Iniziamo a dipingere ad olio la testa
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Il ritratto ad olio .... un'impresa dal vivo ... non
facile!
Nelle precedenti lezioni di pittura abbiamo analizzato
separatamente il disegno dei vari organi della testa, cioè
la bocca, il naso, gli occhi, i capelli e le orecchie.
Essendo stati studiati separatamente non sono state prese in
considerazione le varie proporzioni. Conosciamo per adesso
soltanto la proporzione larghezza testa-spalle in un
rapporto generico di 1 a 2, cioè una testa è circa metà
delle spalle.
Andiamo a conoscere le altre proporzioni. Dividiamo la testa
in quattro sezioni (per nostra comodità ne riporteremo
cinque aggiungendo il taglio della bocca). Queste quattro
zone, prese in una prospettiva frontale o di profilo, hanno
più o meno la stessa altezza. Queste proporzioni variano in
maniera esagerata soltanto in funzione della ripresa in
altezza, cioè con il modello visto dall'alto o dal basso. In
parole povere queste proporzioni cambiano notevolmente
soltanto nei casi in cui il pittore sta seduto ed il modello
è in piedi e viceversa. |
Abbiamo
visto nelle pagine precedenti come vengono disegnati i vari organi,
quindi rispettando le proporzioni, saremo in grado di realizzare a
matita l'intero volto. Succederà questo: Avrete impiegato l'anima
per fare il disegno a matita o carboncino rispettando i
chiari-scuri, le forme, i riflessi le varie espressioni dei diversi
attimi, ma adesso non ve la sentite di sprecare l'opera stendendoci
sopra il colore, rischiando anche di rovinare tutto. Avete ragione! È
perfettamente inutile particolareggiare perfettamente un volto e poi
dipingerci sopra! Bisogna semplificare.
Ecco come dipingo il mio ritratto:
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Le mie misure: Mi metto di fronte allo specchio con
un righello, appoggio il palmo della mano sullo specchio e
stendo l'intero braccio. Questa sarà la distanza dallo
specchio. Circa una sessantina di cm. Avevo detto in
precedenza che la distanza ideale doveva essere intorno al
metro e non andare sotto gli 80 cm. mentre adesso siamo
verso i 60. Bisogna tener conto però che lo specchio
raddoppia tale distanza: 60 cm. tra me e lo specchio, più 60
cm tra lo specchio e l'immagine virtuale, cioè 120. Con il
righello misuro quelle quattro (cinque) zone che risultano
essere: testa 2,8 cm.; fronte 3 cm.; naso 3 cm.; mento +
sopralabbro 3,2 cm; bocca 1 cm. dal naso e 2,2 dal
mento. Naturalmente queste non sono misure reali ma soltanto
misure proporzionali, che aumentano o diminuiscono in
rapporto alla distanza dallo specchio.
Le spalle 16 cm. ma diventeranno molto più
larghe prendendo in considerazione gli esterni delle
braccia. Non fatevi ingannare dalla lunghezza del collo! Il
principiante tende a distanziare la testa dalle spalle!
Sbagliato! .Questo succede soltanto quando il modello è
visto dal basso. In questo caso si vede il sotto mento, e le
misure delle zone sopra riportate, diminuiscono
notevolmente. La testa si annulla. |
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Scelgo la prospettiva
in tre quarti: Giro leggermente il volto verso
destra ed ottengo una vista in 3/4. Tutte le misure
sopra riportate rimangono tali, ad eccezione dell'intera
larghezza, che aumenta leggermente. Nelle prime fasi
deve entrare in funzione la razionalità per poter dare
un sicuro avvio e lavorare in seguito su una
composizione ben equilibrata. Arriverà il momento di
abbandonare questa razionalità ed affidarsi
completamente al gusto del cromatismo, ma è ancora
troppo presto ..... molti sono i tranelli! I più grandi
sono gli stereotipi (visioni semplificate condivise
dalla maggioranza). Queste portano fuori dalla realtà,
ci fanno disegnare cose che non corrispondono a quello
che effettivamente vediamo, e non ci danno modo di
identificarli e quindi correggerli. Tre sono i mezzi per
combatterli, cioè continue misure, rispetto dei
chiaroscuri e
volontarie trasgressioni. Queste
ci aiutano ad allontanarsi dagli stereotipi. Incomincio
con le prime trasgressione e, volontariamente faccio la
zona appartenente agli occhi non parallela alle altre,
enfatizzandola, poi enfatizzo l'altezza del collo
accorciandola al punto tale che le spalle arrivino
addirittura all'altezza della bocca. |
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I tre
mezzi della razionalità: Non mi stanco di prendere
misure e fare correzioni, rispetto rigorosamente le
posizioni degli scuri e quindi di conseguenza le
posizioni delle zone che rimangono bianche. Ho scelto
una fonte di luce proveniente da destra e quindi la
maggior parte delle ombre sono a sinistra. Le ho
abbozzate ma i loro posizionamenti devono essere esatti,
perché sono questi che conferiscono al ritratto la
somiglianza. Ho fatto l'occhio destro leggermente più
piccolo di quello sinistro perché la mia razionalità mi
dice che, essendo il volto in 3/4, l'occhio destro è più
lontano del sinistro e quindi, per dare l'impressione
che siano uguali devo farlo leggermente più piccolo.
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Completo
la composizione: Devo completare il disegno, quindi
abbozzo gli occhiali e la mano destra. Siccome io lavoro
con la destra, perciò, non potendo avere fisso il
modello della mano davanti allo specchio, devo guardare,
memorizzare e soprattutto ragionare. Per poter dare
l'impressione che la mano sia proporzionata al viso, la
mia razionalità mi dice che la devo fare molto grande
perché si trova su un piano prospettico più vicino.
Inoltre la razionalità mi dice di non focalizzarla
troppo perché, essendo in primo piano, potrebbe
sottomettere l'importanza del viso.
Adesso si
può incominciare a stendere il colore: soltanto per
motivi di rappresentazione ho dovuto lavorare con la
matita su un foglio bianco. Io non faccio mai questo, e
dipingo direttamente ad olio con un colore scuro e, per
giunta, su una tela non bianca ma trattata con colori
base (come faccio sempre con i paesaggi)
Continua
nella prossima pagina |
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