Intervalli Minori, Maggiori, Giusti e Diminuiti: Teoria Musicale

Intervalli Minori, Maggiori, Giusti, Diminuiti ed Eccedenti

Prima di immergerti nei dettagli della lezione, dai uno sguardo a questo schema riassuntivo per orientarti subito tra i concetti principali.

La specie di un intervallo definisce l’esatta distanza sonora tra due note, misurata in toni e semitoni. Comprendere la differenza tra intervalli giusti, maggiori e minori è il passo fondamentale per la costruzione delle scale e degli accordi. Ecco le regole per classificarli senza errori.

La Classificazione delle Specie

Uno schema rapido per memorizzare la natura di ogni intervallo in base alla sua ampiezza.

1. Intervalli Giusti

  • Quali sono: L’Unisono (1ª), la 4ª, la 5ª e l’Ottava (8ª).

  • Caratteristiche: Non sono mai maggiori o minori. Se alterati, diventano eccedenti (aumentati) o diminuiti.

2. Intervalli Maggiori e Minori

  • Quali sono: La 2ª, la 3ª, la 6ª e la 7ª.

  • Caratteristiche: Un intervallo maggiore, se diminuito di un semitono, diventa minore. Se ulteriormente diminuito diventa diminuito; se aumentato oltre il maggiore diventa eccedente.

3. La Regola delle Alterazioni

  • Eccedente (Aumentato): Un intervallo più grande di un semitono rispetto a quello giusto o maggiore.

  • Diminuito: Un intervallo più piccolo di un semitono rispetto a quello giusto o minore.

💡 Una curiosità: Sapevi che l’intervallo di Terza è quello che decide il “carattere” di un brano? Se la terza è Maggiore, l’orecchio percepisce una sensazione di stabilità e allegria; se la terza è Minore, il suono diventa subito malinconico o teso. È incredibile come la differenza di un solo semitono possa cambiare completamente lo stato d’animo di chi ascolta!


E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.

Esistono diverse forme di intervallo

Forme di intervalli musicali: Ogni specie d’intervallo (eccetto quello di Quarta e quello di Quinta di cui ne vedremo subito appresso il perché) appare nella scala sotto diverse forme.

Forma maggiore e forma minore di intervallo

Fra le varie forme di intervalli musicali prendiamo prima in considerazione le due forme più importanti, una più piccola dell’altra di un semitono. Queste sono la forma minore e la forma maggiore.

Come sopra riportato in parentesi, gli intervalli di Quarta e di Quinta fanno eccezione per la loro importante posizione nella scala e per la loro speciale influenza nelle tonalità. Infatti non si può stabilire una tonalità senza che detti intervalli – di quarta e di quinta – appaiano in condizioni immutate nei due modi (minore e maggiore).

Gli intervalli giusti

Questi due intervalli non potranno mai considerarsi né minori, né maggiori, e, proprio perché nessun qualificativo servirebbe a classificarli, si pensò di denominarli “giusti”. Anche l’unisono (due note con lo stesso nome) e l’ottava (1° grado di una ripetizione di scala), vengono denominati “intervalli giusti”. Le terze e le seste, invece, caratterizzano – spostandosi di un semitono – il “modo”, distinguendosi in minori e maggiori.

Classificazione degli intervalli

Data una tonica possiamo quindi classificare gli intervalli nella seguente maniera:

  • Unisono giusto (non rappresentante di alcun intervallo).
  • Seconda minore, che dista dalla tonica di un semitono diatonico.
  • Seconda maggiore, che dista dalla tonica di un tono.
  • Terza minore, che dista dalla tonica di un tono ed un semitono diatonico.
  • Terza maggiore , che dista dalla tonica di due toni.
  • Quarta giusta, che dista dalla tonica di due toni ed un semitono diatonico.
  • Quinta giusta, che dista dalla tonica di tre toni ed un semitono diatonico.
  • Sesta minore, che dista dalla tonica di tre toni e due semitoni diatonici.
  • Sesta maggiore, che dista dalla tonica di quattro toni ed un semitono diatonico.
  • Settima minore, che dista dalla tonica di quattro toni e due semitoni diatonici.
  • Settima maggiore, che dista dalla tonica di cinque toni ed un semitono diatonico.
  • Ottava giusta, che dista dalla tonica di cinque toni e due semitoni diatonici.

Concludendo con le forme di intervalli musicali

Ogni intervallo può essere ulteriormente alterato di un semitono – in discesa od in salita – rispetto alla sua originaria formazione impiegando le alterazioni cromatiche, bemolle e diesis. Ne deriva che ampliando di un semitono cromatico un intervallo maggiore o giusto, lo faremo diventare “eccedente”. Riducendo, viceversa, di un semitono cromatico un intervallo minore o giusto lo faremo diventare “diminuito”.

Naturalmente per ampliare o restringere un intervallo si può intervenire sull’alterazione cromatica di entrambi i suoni intervallati. Ad esempio se volessimo ridurre l’intervallo Do-Sol (quinta giusta) potremo alzare di un semitono cromatico il Do o abbassare il Sol.

Fin qui abbiamo visto le varie forme di intervalli musicali, nella prossima pagina vedremo la tabella riassuntiva degli intervalli.

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Questo articolo ha 2 commenti

  1. Marty

    Scusa ho scritto male: molto utile. Come definiresti gli intervalli Do-Fa# e Do-Sol#?
    Grazie

    1. Stefano Busonero

      Quarta eccedente e quinta eccedente, oppure con altri nomi … ma il discorso si farebbe troppo lungo.

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