La Scala Cromatica: Le Dodici Note
Prima di immergerti nei dettagli della lezione, dai uno sguardo a questo schema riassuntivo per orientarti subito tra i concetti principali.
La scala cromatica è la successione di tutti i dodici suoni contenuti in un’ottava, distanziati tra loro da un intervallo costante di un semitono. Rappresenta la totalità del materiale sonoro a disposizione del musicista. Ecco come si costruisce e come si scrive correttamente.
La Scala di Semitoni
Uno schema rapido per comprendere la struttura e la corretta notazione della scala cromatica.
1. Definizione e Struttura
-
Intervalli: A differenza delle scale diatoniche, la scala cromatica è composta esclusivamente da semitoni (cromatici e diatonici).
-
Composizione: Include le 7 note naturali e le 5 note alterate.
2. Regole di Scrittura
-
In Ascensione: Si preferisce solitamente l’uso dei diesis (#) per innalzare le note naturali.
-
In Discendenza: Si preferisce l’uso dei bemolle (b) per abbassare le note naturali.
-
Scopo: Questa convenzione facilita la lettura del musicista ed evita un uso eccessivo di bequadri.
3. Utilità Tecnica
-
Agilità: È l’esercizio fondamentale per eccellenza per l’indipendenza delle dita e il controllo della tastiera.
💡 Una curiosità: Sapevi che la scala cromatica è l’unica scala “democratica”? A differenza delle scale maggiori o minori, dove ogni nota ha un ruolo gerarchico (tonica, dominante, ecc.), nella scala cromatica tutte le dodici note hanno esattamente la stessa importanza. Non c’è una nota che domina sulle altre, creando quel senso di sospensione e mistero che ha dato vita alla musica “attonale” del Novecento!
E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.
La scala cromatica conosciuta anche come scala semitonale
Scala cromatica, suoni omologhi: nelle pagine precedenti abbiamo visto i vari tipi di scale (modo Maggiore e Minore). Qui impariamo a riconoscere un altro tipo di scala che si chiama “Scala semitonale” o più comunemente “Scala Cromatica”. Data la sua caratteristica configurazione, rappresenta una categoria del tutto particolare.
In questa scala si procede per semitoni
Mentre le scale di modo maggiore e minore hanno i suoni disposti per toni e – con sequenze ben definite – in semitoni, appartenendo quindi al genere “diatonico“, la scala semitonale invece procede sempre per semitoni.
Questa contiene dodici suoni (il tredicesimo che chiude l’ottava è la ripetizione del primo).
Nelle pagine precedenti, analizzando le scale maggiori e minori abbiamo visto come il suono compreso fra un grado e l’altro possa ricevere due denominazioni (esempio la nota tra il Do ed il Re può essere chiamata Do# e Reb), così per la formare i semitoni, in ascesa si impiegheranno i diesis ed in discesa i bemolle.


I suoni omologhi nella scala cromatica
L’omologia di suono si riscontra nel momento in cui la stessa nota riceve due o tre denominazioni.
Per definizione un suono omologo è la denominazione di due o tre note formanti un solo punto d’intonazione.
Per meglio comprendere quando i suoni omologhi entrano in campo si veda la scala sotto riportata che li abbraccia tutti.
La scelta del nominativo del suono omologo
L’impiego dell’uno o dell’altro nominativo di questi suoni omologhi deve però essere scelto con criteri ben precisi e non per semplice sfizio. Deve, infatti, essere scelto in subordinazione al senso tonale ed armonico del pezzo (sarebbe troppo pesante in questa pagina spiegarne la ragione: si veda poi la pagina le alterazioni musicali). Ad esempio la nota di Do, a seconda dei casi, può venire rappresentata con Do, un Rebb o un Si#; mentre un La# può essere scritto come La#, Sib o Dobb; un Sol#, ad esempio soltanto con Sol# o Lab (si veda anche la Scala di La bemolle maggiore).

Per un approfondimento si vada alle pagine correlate ad iniziare da “accordi maggiori formazione“
- pagina precedente (accordo tonale e distinzione delle tonalità)
- pagina successiva (rigo musicale per gli strumenti e le voci)