Giovanni Bellini detto il Giambellino: Breve biografia e vita artistica

Biografia di Giovanni Bellini (il Giambellino)

Sommario schematico: introduzione ai punti chiave

Prima di immergerti nei dettagli della vita e dello stile di Giovanni Bellini, dai uno sguardo a questo schema riassuntivo per orientarti subito tra i concetti principali.

  • Origini: Nato a Venezia (1430-33 circa), figlio di Jacopo e fratello di Gentile, cresce in una delle botteghe più importanti della città.

  • Il Tonalismo: È considerato il padre della pittura veneziana moderna grazie all’uso rivoluzionario del colore e della luce.

  • Legami Artistici: Il matrimonio della sorella con Andrea Mantegna segna profondamente la sua fase giovanile.

  • Maturità: Supera il rigore del disegno per approdare a una fusione perfetta tra uomo e paesaggio.

Curiosità: Nonostante la fama, Bellini rimase un artista umilissimo e sempre aperto al nuovo. Si narra che quando vide le opere di Antonello da Messina, rimase così colpito dalla tecnica a olio del siciliano da integrarla immediatamente nel suo stile, decretando la fine della supremazia della tempera a Venezia.

E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.

Biografia di Giovanni Bellini (Venezia, 1430 o 33 circa – Venezia, 26 novembre 1516)

Pagine correlate: Le opere dell’artista e l’elenco delle opere – Il suo periodo artistico – La critica degli storici – La critica (pdf) dalle Vite del Vasari – Bibliografia.

Breve biografia e lo stile di Giovanni Bellini

Giovanni Bellini - La trasfigurazione, Museo Correr, Venezia.
Giovanni Bellini: La trasfigurazione, cm. 68, Civico Museo Correr, Venezia.

Giovanni Bellini, soprannominato il Giambellino, nasce a Venezia intorno al 1430-33 e muore nella stessa città il 26 novembre 1516.

Il Bellini ed il tonalismo veneto

L’artista, uno tra gli esponenti più importanti del Rinascimento, eserciterà una grandissima influenza sui pittori veneti per tutto il Quattrocento e gran parte del Cinquecento. Dal Giambellini, infatti, nasce il famoso “tonalismo veneto”, dove la profondità viene accentuata dalla caratteristica degradazione delle sue gamme cromatiche.

Le tematiche religiose di Giovanni Bellini e l’influenza del Mantegna

Le tematiche più frequenti sono a sfondo religioso e trattano la vita di Gesù.

La Crocifissione è il tema più ripetuto e viene raffigurato sempre in diversi modi, talvolta insieme alla Madonna e a San Giovanni.

Giovanni Bellini: Crocifissione, cm. 30, Civico Museo Correr, Venezia.
Giovanni Bellini: Crocifissione, cm. 30, Civico Museo Correr, Venezia.

Nella sua pittura giovanile si riconosce l’influenza del Mantegna, suo cognato, pittore a lui molto vicino. Tali influssi si riscontrano – soprattutto osservando l’Orazione dell’orto – nella prospettiva, negli scorci, nella resa volumetrica del figurativo, nel risalto e nell’importanza che l’artista dà ai contorni. Si noti in esso, inoltre, l’impiego degli elaborati schemi di composizione del Mantegna.

La maturità stilistica del Giambellino

Più avanti Bellini riuscirà a distaccarsi anche, se non del tutto, dagli insegnamenti del cognato raggiungendo una propria maturità stilistica. Questa è soprattutto caratterizzata dalla particolare luminosità, dall’armonia delle gamme cromatiche e dalla grandissima sensibilità verso il paesaggio naturale. Una preparazione, questa, che dà la forza di lanciare forti segnali emozionali alle figure inserite in tale contesto.

Plasticismo e realismo esasperato

Giovanni Bellini: Cristo morto, cm. 38, Museo Poldi Pezzoli, Milano.
Giovanni Bellini: Cristo morto, cm. 38, Museo Poldi Pezzoli, Milano.

Alcuni critici leggono nelle sue opere un plasticismo di sapore metafisico, come nei lavori di Piero della Francesca, ed un esasperato realismo umano come nei lavori di Antonello da Messina.

Ulteriori sviluppi della sua pittura

La sua pittura si svilupperà ulteriormente con il passare degli anni e, insieme ad essa, migliorerà anche il suo schema di composizione, che lo porterà ad essere l’unico protagonista del suo periodo.

Il suo stile raggiunge la completa maturazione agli inizi del Cinquecento. La sua tecnica preferita è sempre più spesso quella della tempera, mentre le sue composizioni saranno le famose pale d’altare raffiguranti la Madonna in trono circondata dai santi. Qui le figure, i paesaggi e le architetture si compongono in un perfetto equilibrio di curve di luce e di emozioni.

Giovanni Bellini muore a Venezia il 26 novembre del 1516.

Concludendo sinteticamente: i capisaldi del Giambellino

Per riassumere il valore storico di questo artista, possiamo fissare alcuni punti che ne decretano l’assoluta importanza nel panorama mondiale:

  • 1453: Il matrimonio della sorella Nicolosia con Andrea Mantegna dà inizio a uno scambio culturale che porterà Giovanni a padroneggiare la prospettiva e il plasticismo.

  • Anni ’70 del Quattrocento: L’incontro ideale con Antonello da Messina trasforma la sua tavolozza: i colori diventano più caldi e le ombre più morbide grazie all’uso sapiente dell’olio.

  • Invenzione del paesaggio moderno: Bellini è il primo a dipingere la natura non come semplice sfondo, ma come uno stato d’animo che avvolge le figure sacre.

  • Eredità: Senza le innovazioni di Giovanni, non avremmo avuto il genio di Giorgione o la potenza di Tiziano, entrambi passati per la sua bottega.

Bibliografia

“Un amore di Giovanni Bellini”, Giovanni Agosti, Officina Libraria, Milano 2009.

“Giovanni Bellini, catalogo della mostra (Roma, Scuderie del Quirinale)”, a cura di Mario Lucco e G.C.F. Villa,  Milano 2008.

“Giovanni Bellini, in AA.VV., Pittori del Rinascimento”, Mariolina Olivari,  Scala, Firenze 2007.

“Storia dell’arte italiana”, Giulio Carlo Argan, Sansoni, Firenze, 1968.

“Arte nel tempo”, a cura di Pierluigi De Vecchi ed Edda Cerchiari, Bompiani, Sonzogno, 1991.

“Giovanni Bellini”, Stefano Zuffi, Arnoldo Mondadori Arte, Milano, 1991.

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