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I Macchiaioli: la tecnica, i protagonisti e le opere
Prima di scoprire la storia e i segreti della pittura “a macchia”, dai uno sguardo a questo schema riassuntivo per orientarti tra le basi di questo rivoluzionario movimento italiano.
Pilastro del Movimento Dettaglio Chiave Impatto Storico Luogo di Nascita Caffè Michelangelo, Firenze Il centro nevralgico del dibattito anti-accademico. Data d’Inizio 1856 Anticipa di quasi vent’anni la prima mostra impressionista (1874). La Tecnica Macchie di colore accostate La forma è creata dalla luce e dal colore, non dal disegno. Soggetti Realtà quotidiana e paesaggi Rifiuto della retorica storica per la verità del “vero”. Curiosità della pagina
Sapevi che il termine “Macchiaioli” nacque come un insulto? Fu usato per la prima volta in senso dispregiativo sulla Gazzetta del Popolo nel 1862, per dileggiare questi artisti che, secondo i critici tradizionalisti, non sapevano disegnare e “imbrattavano” le tele con semplici macchie. Ma, proprio come accadde per gli Impressionisti, i nostri pittori ne fecero un vessillo d’orgoglio, trasformando un dispetto nel nome di una delle scuole più importanti d’Europa.
E dopo questo sommario schematico, che è servito ad introdurti nel cuore della pagina, troverai qua sotto ogni dettaglio.
- MACCHIAIOLI, la tecnica e loro opere
Pagine correlate a Biografie e opere dei pittori Macchiaioli: I pittori Macchiaioli – Opere di Giovanni Fattori – Altro sui Macchiaioli – Il Realismo italiano.
Il movimento e il Caffè Michelangelo

Quello macchiaiolo, è uno dei movimenti più significativi nella storia dell’arte ottocentesca.
Nasce nel cuore di un’importante città d’arte come Firenze in un pubblico ritrovo, il cui nome diventerà famoso e sinonimo degli incontri dei macchiaioli: il Caffè Michelangelo.
Una vera e propria scuola
Il movimento in esame è uno dei pochi nel panorama ottocentesco – e l’unico degli ultimi decenni del secolo – che possa definirsi come una vera scuola, sia per i grandi risultati raggiunti, sia per la comunità di intenti che lo tiene unito. Nonostante le diverse culture e tradizioni dei componenti, provenienti da ogni parte d’Italia, il gruppo rimane ben saldo ed omogeneo sotto ogni punto di vista.
Il termine macchiaiolo compare per la prima volta nel 1862 sulla Gazzetta del Popolo.
Il caffè Michelangelo, già prima degli incontri che lo hanno reso famoso, era il ritrovo di giovani artisti che amavano scambiarsi le opinioni e le tecniche che divergevano dalle pitture accademiche e tradizionali, in un ambito concitato e disordinato, ma pieno di impulsi e stimoli carichi di creatività.
La tecnica ma non solo quella: il rimbalzo della luce

Come nell’Impressionismo francese, la pittura macchiaiola non si limita alla raffigurazione paesaggistica con la pura applicazione della nuova tecnica “a macchie di colore chiare e scure accostate”, ma necessita di una rappresentazione della natura vista “dal vero”.
Il 1856 è la data di nascita del movimento macchiaiolo, il quale dichiara che la forma dell’oggetto non è creata dal suo profilo, ma dal rimbalzo della luce che colpendo l’oggetto arriva ai nostri occhi sotto forma di colore.
La tecnica
Componendo perciò i colori sulla tavolozza, riportandoli a “macchie accostate” le une alle altre sulla tela, sarà poi l’occhio dell’osservatore a mescolarli nella propria retina e ad ottenerne gli effetti desiderati.
La tecnica macchiaiola sarà l’incubatrice di quella pittura che di lì a poco rivoluzionerà il mondo dell’arte: l’Impressionismo. Assai frequenti risultano infatti le visite a Parigi dei componenti del gruppo in esame che desta l’attenzione dei più grandi esponenti della pittura francese di quel periodo periodo.
Biografie e opere dei pittori Macchiaioli
Macchiaioli da Abbati a Boldini
GIUSEPPE ABBATI (1836-1886)

