Consigli nell’acquisto di una chitarra elettrica

La chitarra, l’amplificatore il distorsore e i cavi

La chitarra elettrica
La chitarra elettrica

Se avete deciso di acquistare una chitarra elettrica innanzitutto dovrete pensare di procurare, insieme ad essa, anche l’amplificatore per poterla sentire. La chitarra elettrica è praticamente muta!

Infatti il nostro orecchio deve fare sforzi enormi per riuscire a distinguerne note ed accordi. Per cui, il pensare di comprarla rimandando a più tardi l’acquisto dell’amplificatore non ha senso.

Non solo: quando uno preferisce una chitarra elettrica a quella classica, quasi certamente, è attratto dalle moltitudini delle graffianti rock-sonority. Quindi non vede l’ora di poter fare assoli, riff, power chords …

Per tal motivo, dovrà acquistare non solo l’amplificatore ma assicurarsi che sia munito della scheda di distorsione.

Quindi, nell’acquisto della chitarra elettrica, ricordiamoci di aggiungere quelle 100-150 euro per un amplificatore casalingo (esistono anche a meno di 100 euro ma la cosa è sconsigliabile) con distorsore. Occorrono almeno due buoi cavi con i quali collegare la chitarra.

Perché due cavi e non uno? Molto spesso ci si accorge è proprio il cavo a tradirci nei momenti meno opportuni. Generalmente si tratta di interruzioni sulle saldature dei jack o addirittura dei corti circuiti dentro gli stessi.

Anche il novello chitarrista deve, perciò, imparare a smontarli e metterci mano. Spesso, anche con il “fai da te” si riesce a risolvere le più svariate problematiche relative ai cavi.

Sulla fascia di prezzo descritta, si trovano moltissimi amplificatori intorno 10-20 watt di potenza. Sono più che sufficienti per un uso casalingo e non solo perché, se alzati di volume, potrebbero creare il panico in tutto il vicinato.

Inoltre, studiando in un locale abbastanza isolato lo stesso amplificatore da 100 euro riesce a non farsi coprire dalla rumorosa batteria del compagno di suono.

Una chitarra elettrica per il ritmo o per gli assoli?

Acquistare una chitarra elettrica:

La chitarra acustica
La chitarra acustica

Sfatiamo la comune diceria che esistano chitarre elettriche costruite appositamente per la ritmica ed altre per eseguire melodie, o quegli articolatissimi assoli che spesso sentiamo da navigati chitarristi.

Ebbene! In commercio si possono trovare solo ottime, buone, andanti o pessime chitarre. Molto spesso però il novello chitarrista viene ingannato dalle accattivanti forme e dalla coloristica senza badare invece alla qualità.

Aggiungerei anche che, sia le ottime che le pessime chitarre, possono a loro volta essere catalogate in due sole categorie: quelle accattivanti quelle da scartare alla sola vista.

Per quanto detto sopra bisogna fare molta attenzione perché un incrocio fra forma accattivante e scarsa qualità potrebbe compromettere la buona riuscita dell’acquisto. L’inverso potrebbe allontanarci, invece,da un ottimo acquisto.

Una classica chitarra elettrica

Talvolta non si riesce proprio a capire quale sia stata la scintilla che ci abbia portato a preferire la chitarra elettrica su tutte le altre: forse l’heavy metal!

In tal caso potremo essere invogliati ad acquistare una chitarra elettrica dalle spiccate forme esotiche, quelle che spesso vediamo in televisione, al collo di grandi chitarristi metal e trash, con spigoli che spesso impediscono una corretta posizione dello stesso strumento.

Allontaniamo dalla mente questi modelli, senza neanche pensare che spesso possono avere prezzi astronomici. Vanno bene per band di grido per esibirsi in modo stravagante, su palcoscenici pieni di fumi, bizzarre illuminazioni ricche di cromatismo e con alle spalle potentissimi amplificatori.

L’avere al collo una chitarra di quelle fatte però non è soltanto scomodo per suonarle in piedi ma soprattutto ingombrante per usarla da seduti. Infatti è da seduti che il musicista di chitarra elettrica passa la maggior parte del tempo con gli esercizi e lezioni.

Altre chitarre hanno, invece, dimensioni spropositate con custodie che sono veri e propri scatoloni. Cercarne di più maneggevoli non è certamente è una grande impresa! Meglio la semplicità!

Non entrare da solo nel negozio

Come già raccomandato per l’acquisto della chitarra classica, anche nell’acquistare una chitarra elettrica occorre l’aiuto di un nostro amico esperto.

Ci sono aspetti tecnici da prendere in seria considerazione (ad esempio la regolarità e curvatura del manico, la risonanza del complesso dei componenti, la presenza di note schiacciate su alcuni tasti …) che un principiante al suo primo acquisto non può assolutamente cogliere.

Anzi, potrebbe succedere l’inverso e cioè che l’ottimo strumento in sua analisi rispecchi fedelmente la sua imperizia e risponda con suoni incerti, o addirittura sgradevoli.

