Riconoscimento degli Intervalli: Guida all’Orecchio Musicale

Come riconoscere le corde della chitarra. Chi fosse entrato in questa pagina senza aver letto quelle delle lezioni precedenti è bene che ci entri e le legga prima di procedere con la presente.

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Riconoscimento degli Intervalli Musicali: Guida Pratica

Pane al pane e vino al vino: parlare di “note” senza capire gli “intervalli” è come pretendere di leggere un libro conoscendo solo le lettere ma non le parole. L’intervallo è il mattone fondamentale della musica. Se non impari a sentire la distanza tra due suoni, non capirai mai perché un accordo è triste o allegro, o perché una melodia ti resta in testa. È ora di smettere di suonare “a orecchio” nel senso di “a caso” e iniziare a usare l’orecchio relativo con metodo.

Il riconoscimento degli intervalli è una delle competenze più importanti per un musicista, poiché permette di comprendere la struttura profonda di ogni melodia e accordo. Mentre la nota singola identifica un’altezza isolata, l’intervallo esprime il rapporto e la distanza tra due suoni, definendo il “colore” e l’emozione di un passaggio musicale. In questa lezione impareremo a distinguere tra intervalli melodici, eseguiti in successione, e intervalli armonici, percepiti simultaneamente. Scoprirai come misurare queste distanze attraverso toni e semitoni, allenando il tuo orecchio relativo a identificare istantaneamente se un salto è di seconda, terza o quinta, gettando così le basi per una comprensione teorica e pratica che trasformerà radicalmente il tuo modo di suonare e ascoltare la musica.

Comprendere e Misurare gli Intervalli

Dalla percezione uditiva alla logica della tastiera.

1. La Classificazione degli Intervalli

  • Melodici e Armonici: Impara a distinguere la differenza tra una sequenza di note e la sovrapposizione di suoni tipica degli accordi.

  • Toni e Semitoni: La base di ogni scala. Capire come queste unità di misura definiscono la distanza tra i tasti della tua chitarra.

2. Sviluppo dell’Orecchio Relativo

  • Identificazione del “Colore”: Ogni intervallo ha una sonorità unica (es. la tensione della settima o la stabilità della quinta). Impara a riconoscerle d’istinto.

  • Esercizi di Comparazione: Confrontare due intervalli per determinare quale sia il più ampio, affinando la precisione dell’udito.

💡 Una curiosità: Sapevi che l’intervallo di quarta eccedente (o quinta diminuita) è stato per secoli chiamato “Diabolus in musica”? Nel Medioevo la sua sonorità era considerata così dissonante e instabile da essere evitata o addirittura proibita nelle composizioni sacre, poiché si credeva potesse turbare l’animo degli ascoltatori. Oggi, al contrario, è un elemento fondamentale e affascinante del Blues e del Jazz.


E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.

Si sa che esistono più tonalità per uno stesso pezzo

Nella pagina precedente di questa sezione di lezioni di chitarra abbiamo imparato che due gruppi di note diverse possono creare in noi lo stesso tipo di emozione. Questo avviene per via che la sequenza degli intervalli in essi contenuti è uguale. In parole povere una stessa canzone la possiamo ascoltare in più tonalità percependo la stessa emozione. Soltanto l’orecchio raffinato percepisce un’emozione un po’ diversa ma, globalmente, sempre uguale.

Adesso sappiamo che una stessa canzone può essere suonata con note del tutto diverse senza che noi (per noi intendo le persone normali e non i veri musicisti) ce ne accorgiamo. Un pezzo nato in tonalità di Do maggiore può essere eseguito benissimo in Re maggiore, Fa maggiore o in qualsiasi altra tonalità maggiore. Almeno riconoscere le corde della chitarra, intanto, è cosa essenziale!

Come riconoscere le corde della chitarra

Occorre perciò iniziare a riconoscere le corde della chitarra! Chiarito questo, adesso cerchiamo di individuare le note delle corde a vuoto della chitarra e riconoscerle dandogli il giusto nome. Niente paura perché, almeno nei primi approcci, non si tratta di riconoscere la nota in sé stessa (esercizio per i musicisti con la “M” maiuscola) ma la corda che porta quel nome (che è ben diverso: in una chitarra con accordatura più bassa o più alta del normale le corde avranno sempre lo stesso nome, cioè, Mi, La, Re, Sol, Si e Mi).

Riconoscere le corde della chitarra: l’esercizio con l’aiuto della chitarra

L’esercizio consiste nell’ascoltare una sequenza di suoni (corde a vuoto della chitarra) eseguiti in modo casuale. Le note del file midi che scaricherete vengono suonate lentamente e dovrete riconoscerci la giusta corda. Cercate di identificarla e di eseguirla con il vostro strumento prima che venga suonata quella successiva del file.

Non preoccupatevi degli errori ed andate avanti imperterriti. Gli errori vi porteranno a ricercare quella giusta. Quando il file è terminato incominciate da capo. Accordate bene la chitarra in modo che le note del file midi possano coincidere con le corde dello strumento che suonate.

Dopo ripetuti esercizi eseguiti insieme al file midi da qui scaricato, quest’ultimo verrà purtroppo da voi memorizzato in sequenza e quindi non sarà più riutilizzabile. Rimangono due alternative: registrarlo con nuove sequenze oppure ricorrere a due chitarre ed un amico disposto a suonarvi di nascosto le varie corde.

L’esercizio senza la chitarra

Per imparare a riconoscere le corde della chitarra continuate a fare pratica per diverso tempo e, poi, quando sarete più padroni di voi stessi, provate a mettere da parte lo strumento ed ascoltare le registrazioni cercando di immagazzinare l’emozione ricevuta da ogni singola corda suonata.

Dal momento che non esistono riferimenti immediati non avrete modo di conoscere l’esito del risultato e ciò vi terrà un po’ in ansia. Per ovviare a questo, è bene, nei primi tempi,  alternare l’ascolto del file con e senza lo strumento a vostra disposizione.

Quando scegliete di farlo senza chitarra provate anche a riprodurre le varie note, cantandole.

Nella pagina successiva ci eserciteremo a riconoscere gli intervalli su ogni singola corda.

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