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La sassata in testa Un giorno d'Estate, all'età di 12 anni mentre stavo pescando sulla mia piccolissima imbarcazione, la lenza che tenevo in mano si afferrò ad uno scoglio sul fondo marino. Dopo ripetute prove, visto che ormai non riuscivo più a recuperarla, mi gettai in acqua per andare direttamente a scocciare l'amo dallo scoglio. Il fondale era basso e avrei potuto riuscire nell'impresa. Ci riuscii, ma per fare il balzo dalla barchetta e gettarmi in mare, ci misi una tale forza che la capovolsi. Dalla costa, sapevo che un gruppetto di bambini mi stava osservando, quindi decisi di fargli uno scherzo. Appena ebbi scocciato l'amo dal sasso posato sul fondale, ritornai su ed invece di emergere sulla superficie del mare aperto emersi dentro la parte rovesciata della barca. Dentro di essa c'era aria a sufficienza per lungo tempo, così avrei potuto prendere in giro gli amichetti che mi stavano osservando dalla riva. Passarono alcuni minuti, forse cinque e, mentre stavo pensando che ormai lo scherzo avrebbe fatto il suo effetto, incominciai a sentire dei colpi netti provenienti dal cielo della barchetta rovesciata. Gli amici non c'erano cascati e stavano lanciando sassate sulla barca rovesciata! Fu in quel momento che decisi di riemergere all'aperto per farli smettere, ma appena fui fuori dall'acqua un grosso sasso mi arrivò sulla testa ferendomi. La sassata fu energica ed il dolore improvviso mi fece portare la mano nel punto della ferita. Vidi che il mio braccio si stava repentinamente colorando di rosso. Ebbi paura; pigiai forte la mano sulla ferita e nuotai con un solo braccio verso la riva lasciando la barchetta abbandonata a se stessa. Gli amici, essendosi accorti della situazione, smisero subito di tirarmi i sassi, si gettarono in mare e vennero a soccorrermi. Uno di essi andò a prendere la barchetta. Mi portarono al Pronto Soccorso e me la cavai con cinque punti. Piero il cinghiale che mi aveva ferito si scusò con me e tutto finì felicemente. |
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