Gli accordi nella chitarra e la loro formazione

I Principali accordi in più posizioni nella tastiera della chitarra

Accordi per chitarra: in questa pagina vengono presentate moltissime posizioni delle dita sulla tastiera della chitarra per gli accordi più importanti, dai più semplici ai più faticosi (come ad esempio i vari accordi in barrè).

Anche per quanto riguarda la loro formazione ho provato a scrivere piccolissimi accenni di teoria musicale in maniera assai semplice, accessibile cioè soprattutto a chi non conosce la musica.

Spero di essere perdonato per qualche esagerazione di linguaggio improprio. Un modo assai pratico per assimilare nozioni date per …. scontate!

Come leggere gli accordi per chitarra sui grafici indicanti la tastiera e quindi metterli in pratica.

manico della chitarra: come leggere il grafico
manico della chitarra: come leggere il grafico
RE maggiore
RE maggiore
La maggiore
la maggiore

Per comodità, soprattutto per il principiante, ho voluto rappresentare gli accordi per chitarra con doppia raffigurazione, una puramente grafica, l’altra del tutto fotografica.

Dal momento che le immagini in Internet appesantiscono le pagine e quindi interferiscono sulla velocità nel navigarle, ho dovuto impiegare spezzoni di manico e quindi spezzoni di grafico (foto bianca).

Per questo raccomando ai principianti di osservare attentamente i puntini propri della tastiera (neri nell’immagine bianca e bianchi nell’immagine fotografica) e metterli in relazione con quelli sulla vostra chitarra (se è classica), che si trovano sempre al III, V, VII, IX e XII tasto. In questa maniera si troveranno facilmente i punti di azione.

Grafico bianco

Per poter leggere bene gli accordi per chitarra:

La doppia riga verticale (la prima da sinistra) indica l’inizio della tastiera.

La corda in alto è quella più fine (Mi cantino, prima corda) mentre quella in basso è la più spessa (il Mi basso, sesta corda).

I grossi tondini neri (talvolta sono rosa) indicano la digitazione del tasto (che deve essere più prossima possibile alla sbarretta destra) ed i numeri in essi inseriti indicano il dito della mano sinistra che deve essere impiegato (1 = indice, 2 = medio, 3 = anulare, 4 = mignolo).

Sotto, a ridosso della riga più bassa, i numeri romani indicano la posizione del tasto. I simboli “0” e “X” prima della tastiera indicano la corda da suonare a vuoto (0) e la corda da non pizzicare (X).

I tondini piccoli indicano la posizione dello spezzone di grafico, che in questo caso corrisponde ai primi cinque tasti.

Una serie di accordi più impiegati nella chitarra rappresentati con sigle inglesi.
Una serie di accordi più impiegati nella chitarra rappresentati con sigle inglesi.

Talvolta, non in questo sito web, vi capiterà di avere a che fare con le sigle inglesi degli accordi ma niente paura perché sono facilmente identificabili. Basta sapere che a differenza di noi, che ci riferiamo al DO come primo accordo, loro partono dal LA e quindi:

la lettera A sta ad indicare il LA, la lettera B indica il SI, la C il DO, la D il RE, la E il MI e la F il Fa.  All’inizio si fa un po’ di fatica a riconoscerli di colpo, ma col passare del tempo ci si abitua perché capita spesso doverli interpretare.

Foto spezzone manico

Il fare gli accordi per chitarra con il solo spezzone del manico è da intendere praticamente in modo simile a quello riportato sopra per la lettura del grafico bianco, con la differenza che i numeri delle dita non si trovano dentro i pallini ma a fianco di essi. Si veda anche Chitarra e tendiniti e cadenze.

Gli accordi

Qui sono elencati i principali accordi per chitarra:

Come si formano gli accordi musicali: Alcuni piccoli accenni riguardo la loro formazione spiegata in maniera molto elementare. Da intendere per qualsiasi strumento musicale, cioè non solo accordi per chitarra!

