Corrispondenze e similitudini fra misure semplici e composte

Una misura composta deriva da una misura semplice

Chi fosse entrato in questa pagina senza aver letto quella precedente (misure semplici e composte) è bene che se la legga prima di iniziare con questa sezione.

Misure semplici, misure composte, tempi musicali: nella pagina precedente dagli esempi illustrati nelle varie tabelle appare evidente la corrispondenza fra le misure semplici e quelle composte. Una misura composta non è altro che una derivazione di una misura semplice … ma una derivazione ben distinta!

Tuttavia si incontrano dei casi in cui le misure composte possono essere eseguite come se fossero del tipo “semplice”, in tutti i “tempi” già considerati (due, tre, e quattro tempi).

Il 6/8, il 9/8 e il 12/8

Quando ciò succede nel “due tempi”, è come se vi fosse il raddoppio di una misura semplice del “tre tempi” (il 6/8 formato dall’insieme di due misure di 3/8 ciascuna); nel caso dei “tre tempi”, la sua triplicazione (il 9/8 costituito da tre misure di 3/8 ciascuna); nel caso dei quattro tempi, la quadruplicazione (il 12/8 composto da quattro misure di 3/8 ciascuna).

tre ottavi

Ciò che si è detto per gli ottavi vale, naturalmente, anche per i quarti, ecc.

Si deve però far presente che in questi casi, dove sia permesso considerare semplici le misure composte, i movimenti sono abbastanza lenti.

Le corrispondenze fra semplici e composte

Entrando nel particolare di questa corrispondenza e similitudine (misure semplici, misure composte, tempi musicali), prendiamo in considerazione un brano veloce a due tempi. La misura di questo pezzo scorre in modo da essere intesa dal nostro orecchio con la vera accentazione (forte il primo tempo e debole il secondo) e, quindi, la misura 6/8 va considerata alla stessa stregua della misura semplice da 2/4.

Proviamo invece lo stesso esempio con un tempo lento. In tal caso la misura di questo pezzo scorre in modo tale che il nostro orecchio non riesce distinguere i due tempi che sono troppo distanti fra loro, sentendoli invece con un accento tale che li rende tempi forti entrambi. Dato che la suddivisione ternaria si sente più marcatamente, si ha cosi la percezione che la misura sia composta con il raddoppio di quella da 3/8 (tempo della 1° misura: forte – debole – debole; tempo della 2° misura: forte – debole – debole; tempo della 3° misura:  forte – debole – debole; e così via ……).

sei ottavi
nove ottavi
dodici ottavi

Queste corrispondenze e similitudini non le troviamo soltanto nel parallelo tra le misure semplici e  quelle composte ma anche tra “semplici” e “semplici”, e tra le “composte” e “composte”.

Il compositore provetto che ben sa di poter configurare con molteplici combinazioni queste misure, ricerca ed intuisce significati diversi. Infatti crea spesso degli spunti dove non necessariamente misure composte formano gruppi di misure semplici a tre tempi, ma trasfigurandone altre in cui la misura a 2/4 viene divisa in quattro movimenti (o in otto, oppure quella di 4/4 divisa in otto, ecc.).

Altre formule … poco considerate

Nella pagina precedente abbiamo accennato che esistono ritmi derivati da formule quinarie e settenarie, che danno origine a misure quinarie e settenarie (“cinque tempi” che si scrive in 5/4 oppure in 5/8, ecc.; “sette tempi” che si scrive 7/4 o 7/8, ecc.). Queste misure, che vengono raramente impiegate, sono assai ostiche al nostro orecchio e quindi non le prenderemo in considerazione.

È bene però evidenziare come spesso la misura 5/4 non sia altro che la somma della misura 2/4 con quella a 3/4; mentre la misura di 7/4, la somma di 3/4 e 4/4, e viceversa per entrambe. Anche in questi casi la percezione – per quanto ostica che sia – varia in base alla velocità del brano: in un pezzo veloce, nei 5/4, si avranno un tempo forte e quattro deboli e la percezione è quella naturale.

Riassumendo

Misure semplici, misure composte, tempi musicali: siccome essere ripetitivi talvolta fa bene, riassumo schematicamente le corrispondenze nei due, tre e quattro tempi.

È bene anche ricordare che dalla misure semplice si risale alla corrispettiva composta moltiplicando sempre il numero superiore per 3 ed il numero inferiore per 2. Viceversa, data una misura composta si può conoscere la derivante semplice dividendo il numero superiore per per 3 ed il numero inferiore per 2.