Entrare in un negozio con un amico chitarrista veramente capace e competente in materia è cosa da cui non prescindere. Magari scegliamo lo stesso nostro insegnante di musica ricompensandogli lo scomodo con il costo di una o due  lezioni.

Il maestro ci aiuterà a capire se le chitarre da noi scelte siano, o no, di ottima costituzione indirizzandoci sulle varie fasce di qualità, lasciando solo a noi soltanto la responsabilità della scelta.

È bene non farsi condizionare da chi non è del ramo

Quando si è decisi ad acquistare una chitarra elettrica, mai farsi consigliare da parenti, amici e conoscenti che non masticano la musica. Tuttavia molto spesso i negozianti, o componenti di band musicali a noi vicini, ci propongono chitarre che gli stanno sullo stomaco facendocele vedere come imperdibili occasioni.

Valutiamo bene questi tipi di offerte che generalmente non coincidono affatto con i nostri gusti e, spesso, neanche come affini al genere di musica che più amiamo. Talvolta può andare bene ma generalmente si potrebbe andare incontro ad un clamoroso fiasco.

Avere tra le mani una chitarra uguale a quella dei nostri beniamini, proprio quella che sentiamo suonare nei CD, e che più amiamo, è uno dei modi più potenti per trovare motivazione nello studio, teorico e pratico, della chitarra.

Naturalmente, come già detto sopra, occorre prima far valutare la nostra scelta da chi ne sa più di noi.

Entrare nel negozio ben preparati

Chi legge questa pagina non è certamente un esperto di chitarra ma, anche se conosce soltanto qualche accordo, deve entrare nel negozio di articoli musicali con qualche giro armonico, o arpeggio (ad esempio quella della Casa del sole) già ben preparati.

Nell’acquistare una chitarra elettrica è bene mettersi in condizione di saper suonare in modo ottimale il pezzo assimilato, così da percepire chiaramente le minime differenze tra i vari strumenti che ci vengono proposti e che ci passano sotto mano.

Osservare attentamente quella da cui esce un suono migliore, la cui tastiera viene percorsa con meno fatica, quella che più agevole nell’essere maneggiata sotto tutti i punti di vista.

Scegliere una chitarra elettrica che bene si sposi con la nostra struttura

Chi ha un fisico esile e delicato ha bisogno di una chitarra assai leggera e poco ingombrante, a differenza di chi ha una struttura corpulenta che può permettersi anche chitarre di dimensioni maggiori.

Con la chitarra scelta fra le tante qualcuno un giorno potrà forse formarci una band, a cui seguiranno esibizioni e le immancabili foto e video.

È quindi molto importante acquistare una chitarra che ben si configuri con il nostro fisico e che ci faccia apparire più fichi con lei quando – in posa, aspettando lo scatto – ce la portiamo e stringiamo al petto.

Attenzione ai pick-up

chitarra elettrica
Chitarra elettrica con tre serie di pick-up singoli

Il fievole suono delle corde in oscillazione delle chitarre elettriche viene catturato dai pick-up incastonati nel legno e situati in corrispondenza di ognuna di esse.

Spesso i pick-up sono singoli ed ognuno amplifica la propria corda.

Si possono trovare anche chitarre con un solo pick-up a una bobina (single coil) o a due bobine (humbucker) che le amplificano tutte.

Queste tre grandi categorie comprendono una vastissima varietà di modelli e, quindi, possiamo trovare chitarre elettriche che talvolta ci fanno meravigliare per la loro articolatissima configurazione amplificativa.

Prendiamo per adesso in considerazione il pick-up essenziale, cioè quello posizionato presso il ponte, nella zona dell’attaccatura delle corde. È proprio questo che, almeno nello sconfinato ambito dei rockettari, caratterizza il suono dello strumento.

Insieme a questi si possono trovare altri pick-up che servono a dare una maggior spinta sonora e gestire i vari tipi di distorsione allo scopo di rendere il suono più accattivante.

Senza di essi il compito distorsivo andrebbe a pesare sui pick-up essenziali i quali potrebbero, ad alto volume, creare fastidiosi fischi e pessimi feedback.

Per tal motivo, nell’acquistare una chitarra elettrica, a meno che non si abbia già chiaro il suo funzionamento, dobbiamo tenere presente che lo stesso strumento con tali accessori al ponte (humbucker) offre una vastissima risorsa sonora.


Che chitarra scegliere e che chitarra studiare

Esistono vari tipi di chitarra

Che chitarra scegliere e studiare: spesso si fa molta confusione nel classificare una chitarra. Vi sono principalmente tre tipi di chitarra: la chitarra classica, quella acustica e quella elettrica. Oltre a queste si trovano in commercio una miriade di sotto categorie.

La chitarra classica

La chitarra classica
La chitarra classica

Il presente corso di chitarra tratta soprattutto quella del tipo classico, che si differenzia dalle altre due, soprattutto, per la presenza di corde in nailon e per la larghezza del manico.

In più la “classica” forma della sua cassa armonica varia pochissimo da costruttore a costruttore ed è riconoscibile a colpo d’occhio. La tastiera è formata da diciannove tasti, che contengono la stessa configurazione di note degli altri tipi di chitarra. In essa non sono presenti i puntini di riferimento.