CRISTIANO BANTI (1824-1904)

GIOVANNI BARTOLENA (1866-1942)
GIOVANNI BOLDINI (1842-1931)
Da Borrani a Cecioni
ODOARDO BORRANI (1833-1905)

VINCENZO CABIANCA (1827-1902)

NICCOLO’ CANNICCI (1846 – 1906)

EUGENIO CECCONI (1842-1903)

ADRIANO CECIONI (1836-1886)

Da Costa a Fontanesi
NINO (GIOVANNI) COSTA (1826-1903)

VITO D’ANCONA (1825-1884)

SERAFINO DE TIVOLI (1826-1892)

GIOVANNI FATTORI (1825-1908)

ANTONIO FONTANESI (1818.1882)

Da Gioli a Sernesi
FRANCESCO GIOLI (1846-1922)

SILVESTRO LEGA (1826-1895)

ULVI LIEGI (LUIGI LEVI) (1868-1939)

MARIO PUCCINI (1868-1920)

RAFFAELLO SERNESI (1838-1866)

Da Signorini a Zandomeneghi
TELEMACO SIGNORINI (1835-1901)

ARMANDO SPADINI (1883-1925)

ANGIOLO (1858-1923), LUDOVICO (1866-1841) E ADOLFO TOMMASI (1851-1933)

FEDERICO ZANDOMENEGHI (1841-1917)

Federico nasce a Venezia nel giugno del 1841. Nel periodo della circoscrizione austriaca, fugge a Pavia dove si iscrive all’Università ma, venendo a sapere dell’imminente “Spedizione dei Mille”, vi sottoscrive la sua partecipazione. Dopo la spedizione è ricercato con la condanna di disertore, quindi si reca a Firenze dove rimarrà per un lungo periodo, salvo qualche tentativo di ritorno a Venezia in circostanze alquanto avventurose. Nel 1862 conosce il Boldini, iniziando così la sua esperienza macchiaiola che si protrarrà fino al 1874, quando intraprende un viaggio per Parigi. Da questo momento la pittura di Federico Zandomeneghi si fa sempre più vicina a quella degli Impressionisti francesi e, in modo particolare, a quella di Toulouse-Lautrec. Morirà nel 1917.
Curiosità della pagina: Sapevi che molti di questi artisti, che oggi vedi divisi ordinatamente in ordine alfabetico, all’epoca vivevano quasi in simbiosi? A Castiglioncello, ospitati dal mecenate Diego Martelli (che vedi ritratto da Zandomeneghi in fondo alla pagina), i Macchiaioli dipingevano fianco a fianco, scambiandosi tele e colori. È proprio lì che la “macchia” è diventata una vera scuola di vita, oltre che di pittura.
Frammenti di Arte
Gli Impressionisti, che verranno più tardi, hanno certamente avuto contatti con la pittura macchiaiola.
Il movimento macchiaiolo viene concepito durante le riunioni di alcuni artisti al Caffè Michelangelo.
I Macchiaioli appartengono ad una generazione di artisti inquieti ed allo stesso tempo aperti al confronto con tutto il resto del continente europeo.
Con un grande desiderio di cambiamento e di verità, contrastano ferocemente il linguaggio accademico, lo sterile formalismo romantico, gli stereotipi, il mito, la retorica dell’eroismo, il mito, le false celebrazioni. I macchiaioli sono invece alla ricerca della vita reale, della natura, dell’umiltà, degli spazi agresti e della schietta quotidianità.
Bibliografia
“Antologia dei Macchiaioli, la trasformazione sociale e artistica nella Toscana di metà 800”, PT. Panconi, Pisa, 1999.
“I Macchiaioli, dipinti inediti o poco conosciuti”, T. Panconi, Pisa, 1999.
“Il Nuovo dopo la Macchia, origini e affermazione del Naturalismo toscano”, T. Panconi, Pisa, 2009.
“Caffè Michelangiolo”, Piero Bargellini, Vallecchi editore, Firenze, 1944.

