Entriamo nel vivo del ritratto ad olio e dipingiamo:
Nel video dipingo un uomo che è stato
veramente grande (9
minuti), ma dato
lo scarso tempo a disposizione, lo considero un semplice abbozzo da ritornarci
sopra quando il dipinto sarà completamente essiccato.
Non mi piace dipingere su una
tela vergine per non essere influenzato dal suo candore.
Preferisco dare una prima imprimitura con colori di base
Preparazione della
tela: con i tre colori base ed un po' di bianco
stendo i colori sulla tela. Per avere una rapida
essiccazione impiego i colori acrilici.
Se queste grandi macchie di vivo colore danno fastidio per la
realizzazione del quadro potrete scegliere di lavorare su una
superficie a tinta unita, che sarà sempre meglio della tela bianca.
Scegliete una tinta un po' "neutrale".
Tra una mezzora
incomincerò a fare il disegno (vedi pagina precedente) e
quindi ad aggiungere altri colori sullo sfondo.
Il disegno con il
pennello: Disegno direttamente con un pennellino (il
n° 1) impiegando gli stessi colori acrilici. La mia
preoccupazione, adesso, è soltanto quella di rispettare
i chiaroscuri a prescindere dal loro colore. Disegno gli
occhi, il naso, la bocca, il mento, l'orecchio sinistro
(visto allo specchio), la mano destra (più grande per
dare l'effetto prospettico ... vedi pagina precedente).
La maglia la lascio con gli stessi colori della prima
imprimitura. La parte sinistra del viso è illuminata,
quindi enfatizzo le ombre sulla parte destra. Qui devo
fare molta attenzione e quindi dare a queste la loro
giusta collocazione, perché proprio questi chiaroscuri
definiranno le mie forme. Questo è l'ultimo intervento
della mia razionalità perché, nel momento in cui
incomincerò la vera colorazione, smetterò di ragionare e
mi affiderò esclusivamente al mio istinto coloristico.
Inizio a dipingere con
i colori ad olio: Metto via la tavolozza dei colori
acrilici ed inizio a usare i colori ad olio: ocra
gialla, rosso inglese, carminio, blu oltremare, blu
cobalto, giallo di cadmio (quello vero non d'imitazione)
il rosso cinabro, la lacca verde bianco e nero.
Rispettando sempre i chiaroscuri dati in precedenza, mi
diverto a stendere ricche gamme cromatiche sul viso con
tendenze al blu, al verde, al giallo, al rosso ed a
tanti tipi di grigio. Per adesso non mi interessa
l'equilibrio coloristico, ma soltanto l'equilibrio di
luce ed ombra. Se volete potrete aggiungere altre
tendenze, purché vengano accostate e non ammorbidite con
la sfumatura (questa richiede un'altra tecnica non
descritta in queste pagine). Anche nei capelli ho steso
varie gamme cromatiche. In essi si possono notare le
varie tendenze verso i grigi, verso il magenta, il
verde, il blu. Questi colori faranno la loro parte
quando saranno ricoperti da altri colori. Intanto con
questo sistema si raggiunge una tonalità globale
"graduale". È
sconsigliato partire con una tela bianca perché i colori
che ci sembrano tali, non saranno più tali quando tutto
sarà coperto di pittura. Nelle pagine precedenti è stato
largamente descritto il perché della pericolosità di
lavorare sul candore delle tele vergini.
Ricerca della
tonalità: Incomincio a
preoccuparmi del colore. Se voglio una tonalità del viso
in armonia con tutto il resto del quadro, devo prima
realizzare ciò che lo circonda, cioè lo sfondo, la
maglia e la mano. Questo perché il viso, non solo è
circondato, ma è anche molto più piccolo di tutto
l'insieme. Siccome l'illuminazione proviene da destra
(io sono allo specchio), questa parte la faccio più
chiara e vado degradando verso lo scuro nella parte
sinistra (cioè destra). Aggiungo altro verde alle ombre
del viso, Aggiungo il rosso vivo, il blu vivo ed il
verde alle forti ombre sulla mano. Dipingo la maglia con
un rosso a molte piccole gradazioni (quasi
impercettibili). Rafforzo le ombreggiature dei capelli.
