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I miei cieli nel paesaggio marino I miei dipinti hanno pressappoco tutti la stessa tematica con pochi elementi base che sono il mare, il cielo e le barche. Le mie vedute sono spesso panoramiche con particolari volutamente "non curati". Faccio leva soprattutto sul colore. Al termine di una seduta pittorica mi sento soddisfatto quando un colore ben concepito e articolato sulla tela riesce a conferire valenze di realtà a fronte di un disegno trasandato. Molto spesso provo ad enfatizzare l'incuria del tratto per vedere fino a che punto possa arrivare la forza del colore: ogni volta una sorpresa! Il mio occhio gradisce più l'armonia del cromatismo che l'eleganza del disegno. Come in tutti i campi, ognuno di noi talvolta cerca di uscire dalla propria routine, ed io mi ritrovo a colorare anche disegni molto lavorati con il risultato postumo di prendermi delle forti incazzature durante i periodi delle mostre. Provo forti scoraggiamenti quando i visitatori - pur in forte minoranza - fanno paragoni tra un quadro e l'altro preferendo nettamente quelli con disegno fotografico. La domanda di questi visitatori è quasi sempre la seguente: "Bello questo quadro! Costerà certamente di più degli altri!". Ed io con tanta rabbia in corpo rispondo: "Costa poco meno della metà della generalità delle mie opere". Il cielo, che è una costante nelle mie opere pittoriche mi dà piena libertà di composizione, colore e prospettiva. Mi piace moltissimo l'indefinito perché mette in moto nella nostra mente meccanismi fantastici.
Effetti di nebbia con colori forti e penetranti.
Un raro fuori-tema: Cosa c'entra una natura morta in una pagina paesaggistica?
Un'enfatizzazione un po' troppo marcata dei miei colori
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