Imparare a Suonare la Chitarra con il fai da te in tre fasi

Imparare la Chitarra con il fai da te: imparare la chitarra da autodidatta.

Premessa

Findi e Giocatore ad imparare la chitarra con il fai da te
Findi e Giocatore mentre passano il tempo

Se hai deciso di entrare nel mondo della chitarra (classica, o acustica, o elettrica), semplicemente con il “fai da te”, significa che non hai sufficienti risorse economiche per sostenere le spese delle lezioni private.

Ci sono a tal proposito molti siti web che puoi navigare gratuitamente (anche anche il presente sito con ricche lezioni di chitarra) dove puoi imparare anche da solo i tuoi brani preferiti!

Questo articolo ti aiuterà a scegliere pure una chitarra con ottimo quoziente qualità/prezzo per iniziare i tuoi studi senza spendere troppi soldi.

Ti insegnerà quindi a studiare la musica, a leggere gli spartiti e le tablature, a lavorare sulle scale musicali ed a sviluppare la padronanza su entrambe le mani (sinistra e destra) e … se sei un principiante ti darà anche tantissimi consigli su come affrontare lo studio della chitarra.

Prima fase: Comprare una chitarra per studiare

Quale scegliere?

Scegliere subito una buona chitarra o orientarsi su una economica?

Calcola le tue possibilità economiche e quindi il budget da dedicare allo strumento. In base alla qualità della chitarra che hai intenzione di portare a casa, il prezzo può variare dalle cinquanta euro fino ad oltrepassare di gran lunga le mille.

Naturalmente più alto è il prezzo e migliore sarà la qualità del suono della chitarra, nonché la facilità e la disinvoltura di un approccio più gradevole.

Se hai deciso di dedicarti alla pratica di questo meraviglioso strumento e credi di continuare in modo serio il suo studio, penso che valga la pena spendere qualche soldo in più investendo su un prodotto di più alta qualità.

Un suono migliore non soltanto allieta lo spirito ma stimola la voglia di procedere alla conquista di nuovi traguardi. Se invece lo fai soltanto per vincere la noia alla ricerca di un nuovo hobby, non dettato dal sentimento ma solo dalla razionale ragione, allora puoi optare per qualcosa di più economico.

Una chitarra economica o una di ottima qualità?

Una chitarra, pagata meno di 100 euro, appartiene certamente ad una categoria di basso profilo, quasi al livello di “giocattolo” o “gadget”. Ti conviene orientarti almeno su una cifra intorno ai 200 euro. Avrai a che fare con uno strumento assai mediocre ma potrai sempre – se deciderai di cambiarlo – trovare un compratore. Tuttavia il consiglio sarebbe quello di farti spendere tale cifra soltanto se pensi di non volerti impegnare più di tanto nello studio della chitarra.

Per un principiante, una chitarra che costa dalle duecento alle quattrocento euro incomincia già ad essere un buon investimento. Anche se in futuro, progredendo nello studio, vorrai passare ad uno strumento di migliore qualità, potrai confidare che questo tuo primo acquisto resisterà nel tempo. Ma non solo! Vedrai che molto spesso ti chiederà di essere usato, perché le occasioni di suonare con altre persone non ti mancheranno!

Per quali marche optare, e perché

La regola generale da importi nell’acquisto di una chitarra economica è quella di orientarti sempre su marche conosciute ed affidabili. Fra queste posso consigliarti una Yamaha, una Fender, una Epiphone, una Ibanez, oltre a molte altre. Perché le altre non le ho citate? Semplicemente perché queste ultime non hanno fasce di prezzo vastissime da accontentare qualsiasi esigenza ma puntano, invece, ad un mercato più mirato optando su clienti di altissimo o bassissimo profilo.

Tieni presente che una chitarra elettrica per poter essere praticata necessita di mezzi di amplificazione e modulazione dei suoni. Un buon amplificatore ha molte funzioni integrate ma può rappresentare una significativa spesa aggiuntiva, a seconda della qualità.

