Come Dipingere i Capelli ad Olio: Masse e Riflessi

Dipingere i capelli realizzando una bella capigliatura  …. è già mezzo ritratto!

Dipingere i Capelli ad Olio: Masse, Volumi e la Magia della Luce

Dipingere i capelli è una sfida che mette alla prova la capacità di sintesi di un artista. L’errore più comune è cercare di riprodurre ogni singolo capello, col rischio di rendere la chioma rigida e innaturale. Per dare vitalità e morbidezza, bisogna invece ragionare per grandi masse cromatiche, individuando i volumi principali e lasciando che siano i colpi di luce finali a suggerire la consistenza della capigliatura. In questa lezione vedremo come costruire la chioma partendo dai toni scuri per arrivare alla brillantezza dei riflessi.

La Costruzione della Chioma: Ragionare per Volumi

I capelli non sono una superficie piatta, ma una struttura che avvolge il cranio e ne segue la prospettiva.

Masse e Chiaroscuro

  • Dimentica i Singoli Capelli: Inizia impostando le grandi zone d’ombra e di luce. Tratta i capelli come se fossero un solido: individua dove la luce colpisce con forza e dove invece si creano le profondità.

  • Lo Schema delle Tre Tonalità: Un buon metodo è preparare almeno tre gradazioni della stessa gamma (scuro, medio, chiaro). Applica lo scuro nelle zone di profondità e il medio per definire la forma generale.

  • Morbidezza dei Bordi: I capelli non hanno contorni netti come il marmo. Per renderli realistici, i bordi devono sfumare dolcemente verso lo sfondo o verso l’incarnato del volto.

La Rifinitura: Lucentezza e Trasparenze

Solo dopo aver costruito la massa solida si può passare a definire i dettagli che danno “aria” alla capigliatura.

Colpi di Luce e Tratti Sottili

  • I Riflessi (Highlites): I colpi di luce non sono mai bianchi puri, ma riflettono il colore della sorgente luminosa e il tono locale dei capelli. Vanno applicati con pennellate decise e cariche di colore sopra la massa già impostata.

  • L’Effetto “Sfumato”: Utilizza pennelli a ventaglio o pennelli morbidi per fondere le transizioni, evitando stacchi troppo bruschi che toglierebbero naturalezza.

  • Capelli “Liberi”: Solo alla fine, con un pennello sottilissimo (liner o rigger), aggiungi qualche capello ribelle che esce dalla massa principale: questo tocco finale darà leggerezza e realismo immediato all’opera.

📚 Oltre la Materia: Saper gestire i volumi è tecnica, ma rendere la setosità di una chioma è pura sensibilità. Se vuoi scoprire come far vibrare ogni pennellata sotto la guida dell’emozione, trovi il mio approccio nel libro: “Dipingere al di là della tecnica col cuore e l’emozione”.


E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.

Come dipingere i capelli con la tecnica ad olio

Come partire per poter dipingere i capelli

Per eseguire una bella capigliatura bisogna preparare molto bene il colori di fondo, perciò è assolutamente sconsigliato cercare di dare gli effetti di luce ed ombre direttamente partendo dalla tela “bianca”. Come già molte volte ho accennato in queste lezioni di pittura è sempre bene eseguire un abbozzo partendo da una tela già preparata con colore non abbastanza debole. Generalmente io scelgo il colore grigio.

Questo è ancora insufficiente! Infatti, come il viso e le altre parti del corpo, i capelli necessitano una preparazione di fondo, ma questa preparazione non basta. Quindi si richiede un’ulteriore stesura di colore, che rimanga influenzata dal primo strato, per poter poi dare corpo, movimento ed armonia all’intera capigliatura.

Pittura fresca su pittura fresca, o colore fresco su colore secco? Oppure una via di mezzo?

Ci sono, negli stessi capelli delle zone che richiedono strati di pittura fresca su strati completamente essiccati, e altre zone, che richiedono nuovi strati di pittura su strati non completamente essiccati.

Altre zone, in particolari condizioni, necessitano colore fresco su colore fresco, cosa questa che il principiante dovrà premurosamente evitare.

Il capello preso singolarmente  è un sottile filo lucido, capace cioè di riverberare la luce e quindi di rifletterla nelle più svariate direzioni a seconda della sua disposizione.

Detto questo, se si avesse la pazienza di dipingere tutti i capelli, dettagliatamente uno ad uno, sembrerebbe che alla fine avremmo una testa perfetta ed armoniosa. Avremmo invece un ammasso di tratti che forse non darebbero neanche la minima idea di una capigliatura.

Dipingere i capelli: l’importanza dell’effetto globale

Il fatto di non dipingere i capelli “uno ad uno” è una grande fortuna, perché se analizziamo bene il tutto, ci accorgiamo che più semplifichiamo i capelli e più essi danno idea di assomigliare a quelli del soggetto.

Una volta preparato accuratamente il fondo, bastano pochissime sapienti pennellate a dare forma ed armonia ai capelli. Attenzione però a scegliere bene il cromatismo di dette pennellate! Questo nel pittore proviene dalla parte più profonda della sua mente e quindi, molto spesso sorpassa la ragione e la razionalità e… talvolta anche la tecnica. Il principiante deve riuscire a vedere nel modello il vero colore del capello illuminato e quello del capello in ombra.

Gli effetti esterni sui capelli

Ci sono nei capelli miriadi di colori derivati da altrettanti effetti esterni. Le principali influenze si contano sulle dita della mano.

Iniziare configurando globalmente le grandi zone

Il colore di secondo fondo (come sopra descritto), essendo il colore di base dei capelli, è facile da riprodursi. Ha soltanto parti chiare e pari scure che danno le grandi forme della chioma. Si raccomanda di eseguirlo a piccole macchie che degradano senza mescolarsi tra loro sulla tela.

