Settimo gruppo di esercizi di ritmica per chitarra

Settimo gruppo di esercizi di ritmica da studiare con la chitarra

Esercizio n° 31

Questo studio è una variante dei due precedenti (30a e 30b). Nel primo tempo la pennata è in giù ed ha la durata di un quarto. Anche la seconda pennata è in giù ma dura un ottavo.

La difficoltà incomincia a venire con la terza pennata (in su), poi l’impegno si fa arduo quando nel tempo forte si deve prolungare il suono per ottenere il valore di un ottavo con la legatura. Avremo quindi la mancanza di pennata in un tempo forte, mentre la nuova pennata (in su) sarà data nel tempo debole.

Scarica il file audio midi dell’esercizio n° 31

Esercizio n° 31

Esercizio n° 32

Questo esercizio è ancora più difficile del precedente ma se osservate bene il secondo e terzo tempo, e lo raddoppiate come valori, vi troverete di fronte all’esercizio n° 31. Questo vi farà capire che il pezzo non è affatto insormontabile. Cambia invece la struttura sequenziale della pennata.

Scarica il file audio midi dell’esercizio n° 32

Ersercizio n° 32

Esercizio n° 33

Uno studio con le terzine lo abbiamo già incontrato nelle pagine precedenti (pagina del quarto gruppo di esercizi) ma in questo esercizio i tempi irregolari si presentano anche con pause, che lo rendono ancora più difficile.

Non vi scoraggiate ed impiegate la cosiddetta “pennata fantasma”, cioè una pennata in senso inverso a quella precedente, ma fatta a vuoto: in parole povere, eseguite la seconda battuta come la prima inserendo la “pennata a vuoto in giù” in corrispondenza della pausa. La pennata fantasma ha il pregio di non “rompere” la sequenza dei movimenti della mano.

L’esercizio n° 33, come quelli che seguiranno, ha il giro armonico di Fa maggiore. Si consiglia di eseguirli tutti in più tonalità (Do, Lam, Rem, Sol7, Do … Sol, Mim, Lam, Re7, Sol … ecc.).

I file audio dimostrativi sono tre. Il primo rispetta la metrica della figura, il secondo ha le pause più corte ed il terzo le ha cortissime: ascoltate la differenza di riproduzione e scegliete quella che più vi piace.

Scarica il file audio midi dell’esercizio n° 33, file midi 2, file midi 3

Esercizio n° 33

Esercizio n° 34

Questo studio ha le stesse difficoltà di quello precedente ma non ha pause. Le pennate possono essere configurate a seconda dei pezzi da eseguire e dei gusti personali.

Qui sotto sono riportate tre sequenze di pennata: quella indicata dalla freccia è la cosiddetta “pennata fantasma”.

Scarica il file audio midi dell’esercizio n° 34

Esercizio n° 34

Esercizio n° 34a

Esercizio n° 34b

Esercizio n° 35

Questo esercizio ha un ritmo con tempi regolari e, quindi, è assai più facile dei precedenti.

È stato inserito in modo che l’allievo lo possa paragonare con il n° 34, cercando di capirne bene la differenza.

Scarica il file audio midi dell’esercizio n° 35.

Esercizio n° 35

Ottavo gruppo di esercizi di ritmica per chitarra

Esercizi progressivi per chitarra ritmica: ottavo gruppo di esercizi di ritmica

Esercizio n° 36

Questo studio si presenta in 4/4, con tempi irregolari, le cui terzine le troviamo per la prima volta riferite ai sedicesimi.

Si raccomanda di battere il piede e contare ad alta voce. In questo esercizio la terzina parte sempre dopo la prima pennata di ogni movimento (un ottavo). Accentare bene la prima pennata della misura.

Scarica il file audio midi dell’esercizio n° 36

Esercizio n° 36

Esercizio n° 37

Il presente studio è simile al precedente. Quello che cambia è l’inversione del terzo e quarto tempo. Accentare bene la prima pennata del primo movimento e fare particolare attenzione alla sequenza perché l’esercizio potrebbe, all’apparenza, essere confuso con il n° 36.