Alcuni esempi di misure

Misure a due tempi
es. 1 di misura a due tempi semplice es. 1 di misura a due tempi composti
La misura semplice “due mezzi” corrisponde a quella composta “sei quarti”.
es. 2 di misura a due tempi semplice es. 2 di misura a due tempi composti
Quella semplice “due quarti” corrisponde a quella composta “sei ottavi”.
es.3 di misura a due tempi semplice es. 3 di misura a due tempi composti

La misura semplice “due ottavi” corrisponde a quella composta “sei sedicesimi”.

Misure a tre tempi
es. n° 1 tre tempi semplici es. n° 1 tre tempi composti
La misura semplice “tre mezzi” corrisponde a quella composta “nove quarti”.
es. n° 2 tre tempi semplici es. n° 2 tre tempi composti
Quella misura semplice “tre quarti” corrisponde a quella composta “nove ottavi”.
es. n° 3 tre tempi semplici es. n° 3 tre tempi composti

La misura semplice “tre ottavi” corrisponde a quella composta “nove sedicesimi”.

Misure a quattro tempi tempi
es. n° 1 quattro tempi semplici es. n° 1 quattro tempi composti
La misura semplice “quattro mezzi” corrisponde a quella composta “dodici quarti”.
es. n° 2 quattro tempi semplici es. n° 2 quattro tempi semplici
Quella semplice “quattro quarti” corrisponde a quella composta “dodici ottavi”.
es. n° 3 quattro tempi semplici es. n° 3 quattro tempi semplici

La misura semplice “quattro ottavi” corrisponde a quella composta “dodici sedicesimi”.

Misure semplici e misure composte

Formule binarie e ternarie e altre forme

Misure semplici e misure composte: come già accennato nella pagina precedente, parlando dei ritmi, quelli meglio riconosciuti dall’orecchio umano sono derivati dalle formule binarie e ternarie.

Se andiamo oltre queste due formule, incontriamo la quaternaria che non è altro che il raddoppio della binaria, e la quinaria, una formula un po’ ostica all’orecchio che viene usata raramente in musiche popolari spagnole e slave.

Dopo di queste troviamo la senaria che può derivare sia dalla binaria che dalla ternaria (il numero sei è divisibile sia  per due che per tre). Infine incontriamo la settenaria.

Formula binaria e ternaria

Di tutte queste, naturalmente, prenderemo in considerazione soltanto le prime due, cioè la binaria e la ternaria.

Considerando quindi la formula binaria e ternaria possiamo configurare con esse tutti i ritmi delle canzoni che normalmente ascoltiamo ogni giorno.

Qualsiasi brano musicale avrà perciò come divisione di base la misura binaria o quella ternaria.

Queste due formule  – vedremo più avanti – le potremo incontrare anche insieme nella stessa misura. Avremo a che fare perciò anche con i tempi “misti” e tempi “irregolari”.

Abbiamo visto fin qui che le misure sono soggette a divisione di due o di tre tempi, ma aggiungiamo che si possono dividere anche in quattro e più tempi.

Il “due tempi”, il “tre tempi”, “il quattro tempi”

Fra tutti, a noi interessano principalmente il “due”, il “tre” e il “quattro tempi”. Adesso vedremo che questi tempi (accenti principali) possono a loro volta essere suddivisi in due o tre parti che definiremo “suddivisioni” (accenti secondari). Da qui possiamo facilmente dedurre come ogni misura si distingua dalle altre, non soltanto per la quantità dei tempi che la configurano ma anche per il numero delle suddivisioni che ogni tempo della misura può comprendere.

Consideriamo due categorie: binaria e ternaria

Le misure possono essere costituite in due grandi categorie: Misure con suddivisioni a forma binaria e Misure con suddivisioni a forma ternaria.

Queste ulteriori suddivisioni, a seconda se binarie o ternarie, vengono definite semplici o composte. Semplici quando i tempi vengono raffigurati con valori semplici; composte quando l’unità di tempo viene raffigurata da un valore col punto (si veda la pagina del punto).

Numeri frazionali subito dopo la chiave

Come già detto nella  “pagina della misura”, le cifre raffigurate subito dopo la chiave indicano due cose ben distinte: quella superiore determina il numero dei tempi compresi nella misura, quella inferiore indica la loro durata.

Tale regola di lettura si impiega solo per le misure semplici, mentre per le misure composte la cifra superiore determina la quantità di suddivisioni che compaiono nell’intera misura e la cifra inferiore – come in quelle semplici – indica la loro durata.

Adesso sappiamo che nella generalità dei casi le formule fondamentali da cui derivano i tempi sono quelle binarie e ternarie.

Esempi di tempi semplici e composti

Misure semplici e misure composte: sotto sono riportate tre tabelle con esempi a due, tre e quattro tempi di misure semplici e composte.

Due tempi
  • Esempio di “due tempi”es. 1 di misura a due tempi semplice es. 2 di misura a due tempi semplice es.3 di misura a due tempi semplice

Raffigurazione delle misure semplici a due tempi. Da notare che le due cifre indicano: quella sopra il numero dei tempi; quella sotto, la loro durata. Avremo così due mezzi, due quarti e due ottavi. Sotto sono riportate le corrispettive misure composte a due tempi.

