Identificare le difficoltà negli esercizi con la chitarra

È importante la teoria musicale ed il riconoscimento delle note e della ritmica ma, quando queste cose si mettono in pratica, molto spesso risulta eccessivamente arduo il lavoro d’apprendimento; occorre per questo insistere e ritornarci ancora una moltitudine di volte per acquisire pratica e disinvoltura. Questo ritornarci sopra non deve diventare però un’ossessione. Un passaggio difficile ripetuto troppe volte porta a risultati opposti ai nostri scopi. Il passaggio difficile va identificato in tutto il suo insieme, ne va ricercata la causa che lo rende tale avendo la volontà di capirla in tutte le sue sfaccettature.

Una volta fatto questo, cioè acquisito ed identificato completamente il giusto passaggio, si prova quattro cinque volte e non di più, senza preoccuparsi all’istante di averlo superato. L’apprendimento ha i suoi tempi e va digerito come un normale pasto. Superare un certo numero di volte un nuovo esercizio perché non riusciamo ad eseguirlo perfettamente, significa immettere nella nostra mente un errore da apprendere. Questo non si deve fare ed occorre rimandare lo studio al giorno successivo. Però soprassedere completamente alle difficoltà che s’incontrano e sperare che un giorno in qualche modo si risolvano da sole, significa radicare i difetti, i quali interferiranno negativamente su passaggi futuri più complessi.

Quanto bisogna insistere sugli esercizi? Le risposte possono essere diabolicamente contrastanti … e giuste!

  1. Eseguirlo pochissime volte al giorno ed i risultati saranno eccellenti.

  2. Più si esegue l’esercizio e più grande sarà il risultato.

Ecco! È qui che bisogna riflettere perché sono vere entrambe le risposte ma bisogna capirne le sfumature. Innanzitutto bisogna distinguere se il novello chitarrista è seguito da un maestro oppure no. In caso sia seguito dal maestro, il nuovo esercizio lo può eseguire tutte le volte che esso glielo chiederà, perché ogni più piccolo errore verrà immediatamente controllato e corretto. Viceversa quando il principiante vuole intraprendere lo studio della chitarra da solo, deve stare molto attento a non assorbire gli errori, quindi deve prima capire l’esercizio nei minimi particolari e poi cercare di eseguirlo come lo spartito richiede. Se conosce bene la musica si accorgerà di alcuni errori e cercherà quindi di correggerli. In questo caso il nuovo esercizio lo deve eseguire pochissime volte. Una volta superate le difficoltà del brano, diventerà vera anche la seconda risposta, cioè che “più si esegue l’esercizio e più grande sarà il risultato” … ma … senza ossessione!

Domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: Sapresti dire se l’intervallo Re diesis/La diesis è dissonante oppure no? E quello del suo rivolto? cioè La diesis/Re diesis?

 

Risposta alla domanda a bruciapelo: L’intervallo chiesto sopra (Re diesis – La diesis) è un intervallo di quinta giusta, quindi è perfettamente consonante. Anche il suo rivolto è consonante perché è un intervallo di quarta giusta.


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