Le corde della chitarra classica vengono suonate (pizzicate) con le dita della mano destra.

Chitarra acustica

La chitarra acustica
La chitarra acustica

La chitarra acustica ha le corde fatte con materiale metallico, il manico un po’ più stretto ed una tastiera non sempre con gli stessi numeri di tasti, ma mai inferiori a quelli della chitarra classica. Quest’ultima ha i puntini di riferimento sul terzo, quinto, nono, dodicesimo, quindicesimo e diciassettesimo tasto. Alcune, molto raramente, hanno un puntino sul decimo anziché sul nono.

A differenza della chitarra classica questo tipo varia moltissimo da costruttore a costruttore.

Le corde della chitarra acustica vengono generalmente suonate con il plettro ma possono essere pizzicate anche con le dita.

Chitarra elettrica

La chitarra elettrica
La chitarra elettrica

La chitarra elettrica ha le corde fatte con materiale metallico, il manico molto lungo ed assai più stretto e una tastiera con un numero di tasti di gran lunga superiori alle altre due (generalmente intorno ai 24). Quest’ultima ha i puntini di riferimento disposti come su quella acustica ma spesso variano nella forma e nel disegno.

Come la chitarra acustica questo tipo di strumento varia moltissimo da costruttore a costruttore.

Le corde della chitarra elettrica vengono suonate con il plettro. È raro vedere un chitarrista che le pizzichi con le dita.

Come principiante che chitarra scegliere per iniziare?

Può capitare a chiunque possedere già una chitarra al momento di decidere se intraprendere lo studio dell’una o delle altre.

Nel suonare una chitarra classica o una chitarra acustica, che all’apparenza sembra essere la stessa cosa, c’è invece un abisso di differenze, soprattutto per quanto riguarda la mano destra.

Un ottimo chitarrista che è abituato a suonare con il plettro non è capace (questa è la verità) a pizzicare le corde e viceversa. Naturalmente esistono persone che riescono a fare con disinvoltura l’uno e l’altro, ma sono veramente poche.

La chitarra acustica si avvicina sia a quella classica che quella elettrica, mentre quest’ultima è assai lontana da quella classica.

Comunque la scelta dello studio, almeno nei primissimi approcci, non comporta problemi e sbagli di indirizzi, perché è praticamente lo stesso. Infatti le posizioni delle note, l’accordatura delle corde, le diteggiature degli accordi e le tecniche principali (almeno quelle riferite alla mano sinistra) sono le medesime. Ciò che cambia sono le impostazioni di contatto diretto con lo strumento e le sonorità.

Ad iniziare con lo studio della chitarra classica non si sbaglia

Cosa ottima sarebbe – a prescindere da tutto, quando sorgono dubbi sull’avvio dello studio – partire con la chitarra classica perché con essa si ottengono delle basi più che solide.

Però non è detto che se ad una persona piace imparare la chitarra elettrica, o acustica, debba per forza intraprendere lo studio di quella classica!

Pagina successiva: la chitarra e la sua struttura


I giri armonici per la chitarra e il giro armonico più conosciuto

Introduzione ai giri armonici

Una ripetuta successione di accordi

Giri armonici per la chitarra: innanzitutto incominciamo col dire che i giri armonici non sono altro che particolari successioni di accordi che bene si armonizzano con la melodia. La sequenza è generalmente fatta da quattro accordi, che possono arrivare anche ad otto.

Tali ordinate sequenze creano, per l’appunto, un giro coerente di accordi sul quale si può costruire una melodia, talvolta anche improvvisata. Le frasi che compongono la melodia spesso vengono sviluppate seguendo precise formule di cadenza.

Nella musica leggera (quella che ascoltiamo tutti i giorni, tanto per intenderci) i giri armonici sono abbastanza abbordabili, anche dai principianti. Una volta impostati, diventano la base di tutto il brano (compresi, naturalmente, strofe e ritornelli).

Giri armonici semplici e altri più complessi

Nella musica classica, nel jazz e in altri generi più o meno complessi, i giri armonici sono sempre ben elaborati e di non facile identificazione. Questo perché, per natura, la loro tendenza è sempre soggetta a più modulazioni e particolari passaggi armonici. Il che stimola i compositori alla creazione di un più articolato dialogo con la melodia. Infatti gli spartiti di musica classica non si presentano con la semplice linea melodica, con sotto le sigle rappresentanti gli accordi, perché devono raffigurare l’unico modo di esecuzione, quello cioè voluto dal compositore.

Nella musica leggera, invece, possiamo spesso accontentarci di conoscere il giro di accordi della canzone per poterla cantare in tantissimi modi, integrandoci ritmi e stili a nostro piacimento. Una canzone dei Rolling Stones, ad esempio, suonata da un duetto di chitarre con un ritmo estraneo a quello originale si riconosce benissimo sin dalle prime note.