  • Esempi di due tempi composties. 1 di misura a due tempi composti es. 2 di misura a due tempi composti es. 3 di misura a due tempi composti
Raffigurazione delle misure composte a due tempi. Da notare che le due cifre indicano il numero totale delle suddivisioni della misura e la loro durata, ovvero: sei suddivisioni da un quarto, sei suddivisioni da un ottavo e sei da un sedicesimo.

Entrando nel particolare avremo le seguenti suddivisioni.

  • Suddivisioni semplicies. 1 divisioni a due tempi semplice es. 2 divisioni a due tempi semplice es. 3 divisioni a due tempi sempliceSuddivisioni dei due tempi nelle misure semplici.
  • Suddivisione di “due tempi” composti es. 1 di suddivisione a due tempi composti es. 2 di suddivisione a due tempi composti es. 3 di suddivisione a due tempi composti
Tre tempi
  • Esempi di “tre tempi”es. n° 1 tre tempi semplici es. n° 2 tre tempi semplici es. n° 3 tre tempi semplici

Raffigurazione delle misure semplici a tre tempi. Da notare che le due cifre indicano: quella sopra il numero dei tempi; quella sotto, la loro durata. Avremo perciò tre mezzi, tre quarti e tre ottavi.  Sotto sono riportate le corrispettive misure composte a tre tempi.

  • Esempi di “tre tempi” composti: es. n° 1 tre tempi composti es. n° 2 tre tempi composti es. n° 3 tre tempi composti
Raffigurazione delle misure composte a tre tempi. Da notare che le due cifre indicano il numero totale delle suddivisioni della misura e la loro durata. Infatti, nove suddivisioni da un quarto, nove suddivisioni da un ottavo e nove da un sedicesimo.

Entrando nel particolare avremo le seguenti suddivisioni.

  • Suddivisioni dei tre tempi nelle misure semplicies. n° 1 di suddivisione tre tempi semplici es. n° 2 di suddivisione tre tempi semplici es. n° 3 di suddivisione tre tempi semplici
  • Suddivisioni dei tre tempi nelle misure compostees. n° 1 di suddivisione tre tempi composti  es. n° 2 di suddivisione tre tempi composti es. n° 3 di suddivisione tre tempi composti
Quattro tempi
  • Esempio di “quattro tempi”es. n° 1 quattro tempi semplici es. n° 2 quattro tempi semplici es. n° 3 quattro tempi semplici

Raffigurazione delle misure semplici a quattro tempi. Da notare che le due cifre indicano: quella sopra il numero dei tempi; quella sotto, la loro durata. Avremo quindi quattro mezzi, quattro quarti e quattro ottavi.  Sotto sono riportate le corrispettive misure composte a quattro tempi.

  • Raffigurazione delle misure composte a quattro tempi: es. n° 1 quattro tempi composti es. n° 2 quattro tempi semplici es. n° 3 quattro tempi semplici
Da notare che le due cifre indicano il numero totale delle suddivisioni della misura e la loro durata. Infatti, dodici suddivisioni da un quarto, dodici suddivisioni da un ottavo e dodici da un sedicesimo.

Entrando nel particolare avremo le seguenti suddivisioni.

  • Suddivisioni dei quattro tempi nelle misure semplici: es. 1 di suddivisione a quattro tempi semplici es. 2 di suddivisione a quattro tempi semplici es. 3 di suddivisione a quattro tempi semplici
  • Suddivisioni dei quattro tempi nelle misure composte: es. n° 1 suddivisione quattro tempi composti es. n° 2 suddivisione quattro tempi composti es. n° 3 suddivisione quattro tempi composti

Riflessioni e conclusioni

Dagli esempi riportati nella tabelle sulle “misure semplici e misure composte” si ricava che:

  • Le misure composte le consideriamo niente altro che una naturale derivazione delle misure semplici, a cui equivalgono nella quantità dei tempi.

  • Ogni misura semplice può quindi generare la sua corrispondente misura composta.

  • Di conseguenza in entrambi i tipi di misure (misure semplici e misure composte)  troveremo la medesima quantità di tempi.

  • I tempi della misura semplice hanno una suddivisione binaria, mentre quelli della misura composta hanno una suddivisione ternaria.

  • Tenere sempre presente che da una misura semplice si potrà sempre generarne la corrispettiva del tipo composto, semplicemente moltiplicando la cifra in alto per 3, quella in basso per 2. Riferendoci all’ultima tabella con il quattro mezzi: 4 x 3 = 12 e 2 x 2 = 4. Ecco formato il dodici quarti.