Prima di immergerti nei dettagli dai uno sguardo a questo schema riassuntivo per orientarti subito e navigare meglio, oppure salta ed entra subito nel cuore dalla pagina.
Biografia di Caravaggio: La Formazione e l’Esordio Romano
La biografia di Caravaggio è un romanzo d’avventura che inizia tra le strade di Milano e le botteghe di Roma. Michelangelo Merisi, con il suo temperamento inquieto, ha rivoluzionato l’arte mondiale portando il “vero” sulla tela. Questo schema ti guiderà nei primi, decisivi anni della sua ascesa.
Le Tappe della Giovinezza e della Prima Maturità
Un riassunto schematico per seguire i passi del genio lombardo prima che il suo nome diventasse leggenda.
1. Gli Anni Milanesi e la Formazione
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L’apprendistato nella bottega di Simone Peterzano. Qui il giovane Merisi assimila il naturalismo lombardo e la cura per il dettaglio, radici fondamentali della sua futura biografia di Caravaggio.
2. L’Arrivo a Roma e la Miseria
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Il trasferimento nella Città Eterna intorno al 1592. I primi tempi sono durissimi: Caravaggio lavora per il Cavalier d’Arpino, dipingendo fiori e frutti, ma il suo talento scalpita per emergere.
3. La Svolta e i Primi Protettori
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L’incontro con il Cardinal del Monte cambia tutto. Caravaggio trova finalmente un mecenate che comprende la sua pittura rivoluzionaria, fatta di luci drammatiche e modelli presi dalla strada.
💡 Una curiosità per il navigatore: Sapevi che nella biografia di Caravaggio c’è un mistero proprio sulle sue origini? Per secoli si è creduto fosse nato nel paese di Caravaggio, ma un atto di battesimo ritrovato recentemente ha confermato che nacque a Milano, il 29 settembre 1571. Il nome del borgo bergamasco rimase però impresso per sempre nel suo pseudonimo, rendendolo immortale!
E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.
Biografia di Caravaggio (1571 – 1610)
Pagine correlate all’artista: Descrizione di alcune opere di Caravaggio – Elenco delle opere – Cenni biografici e critica – Il periodo artistico – Bibliografia.
La giovinezza e la formazione di Caravaggio (1571-1595)

Il primo periodo del Caravaggio
Michelangelo Merisi nacque a Milano il 29 settembre 1571 da Fermo Merisi e Lucia Aratori, entrambi nativi nella piccola cittadina di Caravaggio, in provincia di Bergamo, dove i due si erano conosciuti e quindi sposati.
Il giorno della nascita dell’artista è dubbio ma da un documento dell’archivio parrocchiale della basilica di Santo Stefano Maggiore, dove egli fu battezzato in data 30 settembre, si ricava che tale giorno può essere considerato abbastanza verosimile: “«Adi 30 fu bat[tezzato] Michel Angelo f[ilio] de D[omino] Fermo Merixio et d[omina] Lutia de Oratoribus. Compare Francesco Sessa» [Cfr. Sole24ore, inserto della domenica, 25 febbraio 2007].

Nel 1577 i Merisi si allontanarono da Milano per sfuggire alla peste, che in quel periodo imperversava in gran parte delle zone del milanese, e si trasferirono a Caravaggio pensando di allontanare le possibilità di contagio, ma qui morirono il padre e i nonni dell’artista.
Caravaggio prime esperienze nella bottega di Simone Peterzano
La vedova con a seguito i suoi quattro figli ritornò nel capoluogo lombardo nel 1584 e, poco dopo, il figlio Michelangelo, appena tredicenne venne accolto nella bottega del bergamasco Simone Peterzano [Papa, op. cit., p. 18], un pittore di scuola veneta (questi fu anche allievo di Tiziano) di stampo tardomanierista. Il contratto di apprendistato, firmato dalla madre e datato 6 aprile 1584, prevedeva un compenso di poco più di quaranta scudi d’oro.

Il giovane pittore fece apprendistato in quella bottega per circa quattro anni, dove apprese lo stile della pittura della scuola lombarda e veneta.
Nelle “Considerazioni sulla pittura” del 1621 di Giulio Mancini, uno dei suoi più importanti biografi, si narra della sua infanzia, mettendo in evidenza il suo forte carattere già in quei primi anni di vita artistica: «… Studiò in fanciullezza per quattro o cinque anni in Milano, con diligenza ancorché di quando in quando, facesse qualche stravaganza causata da quel calore e spirito così grande …».
Il trasferimento del Merisi a Roma
Poco si sa sul seguito dell’apprendistato del giovane Merisi, soprattutto negli anni successivi alla scadenza del contratto con Peterzano, fino al 1592, anno in cui si trasferì a Roma: di tale periodo, infatti, risulta alquanto difficoltoso il riconoscimento delle fonti che influenzarono il suo linguaggio pittorico.

Alcuni studiosi ipotizzano però che prima del soggiorno romano ci fosse stato un trasferimento da Milano a Venezia per avere contatti più diretti con le opere di grandi esponenti della pittura come Tiziano, Giorgione e Tintoretto. [Storia dell’Arte, op. cit., p. 5].
Il pensiero di Roberto Longhi su Caravaggio
Secondo il Longhi, che non vedeva di buon occhio la tesi del soggiorno veneto, ciò che contribuì molto allo sviluppo del futuro stile di Caravaggio fu la sua ricerca giovanile sulla pittura dei maestri lombardi, soprattutto quelli dell’ambito bresciano, tra i quali si possono citare Vincenzo Foppa (1427 circa – 1515 circa), Giovanni Gerolamo Savoldo (Brescia, 1480 circa – post 1548), Bergognone (1453 – 1523), Moretto (Brescia, 1498 circa – 1554) e il Romanino (Brescia, 1484 circa – 1566 circa), che lo stesso Longhi definiva con il termine “precaravaggeschi”.
Per il Longhi il linguaggio di questi pittori sarebbe stato il punto di riferimento di quelli che furono i capisaldi della futura arte caravaggesca. Proprio dallo studio di questi artisti, dei quali – sempre secondo il Longhi – il capostipite viene in identificato in Vincenzo Foppa, sarebbero iniziate le rivoluzionarie rappresentazioni luministiche e naturalistiche (queste ultime in netto contrasto con gli elementi aulici rinascimentali) dei soggetti dipinti: elementi di base della pittura di Caravaggio.
Come già sopra accennato, nel 1592 il Merisi si recò a Roma. Qui entrò in contatto con diversi artisti locali, primo tra i quali Lorenzo Carli, un pittore di origine siciliana la cui produzione era destinata soltanto alle fasce più modeste del mercato romano.
Più tardi ebbe un breve sodalizio con il pittore locale Antiveduto Gramatica (1570 – 1626) e, infine, conobbe Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino (1568 – 1640), che frequentò per diversi mesi fino al giorno in cui fu ricoverato per una malattia presso l’ospedale della Consolazione [Papa, op. cit., p. 44].
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