Effetti coloristici di Stefano Busonero

 Effetti coloristici

L’effetto coloristico è il responsabile degli stati emozionali che hanno origine nella mente del fruitore. L’effetto coloristico suscita il movimento, l’armonia e l’eleganza in qualsiasi contesto pittorico. La variazione cromatica appaga in maniera inequivocabile chi la genera e chi la diffonde. L’effetto che dà il colore è un forte richiamo della Natura al pittore indeciso. Il cromatismo vero è  Monet,  Renoir,  Pissarro  e  Sisley. L’effetto coloristico da vita alla Pittura. La variazione cromatica è … semplicemente …Arte.

081A5 Solitudine
081A5 Solitudine

81) Come si può raffigurare una sensazione di solitudine? Una montagna ferma per tutto il resto del tempo……… un occhio che la osserva perennemente … e … Accidenti! Non riesco a dare staticità alla montagna, non riesco a fermare il movimento!

Non riesco nella staticità? Ne sono orgoglioso! Viva il movimento, Viva la compagnia. La solitudine non appartiene all’arte, perché la sola presenza dell’arte è vita! Arte uguale a vita, uguale a movimento.

082A5 Aviaria
082A5 Aviaria

82) Con l’aviaria, sembra che ci stiamo dirigendo vorticosamente, trascinati da forza centripeta, in un baratro senza fondo, ma l’occhio è sempre più vigile. L’uomo non sarà certamente sopraffatto dall’uccello. In fondo a quel baratro l’occhio umano attende tranquillamente che la bolla di sapone si rompa. – magari beccata da un uccello:

083A5 Colore
083A5 Colore

83) Colore e movimento. Dipingendo dal vivo, l’artista porta sulla tela la grande quantità di attimi che assume il soggetto nei vari momenti e nelle diverse sedute pittoriche. Prendendo a soggetto la persona, gli occhi non avranno mai la medesima espressione, il sorriso non darà mai al volto l’atteggiamento di un unico gesto, la luce riflessa nei capelli non sarà mai la stessa e, tutte le varie espressioni che il viso ha durante il corso della seduta, vengono raffigurate una volta in un organo ed una volta in un altro organo. Questo crea movimento. Il colore, appunto … è movimento

084A5 Sculture
084A5 Sculture

84) Molto spesso sento il bisogno di oltrepassare i limiti dell’ordine dell’armonia e della perfezione che è nella natura stessa. Per questo, talvolta mi ispiro da una “maniera” fatta di eleganza, equilibrio e sicurezza. Il proposito è buono, la volontà è ferrea, ma quando inizio a lavorare, la maniera equilibrata si esaurisce istantaneamente, l’eleganza non appartiene più alla mia ragione e, la sicurezza si perde nella testa, nel braccio, nella mano, nelle dita che stringono con forza il pennello, quasi a romperlo, e … mi accorgo di non dover pilotare i miei istinti … mi rilasso … getto la “maniera” … e prendo il volo!

085A5 Volti scolpiti
085A5 Volti scolpiti

85) L’effetto coloristico ed il maestoso virtuosismo sono due grandezze che si sposano molto bene a cui molti artisti aspirano, ma talvolta possono formare una miscela esplosiva che potrebbe non gratificarli affatto. Queste, sono due grandezze che si alimentano a vicenda fino a raggiungere l’eccesso: il virtuosismo diventa artificiosità tecnica, mentre l’effetto cromatico diventa esasperazione espressiva. Una volta, questa esasperazione la definivano “espressività da belve feroci”. Quei pittori si chiamavano Fauves.

086 Cattura
086 Cattura

86) A proposito di belve feroci, qualche tempo fa feci un simpatico sogno, naturalmente a colori. Figure di grossi animali si alternavano in un immenso spazio, tutto colorato. Il cromatismo era perfetto e le forme, pur appartenendo a simpatici mostri, erano molto eleganti. Cetacei che volavano, uccelli immensi che finivano nelle fauci di grossi animali, occhi che scrutavano l’orizzonte ininterrottamente e ….. in sottofondo una sinfonia di Beethoven. Ho provato a riportare il sogno sul supporto pittorico ma ecco cosa è uscito fuori!

087A5 Metamorfosi
087A5 Metamorfosi

87) I pittori appaiono spesso come persone eccentriche, dall’animo inquieto, talvolta scontrosi, depressi ed introversi. Tutto questo colpisce anche me ed i miei quadri subiscono consistenti metamorfosi: i colori diventano violenti, le forme diventano esplosive, lo spazio assume una drastica valenza.

088A5 Pianto antico
088A5 Pianto antico

88) Quando la vena pittorica che è dentro di me diventa più forte, sento il bisogno di esprimermi. Spesso mi oriento verso l’estraniazione intellettualistica da tutto ciò che appartiene alla realtà: i miei mezzi diventano insoliti e l’artificio si esaurisce fino al suo completo annullamento. L’invalicabile della natura viene superato e la rappresentazione viene manifestata simbolicamente, permettendo alla trasfigurazione di lanciare messaggi metaforici. “L’albero a cui tendevi … né ti risveglia il sol”

089A5 Il gioco della Natura
089A5 Il gioco della Natura

89) La mia pittura, spesso rifiuta i linguaggi convenzionali, portandomi ad una trasposizione delle forme in contesti sempre più affrancati dal mondo reale e sempre più vincolati all’immagine interiore. Dipingere, a volte diventa un vero e proprio gioco con la natura.

090A5 Metamorfosi
090A5 Metamorfosi

90) Molto spesso mi accorgo traumaticamente di portare dentro di me inquietanti tendenze pittoriche, che si orientano verso l’appianamento delle tematiche comuni, enfatizzando l’asimmetria e la difformità, e, la parola d’ordine che gira violentemente nella mia testa diventa “ordine classico” …… ci provo …. ma …. quando vedo che ciò deve comportare l’abbandono delle mie espressività coloristiche, ritorno sui miei passi e …… sento assalirmi da una valanga di nuove sensazioni.

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Sognai apocalisse all’Argentario: emozione pittorica

Il sogno riguarda l’Argentario, è tremendamente brutto ed assai  difficile da descrivere, perciò proverò a raccontarlo con le mie raffigurazioni pittoriche entrando subito nel dunque.

Sogno, sapendo  di sognare:  il mio paese, Porto S. Stefano,  è avvolto da una calma assoluta e da un silenzio irreale ed inquietante. Mi trovo nella piazza del paese ed osservo il mare in lontananza, con le barche a vela.  La distesa delle acque  è quasi immobile, si respira un’aria greve che mozza il respiro. Quando torno a guardare il mare, le acque sono sconvolte.

preludio
193 b6 preludio

Fuggo  e con una corsa affannosa  raggiungo il porto: lo spettacolo è sconvolgente: il cielo è percorso da nubi infuocate e cadono schegge grosse come palazzi, i pescherecci sono minacciati dal fuoco e dal mare emergono creature allucinanti e mostruose.

194 b6 calma
194 b6 calma

In preda al terrore  perdo ogni capacità di raziocinio, ritorno nella piazza principale e trovo uno spettacolo terrificante: le case della Pilarella esplodono,  mentre, contro il cielo tempestoso, si profilano figure mostruose

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203 b6 evento

Volgo lo sguardo nella direzione opposta  e scorgo che  un enorme,  mostruoso animale divora  la fortezza spagnola, tra bagliori,  fiamme , boati , il calore è insopportabile.

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212 b6 sgomento

Il calore pervade il mio corpo, mi arde,  dirigo lo sguardo verso il rione della Croce (per i santostefanesi vedi questo) dove fiamme alte decine e decine di metri devastano le costruzioni ormai ridotte a scheletri roventi, in lontananza  esplosioni terribili scuotono la terra e bagliori infernali illuminano il campanile.

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223-b6-cosa-e

Il mare in tempesta assume colori verdi e gialli, le barche stanno per affondare e le navi che prendono fuoco.

218 b6 calamità
218 b6 calamità

Cerco scampo  verso la  campagna, ma sono bloccato da  esplosioni e fiamme ………

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219 b6 evento

Esco correndo  dal paese ma mi si presentano  scene ancora più irreali e spaventose …… il mare del Pozzarello mi terrorizza!.

221 b6 bisogno
221 b6 bisogno

Salgo su una barca a vela e, tra le onde immani, cerco scampo  verso Telamone, ma un grosso cetaceo mi viene incontro e mi costringe a tornare verso riva.

142A5 Il senso del calore
142A5 Il senso del calore

Ritorno a Porto S. Stefano ormai  devastata dalle fiamme ……. mi sveglio e ………..

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220 b6 vita

provo ad immaginare la vita che verrà …………… eccola

apocalisse – effetti emozionali


Metamorfosi pittoriche di Busonero

 Metamorfosi pittoriche

La metamorfosi spesso mi colpisce indiscriminatamente, cambiando i miei orientamenti. La metamorfosi pittorica è sempre in agguato quando sto lavorando su una tela. Questa metamorfosi nasce dal fondo dell’anima e cammina subdolamente. La sento un poco alla volta e i miei quadri subiscono trasfigurazioni. Trasfigurazioni molto intense, notevoli, violente, desiderate. Prendo tela, colori, pennello e inizio a dipingere. Cosa dipingere non saprei! Ma inizio. Nasce la metamorfosi … pittorica.

091A5 Metamorfosi
091A5 Metamorfosi

91) Spesso mi domando quanto sia importante l’avvenimento di un processo, in più fasi, che dovrebbe  caratterizzare la mia futura pittura (a sessantun anni penso ancora a questo!). Un processo che è poco spiegabile sinteticamente. La rappresentazione delle immagini in violento movimento, che cambia la mia arte pittorica da comprensibile raffigurazione, a pura azione esplosiva.

092A5 Aggressività
092A5 Aggressività

92) ognuno di noi ha dentro di sé la sua, più o meno grande, dose di aggressività. Può essere manifestata violentemente con il potere, con la forza fisica, con le parole ….. io preferisco scaricarla con la pittura …… e mi sento libero!

