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Pizzicare le corde della chitarra
Il primo esercizio da fare è quello di piegare le nocche, pizzicando la corda e continuare la corsa del dito fino a toccare il muscolo della base del pollice. Una volta raggiunta la base lasciarlo cadere di nuovo giù. Farlo diverse volte anche con il medio e l'anulare.
Per i due tipi di tocco esistono due inclinazioni leggermente diverse, cioè una per il tocco "tirato" (il semplice pizzicato) ed una un po' meno inclinata per il tocco appoggiato. Tuttavia bisogna fare attenzione al tocco appoggiato che a sua volta ha tre diverse posizioni a seconda delle dita impiegate. Queste varie posizioni sono puramente individuali e dipendono dalla struttura delle dita. Una mano regolare ha il medio più lungo delle altre dita e l'anulare più corto dell'indice. Quando per il tocco appoggiato si impiegano l'indice ed il medio, la mano ha una certa posizione, che deve risultare differente a quella di quando si impiegano l'indice e l'anulare oppure il medio e l'anulare. Osservate le nocche che, da parallele rispetto alla cassa, devono prendere altre diversi orientamenti nelle varie combinazioni (i-m, i-a e m-a) proprio per compensare la differenza di lunghezza fra le due dita. Per capire bene questa inclinazione, impostate la posizione base del tocco appoggiato, poi immaginate come dovreste ruotare la mano se il dito più corto fosse ancora molto più corto di quello che effettivamente è. Naturalmente non esagerate perché la differenza di posizione è minima ed incide pochissimo sulla qualità del suono e sulla velocità. Tuttavia è proprio quel pizzico di qualità è velocità in più che conferisce prestigio al suonatore. Ripetizione e non ripetizione del dito che pizzica la corda Il pollice è libero di pizzicare una corda e ripeterlo a piacimento nella melodia, mentre nell'arpeggio generalmente conviene alternarlo con le altre dita. Tuttavia ci sono molto spesso casi in cui il pizzico del pollice deve essere ripetuto, anche per acquisire una migliore memoria muscolare e quindi distinguere melodia dall'accompagnamento (ovvero il pollice nel canto e le altre tre dita nell'arpeggio). Per le altre dita la regola generale è quella di non ripetere mai il pizzico con lo stesso dito, ma è opportuno ricordare che non sempre conviene rispettarla: ci sono casi in cui si deve scegliere se cambiare dito o ripetere con lo stesso, perché il passaggio ad un'altra corda spesso richiede tale riflessione. La priorità è sempre quella di cambiarlo, ma se la pausa - un po' più lunga - lo consente, il dito deve ripetere il pizzico rifasandosi quindi nella migliore sequenza. La migliore sequenza è sempre quella che, al raggiungimento del cambio della corda (ad esempio dalla 1° alla 2°), fa trovare il dito indice nel pizzico (se si impiega l'indice ed il medio), ovvero il dito medio nel pizzico (se si impiega il medio e l'anulare), altresì l'indice (se si impiega l'indice e l'anulare). Tutto questo, naturalmente, verrà invertito quando si passa dalla 2° alla 1° corda. In questo caso il miglior rifasamento sarà quello che permette di raggiungere la nuova corda con il dito inferiore. I pizzichi simultanei Il pizzico simultaneo è il pizzico che interessa più corde e più dita (tante corde per tante dita, cioè due o tre note simultanee). Non esiste il tocco appoggiato e la modalità è esattamente quella descritta sopra. Nel pizzicare le corde con due o tre dita fare fate attenzione che queste siano ben unite, ed osservate che la mano intera non contribuisca a tirare le corde. In altre parole la mano, ad ogni pizzico, deve stare decisamente ferma. Provate gli esercizi nelle varie combinazioni delle dita. Si veda anche Chitarra e tendiniti. Domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: aumentando di un semitono un intervallo giusto o maggiore che tipo di intervallo otteniamo? E se invece il semitono lo togliamo agli intervalli giusti o minori cosa otteniamo. Risposta alla domanda a bruciapelo: Aumentando di un semitono gli intervalli maggiori o giusti otteniamo intervalli "aumentati". Togliendo un semitono agli intervalli minori o giusti otteniamo intervalli "diminuiti".
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