Tutto il discorso fatto sopra, riguardo i giri armonici per la chitarra, sta ad indicare che esistono giri armonici semplici, quelli un po’ meno semplici, e altri veramente complessi. Tutti però ricavati armonizzando una scala di riferimento.

È il momento, quindi, di passare alla raffigurazione del giro armonico più facile e più impiegato nella musica. A noi infatti serve, tanto per incominciare, quello più comune per cui partiremo proprio dalla tonalità di base in DO maggiore.

Prima di passare al giro armonico è bene fare qualche schematico accenno all’armonizzazione della scala maggiore. Solo qualche accenno perché per un migliore approfondimento sull’armonizzazione delle scale si consiglia di visitare le pagine dentro le parentesi (Armonizzazione a tre voci delle scale maggiori – Armonizzare a quattro voci le scale maggiori – Armonizzazione delle scale minori – Armonizzare le scale minori melodiche).

Tabella di armonizzazione della scala di DO maggiore

Tabella di armonizzazione della scala di DO maggiore
Sopra: Tabella di armonizzazione della scala di DO maggiore

Nella tabella verde sopra riportata (riferita alla scala di DO maggiore) sono evidenziate con il colore arancio le Triadi (disposte dall’alto verso il basso) per l’armonizzazione della scala naturale (DO Maggiore). Nelle sette righe in orizzontale sono riportati i modi (da non confondere con le scale vere e proprie). In verde acceso invece sono state evidenziate le Settime (argomento ampiamente spiegato seguendo i link sopra indicati).

Sapendo che un giro armonico maggiore (si veda tabella sopra riportata) è formato dal 1°, 6°, 2° e 5° grado, sappiamo adesso quali accordi suonare per formare il giro di DO, ovvero:

  • 1° Grado = DO
  • 6° Grado = LA m
  • 2° Grado = RE m
  • 5° Grado = SOL

Di conseguenza, sempre tenendo la tabella sottomano,  se ci serve sapere come ottenere il giro armonico di RE Maggiore, ad esempio, basta riferirsi alla scala completa. Avremo perciò:

  • 1° Grado = RE
  • 6° Grado = SI m
  • 2° Grado = MI m
  • 5° Grado = LA

Il giro armonico di Do maggiore sulla chitarra

Accordo di DO maggiore
Primo accordo: DO maggiore
Accordo di LA minore
Secondo accordo: LA minore
Accordo di RE minore
Terzo accordo: RE minore
SOL maggiore
Quarto accordo: SOL maggiore

Riguardo l’ultimo accordo (in questo caso il SOL maggiore), questo può essere benissimo sostituito dalla settima di dominante. Se ne consiglia l’uso soprattutto quando ci si esercita in tutte le tonalità, in modo da prendere confidenza anche con le settime.

A questo punto il gioco è fatto! Basta conoscere la sequenza sopra riportata per trovare le altre undici tonalità. Ad esempio se scegliamo la tonalità di SOL maggiore avremo: SOL maggiore, MI minore, LA minore, RE maggiore.

I giri sono l’ideale per prendere confidenza con gli accodi e cambi di posizione

I “giri armonici” sono l’ideale per imparare gli accordi senza annoiarsi troppo. In tal modo il principiante impara non solo le posizioni statiche ma anche la dinamica con i cambi che, via via, si fanno sempre più disinvolti.

Fare riferimento a quelli più importanti suonano i 4 accordi del giro armonico in più tonalità, chiudendo il giro con la ripetizione della Tonica (il primo accordo) per terminare il giro. Naturalmente, se il giro viene ripetuto più volte, come giusto che sia, il quinto accordo sparisce per fare la sua apparizione soltanto quando si porterà a compimento l’intera sequenza.

Ricercare giri armonici in altre tonalità

Non accontentatevi di eseguirli soltanto in tonalità di DO e di SOL ma costruitevi altre tabelle (tipo quella sopra riportata) per ogni scala, ricavando i nuovi accordi e le nuove sequenze.

Se invece già conoscete le posizioni degli accordi potrete fare a meno di formare le varie tabelle e trasportare i giri nelle varie tonalità, oppure ricopiarli come sotto riportati.

DO – LAm – REm – SOL (o SOL7)

Avanti per quinte ascendenti (con diesis)

  • SOL – MIm – LAm – RE
  • RE – SIm – MIm – LA
  • LA – FA#m – SIm – MI
  • MI – DO#m – FA#m – SI
  • SI – SOL#m – DO#m – FA#
  • FA# – RE#m – SOL#m – DO#
  • DO# – LA#m – RE#m – SOL#

Avanti per quinte discendenti, o per quarte ascendenti (con bemolli)

  • FA – REm – SOLm – DO
  • SIb – SOLm – DOm – FA
  • MIb – DOm – FAm – SIb
  • LAb – FAm – SIbm – MIb
  • REb – SIbm – MIbm – LAb
  • SOLb – MIbm – LAbm – REb
  • DOb – LAbm – REbm – SOLb
Qualcosa non torna?

Dodici o quindici tonalità? Riflettendo sulle sequenze sopra riportate appare evidente una perplessità: le tonalità rappresentate sono quindici (giro di DO e 7 + 7 = 15). Risulta invece abbastanza evidente che le tonalità esistenti sono dodici e non quindici.