093A5 Tsunami
093A5 Tsunami

93) Spesso sento che la mia mente non riesce a connettere e mi accorgo che non è per povertà di idee, anzi …. le sento accavallarsi violentemente, travolgendomi ed annientandomi ….. una marea che sommerge le mie potenzialità e che impedisce di esprimermi …… la mia materia grigia viene dominata ….. l’arte mi mi aiuta!

094A5 Terrore
094A5 Terrore

94) Lo tsunami di idee, che mi travolge, raramente riesce a terrorizzarmi. Può succedere tuttavia, che questa immensa quantità di rappresentazioni mentali entri in risonanza. A questo punto soltanto il pennello, la tela ed i colori possono aiutarmi. Quello che si trasferisce nella tela, alleggerisce la mia tensione e, alla fine della seduta pittorica, mi sento scaricato e calmo. Guardo l’opera e la vedo … accesa! Di fuoco!

095A5 Metamorfosi
095A5 Metamorfosi

95) Acqua! Sento il bisogno di dipingere l’acqua. Non voglio dipingere immense superfici marine, ma l’essenza dell’acqua ….. sentirmi immerso …. inondato ….. e  … dentro di essa ….. in simbiosi.

096A5 Preda comune
096A5 Preda comune

96) Sarà capitato a chiunque avere momenti di grandissima calma, interrotti bruscamente da un evento dall’impatto devastante.

097A5 Tristezza
097A5 Tristezza

97) Che colore ha la tristezza? Come poter penetrare dentro l’espressione di un occhio triste? La pittura è una nobile amica: ciò che non riesco ad esprimere con le parole lo esprimo con i colori della mia tavolozza. Nei momenti di grande sconforto, il mio colore preferito è quello casuale! ….. e lo accetto di buon grado!

098A5 Metamorfosi
098A5 Metamorfosi

98) Il colore casuale è un ottimo integratore delle mie emozioni pittoriche. La disposizione dei colori nella mia tavolozza è sempre la stessa e talvolta, nei momenti più travolgenti, riesco a prendere i giusti colori senza neanche guardarla. Il pennello scorre sulla tavolozza con assoluta disinvoltura ed i colori vengono mescolati con la sola forza dell’istinto. La mia ragione si spegne ma il suo temporaneo naufragio mi rende felice.

099A5 Debolezza
099A5 Debolezza

99) Passo spesso da momenti di sicurezza a momenti di grande incertezza. Nel secondo caso divento gracile come un bambino e perdo la mia caratteristica: cerco sulla tavolozza i colori caldi per caricarmi con nuova energia ma mi accorgo di manipolarli ed attenuarli con sdolcinate sfumature: questa, la chiamo debolezza!

100A5 Metamorfosi
100A5 Metamorfosi

100) Dopo i momenti di impotenza espressiva, cerco sempre di escludere il colore che l’ha accompagnata. Avviene dentro la mia mente una trasfigurazione improvvisa che mi impedisce di conoscere l’esito finale dell’opera, cambiando il suo trend ad ogni istante.

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Effetti emozionali da Pittura

Il colore è forza, potenza e soprattutto bellezza. Il colore è la migliore forma di espressione. Il colore mi strappa lacrime di gioia. Il cromatismo stimola le emozioni. Il cromatismo mi avvince. W il colore.

1) Uno struggente bisogno di riportare sulla scheda la sensazione provata, una grande paura di perdere per strada questa emozione! Il frutto informale ed astratto si sta formando sul supporto ed acquista sempre più forza, fino ad uscirne prepotentemente fuori dopo aver squarciato le protezioni con una ventata potente e rumorosa. L’emozione si tramuta in opera d’arte, l’opera d’arte emette un suono ….. questa volta gradevole! Per chi non l’avesse capito … è un potente suono corporale.

2) La mia avventura pittorica è parallela al mio stato emotivo. Quando dipingo non ragiono: le mie emozioni guidano la mia mano, i tocchi e le gestualità diventano sempre più spontanei, la mia mente si perde nell’universo, incontra l’infinito e, naufragandovi in pieno, perde il senso del tempo. Gli accostamenti di colore diventano più contrastanti, le forme si perdono, sale l’astratto e, l’informale incombe, il rosso vuole predominare sull’azzurro ma il giallo li sovrasta. Arrivando alla primordialità, sono felice e spensierato.

3) L’occhio è il principale protagonista delle mie opere. Mi segue ovunque, mi fa compagnia, mi consiglia e mi conforta nei momenti più difficili. Esso rende caratteristici miei lavori. Ogni mio quadro subisce una metamorfosi visiva e strutturale a seconda delle mie emozioni. Anche l’osservatore esterno percepisce tale metamorfosi e, vede in momenti diversi, forme diverse. L’arte informale si controlla da sola. Le forme astratte diventano reali per poi riperdersi nel nulla …

4) Un leggero cromatismo creato dalla fantasia  guidata da una misteriosa onda elettromagnetica che agisce in modo ininterrotto nella mia mente. Questa onda elettromagnetica è la linfa vitale della mia anima, è la vita, è il colore. Il volto prende forma poi si perde nell’informale, si inverte, si divide in tanti volti per farne uno grande e rovesciato. La materia astratta diventa solida e penetrante….. ma non ho paura nonostante che l’esplosione del cromatismo colpisca in pieno il mio occhio. Scaricate la foto e capovolgetela!

Un pensiero prende forma nella mia mente, mi scuote, mi incita, mi infuoca! Prendo il pennello, cerco i colori più vivi ma mentre faccio questa semplice operazione l’emozione sparisce! Attendo che ritorni a farsi viva …. non ritorna …. attendo….. mi metto seduto e penso Un occhio mi si spegne, l’altro diventa più vivo: uno guarda, l’altro osserva. Un’onda gigantesca mi travolge ed ecco che nasce l’opera: un paesaggio marino, una gigantesca onda marina dolce e delicata …. e gli occhi vi naufragano come sotto un morbido ed umido manto.

Una parentesi

Sono troppo preso con la pittura   ….. Giorgio mi chiama ed io sussulto!
– Ho trovato in internet un ottimo corso di disegno online in www.busonero.it – mi dice
– Cosa ci devi fare con il corso di disegno online? e poi guarda caso sei entrato nel mio sito! –
Senza rispondere alla mia domanda mi attacca – c’è anche un corso di pittura online –
– Lo conosco quel corso di pittura on line perché è nel mio sito www.busonero.it, ma se vuoi un vero corso di disegno, deve andare da un maestro, che ti possa insegnare i trucchi del mestiere sul modo di disegnare e di dipingere – Gli dico anche che la teoria, del colore la impara meglio se legge un buon libro e, così dicendo tiro fuori un manuale intitolato “Teoria del colore, nomi dei colori e tavolozza del pittore”. Me lo chiede in prestito e io glielo debbo dare. Che dispiacere! Un libro che ha più di sessant’anni e che, mancando le prime pagine, non si riesce a capire chi l’abbia scritto, né edito. Mi domando – ce la farà Giorgio a diventare un artista pittore?-
Passano i giorni ….. Ritorna Giorgio
– Ho letto quel libro “Teoria del colore, nomi dei colori e tavolozza del pittore”  ma sono convinto che sono meglio i corsi di pittura online –
– Fai come ti pare! Se vuoi qualche lezione di pittura, te la posso dare io! Ma non credere che ti riempia di nozioni teoriche! Con me, i colori, dovrai imparare a farli uscire dalla tua anima! La tecnica è importante ma se non senti il colore, è meglio che le lezioni di pittura non le vai a cercare! Meglio sarebbe che tu facessi un bel viaggio a visitare i musei. Altro che lezioni di pittura e corsi di disegno on line! . Laggiù puoi veramente entrare in contatto con l’artista pittore! –
– Eh si! artista pittore! – mi dice, e se ne và.

Chiusa parentesi

6) Preparo frettolosamente i colori, le mie mani scivolano nervose nel cassetto che li contiene. Continuo a cercare …. il rosso di cadmio …. il carminio …. non li trovo! Diventa grande l’emozione ansiosa …. diventa sempre più piccola l’emozione da riportare sul supporto e, …… purtroppo non trovo nessun tipo di rosso. Non voglio far sparire il soggetto, ancora con un briciolo di decifrabilità nella mia mente e prendo a caso una manciata di tubetti colorati …. li stappo frettolosamente facendo uscire il colore. Finalmente riesco a stendere sul supporto la mia emozione che ormai si stava esaurendo …… assumendo chissà quali caratteristiche! Ecco la mia marina, il mio paesaggio marino, ecco il contrasto. L’occhio prende l’espressione derivata dalla sensazione di perdere l’attimo emozionale.

7) Eccolo! l’ho trovato! Accidenti!  Aveva scavalcato un comparto del cassetto ed era caduto a ridosso di esso rendendosi irreperibile. Il rosso! Preparo i colori, mi siedo al tavolo assumendo atteggiamento da grande pittore, prendo in mano il pennello più grande ed inizio a riportare sulla carta il colore. Mi fermo e mi domando cosa stessi facendo …. nessuna risposta! Riprendo a colorare e di nuovo si ripresenta la stessa domanda. “Stefano cosa stai facendo?” Sento nascere dentro di me una rabbia crescente ed irrefrenabile. Mi accorgo di dipingere l’assurdo! L’assurdo? cosa c’é di più assurdo di un pennuto che sputa fuoco? La mia mano si sblocca iniziando a scorrere da sé, il pennello tocca il supporto con leggerezza e decisione, i colori vengono stesi creando forme mai viste prima. Nasce l’opera, nasce la vita primordiale.

008A5 Nasce lo tsunami
008A5 Nasce lo tsunami

8) Un torrente in piena colpisce la mia mente. Vi penetra profondamente fino a riempire e comprimere ogni piccolo suo interstizio. Una marea interminabile continua ad entrare nella mia testa senza avere nessuna possibilità di uscita! Entra soltanto!  … entra  … entra portandosi dietro grossi cetacei …. e la mia mente riesce a contenerli tutti. Sento il bisogno di riportare immediatamente questa nuova sensazione sul supporto plastificato e mi accorgo che l’inondazione esce vorticosamente dal pennello. Lo Tsunami è passato! il quadro ha preso forma! L’immagine emozionale è rimasta impressa!

9) L’opera d’arte inizia ad essere viva sulla tela alle sue primissime pennellate. In questa fase, essa può essere amabile o insidiosa. Io l’amo in ogni caso ma non voglio assolutamente esserne dominato. Il profondo della mia mente governa le pennellate, mi fa eseguire gestualità che producono quei tocchi decisi e coraggiosi. Talvolta mi fermo a riflettere e, osservando l’opera che prende forma, mi accorgo che c’è in essa la volontà di dominarmi ….. sento che mi incita a continuare a dare forme ad una composizione che per puro caso si è avvicinata la realtà. Molto spesso questo incitamento è allettante  …. ma non cedo! La mia emozione non deve essere inquinata! Entra pura sul supporto.

010A5 L'aviaria è sotto controllo
010A5 L’aviaria è sotto controllo

10) In questo periodo sento spesso parlare di influenza aviaria. Questa è una cosa al di sopra di ogni nostro controllo. Miliardi di uccelli che volano da un continente all’altro non possono assolutamente essere fermati …. e poi …… ne basta uno a diffonderne la malattia. L’uomo è impotente a questa insidia planetaria e nulla può con le proprie risorse: la mente e la forza fisica:  Intrappolare ed uccidere gli uccelli non servirebbe a nulla. Sarebbe come prenderne una manciata! Sarà invece la natura a ribellarsi ed a contrastarne la diffusione. La difesa globale esiste come è sicuramente esistita la nascita del mondo. Intanto il pennello, governato esclusivamente dalle mie emozioni, scorre libero sul supporto e …….. la mia mente si rilassa! La mano della natura saprà fermare l’avanzata dell’influenza aviaria.

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La pittura mi emoziona

 La pittura mi emoziona

Una gradazione cromatica che si forma nella mia mente, provoca in essa grandi emozioni. Questa emozione è sempre un’emozione pittorica ed il suo cromatismo è penetrante. Mi travolge in pieno, talvolta sconvolgendomi, talvolta entusiasmandomi con forza. La forza del cromatismo riesce sempre a provocare metamorfosi dentro di me. Durante questa metamorfosi il colore prende il sopravvento e mi rapisce. Le sua  ricca tonalità, varia costantemente a trecentosessanta gradi. La Pittura, parte integrante della mia personalità, mi emoziona. La Pittura mi rende felice e spensierato ……. mi appaga. La Pittura è forza, movimento, vivacità, armonia. La Pittura è l’essenza “pura” della vita! Alimentava Leonardo da Vinci … Alimentava Van Gogh … Alimenta me!

101A5 Suoni spaziali
101A5 Suoni spaziali

101) Oggi la giornata non sta iniziando come vorrei. Sono stordito, agitato, e non riesco a dare il massimo (il massimo? magari si trattasse soltanto di questo!). Provo a prendere in mano alcune mie miniature emozionali per vedere se riesco a stimolare un po’ la mia indole di turno e, analizzandole come se fossero state realizzate da altri pittori, mi soffermo su “suoni spaziali” e rifletto: “Non ricordo assolutamente di aver realizzato questo quadro …. e poi  …. i colori non sembrano i miei!”. Mi tuffo direttamente nel suo caldo e vivace cromatismo e ….. mi spavento! Cresce in me uno stato d’ansia che mi costringe a desistere.

102A5 Metamorfosi
102A5 Metamorfosi

102) Questi stati d’ansia, talvolta durano giorni e giorni, ma non dipendono assolutamente dalle mie pitture, anzi direi la cosa inversa: è la pittura che mi scarica e mi rende felice, abbassandomi l’ansia. Probabilmente, il quadro “suoni spaziali” riuscì, a suo tempo, a scaricarmi da stati emozionali negativi, che ho puntualmente ritrovato nel suo intenso e violento cromatismo. Dopo l’assunzione di colori forti ed accesi sento sempre il bisogno del blu, quindi mi soffermo su una delle tante “metamorfosi!” …. mi spavento ulteriormente e mi domando ….. “ma questi quadri sono stati realizzati da me?”. Non faccio come in precedenza e fuggo subito da esso, togliendomelo dalla vista.

103A5 E' naturale
103A5 E’ naturale

103) Prendo in mano un’altra opera e dico a me stesso: “Stefano  … basta, non continuare perché ti fai del male”. Prendo l’intero mazzo di quadri e lo ripongo – quasi scagliandolo – nel suo solito scaffale. Prendo in mano la chitarra ed eseguo un pezzo di Ferdinando Sor …. un’esecuzione schifosa! Questo è l’inizio della giornata.

104A5 Cattura seriale
104A5 Cattura seriale

104) Non mi arrendo! Riprendo in mano i quadri che ho appena riposto nello scaffale e continuo a riesaminarli. Sento invadermi la mente da una marea di vibranti emozioni! Finalmente ho trovato un quadro che ricordo bene di aver eseguito. Mi carico delle stesse emozioni che mi portarono alla sua realizzazione, e  queste, le sento tali come se lo stessi dipingendo in questo momento. Sensazioni che non amplificano, né contrastano la mia attuale ansia, ma la integrano. Le sento entrambe con gamme polivalenti separate le une dalle altre, senza che si alternino, ma insieme. Una nuova ed inedita stereo-emozione. Mamma mia ….. quanto sono complicato.

105A5 Metamorfosi
105A5 Metamorfosi

105) Non amo i colori forti, né tantomeno i loro accostamenti. Talvolta li impiego senza nessuna particolare attenzione scivolando in terreni vischiosi e pieni di tranelli. Questi sono sempre in agguato ed interferiscono in modo assai impertinente nella mia sensibilità coloristica. Ci sono dei momenti in cui le mie tele si caricano di un cromatismo che non mi appartiene …. e ne soffro!

106A5 Balene
106A5 Balene

106) Ne soffro …. ma non le distruggo! Tutto questo mi fa capire quanto importante sia, in questo campo,  il “lasciarsi andare”! Dipingere con la ragione sempre in stato di allerta non fa bene all’arte. Lasciarsi trasportare dalle sensazioni, scegliere il colore senza il minimo sforzo è la cosa che più di altro mi gratifica, ed è ciò che cerco di fare in ogni momento della giornata dedicata alla pittura. Nonostante tutto, devo dire che senza la ragione, l’opera non riesco a realizzarla.

La razionalità mi serve per capire e per agire … mai durante, ma soltanto prima della realizzazione di un quadro. Nel momento in cui mi appresto a dipingere una balena non mi domando quale sia la sua forma, le sue proporzioni, i suoi movimenti o le sue varie prospettive: prendo, la tavolozza  i pennelli, la tela ed i colori iniziando direttamente la colorazione delle grandi masse e cercando di tenere lontani i ragionamenti. Mi immergo in un mondo magnifico diventando parte integrante di esso … ed in esso. È in questa fase – quella in cui non accetto l’intervento della mia razionalità – che mantengo automaticamente lontani i calcoli dalle mie esecuzioni … … è qui che diventa diventa difficile distogliermi!

107A5 Pianto blu
107A5 Pianto blu

107) “Stefano!”, “Stefano!”, Ma …. mi senti!” ….. io intanto continuo a lavorare! Sento in lontananza la voce di mia moglie che mi chiama, sento scuotermi il braccio, lascio cadere il pennello intriso di colore giallo sulla tavolozza e mi volto verso Danila con un’espressione rapita. “Stefano, per favore, mi vuoi ascoltare!”. Mi sveglio e faccio fatica a capire le sue prime parole. Chiudo lo studio ed esco con lei per alcuni servizi di cui avrei dovuto pensarci prima. Ritorno più tardi nella mia reggia portando immediatamente l’occhio sul quadro che stavo realizzando: “Mamma mia quanto giallo!”. Vedo che il mio occhio si rifiuta rimanere sul quadro. “Cosa manca?” “Accidenti ….. manca il blu!”. Non permettendo alla razionalità di intervenire mi immergo nuovamente in quello stato emotivo continuando a lavorare in “giallo” terminando l’opera. Notate il titolo!

108A5 Meteore
108A5 Meteore

108) L’Universo è luce, l’universo è buio, l’universo è fuoco, l’universo è “zero assoluto” l’universo è tutto, l’universo è colore. Esso comprende ogni cosa appartenente alla realtà ed alla fantasia. La nostra fantasia appartiene all’universo. La nostra fantasia esiste. Fantasticare nel limite spaziale mi affascina. Fantasticare cercando di comprendere l’universo mi manda in tilt e miriadi di esplosioni cromatiche colpiscono la mia mente ………. annientandola!

109A5 Esplosione
109A5 Esplosione

109) Ho bisogno di rigenerarmi! L’universo mi annienta! Mi sento gelare, mi sento piccolo ed ho paura ma non so di cosa. Provo ad esprimere con la coloristica la mia emozione.

110A5 Lirica
110A5 Lirica

110) Il chiaroscuro a cosa serve? Diciamo che generalmente il chiaroscuro viene impiegato per raggiungere effetti plastici e di luminosità! Possono essi essere impiegati in modo diverso? Cioè per arrivare ad altre conclusioni che vanno dalle delicate penombre alle liriche luminosità o addirittura ai vibranti riflessi? Certamente si! Ho provato però a mescolare le cose …. una degradazione cromatica sfumata ed una modulazione violenta …. impiegando naturalmente colori violenti. Il risultato è sconcertante!

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Elogio alla Pittura di Stefano Busonero

Elogio alla Pittura

L’astrattismo mi rende felice ed allegro. La pittura astratta allieta tutte le mie giornate. Tutto diventa bello e mutevole nella pittura astratta. L’astrattismo mi rapisce, affascina, mi alimenta, mi rafforza. La pittura astratta è una continua metamorfosi di forme e di colori.

