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Iniziare con la chitarra

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Primo consiglio: Ad ogni inizio seduta occorre sempre il riscaldamento di entrambe le mani. Se sono fredde non devono lavorare subito a pieno regime sulla tastiera e  sulle corde, ma vanno riscaldate con qualche esercizio a lento moto. Se non si rispetta questa regola, dietro l'angolo ci sta la disarticolazione delle dita e le tendiniti. Talvolta bastano soltanto un paio di minuti! Quando si debbono affrontare brani molto veloci il riscaldamento deve essere più lungo.

Altro consiglio è quello impiegare la propria energia dove effettivamente serve. Imparare a riconoscere le proprie reazioni muscolari, non solo quelle che interessano direttamente la chitarra ma su tutto il corpo, ascoltandolo e riascoltandolo in rilassamento ed in tensione. Il principiante non immagina di quanto sia importante l'ascolto delle spalle!

Quando per la prima volta si intraprende lo studio di questa disciplina, soprattutto senza un maestro, si è portati a dirigere le proprie energie anche su ciò che non serve. Attenzione quindi agli involontari ed inutili balletti delle dita sulla tastiera. Queste ultime devono fare soltanto i movimenti che l’esecuzione dei pezzi richiede, e, la nostra muscolatura deve rispondere solo a quello, senza quindi mantenere in tensione le dita, mani, braccia e spalle. Gli esercizi eseguiti al rallentamento fanno sì che questi autocontrolli avvengano nelle dovute maniere. In musica, generalmente si cerca di superare l'esercizio eseguendolo a lento moto, poi piano piano si aumenta di velocità fino a raggiungere quella di esecuzione. Talvolta si può sorpassare il tempo rallentato di un esercizio più facile e farlo a velocità di esecuzione o addirittura passare ad un esercizio di livello superiore; qualche volta va bene, ma altre volte quel facile esercizio, che nascondeva dentro di sé qualcosa di cui non si poteva fare a meno di imparare, ci mancherà ed imperdonabilmente ce lo ricorderà nei momenti meno opportuni.

A proposito del moto lento, ci sono degli esercizi di base da eseguire solamente al rallentatore che devono essere fatti come tali e per per sempre, a prescindere dal livello raggiunto dal chitarrista, perché servono per mantenere viva la coordinazione delle dita, servono per una migliore conoscenza di ogni muscolo del corpo inutilmente in tensione, servono per controllare che sulla chitarra (soprattutto sul manico) non ci siano pressioni strane (ad esempio sostenerla con la mano sinistra, viceversa far gravare il peso del braccio sulla tastiera, tirare verso di se il manico o viceversa allontanarlo dal corpo, imbracciarla con troppa forza, aggobbirsi su di essa, etc.). Focalizzare l’energia per i movimenti necessari è di primaria importanza perché, passati i primi periodi, tutto diventerà automatico.

Se dopo un duro studio, ci si accorge che fanno male i muscoli della mano sinistra, oppure i muscoli del braccio, delle spalle, della schiena o qualsiasi altra parte del nostro corpo, questo vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato nella postura generale o nei posizionamenti delle mani (o polsi, braccia, spalle...). Quindi .....indagare sempre!

Costruitevi una giusta tecnica di base a cui fare sempre riferimento: Durante tutto l’arco della vita nel quale studiamo questo prezioso strumento accade molto spesso di risolvere dei problemi con tecniche personalizzate. Occorre fare molta attenzione all’applicazione di queste ultime; generalmente arricchiscono la nostra preparazione ma alcune, agendo sulla configurazione tecnica di base potrebbero rivelarsi nettamente negative. E’ bene quindi riconoscere ed analizzare sempre le nostre nuove scoperte prima di metterle in pratica. Detto questo rimane scontato che la prima configurazione tecnica di base è una cosa di primaria importanza e va studiata perfettamente sui manuali che ci tramanda l’esperienza dei grandi musicisti del passato: Sagreras, Carulli, Carcassi, Giuliani, Sor ...... e tanti altri Grandi.

Domanda a bruciapelo con risposta in fondo alla pagina: Che differenza passa tra l'intervallo armonico e quello melodico?

   

Risposta alla domanda a bruciapelo: Innanzitutto definiamo l'intervallo che è la distanza tra due suoni (note). Quando l'intervallo viene riferito a note sovrapposte si definisce armonico, mentre quando le note vengono eseguite una dopo l'altra l'intervallo viene definito melodico.