Ma se analizziamo e confrontiamo attentamente i due elenchi ci accorgiamo che il giro armonico in REb è lo stesso di quello in DO#, mentre il giro in SOLb è identico a quello in FA#. Stessa cosa raffrontando il DOb con il SI.

Si consiglia di visitare anche la pagina delle scale somiglianti.


Testo e audio di Sognandola di Stefano Busonero

Sognandola di Stefano Busonero: Sognandola è una canzone, inedita ma protetta, scritta dal sottoscritto Stefano Busonero nel 2017.

Di questa demo sono reali la melodia ed il cantante mentre l’accompagnamento è stato realizzato al PC. Quindi ciò che si propone di questo brano musicale è la melodia ed il testo. Il cantante, se piace, può essere contattato tramite questo sito web.

contatto telefonico dell'autore
Contatto telefonico dell’autore S. Busonero

Contatto telefonico:

Cliccare sulla barra qui sotto per ascoltarla

“Sognandola”, cantata da una delle migliori voci dell’Argentario: Vincenzo Bausani, meglio conosciuto come Cappuccella.

Sotto: la voce di Vincenzo Bausani, meglio conosciuto come CAPPUCCELLA

Il testo del brano

Visualizza e/o scarica il testo in pdf di sognandola

Sognandola (di Stefano Busonero)

Introduzione: Strumenti

Strofa

Questa canzone mia

è triste e piange ancora

lei se n’è andata via

e questo mi addolora.

Brutto allontanamento

senza un abbraccio vero

neanche un saluto spento

neanche un “ritornerò”.

Ritornello (Coretto)

Questo è l’amore che viene e che va

gioie e tormenti ti riserverà

ma questa volta tu devi sperar

accanto a te sarà.

Strofa

Da quando lei è partita

l’umore mio si è infranto

la mente mia è smarrita

la voce sa di pianto.

Ma sento dentro il cuore

salire un sentimento

la forza mia interiore

che fa cambiare vento.

Ritornello (Coretto)

Questo è l’amore che viene e che va

gioie e tormenti ti riserverà

ma questa volta tu devi sperar

accanto a te sarà.

Special (da ripetere in seconda persona: tuo anziché suo, tu anziché lei)

Sento il calore del corpo suo

sento profondo il suo respirar

lei sta dormendo nel letto mio

mi sto chiedendo “ma che sarà”

Entra una gioia improvvisa in me

stavo sognando pensando a te

sento la vita che torna da me

sempre con te

e solo con te

sento la vita che forza mi dà

qui nella realtà

Coda

Questo mio sogno nero

m’ha fatto ricordare

che cose che non spero

potrebbero arrivare

T’amo con tutto il cuore

con ogni sentimento

per l’infinito amore

che ci portiamo dentro.

Finale (Coretto)

Questo è l’amore che viene e che va

gioie e tormenti ti riserverà

Questo è l’amore che viene e che va

gioie e tormenti ti riserverà …

ad libitum …


La struttura della comune chitarra

La chitarra

Nominativi delle parti di una chitarra classica
Nominativi delle parti di una chitarra classica

Struttura chitarra: lo strumento musicale in esame è il cosiddetto “strumento cordofono” (cioè “a corde”), il cui suono è ottenuto con i polpastrelli (con e senza unghie) della mano destra, o con il plettro.

Il suono uscente viene generato dalla vibrazione delle sei corde (Mi cantino, Si, Sol, Re, La, Mi basso), che sono disposte con tensioni e spessore diversi sopra il piano armonico e la tastiera (vedi anche note della tastiera). Il piano armonico poggia sulla cassa armonica, il cui ruolo è quello di amplificare le note.

Le corde sono disposte – in lunghezza – tra i registri (o meccaniche) e il ponticello, tra i quali agisce l’osso del capotasto ad inizio tastiera, in modo tale da lasciare in vibrazione solo la parte di corda che va dal capotasto al ponticello.

Questa emetterà il suono corrispettivo al nome della corda, o, più tecnicamente, alla lunghezza della corda, che può essere accorciata a volontà dell’esecutore agendo con le dita della mano sinistra sui vari tasti, posti lungo il manico della chitarra (tastiera).

Accorciando o allungando la lunghezza della corda  si otterranno suoni diversi (un semitono crescente o calante per ogni tasto scelto). L’antenato della chitarra è l’antico liuto arabo.

La comune chitarra

La comune chitarra è ormai conosciuta come “chitarra spagnola” o “andalusa” ed ha sempre sei corde.

Esistono comunque strumenti molto simili con sette corde e più: in Brasile ad esempio, va forte un tipo di chitarra a 7 corde.

Nel termine “sette corde e più” non sono naturalmente comprese le chitarre a dodici corde perché, comunque sia, hanno sei punti di pizzico: uno per coppia di corde che portano lo stesso nome.