Se hai intenzione di acquistare una chitarra usata, classica o acustica, portando con te una persona esperta nel campo potrai affrontare l’impresa con tutta tranquillità. Tale precauzione potrebbe non rivelarsi sufficiente se la chitarra da acquistare è del tipo elettrico. Qui potrebbero infatti presentarsi solo dopo l’acquisto problemi imprevisti sul sistema di elettrificazione.

Tuttavia in negozi seri e rinomati spesso sono disponibili,a prezzi veramente abbordabili, chitarre di ottima qualità.

Comprare una chitarra classica-acustica o elettrica

Cerca di capire subito se ti piace più una chitarra classica o elettrica. Molti nel campo della musica pensano (con ragione) che chi inizia a praticare la chitarra dovrebbe farlo con quella del tipo classico. Infatti, la struttura di quest’ultimo tipo, essendo una sorta di via di mezzo fra la acustica e la elettrica, permette un più agevole passaggio ad entrambe nell’eventualità di una seconda decisione sulla via da intraprendere.

Altri invece pensano che sia più indicato iniziare a suonare con una chitarra elettrica perché, questa, essendo più sensibile nella tastiera,  richiede meno forza nelle dita. Suonare la chitarra elettrica è più semplice! Ma è davvero così? Per me si tratta solo di punti di vista. Ogni strumento ha le proprie bellezze e difficoltà! Una cosa però è certa e cerchiamo di seguirla: lo studio da intraprendere, a prescindere dalla scelta, è quello della chitarra classica, perché apre le strade ad ogni tipo di orientamento didattico.

Studio e didattiche a parte (le vedremo in seguito), considerando invece il tipo di chitarra per cui optare, la tua preoccupazione dovrebbe focalizzarsi sulla qualità del suono uscente dallo strumento.

Il suono delle chitarre classiche ed acustiche si ottiene grazie alle vibrazioni delle loro corde che via via vengono pizzicate. Soltanto un mirato studio in fase di costruzione, riguardante la struttura, i materiali impiegati, e lo sviluppo delle esperienze, riuscirà a rendere più o meno accattivante il suono dello strumento.

L’elaborazione del suono nella chitarra acustica e in quella elettrica

La differenza tra le chitarre acustiche e quelle elettriche, forma a parte, sta sostanzialmente nel modo in cui viene prodotto il suono.

Nelle prime, le vibrazioni delle corde pizzicate, che non sono facilmente udibili in un primo momento, si diffondono su tutta la struttura lignea della chitarra interessando anche l’interno della cassa di risonanza. Le vibrazioni dentro la cassa vengono così combinate alle successive che metteranno in pulsazione l’aria che si trova all’interno di essa. I suoni che fuoriescono dalla buca della tavola armonica usciranno naturalmente amplificati.

Le chitarre elettriche sono strutturate in un modo del tutto diverso. Non hanno la cassa armonica, ma al posto di essa c’è un corpo solido e pieno. L’amplificazione non avviene in modo naturale ma attraverso una serie di “pickup”, ovvero delle piccole bobine, che ricevono e convertono le vibrazioni delle corde pizzicate in pulsazioni elettromagnetiche. Gli impulsi, che attraverso il cavo entrano nell’amplificatore, vengono elettronicamente elaborati facendo uscire un suono non solo amplificato ma modulabile per ogni più svariata preferenza.

Una chitarra che rispecchi il tuo stile musicale

Quando stai comperando una chitarra scegli quella più adatta allo stile musicale che più ti attrae. I modelli classici ed acustici, come è ormai risaputo, sono adatti alla musica classica, alla country, alla folk e anche a gran parte della musica rock. Quelli elettrici interessano tutta la musica rock ed il jazz.

Acquistare online o di persona in negozio?

L’acquisto della tua chitarra ti consigliamo di farlo di persona in un negozio specializzato invece di insistere sui siti web.

Impiegando Internet potrai avere la fortuna di avere un buon strumento oppure la delusione di un cattivo affare: meglio non rischiare!

