Dipingere i capelli ad olio
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Una bella capigliatura .... è già mezzo ritratto!
Per dipingere i capelli bisogna preparare molto bene il
colori di fondo, perciò è assolutamente sconsigliato cercare
di dare gli effetti di luce ed ombre direttamente sulla tela
"bianca", ma questo è ancora insufficiente: come il viso e
le altre parti del corpo, i capelli necessitano una
preparazione di fondo, ma questa preparazione non basta,
quindi si richiede un'ulteriore stesura di colore, che
rimanga influenzata dal primo strato, per poter poi dare
corpo, movimento ed armonia all'intera capigliatura.
Ci
sono, negli stessi capelli delle zone che richiedono strati
di pittura fresca su strati completamente essiccati, e altre
zone, che richiedono nuovi strati di pittura su strati non
completamente essiccati.
Altre zone, in particolari condizioni, necessitano colore
fresco su colore fresco, cosa questa che il principiante
dovrà premurosamente evitare. |
Il capello preso singolarmente è un sottile
filo lucido, capace cioè di riverberare la luce e quindi di
rifletterla nelle più svariate direzioni a seconda della sua
disposizione. Detto questo se si avesse la pazienza di dipingere
tutti i capelli, dettagliatamente uno ad uno, sembrerebbe che alla
fine avremmo una testa perfetta ed armoniosa. Avremmo invece un
ammasso di tratti che forse non darebbero neanche la minima idea di
una capigliatura. Questa è una grande fortuna, perché se analizziamo
bene il tutto, ci accorgiamo che più semplifichiamo i capelli e più danno idea
di assomigliare a quelli del soggetto. Una volta preparato
accuratamente il fondo, bastano pochissime sapienti pennellate a
dare forma ed armonia ai capelli. Attenzione però a scegliere bene
il cromatismo di dette pennellate! Questo nel pittore proviene
dalla parte più profonda della sua mente e quindi, molto spesso
sorpassa la ragione. Il principiante deve riuscire a vedere nel
modello il vero colore del capello illuminato e quello del capello
in ombra. Ci sono nei capelli miriadi di colori derivati da
altrettanti effetti esterni. I principali si contano sulle dita
della mano:
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Il colore di secondo fondo (come sopra
descritto), essendo il colore di base dei capelli, è facile da
riprodursi. Ha soltanto parti chiare e pari scure che danno le
grandi forme della chioma. Si raccomanda di eseguirlo a piccole
macchie che degradano senza mescolarsi tra loro sulla tela.
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Dal modello che si ha davanti, cercare di
discernere il colore reale in luce, dal colore dei suoi
riflessi. Questo è molto importante perché la sequenza vuole che
si stenda prima il suo colore reale, poi quello riflesso.
Guardate bene il modello e soffermatevi attentamente per cercare
questa differenza.
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Stessa cosa di cui sopra per le parti in
ombra
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Stessa cosa di cui sopra per le parti in
"ombra riportata" che rendono più pure le zone che ombreggiate
dai capelli, che talvolta colpiscono anche il viso.
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Riflessi della parte in luce che dipendono
soprattutto dalla fonte di luce ma anche dall'ambiente. Questi
sono molto difficili perché, se non sapientemente stesi, possono
trasfigurare il cromatismo proprio del capello. Allora occorre
sforzarsi per riconoscere la differenza tra il colore proprio ed
il colore del riflesso. La foto riesce a dare l'influenza
del riflesso ma è molto difficile riprodurlo da essa. Per poter
studiare a fondo questa differenza, fate muovere lentamente la
testa del modello da una parte e l'altra per scrutare le
variazioni cromatiche: variano entrambe (purtroppo!) ma quelle
dei riflessi variano in modo repentino.
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Riflessi della parte in ombra che dipendono
esclusivamente dall'ambiente. La luce principale che colpisce il
soggetto, colpisce anche tutto il resto dell'ambiente e questo
riflette a sua volta i suoi colori alle parti in ombra del
soggetto (principalmente alle parti in ombra ma anche alle parti
già illuminate). All'esterno, sotto la luce del sole, in
una vasta e libera piazza senza nessuna cosa che circonda il
soggetto, praticamente non esistono riflessi ambientali, tranne
quelli della pavimentazione, che poco possono influire sulla
testa, che è per la sua gran parte esposta al cielo.
Io semplifico in questo modo in tre fasi:
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Prima fase: in questa fase, indipendente dal
colore dei capelli del soggetto, io accosto grandi macchie di
colore vivo con molte tendenze, che partono dal giallo cadmio,
blu oltremare e lacca di garanza e lascio essiccare bene la
tela. Naturalmente non starò con le mani in mano fino al giorno
dopo, perché mi sarò programmato il lavoro in modo da poter
dipingere altre zone, o addirittura passare ad un altro quadro da
iniziare o rifinire.
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Seconda fase: questa dipende dal colore dei
capelli del modello. Se è moro, stenderò colori scuri con molte
piccole variazioni di cromatismo, rispettando però le luci e le
ombre. I colori che adopero in questo sono il nero, i vari blu
(oltremare, Prussia, cobalto ecc ...), le terre (verdi rosse) i
rossi (carminio, lacca di garanza) i gialli (cadmio). In questa
fase cerco di conferire all'intera capigliatura le forme
generiche e già ricerco l'armonizzazione dei colori. Devo fare
attenzione a non mescolare nessuna pennellata già presente sulla
tela con altre nuove pennellate (questo lavoro lo può fare
soltanto chi ha la volontà di sfumare e ne ha l'abilità per
farlo). Se invece il soggetto è biondo, con gli stessi pigmenti
formerò colori più chiari e tendenti al giallo. Mi faccio
divieto di scurire
e schiarire con un solo colore!
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Terza fase: la capigliatura ha già una forma,
ed il suo colore è già armonizzato. Mancano gli sporadici
ciuffetti, i rilessi ambientali nelle parti scure, i riflessi di
luce
Qua sotto un volto, ho riportato un famoso
dipinto di
Hayez
(il conte Ninni):
Con un solo sguardo
riconoscerete il colore globale dei capelli, poi volendo entrare nel
particolare, osserverete i colori che assumono le parti illuminate e
quelle in ombra, quindi i riflessi molto accesi sulle parti in luce,
e, se fate molta attenzione, noterete anche qualche leggero riflesso
sapientemente steso sulle parti in ombra.
Per
quanto riguarda la colorazione dei capelli, lo vedremo più avanti,
quando dipingeremo un intero volto.
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Francesco Hayez: il conte Ninni (dal
sito web www.frammentiarte.it) |
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