Scarica il file audio midi dell’esercizio.

Esercizio n° 36b

Esercizio n° 38

Anche questo esercizio ha le stesse difficoltà incontrate in quelli precedenti. Le terzine vengono effettuate nei tempi deboli del primo e terzo movimento.

Scarica il file audio midi dell’esercizio n° 38

Esercizio n° 36c

Esercizio n° 39

Finalmente, come già accennato nelle pagine precedenti, incontriamo delle pause che dobbiamo rispettare. Per fare in modo che diventino effettivamente delle vere e proprie pause (e non solo assenza di pennata o pennata fantasma, mentre le corde continuano a vibrare) necessita che l’accordo suonato prima di esse venga stoppato come richiesto dal valore del simbolo.

In questo studio impareremo perciò la tecnica per smorzare i suoni con il bordo inclinato del palmo della mano destra!

L’esercizio va eseguito molto lentamente e le pennate dovranno essere eseguite tutte in giù. La prima e la terza (corrispondenti al primo e terzo movimento) valgono 1/4, mentre la seconda e la quarta (secondo e quarto movimento) valgono 1/16, stessa cosa per le rimanenti battute.

Per poter rispettare la partitura in modo esatto dobbiamo quindi “stoppare” il suono degli accordi sul secondo e terzo movimento.

Come già detto in precedenza, un accordo può essere stoppato con le stesse dita della mano sinistra, allentando per un attimo la pressione sulle corde. Tale tecnica non sempre è applicabile perché esistono anche accordi costituiti da note con corde a vuoto e quindi occorrerà impiegare la mano destra.

La cosa migliore è quella di farlo con il taglio del palmo, leggermente inclinato che si appoggia velocemente sulle corde, e si allontana altrettanto rapidamente da esse riprendendo la posizione di partenza per il prossimo movimento.

Ciò a cui bisogna prestare molta attenzione (all’inizio lo farete a rallentatore) è la posizione della mano stoppante che non deve perdere, né la sua originaria posizione, né il suo orientamento!

Un altro consiglio è quello di non fissarsi troppo di voler dare alla pausa l’esatto valore … anzi … le varie smorzature – più o meno rapide – dell’accordo serviranno ad arricchire e personalizzare il ritmo.

Scarica il file audio midi dell’esercizio n° 39

Esercizio n° 39

Esercizio n° 40

Questo studio, un giro armonico in Do maggiore, non prevede la pausa con smorzamento degli accordi ma ha la sua particolare difficoltà nell’ultimo movimento di ogni misura. procedere sempre battendo il piede sul pavimento e contando ad alta voce.

Scarica il file audio midi dell’esercizio n° 40

Esercizio n° 40

Quattro ritmi di base (comuni) per chitarra

Quattro ritmi comuni di base da eseguire con la chitarra

Premessa

I quattro ritmi di questa pagina, tutti in 4/4, sono presentati nel modo più semplice possibile.

Ognuno di essi può essere oggetto di personalizzazione, con inserzioni – anche fantasiose – di note e/o pause di vario valore (anche terzine o altro), nonché lo spostamento degli accenti e l’esclusione di un gruppo di corde dalla pennata … il tutto, naturalmente, nel rispetto generale della suddivisione della battuta.

Una volta capito il meccanismo, ogni ritmo potrà essere così arricchito e personalizzato. Ad ogni ritmo ho riportato alcuni esempi di variazione.

Avvertenza

Quelli che io ho chiamato con il nome di “ritmo standard”, a loro volta, derivano tutti dalle quattro generiche pennate che ognuno di noi può dare alle corde della chitarra.

In tale specifico caso purtroppo, senza nessun accento o interruzione di pennata, diventerà difficile riconoscerne la sequenza: sarà quindi l’orecchio dell’ascoltatore ad essere costretto a dare un accento immaginario e percepire la suddivisione delle pennate a modo proprio, riconoscendola talvolta in 2/4, talvolta in 3/4 o 4/4 e …il più delle volte … in suoni continui indefiniti, che non gli provocano nessuna emozione.

Ecco il ritmo

Detto questo, ogni ritmo, per essere definito tale, deve ripetersi nel tempo: deve avere una o più pennate variate, uno o più accenti spostati, uno o più arricchimenti di note e pause con valori più brevi (o più lunghi), accordi prolungati o stoppati … e tanto altro ancora. Perciò quelle quattro pennate del tempo in 4/4 potranno essere modificate in funzione della canzone che dobbiamo accompagnare.

Ogni canzone vuole un suo specifico ritmo e ognuno di noi dovrà scegliere quello giusto e, magari, aggiungerci qualcosa di proprio seguendo – naturalmente – le leggi della suddivisione.

Un esempio di quanto detto sopra:

Il ritmo e il non ritmo

Ciò premesso passiamo ritmi standard.

Si ricorda che i ritmi sotto riportati sono stati semplificati e, quindi, da considerare solo come base di partenza.

Primo ritmo standard

Scarica i file audio midi del ritmo standard n° 1: lento e veloce

Primo ritmo standard

Variazione a

In riferimento al ritmo standard n° 1, con la pennata fantasma (che talvolta è un vero e proprio inganno ai nostri sistemi sensoriali (ci sono filosofie contrastanti a riguardo), si salta il tempo forte del terzo movimento.

La variazione “a” sta nel fatto di rendere vera la pausa corrispondente a quella specifica pennata fantasma.

Per fare questo occorre che l’accordo sia stoppato da una delle mani del suonatore.

Dal momento che il Do maggiore ed il Sol7 (in questo caso) hanno note su corde a vuoto, la cosa diventa possibile soltanto con la mano destra: bisogna quindi porre il taglio del palmo della mano – leggermente inclinato – sulle corde non appena data la pennata in su.

Scarica il file audio del ritmo standard n° 1 a

Primo ritmo standard variazione a

Variazione b

Il ritmo ha le stesse difficoltà di quello precedente con in più un’ulteriore smorzatura dei suoni (tempo forte del quarto movimento).

Scarica il file audio del ritmo.

ritmo standard variazione b

Secondo ritmo standard

Scarica i file audio midi del ritmo: lento e veloce

Secondo ritmo standard

Variazione “a” del ritmo standard n° 2

Il ritmo variato comprende una pausa ma, pur essendo per questo motivo differente dal precedente, quando viene eseguito risulta identico ad esso … a meno che non si rispetti il vero valore della pausa smorzando l’accordo appena suonato.

Scarica il file audio del ritmo variazione a.

ritmo standard n° 2 variazione a

Variazione “b” del ritmo standard n° 2

Il ritmo variato comprende due pause che, come in quello precedente, vanno smorzate.

Scarica il file audio del ritmo variazione b

Ritmo standard variazione b

Variazione “c” del ritmo standard n° 2

Il ritmo variato comprende tre pause che, come in quello precedente, vanno smorzate.

Scarica il file audio del ritmo variazione c

Variazione "c" del ritmo standard n° 2

Variazione “d” del ritmo standard n° 2

Il ritmo variato differenzia dal precedente sul secondo tempo incontrando una semiminima invece della pausa.

Ogni pausa va rispettata con lo smorzamento degli accordi, anche se non è riportato nell’illustrazione.

Scarica il file audio del ritmo variazione d

Variazione "d" del ritmo standard n° 2

Continua nella pagina successiva

Ritmi di base per chitarra (ritmi standard)

Ritmi di base per chitarra (Continua dalla pagina precedente)

Si ricorda che i ritmi sotto riportati sono stati semplificati e, quindi, da considerare solo come base di partenza. Naturalmente possono essere modificati e personalizzati con riempimenti di fantasia, sempre nel rispetto dei valori.

Ritmo standard n° 3

Il ritmo standard n° 3 si esegue come gli altri della pagina precedente. Si può adottare, oppure no, la pennata fantasma ma è preferibile riconoscere ed immagazzinare la sensazione che si prova quando un accento forte viene a mancare e, quindi, dare la pennata in funzione del contrattempo percepito.

Scarica il file audio midi del ritmo n° 3.

