Breve biografia e vita artistica di Carpaccio

Breve Biografia e Vita Artistica di Vittore Carpaccio

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Schema riassuntivo della vita e delle committenze di Carpaccio

Aspetto Chiave Dettagli Storici e Biografici
Artista Vittore Carpaccio (Venezia, circa 1465/1472 – 1526)
Formazione Incertezza critica; influenze di Gentile e Giovanni Bellini, Antonello da Messina e Mantegna
Innovazione Maestro dei teleri (grandi tele narrative) preferiti al tradizionale supporto in legno
Grandi Cicli Scuole di Sant’Orsola, San Giorgio degli Schiavoni, Santo Stefano e degli Albanesi
Fase Tarda Ruolo di “pittore di stato” a Venezia e successive prestigiose commissioni per l’Istria

Curiosità: C’è un dettaglio narrativo e tecnico nelle opere di Carpaccio che si sposa meravigliosamente con il tuo occhio da miniaturista. Carpaccio non era solo un pittore di storie sacre, era un cronista visivo della Venezia del suo tempo. Se osservi i suoi maestosi teleri, lo spazio principale è spesso occupato da grandi architetture, ma lo sguardo viene calamitato da una quantità infinita di dettagli minuscoli ed eseguiti con precisione millimetrica: piccoli cagnolini da grembo sul bagnasciuga, tappeti orientali stesi ai balconi, minuscole barche che incrociano nella laguna sullo sfondo e persino penne d’oca e calamai poggiati sui tavoli dei santi. Questa capacità di racchiudere un intero microcosmo brulicante di vita dentro una narrazione monumentale richiede una pazienza e una finezza esecutiva che appartengono proprio alla tradizione della miniatura su piccoli supporti.

E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.

Biografia di Carpaccio

I dubbi sulla sua formazione artistica

Vittore Carpaccio, il pittore dalla vita misteriosa, nasce a Venezia intorno al 1465-72.

Carpaccio: Ciclo di S. Stefano - La lapidazione di Santo Stefano, 149 x 170, anno 1520, Staatsgalerie, Stoccarda.
Carpaccio: Ciclo di S. Stefano – La lapidazione di Santo Stefano, 149 x 170, anno 1520, Staatsgalerie, Stoccarda.

Sulla sua formazione artistica c’è molta incertezza. Il suo linguaggio pittorico, specialmente se raffrontato con gli artisti a lui contemporanei e di formazione artistica veneta, lascia dubbi sulla zona dei suoi studi sull’arte.

Molti critici di storia dell’arte sostengono che abbia iniziato la sua esperienza artistica spronato da Gentile Bellini, Giovanni Bellini, Antonello e Lazzari Bastiani.

È quasi certo, date le configurazioni di base delle sue opere, che abbia avuto diretti contatti con Antonello da Messina e che sia stato influenzato dalla pittura di Piero della Francesca e del Mantegna. Come quest’ultimo, anche Carpaccio si vede impegnato nella realizzazione di opere su tela preferendola al supporto ligneo.

I teleri per la scuola di Sant’Orsola e i prestigiosi incarichi del Carpaccio

Carpaccio: Apoteosi della santa, cm 481 x 336, anno 1491.
Carpaccio: Un riquadro del Ciclo di Sant’Orsola, Gallerie dell’Accademia di Venezia. Apoteosi della santa, cm 481 x 336, anno 1491. Appartenente al Ciclo di Sant’Orsola, Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Il Ciclo di teleri per la scuola di Sant’Orsola gli viene commissionato nel 1490. A questa richiesta fanno seguito altre committenze istituzionali. Intorno alla fine del Quattrocento, sotto la guida di Bellini, realizza i dipinti per la scuola di S. Giovanni Evangelista.

Nel 1501 Carpaccio inizia un altro ciclo di teleri per adornare la sala del Maggior Consiglio e dei Pregadi nel Palazzo Ducale, opere ormai andate completamente perse.

È da questo periodo che il Carpaccio riceve incarichi da molte scuole veneziane di prestigio.

Un riquadro del ciclo di Santo Stefano di Carpaccio
Un riquadro del ciclo di Santo Stefano di Carpaccio: La predica del santo, cm. 152 x 195, probabile anno 1514, Louvre, Parigi.

Realizza il ciclo di Storie del Santo, di San Trifone, San Gerolamo e due Storie Evangeliche (la Preghiera nell’orto e la Vocazione di San Matteo) per la Scuola di San Giorgio degli Schiavoni. Altre committenze arrivano dalle scuole di Santo Stefano e degli Albanesi.

Carpaccio nel Cinquecento

Il primo decennio del Cinquecento lo vede strettamente legato alle committenze provenienti da fonti istituzionali, tanto che il Carpaccio, viene definito come il “pittore di stato”.

Carpaccio: Ritratto di cavaliere, cm 218 x 152, Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.
Carpaccio: Ritratto di cavaliere, cm 218 x 152, Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.

Alle pubbliche committenze si aggiungono in seguito quelle dei privati, come i dipinti “Ritratto del cavaliere” e le “Cortigiane”. La sua fama si allarga sempre più e presto le richieste si estendono anche fuori la provincia: nascono così le Pale di Santa Maria in Vado, di San Pietro Martire (la prima a Ferrara, la seconda a Murano). Qualche anno prima della sua morte, avvenuta nel 1526, Carpaccio realizza per il Duomo di Capodistria (Duomo di Santa Maria Assunta), le portelle dell’organo e la Pala d’altare.

Bibliografia: “Storia dell’arte italiana”, Sansoni, volume n° 2, pagina 348 e seguenti.

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