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Prima di dipingere un volto ad olio
Se il quadro rifiutato dal committente è bello nel colore, nell'eleganza e nell'armonia, diventa un'opera di valore e rimarrà tale nel tempo. Tuttavia il requisito della somiglianza deve comunque essere preso in giusta ed equilibrata considerazione. Ogni volto ha una sua caratteristica globale di fondo, accompagnata da una miriade di caratteristiche secondarie. La prima è di fondamentale importanza perché è quella che colpisce globalmente l'occhio dell'osservatore, mentre le altre sono integrazioni che arricchiscono, oltre che la somiglianza, l'espressione del soggetto, quindi aiutano il pittore a tirare fuori tutta la sua espressività pittorica (da non confondere con l'espressione del soggetto, che è altra cosa). La prima può stare anche sola, mentre le seconde, pur aiutando molto ad avvicinare il dipinto al reale, non riescono da sole a dare all'opera quella dose di vitalità, che dovrebbe essere trasmessa d'impatto al fruitore. Con le sole seconde caratteristiche si sentiranno generalmente questi discorsi: "scusami ma non gli assomiglia per niente ...... poi ..... ma sai! A guardarlo bene incomincio a vederci qualcosa .... poi ancora .... si! Effettivamente è lui .... ma!". No, non sono questi i discorsi che dovrete sentire! Dovrete notare l'effetto del primo impatto del fruitore con l'opera! E questo vale anche per chi il quadro lo realizza. Dopo averci lavorato per ore, deve posarlo rovesciato in modo che non lo veda ogni volta che gira per lo studio. Un bel giorno se lo troverà davanti ..... ed ecco il senso di meraviglia!
Iniziamo a capire quali siano gli
elementi implicati nella somiglianza: Innanzitutto sono i
contorni del viso e dei suoi organi come gli occhi, la
bocca, il naso. Non meno importanti sono le luci e le ombre
che le sporgenze di questi organi hanno, o proiettano sulle
varie zone del viso. Il naso (come pure ogni altro organo)
ha sempre una parte illuminata ed una parte in ombra e,
molto spesso proietta la sua ombra su una parte ben definita
del viso. Questi due tipi di ombre sono importantissime: la
prima conferisce plasticità, mentre la seconda giustifica la
sporgenza di un organo sul viso. In altre parole, in un
ritratto, un naso molto lungo visto di fronte, per dare
l'impressione di essere tale, il pittore deve proiettare sul
viso un'ombra certamente più ampia di quella appartenente ad
un naso corto. Attenzione agli inganni prospettici!
prendiamo il caso degli occhi; questi hanno la stessa
dimensione, quindi in posizione frontale bisogna dipingerli
perfettamente uguali di dimensione. Nella posizione di tre
quarti, occorre tenere presente che un occhio è leggermente
più lontano da noi e quindi, per poter dare l'impressione
che i due occhi siano uguali, noi dobbiamo dipingerlo
leggermente più piccolo. Attenzione però a due
raccomandazioni: il ritratto deve essere in primissimo piano
e la differenza delle dimensioni deve essere piccolissima ed
impercettibile, al punto tale che non dovrete notarla, ma
soltanto sapere di averla rispettata. L'occhio
dell'osservatore, per effetto prospettico vedrà uguali gli
occhi .... ma attenzione a non esagerare .... in questo caso
sarebbe più saggio eseguirli uguali. Naturalmente questa
regola non va bene se il ritratto viene preso dalla
fotografia, perché quel lavoro l'ho già fatto la macchina
fotografica. |
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