Comprando nel web non conoscerai mai le caratteristiche più importanti del tuo futuro strumento! Eh sì, perché la chitarra trasmette emozioni tanto che, provandone diverse a distanza di qualche minuto, ti accorgerai certamente delle tue variazioni emozionali provocate dal suono.

Se scegli una chitarra acustica saprai subito se sia ben adatta, o meno, al tuo corpo. Una chitarra scomoda, che non si suona con facilità e disinvoltura, rischia di farti abbandonare definitivamente lo studio.

L’action della chitarra

Senza andare troppo nel tecnico ti consiglio, come principiante, di acquistare una chitarra con un action che ti permetta di scorrere la tastiera con molta morbidezza.

L’action dipende dalla distanza delle corde dalla tastiera e, quindi, se questa è troppo alta faticherai ad ottenere i suoni premendo le dita sulle corde in corrispondenza dei vari tasti. Tuttavia le corde più distanti dalla tastiera offrono al chitarrista esperto ottimi vantaggi (si veda la pagina dell’action della chitarra). I calli sui polpastrelli delle dita dovranno svilupparsi gradatamente e non in maniera troppo traumatica, quindi: scegli una tastiera soffice e scorrevole.

Tuttavia una tastiera troppo morbida potrebbe creare suoni sgradevoli e ronzii, quindi presta molta attenzione alla qualità delle note e orientati sul miglior compromesso tra suoni puliti e maneggevolezza! Pensa che in futuro, magari con molta cautela, potrai cambiare tu stesso l’action della tua chitarra!

Confidate sull’aiuto del personale del negozio, che sta lì proprio per aiutare il cliente a fare la giusta scelta!

I vari accessori della chitarra

Dal momento che ti trovi in negozio pensa agli accessori che potrebbero servirti!

Se pensi di alternare le tue posture e vuoi suonare anche in piedi, valuta di acquistare anche una tracolla. Ce ne sono di molti tipi: quelle che corrono sul collo e sulla spalla e altre di vario tipo che passano soltanto per il collo. Queste ultime sono sconsigliate per chitarre troppo pesanti.

Probabilmente, a meno che tu non sia indirizzato alla pura chitarra classica, dovrai comperare anche una certa varietà di plettri, che sono ampiamente disponibili. I negozi ne hanno cassetti pieni di tutti i tipi: nella forma, morbidezza, dimensione, coloristica etc.

Se il personale del negozio ti consiglia anche altri accessori (ponticello capotasto per cambio di tonalità, accordatore ed altre cose), valuta se ascoltarlo o rifiutare con educazione. Comunque, accordatore e capotasto, sono accessori indispensabili e non incidono molto sulla spesa.

Se scegli una chitarra elettrica dovrai subito acquistare un amplificatore, altrimenti non la sentirai mai suonare!

Concludendo la prima fase

Riassumendo, nella scelta della tua chitarra devi porre molta attenzione all’aspetto e l’intonazione. Osserva bene tutte le particolarità del manico e la sensibilità dello strumento. Assicurati di comperare uno strumento che sia ben maneggevole e fai attenzione all’action, al capotasto ed al ponticello. Percorri e controlla la tastiera e l’interno. Controlla le chiavi (o registri) e la marca. Analizza la qualità e la forza del suono e fai di tutto per scegliere la chitarra giusta.

Seconda fase: imparare a leggere le tablature e/o gli spartiti

Prima cosa accordare lo strumento e tenerlo sempre accordato

Adesso abbiamo la nostra chitarra e quindi iniziamo ad impararla come si deve!

Innanzitutto bisognerà accordarla … e questa è un’operazione che è bene sia fatta ogni giorno! Tenere la chitarra accordata è una fra le cose più importanti per chi la pratica. Il tuo strumento accordato ti da modo, nel lungo periodo, di memorizzare l’altezza dei suoni e sviluppare il tuo orecchio al riconoscimento delle note assolute.