L’accordatura

L’accordatura può variare a seconda delle tradizioni, ma quella che comunemente vediamo in tutte le sue versioni (chitarra classica, acustica, elettrica ecc.) è la cosiddetta “accordatura spagnola”, cioè Mi (prima corda, quella con il tono più alto) – Si – Sol – Re – La – Mi (si veda dettagliatamente come  accordare la chitarra)

Intervalli tra una corda e l’altra

L’intervallo di tono tra una corda e l’altra, a partire dal Mi basso (sesta corda), corrisponde ad una quarta giusta (due toni e mezzo). Fa eccezione l’intervallo fra la terza e la seconda corda, che dista di una terza maggiore, cioè di 2 toni.

Tale eccezione è dovuta a ragioni storiche che miravano ad una più agevole posizione delle dita nella formazione degli accordi.

Accordatura sarda

Esistono anche in Italia accordature alternative, come ad esempio quella cosiddetta “sarda”, dove le corde suonate a vuoto danno un Do maggiore.

Si badi bene che queste accordature non vengono comunemente impiegate dai sardi ma usate soltanto in alcuni specifici generi musicali dell’isola.

Accordature di comodo

Nella chitarra classica è assai comune alzare o abbassare di un tono (anche mezzo, o più di un tono) le ultime tre corde, come spesso richiedono autori di noti brani musicali.

Di solito, anche per i mancini, le dita della mano sinistra agiscono sulla tastiera (manico), mentre quelle della mano destra pizzicano le corde.

Composizione della chitarra

La chitarra è composta da due parti principali:

  1. La cassa di risonanza, o cassa armonica, con una grande buca centrale, che amplifica il suono emesso dalle corde pizzicate dalla mano destra.
  2. Il manico, che comprende tutta la tastiera e la paletta con i registri per la regolazione della tensione delle corde.

Struttura e materiale usato

Il legno impiegato per una singola chitarra – qualsiasi sia il tipo – varia a seconda delle sue parti: la tavola armonica (quella che ricopre la cassa armonica e che che contiene la buca) è generalmente in abete (picea abies), sequoia o cedro.

A proposito di quest’ultimo, in realtà trattasi di una conifera che cresce nel Nord-America.

Nella sua facciata interna la tavola si presenta con dei listelli di rinforzo di abete formanti la cosiddetta incatenatura che, a seconda di come viene disposta – e qui gioca molto l’esperienza del liutaio che la progetta – si ottengono caratteristiche sonore di qualità superiori o inferiori.

La disposizione a ventaglio delle catene già presente nelle chitarre da circa due secoli, fu in seguito perfezionata da Torres, un celebre liutaio spagnolo.

Il fondo e le fasce hanno un legno diverso, di solito assai duro e compatto che, a seconda delle caratteristiche che il liutaio vuole ottenere, variano da legno a legno.

Assai ricercati a tal scopo sono il palissandro brasiliano, il cipresso, il mogano, l’ebano makassar e l’acero.

Il legno del manico (da non confondere con la tastiera, sostenuta dallo stesso manico) deve poter bene sopportare l’umidità e la fortissima tensione delle corde che tendono a deformarlo: in genere si impiegano essenze di mogano o cedrella spagnola.

Domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: “Quale è la differenza tra la scala diatonica e la scala cromatica?

2° domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: Non tutte le note della scala cromatica si fanno integrare da semitoni intercalati. Perché? Quali sono queste note? 

Tastiera, ponticello e capotasto

La tastiera, riportata sul manico, è in ebano.

Il ponticello, al quale si ancorano le corde, è fatto in palissandro, noce, ebano, ed  altre essenze.

Il materiale impiegato per il capotasto e generalmente osso o avorio.

Vari tipi di corde

Le corde possono essere di nylon, di budello (più rare), o metalliche.

Il nylon conferisce alla corda un timbro più dolce ed ovattato.

Altre corde sono fabbricate con materiali compositi, soprattutto a base di fibra di vetro o carbonio, che danno un timbro più brillante ed un maggior sustain.

Risposta alla 1° domanda a bruciapelo: La scala diatonica è la successione naturale dei toni che comprende sette note, dalla prima alla settima. Poi si incomincia di nuovo con la ripetizione del primo suono con l’ottava superiore. La scala diatonica diventa cromatica  quando le sue note vengono intercalate dai semitoni.

Risposta alla 2° domanda a bruciapelo: perché hanno già il proprio semitono (semitono diatonico). Nella scala naturale gli intervalli diatonici si trovano fra il terzo e quarto grado e fra il settimo e l’ottavo.

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Formazione degli accordi di settima

Nella costruzione degli accordi, dopo aver visto quella per i maggiori ed i minori, adesso siamo arrivati a quella dell’accordo di settima. Qui incontriamo una piccola prima variante, cioè quattro note diverse anziché tre: Prima, terza maggiore, quinta e settima minore.

Dal momento che l’ultima nota dell’accordo è la settima minore potremo tranquillamente definirlo come accordo di settima minore.

Però è bene non chiamarlo con questo nome per non fare confusione con altri tipi di settima.

