La Divisione della Misura: Tempi e Movimenti
Dividere una misura significa organizzare i suoni in gruppi regolari chiamati movimenti o battiti. È la base per poter suonare a tempo e dare la giusta scansione ritmica a ogni brano musicale. Prima di immergerti nei dettagli della lezione, dai uno sguardo a questo schema riassuntivo per orientarti subito tra i concetti principali.
L’Architettura del Ritmo
Uno schema pratico per capire come si scompone il tempo all’interno di una battuta.
1. Movimenti e Suddivisioni
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Il Movimento (o Tempo): L’unità principale di misura (es. il “battere” del piede).
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La Suddivisione: La frammentazione di ogni movimento in parti più piccole (metà, quarti, ecc.).
2. Tempi Forti e Tempi Deboli
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Accento Ritmico: La distinzione tra movimenti “appoggiati” (forti) e movimenti “leggeri” (deboli) che crea il carattere del ritmo.
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Esempi Comuni: Nel tempo di 4/4, il primo e il terzo movimento sono considerati forti.
3. Rappresentazione Grafica
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La Frazione: Come interpretare il numeratore e il denominatore per calcolare la capacità totale della misura.
💡 Una curiosità: Sapevi che il concetto di “tempo forte” è ciò che permette al nostro cervello di ballare o battere il piede istintivamente? Nella musica occidentale, siamo così abituati a sentire il primo battito come “forte” che, se un musicista sposta l’accento sul tempo debole, crea la cosiddetta sincope, un effetto che genera sorpresa e che è alla base di generi come il Jazz, il Funky e il Blues!
E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio. Attenzione alla differenza tra divisione e suddivisione!
Suddivisione della misura e del tempo
Divisione misura e suddivisione tempo – suddivisione movimento: Per un calcolo ben preciso relativo alla durata delle note musicali è necessaria non soltanto la divisione della misura (battuta) ma anche la suddivisione dei relativi tempi.
Più la battuta viene sminuzzata, più facile risulterà al musicista l’orientamento e, quindi, la percezione dello spazio da un punto all’altro nella stessa misura. La misura viene divisa in tempi (2, 3, 4, ecc.), mentre i tempi a loro volta vengono suddivisi dimezzando il loro valore.
Suddivisione dei tempi
Avremo perciò:
Quattro suddivisioni per il “due tempi”; sei suddivisioni per il “tre tempi”; otto suddivisioni per il “quattro tempi”.
Sotto vengono riportate le formule teorico-pratiche che definiscono le tre misure sopracitate.
Misura a due tempi
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suddivisione a due tempi
Ogni tempo (movimento) raffigura la durata di una metà (minima). Si hanno quattro suddivisioni del valore di un quarto ciascuna (quattro semiminime). Il primo tempo è forte mentre il secondo è debole.
Misura a tre tempi

Ogni tempo (movimento) raffigura la durata di una meta (minima); Si hanno sei suddivisioni del valore di un quarto ciascuna (sei semiminime). Il primo è forte, mentre il secondo e terzo sono deboli.
Misura a quattro tempi

Ogni tempo raffigura la durata di una metà (minima). Si hanno otto suddivisioni del valore di un quarto ciascuna (otto semiminime). Il primo è forte, mentre gli altri sono deboli.
La battuta “italiana”
La battuta a quattro tempi, detta battuta “italiana”, considera forti il primo e terzo tempo e deboli gli altri due. Dato che il primo tempo deve rappresentare il principio della battuta, è bene distinguerlo dal terzo movimento che definiremo “mezzo” forte.
Gli esempi sopra riportati sono generali e puramente indicativi e, quindi, possiamo immaginare altre configurazioni con segni grafici il cui valore è metà, un quarto o un ottavo rispetto al tabulato preso in considerazione. Questo non vale però per gli accenti che devono assolutamente rimanere tali.
In riferimento agli esempi sopra riportati definiremo quelle misure come “misure principali”, per cui le altre deriveranno da esse per diminuzione di valore.
A prescindere che si agisca nelle misure principali o in quelle derivate, la battuta mantiene sempre gli stessi movimenti. Da questo si deve intendere come fra di loro non ci sia alcuna differenza, tranne che nella diversa rappresentazione delle note.
Esempi di misure più impiegate in musica
Sotto viene riportato un esempio delle misure più impiegate in Musica.

Avremo perciò:
Misure a due tempi (o due movimenti)

A tre tempi (o tre movimenti)

Misure a quattro tempi (o quattro movimenti)

Concludendo
Riassumendo al massimo: il primo tempo di ogni misura, rappresentando l’inizio ed il punto in cui il periodo degli accenti viene ripetuto, è sempre forte. Gli altri tempi vengono quindi disposti in ordine simmetrico, caratterizzati in “deboli”, o “mezzo-forti” e “deboli”.
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