Agnolo Bronzino: Biografia, Stile e i Ritratti della Corte Medicea
Schema riassuntivo della vita e dello stile
| Argomento | Dettagli chiave |
| Artista | Agnolo di Cosimo di Mariano, detto il Bronzino |
| Data e luogo | 1502 – 1572, Firenze |
| Maestri fondamentali | Raffaellino del Garbo, Jacopo Pontormo |
| Ruolo ufficiale | Nominato Pittore di Corte nel 1540 da Cosimo I de’ Medici |
| Caratteristiche dello stile | Formale, distaccato, gamme cromatiche fredde e stesura levigata come smalto |
Curiosità: Il soprannome “Bronzino” è tuttora un piccolo mistero per gli storici dell’arte. Alcuni pensano che derivasse dal colore olivastro o tendente al fulvo dei suoi capelli, altri invece ritengono che fosse legato al colore scuro e bronzeo della pelle del suo viso. C’è anche una teoria affascinante secondo cui il soprannome derivava proprio dalla sua tecnica pittorica unica: i suoi ritratti sono così incredibilmente levigati, freddi e compatti da sembrare sculture di bronzo dipinte, prive di qualsiasi traccia visibile della pennellata.
E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.
Biografia del Bronzino
(Firenze 17/11/1502; Firenze, 23/11/1572)
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La formazione artistica di Bronzino e l’influenza di Pontormo
Agnolo di Cosimo di Mariano detto il Bronzino nasce a Monticelli di Firenze il 17/11/1502.
Della sua prima giovinezza si conosce ben poco. Inizia la sua formazione artistica con il pittore Raffaellino del Garbo, poi lavora come assistente nella bottega di Jacopo Pontormo, uno dei padri fondatori del manierismo fiorentino.

La tecnica ed il linguaggio artistico di Pontormo, dopo i primi studi di formazione artistica insieme ad Andrea del Sarto, vengono influenzati dalla pittura di Dürer, Leonardo e Michelangelo, che successivamente trasmette al suo allievo Agnolo (il Bronzino), l’unico assistente che riesce a sopportare a lungo il suo difficile carattere. Insieme, a Firenze, i due artisti decorano le lunette nella cappella della chiesa Santa Felicita.
La collaborazione alla Certosa e i lavori per il Duca di Urbino
Nel 1523, quando scoppia l’epidemia di peste che colpisce la città, Pontormo porta con sé il Bronzino a Certosa dove realizzano una serie di affreschi andati irrimediabilmente danneggiati.
È proprio durante questo periodo, che la celebrità del Bronzino si rafforza sorprendentemente, tanto che viene chiamato a lavorare per il Duca di Urbino.
Il ritorno a Firenze: il successo alla corte medicea
Nel 1532 ritorna a Firenze dove realizza alcune opere di ritrattistica ed alcuni affreschi, quindi ritorna ad aiutare Pontormo nelle località di Careggi e Castello.

Nel 1540 il Duca Cosimo I de’ Medici lo nomina pittore di corte e nel 1545 l’artista inizia la decorazione della cappella privata della moglie del Duca, Eleonora di Toledo.
Bronzino è molto famoso soprattutto per le sue opere ritrattistiche per grandi letterati e per la stessa famiglia de’ Medici, con un linguaggio pittorico delicatamente formale, con fredde e chiare gamme cromatiche, ed una stesura di colori piana come la superficie dei supporti.
Realizza anche molte pale d’altare per varie chiese fiorentine.