Arte iranica antica

ARTE IRANICA ANTICA (periodo 4000-3000 a. C.)

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Nell’altopiano iranico, esattamente a sud ovest, ha origine a partire dal 4000 a.C., la civiltà elamita che ebbe il suo maggior sviluppo nella città di Susa.

Nel campo della ceramica, alle figure a motivo geometrico (quadrati, triangoli, rombi, croci, ellissi, cerchi concentrici, svastiche) si accostano elementi di genere vegetale. Questi ornano l’intera area esterna dei vasi, lavorati manualmente e con l’aiuto del tornio. Rare sono invece le figure animate, che pur nel loro caratteristico linguaggio, rivelano un marcato realismo.

La civiltà elamita e la ceramica di Susa

Per circa cinque secoli, tra il 3500 ed il 3000 a.C., i governati dell’Elam si scontrano ripetutamente con Sumer ed Akkad. L’influsso culturale della Mesopotamia si percepisce nell’immagine della dea Innin, con le stesse caratteristiche della Ishtar babilonese.

La rinascita elamita: Napir-Asu e Choga e Zanbil

Resti della Ziqqurat elamita di Choga Zanbil in Iran, struttura piramidale a gradoni in mattoni.
La monumentale Ziqqurat di Choga Zanbil (XIII secolo a.C.), il più grande complesso della civiltà elamita (foto da Wikimedia Commons)
Statua Napir-Asu, Susa, del XIV secolo a.C.
Statua della regina Napir-Asu, Susa, XIV secolo a.C. (Foto da Wikimedia Commons)

Un periodo tutto nuovo di autonomia artistica e culturale si accompagna alla resurrezione dello stato elamita tra il 1300 ed il 1200 a.C. La delicatezza e l’eleganza della monumentale statua in bronzo di Napir-Asu, coniuge del re di Susa Untash-Khuban, la Ziqqurat di Choga Zanbil, le opere in rilievo di Kurangun preannuncianti la celebrazione di una processione a carattere religioso che si dirige verso la divinità, le rappresentazioni degli edifici achemenidi, sono probabilmente tra le più importanti testimonianze che ci arrivano dalla cultura orientale.

L’Impero Persiano e la dinastia achemenide

La grandissima espansione, in vasti territori, delle popolazioni di lingua iranica (Medi e Persiani) intorno al 1000 a.C., cambia radicalmente la configurazione politica di tutta la regione.

Il fuggevole regno dei Medi, con governo centrale nella capitale di Ectabana (fondata nel 722 a.C.), viene prontamente rimpiazzato dal dominio persiano. Nel 539 a.C., Ciro, dopo aver abbattuto il re dei Medi Astiage, di cui era suddito, getta le fondamenta del futuro e vastissimo impero, i cui confini si estenderanno dal Nilo all’Indo.

La cultura artistica persiana fa parte della grande tradizione mesopotamica, dalla quale riceve in eredità le sue caratteristiche principali. Ciro, Dario, Serse e tutti gli altri sovrani della discendenza achemenide, danno idealmente il loro contributo artistico per raggiungere e superare la magnificenza di Nabucodonosor nel rendere più belle le loro principali città, Pasargade e Susa. Gli ingressi degli edifici sono protetti da grandi statue raffiguranti animali feroci come quelli della Mesopotamia. Gli artisti persiani, per la realizzazione delle loro opere, prendono spunto principalmente dall’arte assira, soprattutto per quelle in bassorilievo  a tema commemorativo.

Persepoli: il cuore monumentale dell’Iran antico

Rovine del complesso monumentale di Persepoli in Iran, con resti di colonne e portali della dinastia achemenide
Veduta monumentale delle rovine di Persepoli, l’antica capitale cerimoniale dell’Impero Achemenide (fondata nel 518 a.C.) Foto da Wikimedia Commons

Epicentro dell’impero è Persepoli, le cui fondamenta furono gettate da Dario I nel 518 a.C. Concepita come emblema significativo dell’impero universale, come punto nodale attraverso il quale si fondono cielo, mare e terra, Persepoli celebra in tutte le sue opere in rilievo e nella maestosa monumentalità dei suoi ambienti, la grandiosità e la potenza della dinastia.

La grande sala del trono, quella dei trattenimenti e quella delle riunioni mondane, tutte di sorprendente vastità, avevano altissime colonne scanalate, molte delle quali superiori ai venti metri di altezza, collocate in file parallele e perpendicolari. La configurazione assiale definisce il complesso strutturale dell’edificio, il cui cardine è costituito dall’apadana o sala delle udienze.

Arte nobile e raffinata per antonomasia, quella persiana è imperniata sulla sacralità del sovrano, re di tutti i re, e sulla sua grandiosa operosità. Il clima artistico e culturale di tranquillo splendore, che gli Achemenidi vogliono come marchio riconoscitivo del potere, si percepisce nella sontuosa architettura e nelle opere in rilievo che sprigionano un senso armonico e cadenzato, accompagnato da un intento religioso e rituale, molto differente dalle caratteristiche drammatiche del modello mesopotamico.

Bassorilievo persiano di Persepoli raffigurante l'udienza reale e il cerimoniale di corte
Rilievo del Tesoro di Persepoli: il sovrano riceve un dignitario nel rito della Proskynesis (foto da Wikimedia Commons)

Nel 331 a.C., Alessandro, stabilendo la fine dell’impero, dà inizio ad un nuovo capitolo della storia internazionale: Oriente ed Occidente per la prima volta sono riuniti sotto il dominio di un unico regnante, erede degli Eracliti, dei faraoni e del Gran Re.

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