Prefazione del libro di Mino Sembra che dal dopoguerra ad oggi siano trascorsi secoli, anziché anni, nel modo di vivere e di pensare. Ciò è dovuto al fatto che mai nella storia delle civiltà la tecnica, la scienza e le idee hanno corso così in fretta. E non siamo che all'alba di una nuova rivoluzione i cui obiettivi sono oggi difficilmente immaginabili, anche se su tutto il sistema grava il rapido deterioramento dell'ambiente. Noi di una certa età riusciamo con affanno a stare in groppa al destriere tecnologico che cavalca troppo velocemente in rapporto alla nostra elasticità mentale. E così tra una caduta e l'altra ci assale la nostalgia per un mondo che non esiste più, dove c'era spazio per i ritmi lenti ed i rapporti diretti tra persona e persona. Nell'altalena esistenziale dell'oggi, in cui non mi identifico pienamente, ma di cui non mi sento (e non voglio sentirmi) estraneo, nascono questi 10 componimenti. Devo dire che io stesso mi sono meravigliato come tante situazioni mi venissero fuori dallo scrigno della memoria con incredibile chiarezza e facilità, non appena posavo la penna e il foglio sul tavolo. Semmai la difficoltà maggiore è stata quella di mettere un freno all'eccessiva minuzia descrittiva e a qualche barocchismo sentimentale di troppo. In questa opera di limatura sono state preziose le osservazioni di mia moglie (che qualche volta d'impulso ho preso anche male!), che mi hanno fatto usare le affilate cesoie della razionalità. Come dicevo prima, in questo mondo di cavalli da corsa che vanno al galoppo sfrenato sulla levigata via del futuro, la strada già percorsa, quella del passato, sebbene non troppo lontano, diventa sempre più un punto impercettibile alle nostre spalle, per poi scomparire dal panorama visivo della memoria. Questo mio lavoro va quindi a recuperare quel mondo che non ritornerà più. Per le dinamiche sociali una volta in campo, inevitabilmente l'opera si tramuta in un tributo a tanti "eroi" di questo paese di mare che qui hanno tribolato o gioito, secondo le loro fortune, e che certamente non avrebbero meritato il limbo dell'oblio. Cosmo Milano (Mino di Maria di Claudio)
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