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011a5-animali

11) Quante volte mi sono domandato perché un animale non possa vivere nell’acqua! La risposta è sempre la solita: “la mancanza di atmosfera”. Come dovrebbe agire nell’acqua un cane, un gatto un uccello? Mi metto comodamente seduto, medito ed attendo la risposta che non sempre viene puntualmente. Smetto di pensare, mi alzo, lascio il mio studio d’arte e vado a fare una passeggiata ma … la mia mente ormai rimane legata a quella configurazione. Passano soltanto cinque minuti e ritorno in studio, tiro fuori i colori, preparo la tavolozza con gradazioni molto delicate ed inizio a dipingere.

Ma cosa? Sento che una collera profonda mi sta investendo furiosamente, quindi scaravento il pennello verso l’angolo alla mia destra, mi impregno le dita di colore ed inizio a manipolare sul piccolo supporto. La composizione incomincia a prendere forza e, mano a mano che i chiaro-scuri generano le figure volute, termina la mia rabbia. Dimentico l’ambiente che mi circonda e mi immergo nell’acqua insieme ai nascenti animali. Portata a termine l’opera, mi accorgo di avere ben stretto nella mano lo stesso pennello che avevo scagliato lontano da me. Come sia potuto ritornare nella mia mano con lo saprò mai. Il quadro è pronto, è nata la marina, una marina che si osserva dal suo interno: un paesaggio marino ideale!

012A5 Cara Italia
012A5 Cara Italia

12) L’opera d’arte è una delle cose più belle che l’uomo possa fare! Un quadro, una scultura, la creazione di una qualsiasi composizione, rappresentata nei più svariati linguaggi espressivi, crea in noi emozioni diverse. Il colore è la forma espressiva che più mi eccita. Ad esempio il nostro tricolore! Soltanto a pensarlo, lo sento penetrare direttamente nella mia anima, lo ascolto intensamente e mi accorgo che mi rende più forte. Esso apre le porte della mia mente verso l’esterno rendendola più comunicativa. Il flusso uscente diviene talmente grande che mi fa dolcemente naufragare e, quando la dolce tempesta è passata, mi trovo davanti ad un’opera che non finisce mai di eccitarmi.

013A5 Il passero
013A5 Il passero

13) Il passero è il protagonista di questa mia opera. No! Non è quello che si vede raffigurato in primo piano!

Il mio studio d’arte (mia moglie lo chiama atelier!) è vivo! Non esiste una cosa che abbia il suo posto ben definito, non esiste l’ordine: i pennelli, i colori, gli oli, le trementine e tutto l’armamentario cambia ubicazione a seconda delle mie emozioni. Il movimento è vita! Il mio studio artistico voglio vederlo disordinato!  Quando dipingo con molta eccitazione, sono un fiume in piena e non mi accorgo dove ripongo gli strumenti che mi passano tra le mani. Quando li ricerco, sempre sotto l’effetto emozionale, li ritrovo con grandissima naturalezza e porto a termine l’opera senza nessuna interruzione. Ho provato con questo lavoro, a riprodurre l’emozione di ritrovare con naturalezza le cose nascondendo un passero. Sono certo che sarà per voi molto difficile trovarlo girovagando con razionalità nell’interno del quadro! Provate invece ad essere investiti emotivamente in pieno dall’intera forma compositiva!

014A5 Metamorfosi
014A5 Metamorfosi

 14) La metamorfosi di forma, di colore , di sentimento è la caratteristica principale delle mie opere. La metamorfosi è sempre presente. Il mondo esterno è costantemente in piena trasformazione: talvolta amiamo queste trasformazioni talvolta le odiamo ….. questo non dipende soltanto dalla qualità di esse! Molto spesso sappiamo trasformarle noi con il nostro variabile temperamento.

Spesso nella mia mente, una sola emozione assume dieci, cento, mille sapori, ed è come un ciclone che lavora in essa con forza, girando vorticosamente e preparandosi all’esplosione finale. Il risultato è sempre esplosivo: detriti, forme acquose, emozioni ansie paure che vengono espulse violentemente all’esterno della mia mente. Il pennello è il veicolo assoluto e, ogni volta che tocca il supporto emette forti vibrazioni. L’opera d’arte cresce con violenza dal centro alle sue periferie. Un occhio crea, l’altro osserva! Il calmo paesaggio marino si trasforma in una marea che, al suo passaggio, mi scarica e mi rende felice.

015A5 Salviamo le Balene
015A5 Salviamo le Balene

15) La Balena! La balena è un soggetto molto spesso raffigurato nelle mie opere. La balena è un’opera d’arte già prima di essere riportata sulla tela. Le sue titaniche forme hanno il pregio della bellezza e dell’eleganza. Tutto il corpo della balena è armonia: ogni suo movimento è accompagnato da miriadi di altri aggraziatissimi movimenti. Nei miei quadri,  essa viene raffigurata sempre in atteggiamenti di sofferenza e con colori non inerenti alla realtà. L’uomo deve smettere di catturarla!

016A5 Pace e tentazione
016A5 Pace e tentazione

16) Sono in una  piccola casa di campagna in cui regna un disordine creativo, quello in cui ogni cosa trova spontaneamente una collocazione funzionale, l’aria fresca e frizzante è un fluido vitale. Vicino a me ci sono due creature solo apparentemente in antitesi, in realtà complementari poiché costituiscono l’essenza stessa della vita: la colomba ed il serpente, pace e tentazione, ma anche la fiducia metafisica e la razionalità analizzatrice e dirimente che osservano insieme il mondo perché io possa affermare: “homo sum: humani nihil a me alienum puto”  mentre  la natura  osserva , avvolge,  protegge. 

017A5 Cuori
017A5 Cuori

17) Giornata molto dura oggi! Il colore non riesce a stimolarmi. Non lo sento e sono sordo ad ogni fonte emozionale sprigionata dal colore. I toni colpiscono il mio occhio che rimane immobile, fisso, e capisco che non riesce ad indirizzare nessuna vibrazione alla mia mente. La razionalità è staccata nettamente dal sentimento ed il sentimento non riesce ad avere rapporti con il cuore. Tutto dentro di me è statico. Provo a dare forza al blu  ….. niente! Provo ad arricchire le tonalità tendenti al giallo ….. niente! Focalizzo il rosso nella zona aurea del supporto …… finalmente sento che le mie pulsazioni aumentano, la mia mente si riscalda, il respiro diventa più profondo …… sento che l’emozione sale …. il quadro nascerà …. e sarà vivo!

018A5 Little Bang
018A5 Little Bang

18) Ho voluto creare l’impossibile! Il mondo è nato dalla grande esplosione, che tutt’ora è in atto nell’universo e che continua ad espandersi a velocità incredibile in un tempo con infinite configurazioni. Il voler abbracciare questa esplosione, con il solo pensiero, mi fa naufragare e mi fa sentire angosciosamente solo. Fuggo immediatamente da questa sensazione di impotente solitudine …. prendo il pennello, i colori, il supporto plastificato e cerco di descrivere con il mio linguaggio espressivo la toccante emozione. Quando riguardo l’opera terminata mi accorgo di aver amplificato lo smarrimento, la desolazione, la solitudine! la montagna ha partorito il topolino!

019A5 Viva l'acqua
019A5 Viva l’acqua

19) Il paesaggio marino, la marina tipica ed in genere l’acqua allo stato puro, sono già opere d’arte. L’acqua mi affascina e mi rilassa. Mentre cerco di raffigurarla nella tela, sento il suo gradevole suono che arricchisce la mi fantasia entrando in armonia con il cromatismo coloristico. Un crescendo in una sinfonia. fatta di suoni e di colori, mi accompagna per tutto il tempo. Cerco di immaginare il mare sopra la montagna e automaticamente lo sento scorrere con dolcezza …… mi fermo, l’ascolto mi faccio inondare, riprendo a dipingere con gestualità spontanee e nasce un’opera che registra un altra la mia emozione!

020A5 Notte dei tempi
020A5 Notte dei tempi

20) Continuando a parlare di acqua posso affermare che, se non evaporasse, sarebbe un ottimo pigmento. La inserirei in tutte le mie opere senza tanto pensarci. Delle marine io preferisco la loro profondità. Una profondità non intesa in senso prospettico ma in senso fluido. Nei miei quadri cerco sempre di impegnarmi per dare corpo alla profondità marina…… dargli quella giusta forza emozionale che mi fa sentire avvolto da essa ….. sentire la corrente marina che mi colpisce…. vedere le forme che si perdono e si trasformano allontanandosi,  sentirne il freddo …… Mi sveglio e ….. il quadro è portato a termine. Chi l’ha realizzato?

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Dipingere mi emoziona

Dipingere paesaggi mi rilassa. Dipingere l’informale mi scarica. Realizzare l’astratto mi intenerisce. Raffigurare i fiori mi ossigena la mente. Eseguire marine mi affascina e mi fa naufragare … Dolcemente!!!!

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021A5 Dominio

21) Il mio studio d’arte è molto piccolo ma ci sono dentro moltissime cose. Innanzitutto le mie opere che, essendo numerosissime sono sparse per tutta la stanza, sulle pareti, in ogni angolo, giacenti sul pavimento, sugli scaffali, nei cassetti e moltissimi dentro le custodie dei CD. Ieri, rovistando in un cassetto, mi è capitato in mano il quadro sopra raffigurato e, guardandolo non riuscivo a percepire l’emozione che a suo tempo registrai sul supporto di scheda telefonica. Generalmente i protagonisti delle mie tematiche sono gli stati emozionali, gli attimi rubati nella quotidianità, figure fantasticamente elaborate con tocchi gestuali, esplosioni  ed implosioni di gamme cromatiche. Tutto questo non aveva nulla in comune con quel pennuto raffigurato nella scheda. Una inquietudine mi stava inondando in pieno! Come era possibile che quel quadro non riuscisse a riportarmi indietro nel tempo ed indirizzarmi a quel particolare stato d’animo? L’inquietudine saliva ed ormai ero completamente in balia di essa …. allora ho capito!

