, un quadro con un tocco “pesante” e materico risulta spesso più nitido e coloristicamente ricco di uno liscio, soprattutto se osservato alla giusta distanza.

Conclusione: Il Tocco come Garanzia di Durata

Dipingere con il tocco non è solo una scelta stilistica, ma un investimento sulla longevità dell’opera.

Vita nel Tempo

  • Resistenza all’Invecchiamento: La storia dell’arte ci insegna che le pitture lisce tendono a soffrire maggiormente l’usura degli anni. Il tocco materico, invece, preserva la vitalità del dipinto, mantenendolo “vivo” nei secoli.

  • Seguire l’Istinto: Non farti sviare dal fatto che la natura non mostra contorni o tocchi netti. La pittura non deve copiare la natura, ma interpretarla. Usa il tocco per dare ritmo e musica alla tua visione.

📚 La Materia dell’Emozione: Il tocco è il battito cardiaco del tuo quadro. Se vuoi approfondire come trasformare ogni pennellata in un messaggio d’amore per l’arte, trovi la mia guida nel libro: “Dipingere al di là della tecnica col cuore e l’emozione”.


E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.

Pittura e il tocco: dipingere al di là della tecnica
Dipingere al di là della tecnica, col cuore e l’emozione

La pittura e il tocco: il tocco è personale.. tenetevelo ben stretto!

L’importanza del tocco nella Pittura

Il vostro tocco pittorico lo avete dentro di voi sin dalla nascita.

Come già più volte ripetuto in questo corso di Pittura riguardo l’arte di stendere il colore, alcune cose possono essere insegnate, altre no. Il tocco no! O meglio: sembrerebbe di sì, invece la risposta è no!

Il tocco non è altro che la traccia lasciata dal pennello, o – meglio ancora – la corposità della pennellata lasciata sulla tela. A molti artisti non piace, ad altri invece è indispensabile.

Molti pittori cercano di evitarlo pensando di raggiungere la perfezione nella rappresentazione del “vero”.

Essi fanno degli inutili sforzi e tolgono personalità alle loro opere: fortunatamente non avviene la totale perdita delle caratteristiche individuali perché il tocco sarà sempre visibile! Quello che non è visibile a due metri di distanza, sarà visibile ad un metro; quello non visibile da un metro sarà visibile da cinquanta centimetri, ecc.

Dipingere con il tocco marcato o poco marcato?

Quindi tutto diventa relativo e, se la distanza dall’osservatore alla parete in cui è appesa l’opera non permette di vedere il tocco, il “tocco” in quel dipinto è come se non esistesse.

Certamente un dipinto può anche essere meraviglioso senza che il tocco venga evidenziato. Sarebbe però sbagliato credere che tale raffigurazione sia più “reale” di una con il tocco evidenziato. Anzi, se si mettono a confronto due paesaggi con due diversi tocchi ad una certa distanza in cui entrambi (i tocchi) vengono nascosti, ci accorgiamo che quello con il tocco più pesante è assai più nitido e “coloristico” dell’altro.

Basterebbe questo per preferire la Pittura corposa a quella liscia ma, nonostante ciò, molta gente preferisce quadri dove il tocco è meno evidente. Io personalmente adoro la pittura corposa.

Purtroppo esistono ancora troppe persone che, mistificando il tocco, ritengono che il dipinto più “finito” sia quello dove la pennellata è del tutto assente. Quel dipinto, per me, è tutt’altro che rappresentante il vero! Un tocco più deciso evidenzia un oggetto, portandolo avanti e, addirittura – vincendo le regole della prospettiva lineare – portarlo nei piani più vicini. Facendo l’opposto sposteremo l’oggetto in piani più lontani. Perciò il tocco può anche essere variato a seconda delle nostre esigenze.

Chi non impiega il tocco per enfatizzare o sminuire gli elementi del quadro è costretto comunque a pronunciarne i contorni. Questi essendo di primaria importanza è bene che siano impiegati – senza esagerazione – anche in presenza del tocco.

Concludendo

La cosa certamente vera – ma che ci svia – è che la natura si presenta davanti ai nostri occhi senza tocchi né contorni, e questo ci induce spesso a pensare di non impiegarli: non fatelo!

Infine, il tocco è vita nel tempo. Le pitture lisce vengono letteralmente distrutte dagli anni, quelle con il tocco rimangono.

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