Quattro chiacchiere intorno all’argomento “accordi”

Imbastiamo quattro chiacchiere. non proprio tecniche, tanto per entrare con un po’ più di brio e con meno peso tecnico nel mondo degli accordi. Intendiamole come quelle che si fanno passeggiando spensieratamente! Se invece ci si vuole introdurre nel mondo degli accordi che invadano un campo più largo e generico – e l’immancabile tastiera del pianoforte – consiglierei la pagina Accordo (musica) di Wikipedia.

I principali raggruppamenti di accordi per chitarra

Non solo cose difficili da imparare! Ci sono, ad esempio, alcuni raggruppamenti di accordi per chitarra, che ogni principiante dovrebbe conoscere perché molto frequentemente li incontriamo nelle canzoni.

Tali accordi, che sono indispensabili per ogni musicista, si imparano senza tanta fatica e riempiono di gioia anche quelli alle prime armi. Suonare la chitarra senza conoscere le famiglie di accordi qui sotto presentate non è assolutamente possibile.

Nella presente pagina sono doverose quattro chiacchiere su tale argomento. Si fanno soprattutto per incuriosire il poco esperto neo-musicista e quindi condurlo mano mano ad approfondire l’argomento. In questo sito web, infatti, nella sezione accordi delle lezioni di chitarra, si incontrano miriadi di combinazioni armoniche di note musicali.

Si va così avanti con gli approfondimenti, ricchi di posizioni e suggerimenti. Suggerimenti per le corrette impostazioni delle dita e per non incorrere nei vari tranelli, che via via incontriamo in questo meraviglioso percorso.

Allora niente paura e cerchiamo di conoscere queste indispensabili famiglie di accordi, quelle cioè normalmente usate nel campo chitarristico.

Famiglie di accordi

Gli accordi aperti

Ma cosa sono gli accordi aperti? Sono quegli accordi che generalmente facciamo in prima e seconda posizione (ma non solo!), cioè agendo con le dita su alcune corde e lasciandone libere altre.

Molto spesso possiamo scegliere se dare la pennata soltanto alle triadi che abbiamo premuto con le dita, oppure suonare anche le corde a vuoto. Non sempre possiamo suonarle tutte perché quelle libere possono contenere note fuori tono. Tuttavia è possibile eseguire gli accordi aperti lungo tutta la tastiera della chitarra avendo, come già sopra riportato, l’accortezza di escludere dalla pennata le corde non interessate all’accordo in esecuzione.

Quelli aperti sono i primi accordi che si imparano sulla chitarra, eseguiti quasi sempre con tre dita (ma anche quattro quando si tratta di settime, o quando rimane agevole aggiungere un’altra nota), sfruttando anche il suono delle corde a vuoto. Hanno posizioni facilissime ma questo non significa che siano combinazioni studiate solo per principianti. Infatti li vediamo spesso eseguire da band famose nelle loro esibizioni televisive e, tra l’altro, sono parte fondamentale del sound chitarristico, con un feeling di tutto rispetto.

Non sono tante le posizioni da imparare

Gli accordi aperti riguardano un numero limitato di posizioni ma non è detto che corrispondano ad un altrettanto limitato numero di tonalità. Il barrè – che vedremo più sotto – e l’uso del ponticello (capotasto mobile) sulla tastiera, infatti, danno la possibilità di suonarli in tutte le tonalità. Per tal motivo gli accordi aperti sono amati anche da esperti chitarristi, che emulano il sound trasportandoli lungo la tastiera senza cambiare le posizioni delle dita. (Vedi approfondimenti)

Accordi di settima

Questi accordi sono importantissimi e li troviamo in quasi tutte le canzoni. A tal proposito in questo sito web ci sono molte pagine ad essi dedicate (vedi, ad esempio, formazione accordi di settima). Si ottengono aggiungendo alla triade la relativa settima abbassata di mezzo tono. In tal modo si ottengono accordi formati da 4 note, in questo caso accordi di settima. Nelle pagine della formazione si spiega il perché dell’aggiunta della settima abbassata di mezzo tono.

Per adesso – mi rivolgo ai principianti – accontentiamoci di impiagare solo gli accordi di settima derivati da triadi maggiori, perché sono indispensabili nell’accompagnamento delle canzoni, per cui il neo-chitarrista ha l’obbligo di conoscerli.