Ritmo standard n° 3

Variazione a

La variazione “a” è simile al ritmo standard n° 3: la differenza sta nel fatto di rendere vera la pausa nel terzo tempo.

Per fare questo occorre che il suono dell’accordo venga smorzato da una mano.

Dal momento che il Re maggiore ed il La7 hanno note su corde a vuoto, la cosa diventa eseguibile soltanto con l’impiego della destra: bisogna quindi porre il taglio del palmo della mano – leggermente inclinato – sulle corde non appena effettuata la pennata in su.

Scarica il file audio del ritmo n° 3, variazione a.

Ritmo standard n° 3 variazione a

Variazione b

La variazione “b” differisce dalla “a” sul fatto che si incontrino due pause anziché una per ogni battuta.

Anche qui, come in ogni altro ritmo in cui esse compaiono (altrimenti si impiegano le legature o i punti), vanno smorzati i suoni degli accordi colpiti in precedenza.

Le pause, essendo inserite nei tempi forti rendono un po’ difficile questa variazione

Scarica il file audio del ritmo n° 3, variazione b.

ritmo standard variazione b

Ritmo standard n° 4

Questo studio è molto più facile degli esercizi precedenti. L’unica difficoltà, già trovata più volte in precedenza, è quella del prolungamento del tempo debole del secondo movimento, che – di fatto – toglie l’accento al tempo forte del terzo movimento.

Scarica il file audio midi del ritmo n° 4

Ritmo standard n° 4

Variazione

In considerazione del ritmo precedente, sostituendo una pausa da un ottavo al posto del prolungamento del tempo debole del secondo movimento (presente esercizio), nella chitarra – all’atto pratico – non succede nulla di diverso, perché le corde continuerebbero a suonare. Occorre perciò smorzare il suono in corrispondenza della freccia (terzo movimento).

Scarica il file audio midi del ritmo.

Variazione ritmo standard n° 4

Quattro ritmi folk per chitarra: valzer, marcia, mazurca, ballata

Quattro ritmi folk per chitarra: Valzer-Mazurca, la marcia Marcia-Polka, la Ballata e la Ballata country.

Si ricorda che i ritmi sotto riportati sono stati semplificati e, quindi, da considerare solo come base di partenza.

Primo ritmo: Valzer – Mazurca

Il ritmo del Valzer e della Mazurca è in tre tempi. I puntini sopra gli accordi indicano che gli stessi vanno eseguiti “staccati”.

Lo stacco dei suoni in levare si esegue allentando per un istante, ma in modo deciso, la pressione delle dita della mano sinistra sulle tre corde alte della chitarra (prima, seconda e terza corda) subito dopo avere dato le pennate, tutte in giù.

Il grado di “stacco” – una volta presa confidenza con il ritmo – può essere personalizzato a seconda dei gusti dell’individuo.

Il valzer, come già osservato nelle pagine degli esercizi, vi permetterà molte configurazioni perché il suo ritmo copre differenti velocità: si va dal valzer inglese (84-90 bpm) a quello viennese (180 bpm e più), rispettivamente valzer lento e veloce, passando attraverso la Mazurca (più o meno 160 bpm).

Nei tempi in levare le pennate potranno anche essere raddoppiate entrambe (inserendo le crome, ovvero gli ottavi), oppure solo l’una, o solo l’altra.

Potete iniziare con il metronomo a 60 battiti al minuto e sarete già assai vicini alla velocità del valzer lento. Il Valzer viennese ha una velocità più o meno doppia di quello inglese.

Per questi tre ritmi si consiglia di alternare l’impiego del plettro (non nella canzone stessa) a quello delle dita della mano destra. Il secondo risulta più pulito interessando soltanto le specifiche note (ognuna per dito), specialmente sulla linea del basso.

Per avere un efficiente smorzamento dei suoni occorre impiegare preferibilmente accordi in barrè. Un buon effetto si ottiene anche stoppando i bassi, ma sta al chitarrista individuarne i momenti giusti per dare quel particolare colore all’accompagnamento.

Scarica i file audio midi: Valzer lentoValzer veloce.