Quindi, accorda la tua chitarra già nel negozio dove la stai acquistando! L’accordatura è una fase fondamentale sin dal primo giorno in cui inizi le tue lezioni di chitarra. Se presti molta attenzione alla prima accordatura, poi non sarà difficile tenerla costantemente in ordine.

Nel primissimo approccio l’accordatura sembra una cosa impossibile da eseguire ma ti accorgerai che, superata la prima fase, tutto diventerà più facile. Ci sono svariatissimi metodi per effettuarla e tutti portano allo sviluppo del tuo orecchio nel riconoscimento delle note. Inoltre ci sono delle utilissime applicazioni Android per l’accordatura, talmente precise, che potrebbero essere utilizzate anche dai sordi per accordare il proprio strumento!

Impara la posizione delle note sulla tastiera

Studia la tastiera della chitarra! Imbraccia la tua chitarra ed osservane attentamente il manico! La prima corda, cioè quella più sottile, si trova trova in basso e si chiama Mi cantino (e). Venendo verso l’alto, la seconda è il Si (B). La terza è il Sol (G). La quarta è il La (A). Infine, la sesta corda è un altro MI (E), ma più basso di due ottave rispetto alla prima.

Per quanto riguarda i tasti, questi, servono ad alzare di tono tutte le corde. Ogni tasto alza la nota di mezzo tono. Il primo tasto, quello vicino alla paletta, si chiama capotasto.

Su tutte le chitarre, salvo quelle puramente classiche, sono riportati simboli di riferimento, o semplici puntini colorati su alcuni tasti, per orientare nel modo più giusto il chitarrista senza doverli contare. Solitamente li puoi trovare, a partire dal terzo, sul quinto, settimo, nono e dodicesimo. Dopo il dodicesimo tasto si ripetono in corrispondenza delle stesse note.

Impara a leggere gli spartiti e le tablature

Per un serio studio della chitarra si possono seguire per qualche tempo le lezioni di teoria musicale. Più tardi leggere la pagina dedicata a come suonare gli spartiti a prima vista.

Per uno studio meno impegnativo esistono le tablature, che potrai imparare in pochissimo tempo e senza tante spese di energia cerebrale.

Installa sul tuo P.C. un software chi ti aiuti nello studio della musica. A tal proposito ti consiglio Tuxguitar, l’open source, sostituisce Guitar Pro.

Terza fase: imparare le scale e gli accordi

Con le scale musicali si entra nel vivo della pratica con la chitarra.

La conoscenza delle scale è una cosa di cui nessun chitarrista può fare a meno!

Le scale vanno studiate innanzitutto nella teoria per capire quello che succede negli accordi e nei vari cambi di tonalità. Queste ultime, che a primo udito sembrano essere così naturali eseguirle a voce hanno dentro di sé delle regole ferree da conoscere e rispettare! Dopo di ciò occorre farci pratica … molta pratica … continuamente … pratica e … sempre pratica senza mai abbandonarle!

Occorre percorrerle disinvoltamente sulla tastiera della chitarra. Non sto qui a fare il riassunto di ciò che è spiegato dettagliatamente nelle apposite pagine.

Per quanto riguarda gli accordi, la cosa è molto più semplice! Si consiglia comunque uno studio teorico su come vengono formati gli accordi e sulla rappresentazione degli accordi. Si consiglia di iniziare dagli accordi maggiori, minori e di settima di dominante.

Si vedano le scale musicali e la loro formazione.

Le scale più importanti che il principiante dovrà affrontare sono scala di do maggiore, di Sol maggiore, di Re maggiore, La maggiore, Mi maggiore. Inoltre le scale di La minore (melodica e armonica), Mi minore (melodicaarmonica), Si minore (melodica e armonica), Fa diesis minore (melodica e armonica), Do diesis minore (melodica e armonica).


