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Cambiando lo sfondo cambiano i colori dell'oggetto
La seconda ragione influisce soltanto all'apparenza sui colori dell'oggetto, ma li influenza in modo molto più marcato con la logica della nostra mente calcolatrice. Il nostro oggetto, sempre di quel verde ben definito, e sempre per la ragione della legge dei complementari, cambia il suo colore a seconda dell'intensità di luce dello sfondo, per la ragione sopra descritta, ma anche perché il nostro cervello elaborando i dati che vengono dalla tela, decide sulla forza da interpretare del colore dell'oggetto. Se sulla tela, lo sfondo é scuro, ed anche l'oggetto che abbiamo dipinto è scuro, i calcoli inconsci della nostra mente ci dicono che il colore dell'oggetto é scuro perché scuro é l'ambiente, e che invece, portato alla luce, esso potrà diventare di quel verde ben definito. Quindi sulla tela, noi un oggetto di un suo ben definito colore, possiamo dipingerlo tra una gamma di luminosità che sta tra il bianco al nero, purché lo giustifichiamo con la luminosità dello sfondo. I colori di tutto ciò che ci circonda, noi li conosciamo come tali a tutte le ore del giorno e della notte, con la luce del sole, con la luce delle lampade, con la luce del fuoco, ma talvolta non ci rendiamo conto che essi cambiano in modo marcato ogni qual volta cambia la luce.; è l'elaborazione automatica della nostra mente che traduce in colore i raggi emessi da un corpo. Se essa riceve raggi deboli da un corpo, dovrebbe arrivare alla conclusione che il corpo é scuro, invece non è così. La mente non si accontenta di un solo parametro, ma vuole sapere se questi deboli raggi sono dovuti all'ambiente scuro, oppure al fatto che sia proprio l'oggetto ad essere scuro. Quindi, se in pieno giorno l'oggetto è chiaro, questo é veramente chiaro. Se in un ambiente scuro l'oggetto é scuro, esso, sicuramente tornerà più o meno chiaro alla luce del sole. Questo ragionamento sta alla base di tutto e dobbiamo sempre tenerlo presente. Quello che ho appena detto, é di una logica talmente evidente che non avrebbe dovuto essere neanche riportato. È stato però necessario ricordarlo perché é proprio questa logica che ci inganna durante le nostre sedute pittoriche. È il pittore che deve ingannare e riportare sulla tela, spesso logiche inverse a quelle della natura. Di sovente ci confondiamo mescolando le due opposte logiche a scapito degli effetti emotivi del quadro. Prendiamo ad esempio il caso della nebbia. Cosa dice la nostra logica riguardo ad essa? Quando c'é nebbia si riduce la visibilità e si indeboliscono tutte le immagini davanti ai nostri occhi. Come dobbiamo ragionare sulla tela di fronte alla nebbia? Dobbiamo ragionare in modo inverso. Proviamo a dipingere dal vivo una figura su una tela nuova e diamogli un colore molto tenue e quasi sfocato. Non facciamo per ora nessuno sfondo. Essa apparirà come tale, debole e sfocata. Se la circondiamo poi da uno sfondo molto forte essa risulta essere ancora più debole. Proviamo invece a circondarla dal grigiore di una fitta nebbia e vediamo, a cose finite, cosa succede. La figura si sarà rafforzata ed avrà preso i suoi colori naturali! In conclusione, se dal vivo, la nebbia indebolisce la visibilità, sulla tela l'applicazione di essa rafforza i deboli colori degli oggetti, perché la loro debolezza é giustificata dalla nebbia stessa che li circonda. Il nostro cervello, prende in considerazione come risulterebbe quella figura, se tutto intorno fosse chiaro. ...... Chiaro?!? |