Valzer mazurca

Secondo ritmo: Marcia e Polka

La Polka (da noi non è sbagliato chiamarla “Polca”) è un ballo a tempo binario in 2/4, abbastanza veloce, ballabile “di coppia” (ma oggi anche “di gruppo”), assai gradito agli amanti del ballo liscio, i cui passi – talvolta camminati, altre volte saltati – ricalcano il famoso “one step” e quelli dei folk irlandese e francese. Divenuto ormai un ballo assai in voga, ne esistono varie configurazioni popolari oltre quelle della musica classica.

Per questo ritmo valgono gli stessi consigli relativi al Valzer-Mazurca: gli “staccati” (all’occorrenza anche sui bassi), la tecnica (impiegando o il plettro, o le dita libere), l’uso (in preferenza) dell’accordo in barrè e le pennate tutte in giù. La velocità della Polka è intorno ai 120 bpm, mentre quella della Marcia è leggermente superiore (120-124)

Scarica il file audio midi del ritmo della Polca: Lentoveloceveloce con basso smorzato

Secondo ritmo: Marcia e Polka

Terzo ritmo: Ballata

La ballata ebbe origini come genere letterario. Più tardi si sviluppò interessando anche altri campi, compreso quello musicale.

Dagli inizi del Novecento il termine “Ballata” (Ballad in inglese) viene spesso impiegato per indicare – nella musica folk, pop, ma anche nel Jazz – quei pezzi eseguiti a ritmo lento, generalmente contenenti testo romantico.

Oggi, nella musica folk, questo ritmo si impiega anche nelle canzoni con velocità più sostenute e con testi di argomento non necessariamente sentimentale, mantenendone tuttavia il contenuto narrativo.

Come già accennato riguardo la velocità, il metronomo ha un’ampia zona di esercizio.

Scarica il file audio midi del ritmo della Ballata:

ritmo folf - ballata

Ballata smorzando i suoni degli accordi e dei bassi

Qui occorre smorzare sia suoni dei bassi che quelli degli accordi. Il valore degli smorzamenti può essere configurato in base ai gusti personali e quindi, questi, possono essere più o meno repentini o ritardati, ottenendo effetti con suoni strappati o più pastosi.

Scarica il file audio midi del ritmo della Ballata:

Ballata con staccato

Quarto ritmo: Ballata country

Questo ritmo pur essendo in quattro quarti viene tecnicamente eseguito come una marcia in due quarti. L’unica differenza è che il basso una volta appartiene al primo movimento (tempo forte) ed una volta al terzo movimento (tempo mezzo forte).  Nella marcia (due tempi) il basso appartiene sempre al tempo forte. Ciò premesso bisogna accentare bene il primo movimento altrimenti si rischia di entrare nella sequenza del due quarti.

Scarica il file audio midi del ritmp della Ballata Country:

Ballata country

4 ritmi folk per chitarra: Tango, Paso Doble, Tarantella, Foxtrot

4 ritmi folk per chitarra ritmica: il Tango, il Paso Doble, la Tarantella ed il Foxtrot

Si ricorda che i ritmi sotto riportati sono stati semplificati e, quindi, da considerare solo come base di partenza.

Il Tango

Il Tango, un ritmo che generalmente troviamo in tempo binario, nacque come espressione artistica e popolare tra l’Argentina e l’Uruguay (Río de la Plata).

Gli strumenti più caratteristici del Tango sono la fisarmonica ed il bandoneón (appartenente alla famiglia della stessa fisarmonica).

Nonostante che il Tango tradizionale sia una musica sincopata, non vengono impiegati per la sua esecuzione strumenti a percussione.

Gli accenti di battuta debbono essere efficaci e generare quella caratteristica segnatura ritmica che distingue questo famosissimo ballo dagli altri.

Il ritmo del Tango

Il Tango ha molte configurazioni ritmiche, la cui base è qui di seguito rappresentata.

Si raccomanda sin da principio che le pennate sulle crome (quelle con il punto) siano date con un morbido “staccato”. Gli accordi “staccati” sono indicati con il punto sopra di essi.

Per comodità è stata presa la tonalità di Re maggiore ma è bene esercitarsi con le canzoni vere e proprie impiegando preferibilmente accordi in barrè.