022A5 Ere
022A5 Ere

22) Questa è la rielaborazione a livello conscio di un  incubo subliminale: paleolitico medio, la  lotta per la sopravvivenza è durissima. La vita difficilissima, questa volta non riesco a riconoscere la mia identità, ho solo l’autocoscienza e  ragiono per immagini. Ciò che segue deriva da ricordi figurativi, perché per quasi tutta la durata del sogno ero incapace di ragionare, non  perché dominato dal  panico, ma perché paura ma semplicemente perché ad un diverso stadio evolutivo. Mi trovo  all’ingresso di una grotta non illuminata, forse sto riposando. Ad un tratto un grosso rettile nero si avvicina e mi  morde un gluteo senza farmi male, mi volto senza reagire, ne contemplo il corpo sinuoso, enorme, senza coda ed alla estremità opposta c’è un’altra testa, più grossa di quella le cui fauci mi hanno morso. Guardo fuori e vedo un’immensa distesa verde, melmosa, nella quale  enormi, lunghi vermi strisciano in tutte le direzioni lasciando tracce profonde. Un vento forte e gelido agita  la  palude verde creando onde lunghissime e  dolci in sintonia con i movimenti dei vermi. Il vento alimenta un piccolo incendio surreale, che sembra avere origine molto lontano, mentre è a pochissimi metri da me. Osservo l’incendio e, tra le fiamme, il cielo appare di un colore talmente intenso da confondersi con l’acqua, senza soluzione di continuità.. La distinzione tra cielo e mare è determinata dagli esseri che ci vivono,  un cetaceo rosso è immerso per metà nella parte inferiore del cielo, che cielo non è e per metà in quel mare, che mare non è. Uccelli  sembrano levarsi dal rosso dorso  del cetaceo  o dall’acqua, che, a sua volta,  si trasforma in un altro cetaceo che, dibattendosi mi spruzza di liquidi gelidi ho i brividi, ma per il freddo, non per la paura, poiché accetto come naturale quel luogo sconcertante. Improvvisamente torna la  facoltà di ragionare ho coscienza di essere un essere umano, in un ambiente che mi è totalmente alieno ed avverto il mio crescente disagio. Osservo il  cetaceo rosso, comprendo che  l’animale potrebbe essermi amico e proteggermi ma, adesso, razionalmente ne percepisco le difficoltà ed il pianto. in alto le fiamme  rosso vivo si trasformano in piccoli cuori che s’innalzano verso il cielo. Recepisco tali forme come simboli dei nostri tempi , estranei a questo contesto temporale, abbasso lo sguardo e, finalmente percepisco l’immagine amica dell’occhio che pone  fine del mio incubo irradiando sentimenti di amore e  riportandomi alla calma

023A5 Confronto
023A5 Confronto

23) Le gallerie d’arte! Accidenti! Le gallerie d’arte non vogliono appendere i miei quadri alle loro pareti a causa della loro “troppo piccola dimensione”. In effetti hanno ragione! Un bel quadro deve essere goduto in pieno, soprattutto nei momenti di relax, seduto su un divano. Molte delle mie opere, per essere decifrate, hanno bisogno di una lente di ingrandimento, talvolta di un microscopio vero e proprio. Sono incazzatissimo! Sento invadermi da un impotente senso di essere il vero protagonista! Non riesco a far apprezzare le mie opere pittoriche e mi sento una preda che può essere annullata in qualsiasi momento. Reagisco decidendo di andare avanti lo stesso! Quindi mi dirigo verso il mio studio d’arte con la speranza che la mia emozione non si tramuti in qualcos’altro, magari incontrando persone a cui non si può fare a meno di sfuggire dalle loro chiacchiere. Come al solito eseguo una frettolosa scansione dei colori e, come al solito, non trovo il principale colore dell’incazzatura, cioè il rosso. Non importa, vado avanti lo stesso per non perdere l’emozione ma sento ormai che qualcosa di nuovo incomincia a risalire dalla parte più profonda della mia mente. Sento il rumore dell’acqua di un ruscello che scorre tra i sassi, il riverbero del  sole  che si smaglia sulla mia pelle e sui massi …. mi sento come  un piccolo essere dall’insolito colore che cerca di scaldarsi al sole… mi sveglio per un attimo e mi ritrovo a dipingere ….. dalle acque spumeggianti emerge il nemico di sempre, un essere strisciante! poco lontano qualcuno osserva, prudente,  la scena. Preda e predatore si fissano per un lungo istante, poi il collo della biscia saetta in  avanti, afferra il piccolo essere ed improvvisamente si ritrae in preda a violente  convulsioni …….. quell’innocuo essere  è tale soltanto all’apparenza! Stefano ! Reagisci! Non ti scoraggiare! Vai avanti!

024A5 Metamorfosi
024A5 Metamorfosi

24) Come al solito, dopo aver dipinto un intero quadro senza il rosso, sento un bisogno viscerale di riportare sul supporto pittorico le calde gamme cromatiche, escludendo completamente i toni freddi. Mi sento avvolgere dal silenzio di un fondale marino, la mia mente vi vaga armoniosamente, libera di spaziare. L’acqua, pur essendo fredda, trasmette un trasparente riverbero rosso fuoco. Mi guardo intorno, perplesso osservatore passivo. Il liquido universo è in continua metamorfosi. Strani esseri che diffondono  il liquido rosso che  colora l’acqua mi superano, teneramente indifesi, tutto appare immateriale, immerso in una dimensione senza tempo. Un numero mi martella incessantemente senza danneggiarmi. Il numero 4! Perché!

025A5 Metamorfosi
025A5 Metamorfosi

25) Mi trovo nel mio studio d’arte e sto avendo un momento di serenissimo relax leggendo la vita artistica di un grande pittore impressionista. Claude Monet, Impressionista degli Impressionisti, colui che ha creato la cattura dell’attimo emozionale fuggente. I suoi quadri mi caricano di energia, mi danno forza e mi incoraggiano. Ho davanti a me le riproduzioni degli ultimi suoi quadri che raffigurano delle ninfee e sto godendomi uno spettacolo meraviglioso. Sento nascere dentro di me un qualcosa di indefinibile, come se fossi soggetto ad una strana metamorfosi. In pieno corso di questa mia trasformazione, abbandono la lettura  dando il via ad una composizione sul solito supporto plastificato di 5,5 x 8,5. Uso il verde il blu ed il giallo e …. anche un pizzico di rosso. Ecco l’opera portata a termine: acqua con il suo fruscio e le sue trasparenze,  ninfee, balene e tanto cibo per esse, il planton.

026A5 Meteore
026A5 Meteore

26) Oggi sono stato a Roma  a visitare i Musei Vaticani che mi hanno provocato un effetto alquanto negativo. Ritornato all’Argentario, mi sono diretto subito nel mio atelier con l’intenzione di distruggere alcuni miei lavori.  Molti sono passati in rassegna e ne ho trovati una ventina che mi irritavano la vista: gli occhi non riuscivano a rimanere ancorati ai soggetti in essi raffigurati e lo sguardo cercava di sfuggirvi. Ho preso il pennello ed un tubetto di grigio di scarso valore e, dopo averlo aperto, l’ho quasi svuotato sulla tavolozza. Con pennellate piene di rabbia ho iniziato a coprire tutto il primo quadro con il colore, proponendomi di fare la stessa cosa con gli altri diciannove. Mentre facevo questo ….. più pensavo alle opere di Raffaello e Michelangelo, più cresceva a voglia di coprire 21 quadri, 22, 23 …. tutti ……. e poi ancora chiedere ai proprietari dei miei quadri di togliere quelle tele imbrattate dalle pareti dei loro salotti.. Mi sentivo colpire la mente da mille meteore e io ero lì impotente, a riceverle tutte. Queste avevano una forza distruttiva inimmaginabile. Arrivato all’impossibile ultima idea, quella di convincere i possessori delle mie opere, mi sono fermato istantaneamente e, allontanandomi dal quadro mi sono accorto di non fare la cosa più giusta e razionale; avrei dovuto invece tradurre in pittura il sentimento di rabbia che ormai era divenuto insopportabile. Un occhio confuso che osserva le mie opere con disgusto e perplessità! Ecco la tematica del quadro: un occhio in preda alle forze dell’universo, che vede nero e riceve le più nefande materie della natura.

027A5 Il sole è spento
027A5 Il sole è spento

27) Sono passati alcuni giorni dalla visita ai musei vaticani ma sono ancora scosso da essi, sentendo, dentro di me, la completa impotenza espressiva. Non ho preso più il pennello in mano. Tutto è diventato nero! Quella luce che illuminava costantemente la mia mente si è spenta, il mio sguardo è diventato assente: non ho più voglia di studiare a fondo le cose. Tutto diventa piatto e senza colore …. è come se il sole si fosse spento! Riporto sul supporto plastificato la mia orribile sensazione e, dopo aver dato l’ultima pennellata non faccio quello di cui sono solito fare, cioè godermi per alcuni minuti l’opera portata a termine ….. No! chiudo il mio studio artistico e vado a fare una lunga passeggiata.

028A5 Vulcano innevato
028A5 Vulcano innevato

28) La mia mente è fredda! Non riesce più a generare. Il vulcano espressivo dentro di me è inattivo …. coperto di neve ….. piange ….. La mia mente ha bisogno di essere soccorsa …. nuova materia e nuova forza vitale deve entrare direttamente nella mia centrale creativa ….. la  mole poderosa del vulcano, con la sua debolezza, non domina più le tematiche, però qualcosa si sta muovendo: nei  suoi fianchi si aprono solchi ampi e profondi e crateri minori, la cima  è coperta di neve, che maschera il fuoco abissale,  più in basso, al terreno brullo si sostituisce la foresta ed a questa i fertili terreni vulcanici, irrigati dalle abbondanti acque di fusione delle nevi.  Poi, la terra comincia a tremare,  nubi sulfuree si innalzano dal monte , la neve si scioglie, ceneri e lapilli oscurano il sole, scende una notte innaturale, rischiarata solo dalle vampate  delle esplosioni e dalle colate di lava incandescente che  bruciano la foresta,  devastano le zone coltivate. Il gigante sopito si è risvegliato!Nascono nella stessa giornata quattro opere! …. e mi piacciono!  Eccole qui appresso rappresentate!