Imparare a suonare lo spartito a prima vista in tre tappe

Suonare lo spartito a prima vista

Findi e Giocatore si dilettano con le loro chitarre
Findi e Giocatore si dilettano con le loro chitarre

Tenere presente che questo è un semplice riassunto, adattissimo a chi ha già una sommaria infarinatura e voglia di svilupparla. L’articolo al principiante può essere di aiuto soltanto se ha intenzione di imparare a suonare la chitarra con la musica. Ad esso si consiglia perciò di iniziare da zero il corso di teoria della musica.

Ognuno di noi, quando prende in mano per la prima volta uno strumento musicale (ad esempio una chitarra), vorrebbe raggiungere in poco tempo livelli da professionista. Ma per tale obiettivo occorre moltissima passione e tanto, tanto, lavoro.

Per ottenere ciò, la conoscenza della musica è indispensabile! Inoltre la lettura a prima vista dello spartito non è cosa da tutti, neanche da chi si impegna giornalmente negli esercizi. Per ottenere ottimi risultati occorre una marcia in più: l’amore per la musica e per il proprio strumento! Nel nostro caso la chitarra (classica, acustica o elettrica).

Il saper leggere sul pentagramma musicale è un’imprescindibile componente nella maggior parte delle audizioni, e una fondamentale capacità per poter suonare in un gruppo musicale o in un coro.

Se leggere uno spartito a prima vista non è da tutti, figuriamoci leggere lo spartito a velocità di esecuzione! Quest’ultima pratica se la può permettere solo chi vive di pane e musica.

Se stai già praticando la chitarra, o hai una voce adatta al canto, apprendendo le poche nozioni sulla musica potrai migliorare le tue qualità! Imparerai quindi a leggere il pentagramma diventando un vero musicista, mentre le tue esibizioni le affronterai con più sicurezza ed efficacia.

Ecco i sacrifici da fare per suonare lo spartito a prima vista!

Impararlo in tre tappe

1 – Apprendere bene la Teoria Musicale

Familiarità con la metrica

Impara a prendere confidenza con la rappresentazione metrica, che appare in ogni spartito. Questa ti indica i movimenti (o battiti) di ogni misura del brano musicale e l’unità di tempo, cioè il simbolo che rappresenta un singolo battito.

Studia giornalmente esercitandoti con gli esercizi di ritmica ed impara a conoscere almeno le principali metriche musicali.

Oltre che a leggere la musica esercitati a scriverla sul rigo musicale con i ritmi più vari, iniziando ad usare un metro in 4/4 con minime (un mezzo) e semiminime (un quarto).

Quando leggi la musica con la chitarra cerca di sincronizzare i movimenti dello spartito con i battiti a terra del tuo piede. Inizia ad imparare a contare e sincronizzare mentalmente da uno a quattro.

Ripeti l’esercizio di scrittura impiegando, oltre alle semiminime, le crome (ottavi) e le semicrome (sedicesimi). Utilizza note di durate differenti, combinandole in più sequenze, per prendere confidenza con i simboli del pentagramma.

Inizia a rallentamento, poi puoi proseguire con un metronomo settato a bassissima velocità e, via via, aumentarla.

Tutto questo ancora non basta per suonare lo spartito a prima vista!

Le alterazioni in chiave

Le armature di chiave vanno riconosciute a prima vista e senza troppi ragionamenti: vanno quindi imparate a memoria! Queste indicano la tonalità in cui si deve suonare il brano, ovvero la quantità di diesis (o bemolli) da usare per rispettare quella tonalità. La tonalità in Do maggiore non ha nessuna alterazione.

Sapere che un solo diesis corrisponde alla tonalità di Sol maggiore, due diesis a quella di Re maggiore, 3 diesis al La maggiore, 4 diesis al Mi maggiore ecc. Le alterazioni appaiono all’inizio del rigo, subito dopo la chiave.

Prendendo in considerazione i bemolli, in armatura avremo: con 1 bemolle la tonalità di Fa maggiore, con 2 bemolli quella di Si bemolle maggiore, 3 bemolli il Mi bemolle maggiore, 4 bemolli il La bemolle maggiore.

Per non creare tanta confusione ho tralasciato che ad ogni scala maggiore corrisponde la relativa minore. Si vedano, a tal proposito, gli approfondimenti.