Una domanda viene viene spontanea: perché un accordo di settima pur essendo così naturale impiega la settima minore anziché la settima maggiore? Provate a suonarli entrambi ed avrete la risposta! L’accordo ottenuto con settima minore un po’ meno dissonante. A me, personalmente, piace e non ci sento alcuna dissonanza.

Riferendosi al Do, ecco l’accordo di Do7: DO  MI  SOL  SIb. Ragionando in semitoni il primo intervallo è di 4, il secondo intervallo è di 3 ed il terzo intervallo è di 3.

Come riportato nelle pagine precedenti, l’accordo di settima, insieme a quello minore e maggiore, è tra i più impiegati, e quindi è necessario conoscerlo in tutte le tonalità.

Il suo suono dà un certo senso di attesa che sembra voler chiamare un accordo più riposante. Il Do7 viene spesso usato intorno alle tonalità maggiori o minori del Fa; il Sol7 del Do, il La7 del Re … ecc.

I segni sono: Do7, C7. Se volete vedere le posizioni sulla tastiera della chitarra potete andare alla pagina Accordi di settima

Domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: Capita spesso di trovare sul rigo musicale i diesis, i bemolle, i doppi diesis, i doppi bemolle. Questo significa che un Fa possiamo chiamarlo in alcuni casi anche “Sol doppio bemolle”, in altri casi “Mi diesis”. Una nota perciò può avere tre nominativi.

Riflettete profondamente perché sta per arrivare la domanda a bruciapelo: Questo vale per tutte le note?

scala cromatica nomi e posizioni dei gradi
scala cromatica nomi e posizioni dei gradi

Risposta alla domanda a bruciapelo: No! Vale per tutte le note meno che per il Sol diesis. In alcuni casi il Sol diesis può essere chiamato con “La bemolle” ma mai accadrà di incontrarlo con un altro nome.


Testo e accordi di ‘O surdato ‘nnammurato

Scarica il file della canzone col testo e accordi di ‘O surdato ‘nnammurato in pdf

‘O surdato ‘nnammurato è una famosissima canzone napoletana, considerata tra le più famose del repertorio partenopeo. Il fortunato brano fu composto nel 1915 da Aniello Califano (testo) ed Enrico Cannio (musica).

Il paroliere vi mette in risalto la tristezza di un ragazzo che si è dovuto allontanare dalla donna di cui è innamorato per andare a combattere al fronte nella Grande Guerra (15-18).

Molto coinvolgente è l’interpretazione di Anna Maria Magnani, quando la cantò nel film “La sciantosa”. Più tardi venne cantata, tra gli altri, anche da Massimo Ranieri, Marco Armani, Enzo Jannacci e Roberto Vecchioni.

“O surdato ‘nnammurato” è ancora la canzone cantata nello stadio da gran parte della tifoseria del Napoli, essendo ormai considerata a tutti gli effetti come l’inno storico della rispettiva squadra di calcio. Inoltre, dal 9 agosto 2013, il brano rielaborato da Francesco Sondelli, è diventato l’inno ufficiale della squadra azzurra.

Sotto è riportato il testo integrale della canzone:

   Staje luntana da stu core,
a te volo cu 'o penziero:
niente voglio e niente spero
ca tenerte sempe a fianco a me!
Si' sicura 'e chist'ammore
comm'i' so' sicuro 'e te...
Oje vita, oje vita mia
oje core 'e chistu core
si' stata 'o primmo ammore
e 'o primmo e ll'ùrdemo sarraje pe' me!
Quanta notte nun te veco,
nun te sento 'int'a sti bbracce,
nun te vaso chesta faccia,
nun t'astregno forte 'mbraccio a me?!
Ma, scetánnome 'a sti suonne,
mme faje chiagnere pe' te...
Oje vita, oje vita mia
oje core 'e chistu core
si' stata 'o primmo ammore
e 'o primmo e ll'ùrdemo sarraje pe' me!
Scrive sempe e sta' cuntenta:
io nun penzo che a te sola
Nu penziero mme cunzola,
ca tu pienze sulamente a me
'A cchiù bella 'e tutt''e bbelle,
nun è maje cchiù bella 'e te!
Oje vita, oje vita mia
oje core 'e chistu core
si' stata 'o primmo ammore
e 'o primmo e ll'ùrdemo sarraje pe' me!


Indice delle canzoni famose con testi originali ed accordi

Testi e accordi canzoni famose

Accordi canzoni famose: i testi delle canzoni riportate nelle pagine del presente sito web sono ovviamente proprietà degli autori che le hanno scritte.

Tuttavia una legge (n. 159 del 22 maggio 1993) permette di poterle impiegare per attività didattiche, di studio e di ricerca.

Le pagine di questa sezione sono, per l’appunto, dedicate all’insegnamento della chitarra e degli elementi essenziali della musica.

Le canzoni saranno comunque prontamente rimosse qualora se ne faccia richiesta.

Canzoni facili da accompagnare

Accordi canzoni famose: molte di queste canzoni sono state scelte ad hoc a scopo didattico, quindi semplici ed orecchiabili, per permettere un approccio meno traumatico al principiante che inizia con i primi accompagnamenti di chitarra.

