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Introduzione e formazione degli accordi maggiori

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Con questo lavoro non pretendo certamente di dare una panoramica corredata di ogni dettaglio. Per questo scopo ci sono i grandi trattati realizzati da grandi nomi, per giunta anche facilmente reperibili. Il mio vuole essere un semplice ausilio che spero davvero aiuti a risolvere i problemi nella loro generalità. Ringrazio anticipatamente chi gentilmente vorrà segnalarmi imprecisioni di carattere tecnico od errori. Talvolta, per rendere comprensibile il ragionamento ai più - che sono  coloro con una leggera infarinatura di teoria o totalmente sprovvisti - di adottare un linguaggio improprio ma, penso, efficace ai fini di rendere più chiara l'esposizione. La guida è stata scritta non per i "chitarristi" ma per chi strimpella la chitarra. Per non rendere troppo pesante il lavoro, soprattutto per chi deve leggerlo e rifletterci sopra, ho preso in considerazione soltanto la tonalità del Do (scala naturale) che poi ognuno potrà trasportare nelle altre undici tonalità.  Quello che conta è riuscire a capire con quale meccanismo vengono formati gli accordi e non tanto il fine di ottenerli, perché esistono dei prontuari che sorpassano per comodità questo ed ogni altro trattato teorico. Nel mio sito web, infatti, esiste una sezione che comprende un semplice e comodo prontuario di accordi.

La scala cromatica

Per capire bene la formazione degli accordi è necessario innanzitutto dare un nome ai dodici gradi della scala cromatica che è formata da suoni distanti l'uno dall'altro di un semitono (nella chitarra il semitono corrisponde ad un tasto). Ad ogni dieses corrisponderà anche il bemolle del grado superiore (ad essere pignoli non è proprio sempre così per il fatto delle "comme" nelle "teoria della musica" nelle quali evito di addentrarmi), e, ogni grado della scala verrà nominato con il proprio termine. Scelgo per comodità di partire dal Do ma si potrebbe partire da qualsiasi nota e quindi far risultare cambiati tutti i nomi in riferimento alle nuove posizioni sulla scala cromatica: il Do potrebbe divenire quarto grado e tutte le altre note di conseguenza cambierebbero posizione e nome. Ma cerchiamo di rendere tutto più semplice!

semitoni Grado Nota Nome Posizione in ottava Posizione ottava superiore
0 do - si# Tonica prima ottava giusta
1   do# - re bemolle Sopratonica - Sottocaratteristica seconda minore nona minore
2 re Sopratonica - Sottocaratteristica seconda maggiore nona maggiore
3   re# - mi bemolle Caratteristica terza minore decima minore
4 mi - fa bemolle Caratteristica terza maggiore decima maggiore
5 fa - mi# Sottodominante quarta giusta undicesima giusta
6   fa# - sol bemolle Sottodominante quarta aumentata - quinta diminuita undicesima aumentata - dodicesima diminuita
7 sol Dominante quinta giusta dodicesima giusta
8   sol# - la bemolle Dominante quinta aumentata -sesta minore dodicesima aumentata - tredicesima minore
9 la Sottosensibile sesta maggiore tredicesima maggiore
10   la# -  si bemolle Sottosensibile settima minore quattordicesima minore
11 si - do bemolle Sensibile settima maggiore quattordicesima maggiore

Dallo schema risulta comprensibile che - come indicato nell'ultima colonna - si va oltre l'ottava e quindi troviamo la nona, la decima, l'undicesima, la dodicesima, la tredicesima e la quattordicesima. Negli accordi troveremo anche questi intervalli ad eccezione della dodicesima e della quattordicesima. Questa tabella l'ho costruita sia per la formazione di un generico accordo, sia per poi poterlo trasportare con facilità in qualsiasi tonalità. A questo punto possiamo iniziare a costruire gli accordi, e, come sopra accennato faremo riferimento al Do.

Do maggiore

L'accordo di Do maggiore si presenta con il termine di "Do+", "C", "Do M", "Do". Il consiglio è di memorizzare questi segni ma di usare soltanto l'aggiuntivo "+" o "M". L'accordo maggiore è, insieme a quello minore e di settima, il più impiegato nell'accompagnamento dei vari brani e consiglio di memorizzarlo in tutte le tonalità. Il prospetto sopra riportato ci aiuta a formare l'accordo e quindi a trasportarlo in altre tonalità.

Guardiamo come viene formato: Tonica, terza maggiore e quinta (Do - Mi - Sol). Ricordiamo che la terza si chiama caratteristica proprio perché caratterizza l'accordo (minore o maggiore). Se impiegavamo la terza minore si otteneva Do minore. Riflettendo sull'accordo ed esaminandolo più a fondo (ma se vi crea confusione potete benissimo fare a meno di continuare) notiamo che il primo intervallo è di terza maggiore ed il secondo è di terza minore; in altre parole tra il Do ed i Mi ci sono quattro semitoni mentre tra il Mi ed il Sol tre semitoni. Per l'accordo minore succede invece il contrario. Il suo suono emesso da questo accordo è sentito come "positivo" dal nostro orecchio.  Le posizioni nella chitarra si trovano alla pagina Accordi Maggiori

Domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: Come lo intendi il tempo forte nella battuta?

   

Risposta alla domanda a bruciapelo: Nella battuta c'è il tempo forte e quello debole. Il tempo forte è sempre il primo. Il 3/4 ha un tempo forte e due deboli mentre un 4/4 ha un tempo forte e tre deboli tra i quali, quello terzo può essere considerato mezzo forte.