La parola “settima” però coinvolge moltissimi tipi accordi che potrebbero portare in confusione, per cui è bene fare uno studio approfondito sulle varie famiglie da essa coinvolte. Per adesso – e mi rivolgo ancora al principiante – quello che conta è conoscere solo (e SOLTANTO) la “settima di dominante”, quella che deriva dalla triade maggiore. Con tutte le altre settime è bene, per non fare confusione, averci a che fare soltanto dopo i dovuti approfondimenti (in alto ci sono i vari collegamenti). Tutt’al più accontentarsi di conoscerne alcuni dei più comuni, tra cui ricordiamo il maj7 e il m7. (Vedi approfondimenti).

Accordi in barrè

Questi sono accordi più difficili da eseguire per chi per la prima volta si introduce nello studio della chitarra. Le posizioni sono molto spesso faticose (soprattutto nei primi tasti) ma, una volta imparati, ci permettono di suonare in tutte le tonalità, grazie ai facilissimi trasporti attraverso lo scorrimento della mano sui tasti. Per esempio, una volta imparato il Fa maggiore (minore o settima), o il Si bemolle maggiore (minore o settima) possiamo essere certi poter eseguire disinvoltamente tutti gli altri. All’inizio può dare certamente del filo da torcere ma, credetemi, impararli ne vale assolutamente la pena! (Vedi approfondimenti Imparare il barrè).

Accordi sus (sospesi)

Anche questi accordi sono molto facili e belli da impiegare sulla chitarra. Hanno questo nome in quanto in essi viene omessa la terza nota (sospesa) dell’accordo che viene sostituita con la quarta. L’accordo per essere completo ha bisogno anche della settima nota (si vedano gli approfondimenti sui link sopra riportati). Grazie all’aggiunta di quest’ultima, nonché la sostituzione della terza con la quarta, l’accordo diventa per l’appunto sospeso.

I SUS vengono spesso impiegati per creare delle ricercate atmosfere “sospese”.

Power chord

Anche questi, assai semplici da eseguire, sono molto impiegati nella chitarra. Non facciamoci però ingannare dalla loro semplicità, perché talvolta possono risultare assai più complicati di quanto essi appaiono! Vengono spesso impiegati nel Rock & Roll e nei Riff.

Quello che caratterizza il power chord (tradotto alla lettera: accordo potente) è di essere composto da due sole note, formanti intervalli giusti: quarte, quinte e ottave.

A differenza dell’accordo vero e proprio (triade) nel power chord manca la nota centrale (mediante), cioè quella che lo caratterizza in maggiore o minore. Questo significa che i power chord non sono né maggiori né minori e che possono riferirsi a più contesti armonici.

Per l’assenza della mediante i power chord sono conosciuti anche come “quinte vuote”. Infatti l’intervallo suonato è composto soltanto da tonica e dominante (primo e quinto grado) e “vuoto” al suo interno, a cui manca la mediante (terzo grado, chiamata anche modale o caratteristica).

Un semplice esempio dell’accordo

Per esempio, l’accordo di Re maggiore che è composto da Re, Fa# e La ha il corrispettivo power chord Re5 composto solo da Re e La, oppure da Re, La e Re dell’ottava superiore, sempre senza il Fa# centrale. Riferendoci all’accordo minore (Re – Fa – La), per fare lo stesso esempio, vediamo che il risultato finale non cambia! Doveroso aggiungere che la terza nota, che deve comunque essere dello stesso nome, può essere ripetuta anche nell’ottava inferiore. Nel caso nostro, volendo, potremo aggiungere anche il La dell’ottava inferiore … sempre che sia raggiungibile, cioè vicina ad un dito libero.

Concludendo con i power chord

I power chord hanno radici profondissime nella storia della musica, rintracciabili fin dai tempi della Roma imperiale nelle note delle coppie di trombe monotono. Il bicordo vuoto (primo e quinto grado) rievoca tra l’altro l’antica musica polifonica, come le armonie ottenute con le prime forme di contrappunto ed i suoni dell’organum.