029A5 Occhio
029A5 Occhio

29) Il mio sguardo si dirige dappertutto, è penetrante e sveglio! L’occhio gira nella sua orbita in modo continuo e sistematico, cercando di portare all’archivio della mia mente tutte le sensazioni derivanti dal mondo esterno.  Un mondo popolato  da miriadi  di temi fluttuanti, vibranti, soggetti appartenenti alle più svariate specie vengono archiviati, cercano di fuggire per non essere catturati, li conquisto, li nutro, si moltiplicano, alcuni muoiono  in un cosmo traslucido in cui la lotta per la vita è furibonda. Adesso la mia finestra è aperta e scruto il cosmo!

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030A5 Sogno

30) Un sogno …… quasi un incubo ….. ma pur sempre pittorico:

Il fiordo  stretto, lungo, profondo  e serpeggiante dalla costa penetra nell’entroterra tra ripide pareti rocciose e scure foreste. Nelle valli profondamente erose dai ghiacci il mare è penetrato formando segrete insenature che proteggono  gli insediamenti dai predoni che vengono dal mare. Lunghe navi eleganti si addentrano silenziosamente nel fiordo sconosciuto, mentre  la notte sta per finire…quando il pallido  sole primaverile fa scintillare le acque ne colpisce le vele …. un pastore le avvista dalle alture e si precipita verso il villaggio indifeso che si sta risvegliando, ma la razzia  ha ormai avuto inizio: chi oppone resistenza è ucciso, gli altri sono ridotti in schiavitù, il bestiame e le poche cose  di valore sono caricati sulle navi … quando il pastore giunge trafelato al villaggio alte fiamme si innalzano dalle capanne, il villaggio, la famiglia, gli amici, tutto è scomparso …. all’unico superstite non resta che radunare  le proprie bestie ed addentrarsi verso l’interno , per chiedere asilo e portare l’allarme ad un villaggio che sorge più all’interno, nella speranza che i feroci razziatori non  ne conoscano l’ubicazione.

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L’espressione della Pittura

L’arte  della  Pittura  è  una  delle  più  alte  espressioni  dell’uomo. Traduco in Pittura tutto ciò che mi è possibile raffigurare. Dipingere è una cosa meravigliosa. La pittura è colore … è vita!

031A5 Metamorfosi
031A5 Metamorfosi

31) I paesaggi, le marine, i quadri astratti e i dipinti di ogni genere sono sempre dentro il mio cuore. Li amo tutti! Amo tutto ciò che è pittura! Visito spesso le gallerie d’arte cercando di assimilare tutti i lati positivi delle svariate tematiche che si presentano al cospetto del mio occhio. Esso è vigile e penetrante ma ….. innocuo. Il mio occhio spazia per tutta la tela travasando linfa vitale da elaborare nella mia mente. Non gli interessano i particolari! Cerca di catturare in un solo istante la sensazione globale che emana l’opera d’arte. Per esso non esiste il quadro bello o il quadro brutto: esiste il quadro che lascia un’emozione: un’emozione di qualsiasi natura, bella o brutta.

032A5 Metamorfosi
032A5 Metamorfosi

32) Cosa succede nella mia centrale creativa quando viene alimentata da emozioni provenienti dall’esterno? L’emozione vi penetra in soffici nubi, si condensa in  pioggia, neve, nebbia, rugiada ….. la linfa vitale che entra e si tramuta viene raccolta in rigagnoli e fiumi, fluisce  in tutti gli interstizi, penetra nel fertile terreno, è assorbita dalle radici della mia creatività, filtra nel mio profondo, poi …….  dopo aver permeato tutti i tessuti del mio essere, torna  in superficie attraverso le sorgenti e con decisione viene gestualizzata e tradotta in effetti coloristici

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033A5 Il mondo è nudo

33) Le emozioni derivate dal colore possono essere il prodotto che nasce spontaneamente dalla parte più profonda del nostro intimo, oppure il risultato derivato dalla visione di un paesaggio naturale. Le emozioni possono nascere come forma di messaggio nell’osservazione di un’opera d’arte artificiosamente creata. Queste forme emozionali arricchiscono la nostra creatività, ci permettono la rappresentazione della natura attraverso canali che collegano le parti più intime della nostra mente e, istituiscono un dialogo inconscio parallelo tra l’artista e l’osservatore dell’opera.

034A5 Il risucchio dello tsunami
034A5 Il risucchio dello tsunami

34) Quando arriva lo stato emozionale bisogna subito riportarlo sulla tela. Se questo non viene fatto, si perdono in pochissimo tempo gli impulsi vitali e la creazione dell’opera, già configurata nella fantasia, si dissolve come un pezzo di ghiaccio sul fuoco. A volte, questo sentimento, lo sento nascere e crescere dentro di me molto delicatamente e, questa particolare situazione mi mette in difficoltà perché mi si presentano due strade ben distinte: o attendere che si rafforzi, oppure catturarlo subito. Può essere sbagliata sia la prima che la seconda soluzione. Quando invece l’emozione è uno tsunami che mi travolge completamente, tutto diventa più facile: la scelta obbligata dell’attimo, la spontanea gestualità che guida il pennello con decisione, la scelta irrazionale della combinazione dei colori. ….. è bello dipingere quando la mente è rilassata e non obbligata a disegnare prospettive scientifiche, scegliere forme, indovinare i colori, comporre equilibrate campiture, rispettare le zone auree, fare attenzione agli accostamenti troppo contrastanti, velature,  …… Mamma che pena!!!

035A5 Il pasto
035A5 Il pasto

35) Perplessità ed inquietudine sono due ingredienti esplosivi e, quando permeano insieme la mia mente, nasce un’opera sconvolgente come quella qui sopra raffigurata. I colori sono forti e violenti i contrasti netti e decisi, le sfumature esplosive, potenza e velocità sono i protagonisti principali: tutto è prepotentemente in movimento.

036A5 Primordialità
036A5 Primordialità

36) Quando sono concentrato nella pittura divento un altro uomo. Mi isolo dal mondo e mi occorre molto tempo per ritornare alla realtà. Questa sensazione di isolamento non è però negativa perché non mi violenta e non rende succube la mia creatività. Entro così in simbiosi con il mondo che sto immaginando: talvolta mi lascio naufragare completamente in questa delicata sensazione tanto da regredire fino alla primordialità, creando giovani mondi  dove oceani appena nati ribollono, dove forme elementari di vita si evolvono in altre più complesse, dove le grandi distese di acqua pullulano di vita e organismi molteplici occupano i differenti habitat dalle profondità alla superficie …… dove sento una voce che chiama Stefano, che insiste, che aumenta di volume …… mi sento scuotere ….. qualcuno mi sta chiamando  ….. piano piano ritorno alla realtà e sento mia moglie che rimproverandomi mi dice “Stefano! Mi mi vuoi ascoltare?!?

037A5 Acqua
037A5 Acqua

37) Ritorno alla realtà ma la mia mente rimane ancora legata a quel modo acquatico e primordiale. Non bastandomi la realizzazione di un sola opera mi immergo nel profondo delle acque, per raffigurare in modo diverso, la stessa emozione. La vita che nasce sotto le immense distese, il liquido amniotico è l’acqua che dà la vita, premessa  per nuove innumerevoli nascite. L’acqua, origine e veicolo dell’esistenza, è simbolo di fecondità e di fertilità. L’oceano  rappresenta  l’origine di ogni forma vivente,  ma anche le fluttuazioni dei sentimenti e dei desideri ed è anche l’elemento sensuale e materno. L’acqua è metafora femminile di rigenerazione e creazione.

038A5 Metamorfosi
038A5 Metamorfosi

38) L’azzurro è un gran bel colore. Lo impiego in tutte le mie opere. Anche questo mio ultimo quadro è carico di azzurro: azzurro inteso come pigmento, mescolato con il giallo che da come risultato dei bellissimi verdi. Il mio azzurro preferito è il blu oltremare, oltre al blu cobalto ed al ceruleo. Qualche  volta impiego il blu di Prussia, ma essendo troppo forte, devo stare attento alla sua gradazione. Ecco il mio simpatico incubo da sogno: Una grande astronave entra in orbita sublunare. La scialuppa dell’astronave  aliena scende sul vasto altopiano, uomini – uccello  scendono  sul mondo  dotato  di un habitat compatibile  col loro metabolismo, fanno scendere il gruppo di ammutinati prigionieri, che si allontanano  velocemente, mettendosi in  salvo, la scialuppa riparte abbandonandoli. I naufraghi spaziali tornano a prendere  i pochi oggetti  adatti alla prima sopravvivenza   che, secondo la loro legge, sono stati lasciati loro  dai soldati della scialuppa. Non rivedranno  mai più il loro mondo.  

Nei mesi seguenti gli uomini  uccello si  organizzano, riescono a sopravvivere.

Una popolazione indigena  ha  visto il grande oggetto luminoso avvicinarsi alla terra, gli esploratori  hanno raggiunto a fatica l’altopiano.

 Gli dei   scesi sulla terra individuano gli intrusi, che  immediatamente  si prostrano ai loro piedi in adorazione: ora  gli dei piumati  regneranno sulle antiche terre e  sui suoi popoli, finché un’altra esistenza li chiamerà e di loro resterà solo il culto ed il ricordo

039A5 Il pianto cromatico
039A5 Il pianto cromatico

39) Molto spesso la mia creatività si spegne. La sento affievolirsi dentro di me e, immancabilmente sprofondare in un abisso dove mi resta difficile ripescarla. Non entro nello sconforto sapendo che questo spegnimento è soltanto temporaneo e che, quando si ripresenterà in superficie, lo farà in modo esplosivo. Ascolto l’emozione che dorme, la vigilo, la accarezzo, l’attendo …..e ….  silenziosa, gravida  di aspettativa,  la sento in un sibilo crescente, poi in un fragore improvviso la vedo dilatarsi in un turbine di colori e scintille che risvegliano prepotentemente la mia creatività e guidano il pennello sulla tela ……. ecco apparire nitide grandi cascate come  lacrime di fuoco.

040A5 Il buio può illuminare
040A5 Il buio può illuminare

40) L’Universo è pieno di vita e di colore. Quando pensiamo all’universo, il più delle volte, naufraghiamo nella vastità e nel buio totale. No! L’universo è pieno di colori, le sue gamme cromatiche sono ricchissime e, soltanto la pittura le può rappresentare nel modo più completo. Molto spesso mi fermo a meditare ….. meditare con l’occhio e capisco che  …. anche il buoi può illuminare!

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Elogio all’arte

 Elogio all’arte

L’arte, in tutte le forme,  è la vetta più alta che l’uomo possa toccare. L’arte ti abbraccia dolcemente e ti avvicina alla Grande Natura. È l’essenza della vita: bevila! È un elemento essenziale. L’arte la faceva Michelangelo, Raffaello, Leonardo. L’arte la faceva Van Gogh, Monet, Renoir … Spesso mi faccio una domanda: Ma io … cosa faccio?

041A5 Il senso dell'umido
041A5 Il senso dell’umido

41) Ho bisogno di inventare! Ho bisogno di creare nuove figure! Medito e vengo improvvisamente investito da una strana sensazione che mi è difficile spiegare. Voglio descrivere il senso dell’umido! La mia mente è adesso libera di spaziare nel pieno della sua creatività ma le figure mi sfuggono sovrapponendosi l’una all’altra in una cadenzata e rallentata frequenza.

E’ come se queste creature si muovessero in un ambiente acquoso con alta concentrazione di sostanze vischiose. I colori passano con naturalezza dai tubetti alla tavolozza, il pennello scorre deciso nella mescola dei pigmenti , le gamme cromatiche nascono senza nessuna logica razionale e, quando esco fuori dallo stato emozionale non mi rendo conto di ciò che sono riuscito a creare. Il giorno dopo, guardandolo, mi domando: “ma che cos’è?”

042A5 Perché c'è la sete?
042A5 Perché c’è la sete?

42) Molto spesso mi domando perché l’uomo abbia voluto vivere in posti completamente privi l’acqua. La sete nel modo è oggi un problema che investe moltissimi milioni di persone. Ho provato ad immaginare un mondo fatto esclusivamente di acqua e l’ho tradotto in pittura. Al termine dell’opera, mi sono concentrato su di essa ed invece di avere un conforto, la mia mente è sprofondata in un angoscioso vuoto abissale. Mi sono accorto che l’opera non è stata un prodotto della fantasia ma una triste realtà: cascate d’acqua belle a vedersi ma inservibili

043A5 La montagna è donna
043A5 La montagna è donna

43) Non ho perso tempo! …… Acqua! Si acqua! ….. Acqua che possa bersi. I miei pennelli prendono a scorrere freneticamente sul supporto. I colori sembrano mescolarsi tra di loro indipendentemente da ogni ragionevole valutazione, la mia mente partorisce senza razionalità. Nascono delle gamme cromatiche che mai sarei riuscito a creare con l’applicazione delle regole. Fulmini, pioggia, tempeste, montagne e fiumi d’acqua che scendono a valle: la montagna approvvigiona l’uomo. L’opera è stata portata a termine! Sono soddisfatto.

044A5 Animali compattati
044A5 Animali compattati

44) Il cane è il miglior amico dell’uomo e viene talvolta rappresentato nelle mie opere. Ho voglia di scavare nel profondo del mio intimo, in quella parte nascosta dove vivono e si cozzano freneticamente le mie emozioni, cercando di tirarne fuori alcune, che purtroppo possono uscire soltanto con violenza.

Raccolgo tutto il materiale necessario alla seduta pittorica, che distendo alla rinfusa sul banco di lavoro e, intanto sento amplificarsi le mie emozioni. Faccio tutte le operazioni di preparazione, tranne quella di far riuscire i colori dai tubetti. Inizio a meditare. Prendo il tubetto di azzurro oltremare, lo comprimo per farne uscire il colore ma mi accorgo che la mia razionalità non riesce a far sì che esca il colore strettamente necessario alla realizzazione dell’opera. Con la stessa irrazionale sicurezza faccio uscire altri colori dalle loro varie confezioni, non accorgendomi di aver ormai perduto il controllo delle mie azioni. Prendo una vecchia scheda telefonica, la sgrasso bene con il diluente, l’asciugo ed inizio a distenderci il colore. Distenderci? No! Il colore raggiunge il supporto in modo assai violento; il nero, il giallo di cadmio, l’azzurro oltremare colpiscono la superficie avida di colore, e poi ancora altri pigmenti  che preventivamente si mescolano, non so come, sulla tavolozza.

La mia mente è entrata in simbiosi con la tematica stessa dell’opera che sta creando. Accorgendomi incredibilmente di aver terminato il quadro, mi allontano per osservarlo e mi dico: No! Questo quadro non l’ho fatto io! Come lo intitolo? Spensieratamente cerco il pennello “doppio zero” per apportare titolo e firma, ma non trovandolo, la mia mano va automaticamente alla ricerca di un altro occasionale pennello: non importa che sia più grande … ma non lo trovo!

Dove sono finiti i pennelli che ho impiegato per la stesura del colore? Non sono sul banco di lavoro, non sono vicino alla tavolozza, non sono intorno a me: Sono dentro il contenitore sul pianale dello scaffale ancora puliti ed asciutti! Allungo la mano per raggiungerlo e quando l’afferro quasi mi scivola; guardo le mie mani e le vedo impregnate di colore! Arriva la sera e mia moglie mi ricorda che quella camicia e quei pantaloni, irrimediabilmente sporchi di colori di vario genere, sono da gettare via!

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045A5 Concorso Telecom

45) Manca ormai pochissimo tempo alla fine del 2005, il tempo è ancora gradevole e posso ancora dipingere senza tenermi vicino lo scomodo termosifone a rotelle. Mentre sono alle prese con un’opera già iniziata, mia moglie mi chiama con il cellulare per dirmi che ho ricevuto una e-mail dalla Telecom, la quale mi invita a partecipare ad un concorso di pittura. Si tratta di trovare uno slogan figurativo per la promozione del numero di servizio 1254. Pur essendo contrario ai concorsi – soprattutto quelli i cui organizzatori chiedono soldoni – prendo sul serio la proposta e mi metto immediatamente al lavoro. Abbandono l’esecuzione di un quadro, la cui tematica è la balena, e incomincio a disegnare sul piccolo supporto, numeri su numeri, telefoni ed apparecchiature di comunicazioni. Dopo un’ora mi accorgo che il quadro non prende la forma emozionale, che le gamme cromatiche mi toccano lontanamente, che tutto è ordine precostituito, quindi tutto è freddo, schematico ma ….  perfetto! Dal momento che il quadro è perfetto continuo a dipingerlo ed a portarlo a termine. Perfetto! I numeri, i telefoni, il contesto …… tutto perfetto! Il giudizio di mia moglie ….. perfetto!

Ritorno nel mio atelier (il mio studio di pittura, che di atelier ha tutto, meno che l’ordine) e, nel percorrere quei pochi metri che mi separano da casa, avviene in me un’improvvisa metamorfosi. Perfetto! Il quadro è perfetto! Sicuramente vincerò il primo premio! Un quadro perfetto deve, per forza di cose, evidenziarsi dagli altri. Entro nello studio, porto gli occhi sul quadro rimasto incompiuto e vengo assalito da una carica di colori, capace di trascinarmi in un sogno cromatico indescrivibile.

Come ipnotizzato, prendo le forbici e, con gesti di rabbia taglio in mille pezzi il quadro perfetto, lo distruggo con gioia, lo getto nel cestino. Con i colori ancora freschi sulla tavolozza, riprendo a dipingere la mia balena, riprendo a stendere il colore che mi viene da dentro, scrivo, in  maniera imprecisa, il numero 1254 e arricchisco il tutto con chiaroscuri che nulla hanno a che vedere con gli slogan Telecom. Gli appioppo un titolo che con il contesto del concorso non ha nulla in comune: salviamo la balena! Lo fotografo e lo invio all’ufficio concorsi. Vincerò soltanto il terzo premio. Non sono pentito di aver distrutto con gioia il quadro perfetto!

046A5 Nooooooo!
046A5 Nooooooo!

46) L’importanza dell’attimo! Quanto è importante un attimo nella pittura? Moltissimo! Monet, grande pittore,  fondò il movimento impressionista proprio sull’importanza dell’attimo! Dipingeva l’attimo fuggente per non inquinare,  con i suoi stati d’animo, l’emozione sprigionata dai colori del paesaggio che si trovava di fronte. Doveva catturare l’attimo fuggente e riportarlo immediatamente sulla tela allo stato puro, senza che fosse elaborato dalla sua mente.

Rifletto su questo benedetto attimo, tiro fuori i colori, preparo l’olio, la trementina, i pennelli e, pensando “all’attimo”, incomincio a stendere il colore sul supporto della scheda telefonica. Un mondo che viene colpito da un gigantesco meteorite, raffigurato un milionesimo di secondo prima dell’impatto … chi lo può fermare? Il quadro è terminato, lo guardo e naufrago in un mare che …… chiamarlo universo è poca cosa! Mi perdo … un mondo .. un attimo  … la vita! Noooooooooooooooo!!!!!!!!

047A5 Dimensione senza limiti
047A5 Dimensione senza limiti

47) La mia specialità pittorica è la tecnica della miniatura, che mi ha portato, un poco per volta, a dipingere quadri sotto il millimetro quadrato di superficie. Mi sono accorto che, una volta superato ostacolo della misura, vedo possibile conquistare spazi ancora più piccoli. Quando smetterò di rincorrere questo record? La dimensione non ha limiti! Facendo il ragionamento inverso, provo ad immaginare -sempre in spazi microscopici –  grosse forme di vita …… mi sento salire i brividi …. li traduco in gamme cromatiche …….. il quadro mi colpisce senza limite, dandomi il colpo di grazia …… l’uomo, a confronto, si annulla!

048A5 Cosa è l'aviaria
048A5 Cosa è l’aviaria

48) Sento spesso parlare dell’influenza aviaria. Sarà una bolla di sapone, oppure è veramente cosa seria che deve destare preoccupazione? Come può essere rappresentata, nella pittura, una tematica di questo genere? Ma cosa è l’influenza aviaria? Un’invenzione delle organizzazioni farmaceutiche oppure la distruzione della vita nel pianeta? Possibile che il mondo sia appeso ad un filo, e per giunta, tenuto dal becco di un uccello?

049A5 Il vulcano e la colomba
049A5 Il vulcano e la colomba

49) A volte mi soffermo a meditare sulla cattiveria e sulla bontà umana. Cerco di metterle a confronto e vedo l’abisso. La realtà è, che esistono entrambi e, quello che mi spaventa è il fatto della relatività. Questo abisso ha davvero raggiunto il limite? Come posso saperlo? Faccio il paragone con i poli di una calamita ed ottengo una risposta sola, accorgendomi che la distanza tra il male ed il bene è sottoposta alle leggi della relatività. La calamita può essere spezzata ma i poli rimarranno sempre uguali e contrari. Nel mondo – volendo farlo più buono – rimarranno sempre le forze estreme che si metteranno a confronto ….. potenza distruttiva e pace ….  il vulcano contro la colomba!   …. mentre il mio occhio rimane perplesso!

050A5 Viva il verde
050A5 Viva il verde

50) Forme di vita! L’uomo che domina l’animale! Entrambi immersi nel verde! Il verde è la vita che alimenta la vita. Non distruggiamolo! L’occhio umano dovrebbe essere sempre vigile e pronto ad intervenire per proteggerli entrambi. Invece!

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Dipingere paesaggi da sogno

 Dipingere paesaggi da sogno

Dipingere mi allieta. Pitturare i fiori mi  diletta. Dipingere nature morte mi delizia. Realizzare scorci paesaggistici mi  attrae. Dipingere marine e paesaggi marini mi affascina. Eseguire i paesaggi dei  sogni mi da grandissima vitalità. Dipingere sognando … mi manda in estasi

051A5 Cosa è l'universo
051A5 Cosa è l’universo?

51) La mia vita è fatta di colori. Colori alla mattina, colori al pomeriggio, colori alla sera. Quando vado a letto, prima di addormentarmi, sono invaso da una simulazione spontanea di ricchissime gamme cromatiche. Esplosioni di colori, scoppi cromatici e un’incredibile dinamica coloristica, impossibile da tradurre in pittura, data la sua perfetta ed armoniosa eleganza. Il tutto ha un vigore assai penetrante. Nel sogno, molto spesso, sono invaso dai colori. Mi si creda, è veramente bello avere a che fare con i colori.

Purtroppo, qualche volta, sogno anche il pigmento, cioè la sostanza fisica del colore, che mi sporca le mani e gli indumenti. Sogno di mangiarlo! Sgradevole, ma continuo a mangiarlo! chissà cosa vorrà significare! Spesso mi domando cosa sia veramente l’universo e, come sempre, mai arriva la risposta. Il solo pensare alla sua vastità mi manda in tilt. Il nostro mondo, i pianeti, le stelle e le continue esplosioni sono una cosa impossibile raffigurare con qualsiasi tipo di linguaggio umano conosciuto. Provo a dipingerlo …… mi perdo!

052A5 Si guardano
052A5 Si guardano

52) Vasti spazi collinari, una valle infinita, un verde vivo e vigoroso che cambia tonalità allontanandosi verso la linea dell’orizzonte. Io sto sognando un ideale paesaggio agreste e mi trovo su uno strano altopiano, sconnesso e colpito da onde gigantesche.

Le forme sono trasfigurate e le linee prospettiche sembrano essere passate dentro un frullatore. Il mio sogno non viene fatto a letto ad occhi chiusi, ma nel mio studio mentre sto lavorando su una miniatura 5,5 x 8,5. Vedo l’acqua salire dalla valle verso di me e mi sento osservato. La mia mano continua a creare emozioni. “Mi piace!” Questa frase mi fa sussultare, ritorno alla realtà e vedo Ettore, che con una mimica a lui assai consueta, mi ripete la stessa frase aggiungendo “è bello”. Guardo l’opera e gli rispondo “forse!”, poi mi domando: “Ma chi l’ha fatta?”

053A5 il nulla dei nostri incendi
53 Il nulla dei nostri incendi

53) Incendi, esplosioni, fuochi artificiali! Chi di noi non ne ha mai visto uno? A volte mi domando come sia possibile raffigurare un insieme di esplosioni, cioè i miliardi di schianti cromatici dell’universo! Che cosa sono i nostri incendi a confronto? Inizio a dipingere sulla solita scheda telefonica mondi, lontani, stelle, nebulose, con colori a gradazione temperata per poi sfociare nelle tinte fredde. Nello stendere il pigmento sul supporto, non mescolo i colori ma li accosto tra loro, a piccole macchie e, sovrappongo altro colore sulle parti che sono in già avanzato stato di essiccazione. In questo modo tutto viene più chiaro, più nitido, e i contrasti risaltano con forti vibrazioni.

054A5 Cosa c'è fuori
054A5 Cosa c’è fuori?

54) Molto spesso, quando mi soffermo ad osservare una parete rocciosa, vedo in essa tutto quello che la mia fantasia possa immaginare. Iniziano le sequenze e vedo un volto, poi un animale, poi una casa, quindi una marina ecc. Ho provato mille volte a guardare il cielo stellato ma mai nessuna trasfigurazione è avvenuta. L’ho inventata!

055A5 Ma cosa è il tempo
055A5 Ma cosa è il tempo?

55) Ho provato molte volte a pensare cosa possa contenere un milionesimo di secondo. Quando due grosse stelle si scontrano …… provate ad immaginare l’importanza di quel milionesimo di secondo prima dell’impatto! Esiste!!!!!! Non solo! ma può essere diviso per 2, ed ancora diviso per due …. ed ancora …… ed ancora diviso per centomila …… per un miliardo …… accidenti! Sto naufragando!

056A5 Qualcuno ha bussato
056A5 Qualcuno ha bussato?

56) Un fulmine dalla grandezza planetaria, un colossale rumore che scuote la terra. Qualcuno ha bussato alla porta?

057A5 Ere in contrasto
057A5 Ere in contrasto

57) La relatività. Una grossa parola che porta direttamente ad Albert Einstein. Lo scorrere del tempo che non è sempre uguale. Una teoria che ha rivoluzionato la fisica dello scorso secolo. No! Io non parlo della relatività del tempo ma di quella della grandezza. La dimensione, verso l’infinito e verso il microcosmo non ha limite. L’universo è talmente grande che può ospitare forme di vita più grandi del nostro pianeta. Prendo la tavolozza del pittore, i pennelli e semplicemente i tre colori base più i due accessori, cioè il rosso carminio, il giallo di cadmio originale, il blu di cyan, il bianco ed il nero. Il risultato? Ere a contrasto!

058A5 La vita è sempre presente
058A5 La vita è sempre presente

58) Continuo con la serie delle forme viventi a grandezza planetaria. Ormai sono entrato in simbiosi con un mondo dove tutto supera i valori canone, che mente umana non possa immaginare. Balene planetarie, cavalli immensi come la Via Lattea, forme umane e uccelli giganteschi. La mia mente crea, il mio occhio osserva attentamente. Le gamme cromatiche sono libere ed i pigmenti  vengono stesi sulla tela senza che io me ne accorga. Tutto diventa come un sogno. Qualcuno mi parla da dietro ma non riesco a capire cosa dice. sono talmente concentrato nel dipingere il quadro, che non riesco a ritornare nel presente. Mi sento scuotere
 – quell’occhio mi fa paura! – mi dice Luciano
– quell’occhio è il mio! – gli rispondo io – ed osserva la vita che è sempre presente! –

059A5 Aviaria
059A5 Aviaria

59) Siamo ancora in tema di aviaria. Il mondo ha paura dell’influenza che viene trasportata dagli uccelli. Tutti i volatili sono visti, in questo periodo, come mostri capaci di portare con se malattie con potenziale altamente distruttivo. Le tonalità migliori per tale raffigurazione penso siano quelle tendenti al giallo ed al rosso. Senza accorgermene sono già al lavoro e mi sto ancora domandando: “Da dove iniziare?”. Non mi rendo conto che è già passato molto tempo e, che l’opera è stata ormai portata a termine. Sento le mie mani umide, abbasso lo sguardo su di esse e le vedo sporche di pigmento. I pennelli sono puliti, il tubetto di blu manca all’appello, tre sagome ritagliate e con i bordi sporchi di pittura si trovano vicino alla tavolozza. Porto lo sguardo all’opera, la osservo bene in tutti i particolari e sento nascere dentro di me una rabbia inspiegabile. Come è possibile che l’uomo sia impotente di fronte a questo particolare tipo di evento?! E se fosse tutta una montatura orchestrata da grandi case farmaceutiche?

060A5 Metamorfosi
060A5 Metamorfosi

60) Il mio umore cambia spesso durante la giornata. Una continua metamorfosi che spesso trasporto sulle mie tele. Qualche volta le mie sensazioni sono talmente complicate che non riesco a capirne l’origine ed il tipo. Un agitazione sorda nasce dalle parti più profonde della mia mente e si amplifica durante la giornata. Soltanto la pittura riesce a calmarmi. Vorrei gridare a squarciagola ma lo farei soltanto se fossi solo; vorrei poter vedere, in modo chiaro ed obiettivo, il mondo che mi circonda ma mi sento accecato e, tutto quello che vedo è soggetto ad elaborazioni interne. La mia visione del mondo cambia dal bello al brutto, dal protagonismo all’impotenza, dal nervosismo alla pace dei sensi. Non mi lamento, anzi, ne vado orgoglioso! Vivo le mie sensazioni, le ascolto, le percorro, ci gioco, le riporto sulle tele. Forse sono leggere e, tutto questo è solo il frutto di un animo altamente sensibile! La passione per la pittura mi da una grande energia. La pittura è uno dei migliori alimenti dell’uomo! …… la pittura …… Grazie ad essa!

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