Per la stessa ragione anche alcune canzoni con accordi un po’ meno abbordabili sono state trasportate in tonalità diverse da quelle originali.

Ogni canzone viene rappresentata in una pagina ove vengono indicati gli autori, i cantanti, l’anno di uscita del disco, la storia del brano … il testo … e gli accordi.

Qui sotto l’elenco delle canzoni:

Accordi canzoni famose

Lettera A

Lettera B

Lettera C

Lettera D

Lettera E

Lettera F

  • Fascination (Fermo Dante Marchetti e Maurice de Féraudy)

Lettera G

Lettere H-I

Lettera L

Lettera M

Lettera N

Lettera O

Lettera P

Lettera Q

Lettera R

  • Rimmel (Francesco De Gregori)

Lettera S

Lettera T

Lettera U

Lettera V


Testo e accordi di Lugano addio

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Testo e accordi di Lugano addio in pdf

Lugano Addio (da non confondere con Addio Lugano bella, una canzone popolare anarchica scritta nel 1895 da Pietro Gori) è una canzone di Ivan Graziani uscita nel 1977 con l’album “I lupi” (quinto disco studio del cantante). È con il presente brano che il cantante si fece conoscere al grande pubblico, sebbene appartenesse ai title-tracks del lato B della suddetta raccolta.

Lugano addio rimase in classifica per dieci settimane, arrivando alla diciannovesima posizione, mentre l’album a cui la canzone appartiene restò in hit parade per trentotto settimane, conquistando altri tre posti.

Sotto è riportato il testo integrale della canzone:

Oh ! Marta io ti ricordo così
il tuo sorriso e i tuoi capelli fermi come il lago
Lugano addio cantavi
mentre la mano mi tenevi
"Canta con me"
Tu mi dicevi ed io cantavo
di un posto che
non avevo visto mai
Tu, tu mi parlavi di frontiere
di finanzieri e contrabbando
mi scaldavo ai tuoi racconti
"Eh mio padre sì," Tu mi dicevi,
"Quassù in montagna ha combattuto !"
Poi del mio mi domandavi
Ed io pensavo a casa
mio padre  fermo sulla spiaggia
le reti al sole i pescherecci in alto mare
conchiglie e stelle
le bestemmie e il suo dolore
Oh ! Marta io ti ricordo così
il tuo sorriso e i tuoi capelli fermi come il lago
Lugano addio cantavi
mentre la mano mi tenevi
addio cantavi
e non per falsa ingenuità
tu ci credevi
e adesso anch'io che sono qua
Oh ! Marta mia addio ti ricordo così
il tuo sorriso e i tuoi capelli fermi come il lago...


Testo e accordi di come è profondo il mare

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Testo e accordi di Com’è profondo il mare in pdf

Come è profondo il mare è una famosa canzone italiana cantata e scritta (musica e testo) dal cantautore Lucio Dalla appartenente al suo settimo album (disco di studio), inciso nel 1977 ed intitolato, per l’appunto, “Com’è profondo il mare” .

La raccolta del brano in esame risulta come la prima in cui il famoso cantautore vi abbia scritto musica e testi. Fu il grande successo di questo l’album ad iniziare la consacrazione del talento di Lucio Dalla. I produttori del disco, che è stato inciso negli studi della RCA romana e negli Stone Castle Studios di Carimate, sono Renzo Cremonini ed Alessandro Colombini.

Sotto è riportato il testo integrale della canzone:

Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Degli inotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare 
Babbo, che eri un gran cacciatore
Di quaglie e di faggiani
Caccia via queste mosche
Che non mi fanno dormire
Che mi fanno arrabbiare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare 
E' inutile
Non c'è più lavoro
Non c'è più decoro
Dio o chi per lui
Sta cercando di dividerci
Di farci del male
Di farci annegare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare 
Con la forza di un ricatto
L'uomo diventò qualcuno
Resuscitò anche i morti
Spalancò prigioni
Bloccò sei treni
Con relativi vagoni
Innalzò per un attimo il povero
Ad un ruolo difficile da mantenere
Poi lo lasciò cadere
A piangere e a urlare
Solo in mezzo al mare
Com'è profondo il mare 
Poi da solo l'urlo
Diventò un tamburo
E il povero come un lampo
Nel cielo sicuro
Cominciò una guerra
Per conquistare
Quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore
Doveva coltivare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare 
Ma la terra
Gli fu portata via
Compresa quella rimasta addosso
Fu scaraventatoIn un palazzo,in un fosso
Non ricordo bene
Poi una storia di catene
BastonateE chirurgia sperimentale
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare 
Intanto un mistico
Forse un'aviatore
Inventò la commozione
E rimise d'accordo tutti
I belli con i brutti
Con qualche danno per i brutti
Che si videro consegnare
Un pezzo di specchio
Così da potersi guardare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare 
Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo
Di questo mondo
Che a loro indubbiamente
Doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare 
E' chiaro
Che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa
E' muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perchè lo protegge il mare
Com'è profondo il mare 
Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poeti
cheIl pensiero come l'oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare