Ansia e arancione: questo colore combatte l’ansia e migliora gli stati d’animo

Ansia e arancione: ecco come questo colore possa migliorare gli stati d’animo!

Attenzione: le pratiche descritte in questo articolo – svolte con il “fai da te” – potrebbero non essere efficaci o addirittura creare danni alla salute. Questo articolo ha solo un fine illustrativo.

Cromoterapia ed il colore arancione

Il fatto che i colori – sia presi singolarmente, che accostati con gusto – influenzino positivamente gli stati d’animo è ormai stato più volte provato.

Nella nella vita quotidiana, infatti, non passa giorno che non abbiamo a che fare con la scelta del colore. Questo avviene quando dobbiamo pensare ad arredare un appartamento, quando acquistiamo i vestiti, quando compriamo gli smartphone … ed in altri numerosissimi occasionali comportamenti.

Tutto questo – lo possiamo affermare – appartiene ad una visione integrale del nostro sistema di vita quotidiano, per cui tutto ciò che ci circonda viene espresso attraverso il colore.

La terapia del colore (cromoterapia)

La cromoterapia moderna ha quindi ripreso l’impiego del colore per la cura della psiche – ma anche del corpo – tecnica già praticata fin dalle antiche civiltà.

È ormai saldamente appurato che la terapia del colore riesce ad abbattere numerosi disturbi della mente, soprattutto quelli derivati dall’ansia. Infatti si è dimostrato che le onde luminose emesse dal colore dei corpi arrivano alla retina dell’occhio influenzando la psiche. Tali onde agiscono – più o meno positivamente, talvolta anche in modo negativo – sul nostro umore a seconda della loro gradazione tonale. Quindi non tutti i colori hanno lo stesso effetto sulla psiche attraverso la nostra percezione visiva.

L’arancione

Il colore arancione si impiega spesso nella cromoterapia per curare l’ansia.
Esperti in questo campo hanno scoperto che il colore arancione può avere un significato di nutrimento e di energia. Esso influisce positivamente sull’umore e quindi nello stato psicosomatico di coloro che lo gradiscono nei propri ambienti di vita quotidiana.

La presenza di questo colore (porte, o pareti, o mobili o qualsiasi altro vistoso oggetto) è in grado di abbattere vari tipi di ansia.

L’azione dell’arancione agisce a livello psicologico e si riverbera sulle emozioni che sono alla base dei disturbi affettivi. Questi ultimi vengono così modificati.

Tali disturbi, da cui traggono origine tutti i turbamenti, che normalmente  interferiscono nella sfera interiore, talvolta possono sfociare anche sotto forma di attacchi di panico, compulsioni e ossessioni.

L’arancione e i disturbi di ansia

L’arancione è un colore che appartiene alle “gamme calde” e le sue radiazioni influiscono sensibilmente sulla persona che lo frequenta, stimolandogli i processi di adattamento ambientale e del sistema circolatorio del sangue.

Ne consegue che l’arancione è un colore da prendere in considerazione proprio per il trattamento dei vari disturbi dell’ansia.

Questo colore regola inoltre migliora l’assimilazione degli alimenti, nonché il flusso del sangue, legandosi all’azione della milza. Infatti quest’ultima, che è organo ricco di sangue di riserva, in caso di necessità lo può immettere nella circolazione attiva in tempi rapidissimi. In tal modo reagisce agli stimoli fisiologici o patologici, fisici, chimici, ambientali, farmacologici e comportamentali diversi.

L’arancione contro l’abulia, l’introversione e lo scoraggiamento

L’arancione può essere utile anche agli ansiosi il cui disturbo tende a sfociare nell’abulia o a chiudersi nell’introversione e nello scoraggiamento.

Altri atteggiamenti migliorabili con questo colore sono la tendenza a lacrimare, l’insicurezza, l’indecisione, la paura di parlare, i blocchi emotivi e la difficoltà a socializzare. Miglioramenti si sono riscontrati anche sulla dispepsia, sulla stipsi, sulla ritenzione della vescica, sull’impotenza sessuale e sulla frigidità.

È da sottolineare però che nei casi di ansia più profonda la terapia del colore, soprattutto quella con il “fai da te” non funziona. Per approfondimenti più professionali si possono leggere gli articoli di mia figlia, psicoterapeuta, Pamela Busonero.

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