Generalmente lo staccato si esegue con la mano sinistra allentando la presa sulle corde immediatamente dopo aver effettuato la pennata. Se vi resta difficile eseguire lo staccato in questa maniera potrete comodamente agire in modo inverso, cioè aumentando la presa dell’accordo soltanto al momento della pennata: vi accorgerete che è, praticamente, la stessa cosa! Dopo qualche settimana potrete agire anche nella prima forma, alleggerendo la pressione di esercizio sulle corde.

La velocità è 120-136 bpm.

Scarica il file audio del ritmo del Tango

ritmi folk per chitarra: Tango

Paso Doble

Il “Paso Doble” è un ballo molto particolare, che ebbe origine in Spagna, la cui tecnica si sviluppò nei paesi anglosassoni.

Nella danza i ballerini esprimono una breve e tradizionale narrazione – una sfida tra torero e toro nell’arena – con alternanze di sottomissioni ed attacchi.

Le varie espressioni corporee e gli atteggiamenti dei protagonisti costituiscono la vera peculiarità di questo caratteristico ballo: generalmente li vediamo con le braccia posizionate come se  avessero in mano una cappa (el “capote de brega” del torero).

Anche l’espressione del viso – e, in particolare, quello degli occhi – assume quel carattere aggressivo con efficaci focus verso la controparte (il patner ballerino), ma non solo: viene interessato anche lo spazio intorno ad essi, coinvolgendo anche gli astanti.

Le caratteristiche vesti impiegate per il ballo, sia per il cavaliere che per la dama (ampie gonne quasi sempre rosse e nere spesso mantenute in alto dalle mani), riconducono proprio al torero nell’arena che lotta contro il toro. Infatti durante queste esibizioni danzanti non manca mai il caratteristico “oooolé”!

Il ritmo del Paso doble

Qui di seguito è rappresentata la caratteristica cavalcata del “Paso Doble” spagnolo.

Esistono diverse configurazioni ritmiche di questo accompagnamento tra cui si cita il “Paso Doble” americano che ha una metrica del tutto diversa (3/4).

Prendendo il ritmo binario (2/4 o 4/4) la velocità è di 120-124 battiti al minuto.

Rispettare bene gli accenti.

Scarica il file audio midi del ritmo del Paso doble: lentoveloce

Paso Doble a

Paso doble variazione b

Il presente esercizio è simile a quello precedente con la differenza nel quarto movimento che ha due pennate da un ottavo, anziché quattro pennate da un secicesimo

Scarica il file audio midi del ritmo della seconda variazione del ritmo: lentoveloce

Il Foxtrot

Il Foxtrot, che tradotto alla lettera prende il significato di “trotto della volpe” (infatti: fox = volpe e trot = trotto), è una danza tipicamente americana.

È un ritmo binario in quattro tempi (generalmente 4/4) che deriva dal ragtime e si sviluppa nell’Ottocento nel suo luogo di origine (U.S.A.) raggiungendo, nel 1915, i paesi anglosassoni.

Dopo la Grande Guerra il Foxtrot fu configurato in due varianti: una veloce da 46-50 battute al minuto (Quick-Step, o Fast-Fox, intorno ai 190-200 bpm) ed una lenta con 28-30 battute al minuto (Slow-Fox, 112-120 bpm).

Si tenga presente che quello del file audio è a 90 bpm.

Scarica il file audio midi del ritmo del Foxtrot

Toxtrot

Tarantella

Il termine “Tarantella” viene impiegato per definire alcuni ritmi tradizionali, prevalentemente napoletani, dell’Italia meridionale.

Essa viene eseguita generalmente con tempi veloci e con più metriche ritmiche, impiegando il 4/4, il 6/8 ed altri tempi composti.

Le melodie sono cantate sia in modo maggiore che minore, e spesso si alternano.

Tarantella in 6/8

Se siete alle prime armi è bene incominciare molto lentamente e senza impiegare lo “staccato”.

Fate attenzione a non confondere questo ritmo con la marcia perché esso può facilmente trarvi in inganno.