Riconoscere il colore reale da quello riflesso

Dal modello che si ha davanti, cercare di discernere il colore reale in luce, dal colore dei suoi riflessi. Questo è molto importante perché la sequenza vuole che si stenda prima il suo colore reale, poi quello riflesso. Guardate bene il modello e soffermatevi attentamente per cercare questa differenza.

  1. Stessa cosa di cui sopra per le parti in ombra.

  2. Stessa cosa di cui sopra per le parti in “ombra riportata” che rendono più pure le zone che ombreggiate dai capelli, che talvolta colpiscono anche il viso.

Identificazione della fonte luminosa

I riflessi della parte in luce che dipendono soprattutto dalla fonte di luce ma anche dall’ambiente. Questi sono molto difficili perché, se non sapientemente stesi, possono trasfigurare il cromatismo proprio del capello. Allora occorre sforzarsi per riconoscere la differenza tra il colore proprio ed il colore del riflesso.

La foto in basso riesce a dare l’influenza  del riflesso ma è molto difficile riprodurlo da essa. Per poter studiare a fondo questa differenza, fate muovere lentamente la testa del modello da una parte e l’altra per scrutare le variazioni cromatiche: variano entrambe (purtroppo!) ma quelle dei riflessi variano in modo repentino.

Riflessi dell’ambiante sui capelli

Parliamo dei riflessi della parte in ombra che dipendono esclusivamente dall’ambiente. La luce principale che colpisce il soggetto. Inoltre colpisce anche tutto il resto dell’ambiente e questo riflette a sua volta i suoi colori alle parti in ombra del soggetto (principalmente alle parti in ombra ma anche alle parti già illuminate). All’esterno,  sotto la luce del sole, in una vasta e libera piazza senza nessuna cosa che circonda il soggetto, praticamente non esistono riflessi ambientali. Infatti ci sono solo quelli della pavimentazione, che poco possono influire sulla testa, che è per la sua gran parte esposta al cielo.

Semplificare quanto sopra detto in tre fasi

Prima fase

In questa fase, indipendente dal colore dei capelli del soggetto, io accosto grandi macchie di colore vivo con molte tendenze, che partono dal giallo cadmio, blu oltremare e lacca di garanza e lascio essiccare bene la tela. Naturalmente non starò con le mani in mano fino al giorno dopo, perché mi sarò programmato il lavoro in modo da poter dipingere altre zone, o addirittura passare ad un altro quadro da iniziare o rifinire.

Seconda fase

Questa dipende dal colore dei capelli del modello. Se è moro, stenderò colori scuri con molte piccole variazioni di cromatismo, rispettando però le luci e le ombre.

I colori che adopero in questo sono il nero, i vari blu (oltremare, Prussia, cobalto ecc …), le terre (verdi rosse) i rossi (carminio, lacca di garanza) i gialli (cadmio).

In questa fase cerco di conferire all’intera capigliatura le forme generiche e già ricerco l’armonizzazione dei colori. Devo fare attenzione a non mescolare nessuna pennellata già presente sulla tela con altre nuove pennellate (questo lavoro lo può fare soltanto chi ha la volontà di sfumare e ne ha l’abilità per farlo). Se invece il soggetto è biondo, con gli stessi pigmenti formerò colori più chiari e tendenti al giallo. Mi faccio divieto di scurire e schiarire con un solo colore!

Terza fase

La capigliatura ha già una forma, ed il suo colore è già armonizzato. Mancano gli sporadici ciuffetti, i rilessi ambientali nelle parti scure, i riflessi di luce

Qua sotto ho inserito una foto un volto raffigurato in un un famosissimo dipinto di Hayez (il conte Ninni):

Con un solo sguardo riconoscerete il colore globale dei capelli, poi volendo entrare nel particolare, osserverete i colori che assumono le parti illuminate e quelle in ombra, quindi i riflessi molto accesi sulle parti in luce, e, se fate molta attenzione, noterete anche qualche leggero riflesso sapientemente steso sulle parti in ombra.

Per quanto riguarda la colorazione dei capelli, lo vedremo più avanti, quando dipingeremo un intero volto.

Un ritratto eseguito da Francesco Hayez: il conte Ninni
Dipingere i capelli: un ritratto di Hayez - il conte Ninni
Un ritratto realizzato da Francesco Hayez: il conte Ninni

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Questo articolo ha 6 commenti

  1. Jacopo Pirro

    salve sono un autodidatta e vorrei imparare i trucchi della pittura se possibile avere delle nozioni .grazie

    1. Setafano Busonero

      Salve Jacopo, lo farei volentieri, a te come a tanti altri. Purtroppo la mia frenetica attività sul sito Frammentiarte non me lo permette.

  2. Maria

    Buongiorno, sono autodidatta e non capisco bene quando leggo che alcune parti della capigliatura vanno lasciate essiccare, prima di stendere il colore, mentre altre non devono essere lasciate essiccare. Si può avere un esempio pratico? Grazie.

    1. Setafano Busonero

      Salve Maria Marta: Dipende da ciò che si vuole ottenere. Il colore fresco su quello secco, dato leggermente su un fondo ricco di gamme cromatiche, svolge un buon effetto di movimento e armonia coloristica. Il colore fresco su fresco deve essere steso con molta attenzione e perizia tecnica per conferire ai capelli effetti di morbidezza.

  3. Marima

    Interessante ma sarebbe meglio qlc video anche breve e x alcuni particolari. Grazie

    1. Stefano Busonero

      Ha ragione Marima. Purtroppo per adesso non posso inserire integrazioni al sito data la mancanza di tempo per il forte lavoro su quello di Frammentiarte.

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