Il Vibrato sulla Chitarra: Tecnica e Differenze tra Classica ed Elettrica
Il vibrato è l’artificio tecnico che permette alla chitarra di “cantare”, imitando la voce umana. Prima di immergerti nei dettagli della lezione, dai uno sguardo a questo schema riassuntivo per orientarti subito tra i concetti principali.
L’Arte di Far Cantare le Corde
Una guida per distinguere e padroneggiare i diversi tipi di oscillazione sonora in base allo strumento e allo stile.
1. Meccanica del Vibrato Classico
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Oscillazione Orizzontale: Perché nella chitarra classica il vibrato si ottiene variando la tensione della corda parallelamente al manico, senza spostarla dal tasto.
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Il Ruolo del Braccio: L’importanza di un movimento fluido che parte dall’avambraccio e si trasmette al polpastrello.
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Timbro e Calore: Come la velocità e l’ampiezza dell’oscillazione influenzano il carattere della nota.
2. Il Vibrato nella Chitarra Moderna ed Elettrica
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Oscillazione Verticale (Bending): La tecnica di tirare o spingere la corda perpendicolarmente per variare l’altezza della nota.
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Differenze di Tensione: Perché le corde di metallo permettono escursioni tonali più ampie rispetto a quelle di nylon.
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Uso Creativo: Il vibrato come elemento distintivo del fraseggio blues, rock e jazz.
3. Errori Comuni e Consigli Pratici
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La Posizione del Pollice: Come allentare la pressione del pollice dietro il manico per liberare il movimento della mano sinistra.
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Sincronizzazione: Esercitarsi a far vibrare la corda solo dopo che la nota è stata pizzicata nitidamente.
💡 Una curiosità: Sapevi che il vibrato “longitudinale” (quello classico) agisce fisicamente modificando leggermente la lunghezza della corda e la sua tensione contro il tasto? Questo produce una variazione di intonazione molto sottile e nobile, simile a quella ottenuta dagli archi in un’orchestra. Al contrario, il vibrato verticale della chitarra elettrica è tecnicamente una serie rapidissima di micro-bending, rendendo il suono molto più aggressivo e incisivo.
E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.
Come ottenere l’effetto del vibrato sulle corde della chitarra
Il suono vibrato è prodotto da una nota che oscilla con toni variabili.
Il vibrato crea un timbro particolare al suono distinguendolo nettamente dalle altre note della melodia e permette al chitarrista di personalizzare la propria esecuzione.
La tecnica per eseguirlo
La tecnica adottata per la creazione di tale effetto sonoro consiste nel dare una leggera forza in più con il dito della mano sinistra sulla corda, la quale viene impercettibilmente tirata e poi riportata allo stato naturale a causa dei sui continui trascinamenti in verticale sul tasto.
Il vibrato, che arricchisce il suono rendendolo maggiormente espressivo, si può ottenere sia con lente, sia con veloci oscillazioni del dito.
Sta al chitarrista scegliere il giusto impiego in un brano musicale. Talvolta alcuni chitarristi usano questa tecnica per alzare la nota di mezzo tono ottenendo un particolare legato a volte gradevole ed a volte assolutamente inopportuno.
La tecnica è molto semplice ma occorre impararla senza vizi: Il dito in oscillazione deve premere la corda con morbidezza ed elasticità; anche la mano deve fare la propria parte ma con assoluta morbidezza. Possiamo aggiungere che anche il braccio ha il suo ruolo, anch’esso in completa morbidezza.
La rigidità uccide il vibrato e rende la sua esecuzione pressoché impossibile.
Domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: Tutti gli intervalli hanno il loro rivolto? Se esiste qualche intervallo che non permette il rivolto, sapresti indicarlo?
Impiegare tutte e quattro le dita
Lo studio del vibrato deve essere fatto con tutte le dita, su tutte le corde della chitarra, ed in tutte le posizioni della tastiera.
Come iniziare
Iniziate però con il dito n° 2, nelle prime tre corde (Mi, Si, So) e nei tasti alti (VII, VIII, IX).
Man mano che acquisirete disinvoltura potrete scendere fino al primo tasto dove la forza che si richiede è maggiore.
Una costante deve essere quella di farlo sempre in prossimità dalla barretta (il tasto è compreso da due barrette … e si parla di quella verso la cassa … naturalmente!).
Quello che si raccomanda è il suo impiego nelle note di più lunga durata e mai nei veloci passaggi dove se lo possono permettere soltanto i chitarristi più navigati.
Potrete iniziare ad impiegare il vibrato nelle varie scale (le scale musicali più importanti nella chitarra) o nei motivi lenti che ormai riuscite ad eseguire con una certa disinvoltura.
Il vibrato circolare (per i più navigati)
Il vibrato circolare è variante di quello sopra descritto. Il primo vibrato circolare risale ad Eric Clapton. Subito dopo fu ripreso anche da altri conosciutissimi chitarristi quali Joe Satriani e Steve Vai.
L’esigenza di integrare tale artificio con la tecnica del normale vibrato, nasce dalla volontà di dare più omogeneità al suono uscente.
Come ottenerlo
Il vibrato circolare di una qualsiasi nota si esegue sempre nella maniera sopra descritta ma, contemporaneamente, spostando il dito lungo la corda (tra una barretta e l’altra) dove si esercita la pressione.
Integrandosi l’uno all’altro – i due movimenti del dito – formeranno un movimento rotatorio, compreso tra le due barrette limitanti il tasto.
Risposta alla domanda a bruciapelo: Non tutti gli intervalli hanno il loro rivolto. Tre in particolare non lo hanno: Ottava aumentata, Nona minore e Nona maggiore.
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