Le misure – infatti, come nella marcia –  sono in due tempi (due tempi in “misure semplici” per la marcia e due tempi in “misure composte” per la tarantella, cioè in 6/8) e la prima pennata ha un valore doppio della seconda, così come la terza rispetto alla quarta.

Non siate fiscali e troppo precisi nel colpire i bassi: quello che conta è dare la pennata ad una o più corde corrispondenti alla quarta, quinta e sesta.

Teniate conto che sull’accordo di Re maggiore l’ultima corda è fuori tono e quindi non deve essere colpita.

La velocità è intorno ai 130 bpm.

Scarica il file audio midi del ritmo della Tarantella

Ritmi folk - Tarantella 

Ritmi beat per chitarra: 3 “lenti beat” e uno “slow rock”

Si ricorda che i ritmi sotto riportati (ritmi beat per chitarra) sono stati semplificati e, quindi, da considerare solo come base di partenza.

Primo ritmo beat lento

Qui appresso sono rappresentati tre tipi di ritmo “beat lento”. A seconda delle canzoni da accompagnare si impiegano alternativamente gli uni o gli altri.

Tutti e tre possono essere modificati in altre svariate sequenze purché si rispettino gli accenti ritmici dei pezzi da suonare.

La velocità non viene riportata perché il ritmo beat comprende una vastissima zona del metronomo.

Scarica il file audio midi del primo ritmo beat lento

Primo ritmo beat lento

Secondo ritmo beat lento

Particolare attenzione necessita il passaggio della pennata fantasma perché cade su un accento strutturale della misura. A tal proposito vi è indicata una freccia in corrispondenza del terzo movimento di entrambe le misure.

Scarica il file audio midi del ritmo beat ° 2

Secondo ritmo beat lento

Terzo ritmo beat lento

Il presente ritmo assomiglia molto ad entrambi gli esercizi precedenti e non vi sono pennate fantasma.

Scarica il file audio midi del ritmo beat lento n° 3

Terzo ritmo beat lento

Slow rock

Vi sono diversi tipi di slow rock. Quello sotto raffigurato corrisponde al ritmo “terzinato”.

Ai primi approcci è bene eseguirlo lentamente e senza smorzature.

Per quanto riguarda le pennate, quelle indicate nella figura corrispondono soltanto ad una delle diverse sequenze che si possono adottare.

A seconda di casi e dei gusti il ritmo può essere eseguito con pennate leggermente smorzate. Tali smorzamenti possono riguardare tutta la misura oppure parti di essa, come ad esempio il secondo e quarto tempo sotto indicati.

Gli accordi (Do e Sol7), come si vede dalla tab, sono stati impiegati per comodità e, essendo del tipo “aperto”, non danno la possibilità alla mano sinistra di essere stoppati. In tal caso si cerchino accordi in barrè.

La velocità è intorno ai 60-72 bpm: si tenga conto che lo Slow rock si trova anche in 6/8, (in pratica eseguito come un terzinato in due tempi).

Scarica il file audio midi del ritmo: Slow rock senza smorzamentiSlow rock con terzine smorzate nel secondo e quarto tempocon tutte le terzine smorzate.

Slow rock

4 ritmi latini: Beguine, Rumba, Samba, Cha cha cha

Si ricorda che i ritmi sotto riportati (4 ritmi latini per chitarra): sono stati semplificati e, quindi, da considerare solo come base di partenza.

Il ritmo della Rumba

La rumba è una danza di origini cubane, dalla quale deriva quella africana (comprendente il “soukous” ed il “lingala” o “congo”). Quest’ultima, i cui termini sono “soukous” e “lingala”, si sviluppò in Kenya, Uganda e Tanzania.

La rumba africana ha avuto una storia assai complessa durante lo scorso secolo con susseguenti ed importanti innovazioni dal punto di vista puramente stilistico.

Trattasi, come già accennato, di una musica derivata parzialmente dalle rumbe caraibiche e cubane e, perciò, marcata dall’elemento ritmico che predomina su tutto.