Impara la posizione delle note sul rigo musicale

Il nome delle note, a seconda della posizione sul rigo musicale, varia in base alla chiave usata. Per quanto riguarda lo studio della chitarra, la chiave impiegata è soltanto quella di violino. Non serve impararne altre ma sappiate che esistono e che potrebbero trarvi in inganno se non osservate bene l’inizio del pentagramma. Impara quindi la posizione di ogni nota in chiave di violino ed abituati ad abbinarla ai tasti della chitarra con una semplice occhiata.

Le note sulle righe del pentagramma rappresentano, dal basso verso l’alto, i suoni di Mi – Sol – Si – Re – Fa, mentre quelle negli spazi i suoni di FA – La – Do – Mi.

Lo studio in altre chiavi non serve a chi intraprende la pratica della chitarra.

Esercitati giornalmente nell’esecuzione delle scale

I consigli di questa sezione servono agli aspiranti strumentisti – ma anche a chi abbia voglia migliorare le proprie qualità vocali – per prendere familiarità con gli spartiti. A riconoscere cioè a prima vista il nome, il valore e la posizione di movimento (se nel primo, o secondo, o terzo, o quarto battito) sul pentagramma.

Se suoni la chitarra, cerca di fare pratica con le scale più importanti – almeno con armature fino a quattro diesis e quattro bemolli – senza osservare i movimenti delle dita. Perché? Ponendo attenzione alle dita non saresti, allo stesso tempo, in grado di seguire lo spartito! Tuttavia talvolta è indispensabile osservare la mano sinistra per qualche attimo ma, se stiamo mentalmente contando i battiti, ci sarà più facile ritrovare il punto giusto dello spartito.

Se vuoi suonare la chitarra con la musica, diventerà indispensabile lo studio del solfeggio. Con esso riuscirai a sviluppare le tue capacità nell’intonazione, nella ritmica, nel fraseggio e, in generale, nella musicalità.

2 – L’approccio con lo spartito

Prima cosa: un’attenta osservazione generale

Leggi innanzitutto lo spartito senza la tua chitarra. Quando vedi per la prima volta un brano scritto sul pentagramma musicale, osservalo bene e sincerati di riuscire a dare giusti tempi e valori anche nei passaggi più articolati.

Prova le varie sequenze, solfeggiandole, e leggi le note osservando attentamente la struttura della canzone. Quindi vai alla ricerca delle misure che si ripetono. Queste ti faciliteranno il compito!

Cerca le variazioni che danno colore al brano, quelle cioè che variano in volume e velocità. In mancanza di esse potrai – una volta imparato bene il pezzo – aggiungerci a matita un colore di tua creazione.

Uno studio più approfondito dello spartito

Percorri con la mente le sequenze musicali del brano. Dedica qualche minuto alla riproduzione della canzone, ricordando gli schemi musicali che incontri più volte. Ti accorgerai che nella maggior parte dei casi la melodia viene riproposta, e di nuovo ripetuta, mentre il relativo ritmo mantiene spesso la propria linearità.

Esamina bene il brano musicale prima di suonare lo spartito a prima vista con la tua chitarra.

Osserva attentamente la presenza di scale e arpeggi con posizioni fisse: queste ti faciliteranno sensibilmente l’esecuzione. Tali accortezze svilupperanno il tuo intuito nel modo di leggere la musica: più ti organizzi nelle fasi preliminari, più facilmente potrai interpretare uno spartito con in mano la tua chitarra.

L’ascolto della tua respirazione

Suonare lo spartito a prima vista non è cosa da tutti e, talvolta, può risultare impegnativo anche per chi ha giornalmente molta confidenza con le scartoffie musicali.

Respirando meglio aumenterà la tua concentrazione e riuscirai a seguire bene le varie sequenze del brano in studio. La respirazione allenta le inutili tensioni del corpo e della mente, permettendoti di focalizzare le tue attenzioni soltanto alle articolazioni musicali.