Guardo l'orecchio e decido di lasciargli (per adesso)
quel magenta di prima imprimitura.
Lascio essiccare il
quadro e lo terminerò nella prossima seduta, quando il
suo stato di essiccazione me lo permetterà.
Sono passati due giorni. Prendo il quadro e
vedo che la pittura ha già raggiunto un buono stato di
essiccazione e decido di portarlo a termine. Analizzo bene il
chiaroscuro ed arrivo alla conclusione che lo sfondo dovrebbe
essere più scuro. Analizzo il cromatismo e mi rendo conto che
difetta di giallo. Come al solito, quando mi trovo a dover agire
sul colore e sul chiaroscuro, preferisco sempre partire da
quest'ultimo. Incomincio pennellata dopo pennellata con la
colorazione della parte sinistra, andando a degradare verso il
chiaro quasi impercettibilmente raggiungendo la parte destra.
Non schiarisco con il bianco ma con tanti colori. Ogni
pennellata viene accostata all'altra ed è impercettibilmente
sempre diversa. Faccio la stessa cosa con il rosso della maglia.
Senza aver toccato il viso mi accorgo che il suo colore è più
vivo e che la sua plasticità è aumentata. Adesso sembra quasi
che venga fuori dalla tela. È bastato scurire lo sfondo ed
ed il ritratto ha preso una colorazione diversa. Questo
naturalmente non mi basta. Lo sfondo, più o meno, rimarrà tale e
la maglia necessiterà di qualche ritocco, ma adesso devo
solamente preoccuparmi di armonizzare il viso con l'intero
contesto coloristico. Devo stendere nel viso colori che non
diano fastidio all'occhio. A questo punto la cosa migliore è
quella di osservare bene i colori della realtà ed inserirli nel
ritratto. Se questa operazione la facessi su una tela bianca,
alla fine, quando tutto il quadro sarà completamente colorato,
avrei dei colori sul viso che non corrisponderebbero alla
realtà, perché influenzati sin dall'inizio dal bianco della
tela. Adesso seguo i miei istinti. Bastano poche pennellate sui
capelli e poche pennellate nel viso. Un po' di attenzione negli
occhi ed ecco il quadro portato a termine. Lo osservo
attentamente e vedo moltissime macchie di colore, gradevoli ma
irreali. Allontano il quadro a 3 - 4 metri di distanza e mi
accorgo che è vivo ed ha movimento. Mi basta questo ..... lo
accetto.
Come realizzare il color carne: Nelle
prime righe non ho
voluto descrivere come ottenere il color carne perché nella
pittura tutto è relativo. Non esiste un color carne assoluto. Se
prendete un quadro di Raffaello e cercate di fare quel color
carne, sicuramente riuscirete dopo alcuni tentativi, ma non
avrete risolto nulla. Quel color carne identico a quello di
Raffaello, per essere tale, deve essere inserito nello stesso
contesto raffaellesco, perciò non scrivetevi nessuna ricetta di
color carne perché è superfluo. Tuttavia esiste un color carne
generico che fa riferimento ad una generica illuminazione
(esempio, quella del sole) e potrete impiegarlo soltanto in quel
contesto. Servirà a poco! .... comunque ..... prendete ocra
gialla, mescolatela con un pizzico di rosso inglese, un po' di
bianco, un pizzico di carminio ed una puntina piccolissima di blu cobalto. In questa
maniera otterrete il color carne per essere inserito in un
contesto ..... poi dovrete cercare altre formule .... ma è bene
farsi guidare dal proprio gusto, a seconda della tonalità che
prende l'opera nelle varie sedute. Vi accorgerete di un carnato
che ha dei bellissimi effetti, dopo un cambiamento di sfondo o
quanto altro lo circondi, potrebbe non piacervi più.