Nacque come musica esclusivamente atta alla danza, da suonare in “live” e con improvvisazioni. Per tal motivo si presentava – fino a pochissimo tempo fa – in  forme difficilmente reperibili nel mercato musicale ed assolutamente introvabile in quello discografico: i brani erano assai strutturati e lunghi.

Generalmente la musica soukous comprende una parte denominata rumba, piuttosto lenta, alla quale segue la “sebene” il cui il ritmo si fa più veloce e quindi ballabile.

Suddivisione e velocità della Rumba

Oggi la rumba appartiene anche ai ritmi latini.

Per entrambi i ritmi (Rumba e Rumba flamenca)  non siate fiscali nel colpire i bassi con precisione (un basso, due, oppure tre), facendo però attenzione al Re maggiore che ha la sesta corda fuori tono.

La velocità della Rumba è intorno ai 120-128, mentre quella della Rumba flamenca è 180-192.

Scarica i file audio midi della Rumba

Rumba 

La Rumba flamenca

Particolare attenzione merita anche la rumba flamenca, ma essa è da eseguire preferibilmente con la mano destra libera da plettro.

Infatti in corrispondenza del primo e terzo tempo occorre che la mano batta un colpo sulla cassa della chitarra: il primo colpo è dato in prossimità del ponticello mentre l’altro, avendo due scopi ben precisi (quello di smorzare il suono e di colpire la cassa), viene dato sulla estrema sinistra della rosetta colpendo in pieno (contemporaneamente a palmo steso) corde e cassa armonica.

Quella qui presentata è una delle tante versioni della Rumba flamenca. Segue una variazione.

Scarica i file midi della Rumba flamencauna variazione della Rumba flamenca

Rumba flamenca

Rumba flamenca: variazione

Il ritmo della Beguine

La Beguine (e non “il Beguine”) è un ballo di coppia, che si balla più o meno come una rumba, nata nei Caraibi (Martinica e Guadalupa) nel 1930.

Secondo i “rhythm” di stile americano questo ballo viene, per l’appunto, classificato proprio come rumba.

Il termine “Beguine” deriva da Beke (per altri Begue), un creolo della Martinica dalla pelle bianca.

La beguine è più lenta della rumba ed è intorno ai 112 bpm.

Scarica i file audio midi della  BeguineVariazione Beguine

Beguine

una variazione del Beguine

Il ritmo del Samba

Il Samba, e non “la Samba” (che comunque non è errato chiamarla al femminile dato che ormai, indicarla tale, è diventato di uso comune), è una danza di origini brasiliane il cui termine – a quanto pare – deriva dal dialetto angolano nel descrivere l’atteggiamento assunto dalla pancia dei ballerini (“Semba” = panciata) durante il ballo.

Nella lingua portoghese il termine “samba” è sostantivo maschile ma in italiano è consolidata la versione al femminile, come d’altronde avviene per altri balli come la stessa Rumba, la Bossa Nova, ecc.

Il ritmo ha una velocità di 100-116 bpm.

Scarica il file audio midi del Samba

Samba 

Il Cha cha cha

Il “Cha cha cha” è una danza di origini latino-americane. Il ritmo, che in precedenza si chiamava “Cha cha” ed era un po’ diverso da quello odierno, nacque a Cuba intorno al primo decennio dello scorso secolo.

Più tardi subì delle integrazioni ritmiche derivate da altre musiche come la Rumba, il Mambo, il Danzón ed il Son (di questi due ultimi il primo è il ballo ufficiale cubano, il secondo rappresenta, oltre che Cuba, più espressamente Santiago).

Probabilmente il significato letterale del termine “Cha Cha Cha” riporta all’espressione onomatopeica del rumore dei piedi dei ballerini nel quarto tempo della battuta per terminare nel primo tempo di quella successiva, ove cade l’accento forte, cioè: cha cha cha.

L’ipotesi risulterebbe abbastanza verosimile se il ritmo non fosse nato con il semplice nome di “Cha cha” che lo avvicinerebbe al caratteristico sonaglio cubano usato, per l’appunto, in quelle danze.

Il ritmo ha una velocità di 128-144 bpm.

Scarica il file audio midi del Cha cha cha

Cha cha cha