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Findi , all'età di 5 anni se la fece addosso a scuola Avevo appena cinque anni e mia madre, visto che ero un bambino molto sveglio ed intraprendente, ebbe l'idea di mandarmi a scuola con un anno di anticipo. A quei tempi era possibile anticipare di un anno la scuola elementare anche parlando soltanto con i maestri, quindi mi presentai nella sede accompagnato dalla mamma nel primo giorno di scuola. Scegliemmo il maestro Tosi che era anche amico di mio padre. Il primo giorno di scuola fu anche l'ultimo, perché il maestro Tosi non mi volle più in classe: Ero troppo disubbidiente, correvo, gridavo, mi sporgevo dalle finestre, mi infilavo sotto la cattedra e distraevo tutta la classe. Mia madre che era ormai decisa a farmi continuare, parlò con la maestra Bernagozzi che appena mi vide mi prese in braccio chiamandomi "passerotto della maestra". Mi volle molto bene e riuscii a terminare l'anno scolastico. Quando la facevo arrabbiare, alzava la mano come per darmi un gran ceffone e, quando quel ceffone arrivava sulla mia faccia perdeva tutta la sua intensità e diventava una dolcissima carezza. Mi voleva molto bene! Un giorno però le lasciai un ricordino che, se è ancora in vita certamente lo ricorderà! Prima però devo descrivere gli avvenimenti dei giorni precedenti. Era da qualche giorno che non riuscivo ad andare di corpo ed una sera mia madre mi dette la "dolce euchessina", un purgante leggero che avrebbe dovuto aiutarmi a svuotare l'intestino. Anche la mattina del giorno dopo mi alzai senza andare al gabinetto. La sera stessa, prima di andare a letto mia madre mi fece prendere l'olio di ricino. Era la prima volta che lo prendevo e, al solo pensiero ne ricordo in pieno lo sgradevole sapore. Niente neanche la mattina dopo! Quindi mi accompagnò come al solito a scuola. Non era passata ancora la prima ora di lezione che mi venne un dolore di pancia indescrivibile! Avvertii subito la maestra che allarmata andò a chiamare immediatamente la bidella per farmi portare al gabinetto. Non la trovò perché quel giorno si sentiva male, quindi ritornò in classe con l'intento di risolvere lei il mio problema. Troppo tardi! Ormai me l'ero fatta addosso. L'avevo fatta mentre la maestra stava cercando disperatamente la bidella. In quel frattempo, nella classe successero delle cose per me assai sgradevoli. Me la sentivo ormai nelle mutandine e nei pantaloni. Stavo fermo nel banco ed avevo paura che i miei compagni di classe se ne accorgessero. La puzza però incominciò ad inondare tutta la stanza arrivando addirittura alle ultime file di banchi. Mario si alzò dal suo e dirigendosi verso di me mi chiamò "cacasotto!" e poi rivolto verso gli altri disse a voce alta "Busonero si è cagato sotto!" Fu per me una cosa molto umiliante! I miei compagni incominciarono a girarmi attorno ed a farmi dei versacci che ricordo ancora chiaramente a distanza di 54 anni. Chi si turava il naso, chi mi ripeteva frasi orrende, chi mi tirava fogli di carta accartocciata. Entrò la maestra ed ebbi paura! "Cosa mi farà adesso!" pensai. Essa vide la scena degli schiamazzi ed incominciò a gridare arrabbiatissima verso tutta la classe, poi si diresse velocemente verso di me e, quando mi raggiunse mi prese in collo comprimendomi l'abbondante cacca che i calzoni non riuscivano più a contenere. Le sporcai il vestito con una abbondante dose, tanta che le colava fino a sporcarle le scarpe. La classe ormai aveva preso il sopravvento e continuava a schiamazzare incontrollata. La maestra mi stringeva sempre più a se accarezzandomi il viso senza rendersi conto che aveva le mani piene di cacca. Quando si accorse che mi aveva sporcato dette un'esclamazione di dispiacere che fece ulteriormente ridere la classe. Alla fine riuscì a portarmi al bagno e a ripulirmi da tutta l'abbondanza che avevo creato. Doveva avvisare mia madre per farmi portare via ma non c'era la bidella. Si prese la responsabilità di mandare un alunno a chiamare mia madre che, fortunatamente, non era ancora uscita di casa per fare la spesa. Venne immediatamente mi portò in casa ed arrivati mi disse: - Stai tranquillo che esco e ritorno in cinque minuti!- Andò in camera, aprì l'armadio, prese il vestito migliore che aveva, un paio di calze e un paio di scarpe, mise il tutto dentro una borsa e si diresse verso la scuola dalla maestra Bernagozzi della quale avrò per sempre un caro ricordo.
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