Gli errori sono inevitabili! Quindi non arrenderti ad essi e ripeti pazientemente le sequenze più difficili da superare senza mai stancarti. Continua perciò la tua interpretazione, prendendo appunti mentali, per poter poi ritornarci sopra in modo separato e farci pratica.

Se sei un appassionato di canto, o se suoni un qualsiasi strumento a fiato, impara a riconoscere i punti temporali in cui dovrai respirare.

Non crearti illusioni sul raggiungimento rapido dei tuoi traguardi, perché suonare lo spartito a prima vista comporta enormi sacrifici ed anni di esercizi. Aspettati magari, sempre con grandi spese di energia, di arrivare ad essere in grado di leggere a lento moto, e alla perfezione, gli spartiti più semplici. La capacità di lettura della musica è un’ambizione che potrai sviluppare soltanto nel lungo … lunghissimo periodo.

3 – Lo sviluppo delle tue qualità nella lettura

Cerca di portare al massimo livello la tua concentrazione

Ogni spartito, anche il più semplice, contiene molte dinamiche. Dovrai perciò affrontare le altezze dei toni e i ritmi con tutte le loro variazioni, i passaggi da una scala all’altra e le più svariate coloristiche. È impossibile – e dico … per tutti! – riuscire alla perfezione a suonare lo spartito a prima vista senza focalizzare attentamente tale compito. Tanto meno suonarlo a velocità d’esecuzione!

Comunque il suggerimento è quello di metterti in sfida con te stesso e con le tue sensibilità musicali, e cercare sempre la perfezione esecutiva.

Quando ti accorgerai di essere distratto, riparti seguendo l’ultima sequenza o, addirittura, incomincia da capo il brano dicendoti “stavolta manterrò la concentrazione”!

Osserva la difficoltà della visione globale dello spartito

Concentrandoti sulla visione globale del brano ti accorgerai che ogni canzone è formata da moltissime combinazioni di note. Perciò cercare di interpretarle subito correttamente, nel ritmo e nei toni, è un’attività assai stressante e molto spesso impossibile da svolgere.

Pensa piuttosto a dividere il brano in più parti ed affrontalo per gradi, anche talvolta suddividendo una stessa misura individuandoci il tempo forte e quello debole.

Cerca nel web nuovo materiale didattico

Naviga in Internet senza mai stancarti di cercare nuovi materiali didattici per meglio avvicinarti agli spartiti. Se i bambini curiosi riescono facilmente ad imparare a leggere è perché sfogliano più libri dei loro coetanei. La continua ricerca di nuovo materiale stimola la tua mente ad affrontare con più forza l’esercizio quotidiano.

Una volta superati i primi traguardi non ti accontentare di essi ma passa a siti web più specializzati in materia, cercando in essi non solo spartiti ma software mirati, orientati cioè direttamente verso le tue mete.

Cerca di frequentare gruppi musicali ed amici musicisti e scambia con loro gli spartiti.

Apri un diario

Annota sempre gli esercizi che ritieni più importanti su un diario. Occorre moltissimo tempo per diventare un musicista che sappia anche suonare lo spartito a prima vista, perciò non perdere tempo ed inizia subito ad importi delle buone abitudini.

Il traguardo è lontanissimo ma pensa che basterebbe soltanto un quarto d’ora al giorno per raggiungerlo! Quindi non avere fretta e inizia a leggere al rallentamento, aumentando gradatamente la velocità.

Aggiorna continuamente sul tuo diario i brani che stai affrontando e sottolinea i progressi nella velocità di esecuzione.

Per concludere

Nella vita, in tutti i campi, ci sono periodi negativi! Non sentirti mai un musicista frustrato se non riesci a superarne alcuni. Succede a tutti! Bisogna quindi andare avanti come un carrarmato!

Essendo ripetitivo ricordo che la lettura della musica è una  capacità che non si raggiunge in pochi mesi o in qualche anno ma occorre svilupparla in un lunghissimo periodo … quindi: armati di pazienza ed impegnati più che puoi!