Gli scritti di Stefano Busonero

Storielle stravaganti di un eccentrico santostefanese

ISBN: 9788867515912 e 9788867518555 (reperibile nelle librerie online)

Le quarantanove storielle, quasi tutte autobiografiche, nascono dal profondo desiderio dell’autore di esternare le più singolari emozioni succedutesi nei vari momenti della sua vita, comprese quelle relative al periodo dell’infanzia:

  • Non aveva ancora compiuto il quarto anno di età quando si ferì la mano con un grosso coltello da cucina, a cui seguì una brutta infezione (Lo straccetto nero).

  • A distanza di poco tempo, in seguito ad uno scherzo di cattivo gusto della sorella, conobbe il terrore di chi viene rapito dagli zingari per essere usato come mendicante (La piccola lavagna).

  • Non aveva ancora raggiunto i cinque anni quando, intromettendosi in una gara tra fanciulle, organizzata dalla scuola, di nascosto sostituì le foto in concorso con quelle pornografiche … attendendo, al momento del vaglio, le espressioni stupefatte del direttore e della maestra (Il mondo bello).
  • A sette anni rimase per diverse ore prigioniero in un tombino, al buio, entro uno spazio pari a poco più di un metro cubo (Il tombino).
  • All’età di dodici anni aveva trovato un sistema infallibile per fregare le palline ai compagni di gioco (Le scarpe prodigiose).
  • Sempre a dodici anni burlò gli abitanti di più vicoli ed una squadra di pronto soccorso (Il ferro da calza)
  • Ecc. … … …
  • Infine … spiega al lettore come sia riuscito ad esporre le sue opere pittoriche in due importanti musei (Le mie opere agli Uffizi ed a Palazzo Pitti).

Fatelo leggere anche ai vostri bambini: è un libro genuino ed innocente!

Storielle stravaganti di un eccentrico santostefanese

Un libro pieno di emozioni e di curiosità, da leggere tutto in una volta senza mai alzare gli occhi dalle pagine e … … … da sfogliare anche durante il pasto.

Un libro il cui contenuto scorre fluido anche per chi lo legge senza seguire un preciso ordine di sequenza … … … però … …

A chi può interessare un cappello che galleggiava?

  • Lo slittino fatto con una tavola di botte?

  • Oppure lo straccetto nero per coprire una ferita?

  • O una piccola lavagna rubata ad un bambino?

  • O il gioco del “Mondo bello” di fanciulle?

  • O le scarpe vecchie gettate nella spazzatura?

  • O il ferro da calza infilato in una gamba?

  • O uno scherzo da prete?

  • O il graffio ad una macchina sportiva?

  • O le opere di un perfetto sconosciuto che dice di esporre agli Uffizi e a Palazzo Pitti?

Altro libro: Dipingere al di là della tecnica, col cuore e l’emozione


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *